Bacopa e moringa, due nootropi ayurvedici

1)BACOPA MONNIERI

Generalità
La bacopa viene chiamata in India “Brahmi”, in riferimento a Brahma, il dio creatore del pantheon Hindu.
E’ stata menzionata per la prima volta nel VI secolo a.C. nel Caraka Samhita per le sue proprietà benefiche su stress, memoria e concentrazione.
Viene impiegata da oltre 3000 anni in medicina ayurvedica.
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Effetti nootropici
Diversi studi comportamentali condotti su cavie animali dimostrano che la somministrazione di bacopa potenzia l’apprendimento motorio e ritarda la perdita dei pattern acquisiti [1].
I bacosidi isolati dalla pianta facilitano la funzionalità della memoria anterograda ed attenuano l’amnesia indotta da scopolamina, diazepam ed altri ipnotici, probabilmente agiscono sui livelli di acetilcolina e glutammato [2].
L’azione combinata pro-colinergica, antiossidante, antinfiammatoria, vasostimolante, chelante, adattogenica e inibente per i depositi di proteina beta-amiloide la rendono il supplemento naturale ideale per prevenire l’insorgenza e trattare i sintomi delle malattie neurodegenerative [3].
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Effetti antidepressivi
Estratti alcolici sono stati testati sui ratti dimostrando un significativo effetto antidepressivo, i composti responsabili sembrano essere bacosidi, bacopasidi e bacopasaponina [4].

Effetti ansiolitici
Riduce i livelli di stress ed ansia provocando l’abbassamento dei livelli di noreprinefina e l’aumento di quelli di serotonina. Ad alte dosi ha superato in efficacia il lorazepam, senza dar luogo ad effetti collaterali di rilievo [5].

Effetti antidiabetici
Un estratto a base di bacopa ha incrementato l’utilizzo del glucosio su alcuni ratti diabetici in maniera simile all’insulina [6].

Effetti antinfiammatori, antiossidanti, gastroprotettivi ed antiulcera
Le sue proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti la rendono molto utile anche nel trattamento dei disturbi gastrici, riduce la sintesi delle prostaglandine stabilizzando le membrane lisosomiali. Inoltre combatte la diarrea e riduce il rischio di ulcere [7].

Effetti antimicrobici
E’ attiva contro Salmonella typhi, Pseudomonas aeruginos, Staphylococcus aureus, Vibrio cholera, Candida albicans ed Escherichia coli [8].

Effetti endocrini
Un estratto a base di bacopa ha indotto l’aumento dell’ormone tiroideo (T4) del 41% senza influire sulla perossidazione epatica lipidica (LPO), questo lo renderebbe un farmaco naturale ideale per i casi di ipotiroidismo [9].

2)MORINGA OLEIFERA

Generalità
In India le foglie di moringa vengono impiegate da più di 2000 anni in medicina Ayurvedica per il trattamento di ben 300 tipi diversi di malori.
In Africa costituisce da sempre un importante fonte di cibo, viene consumata per combattere la malnutrizione.
Le foglie di moringa sono ricche di proteine, minerali, beta-carotene ed altri composti antiossidanti, mantengono un elevato contenuto di proteine anche dopo l’essicazione.
Da risorsa d’emergenza per le popolazioni sottosviluppate sono diventate oggi un ingrediente comune in molti integratori alimentari.
Degli sono stati testati con successo anche come stimolanti naturali per la crescita delle colture di grano, mais e riso.
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Effetti antiossidanti ed antidiabetici:
Estratti a base di foglie di moringa hanno un altissimo potenziale antiossidante, da alcuni test in-vitro sembrano prevenire i danni indotti da una dieta ad alto contenuto di grassi.
Inoltre aiutano a controllare la glicemia [10].

Effetti anticonvulsivanti
Gli estratti alcolici dimostrano una significativa azione anticonvulsivante, proteggono le cavie da elettroshock ed altri stimoli epilettizzanti [11].

Effetti ipotensivi
I glicosidi tiocarbamati e isotiocinati agiscono sulla pressione e la frequenza cardiaca, sono i responsabili degli effetti antipertensivi della moringa insieme ai glicosidi nitrilici [12].

Effetti antitumorali
Sempre questi composti inibiscono la crescita delle cellule tumorali [13].

Effetti epato e nefroprotettivi:
Da alcuni test si evince che sia in grado di proteggere fegato e reni dai danni di diversi agenti chemiotossici [14].

Effetti antiurolitiaci
Il consumo regolare di moringa sembra prevenire i calcoli renali e facilitarne l’espulsione [15].

Effetti antiasmatici e broncodilatanti
In una ricerca condotta su pazienti asmatici sono stati somministrati 3g di semi in polvere giornalmente per 3 settimane. Dopo il trattamento sono stati riscontrati significativi a carico di capacità vitale forzata, volume espiratorio forzato e picco della frequenza di scambio respiratoria [16].

Effetti antimicrobici
E’ un potente antimicrobico naturale ad ampio spettro, è efficace anche contro Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus [17].

Effetti nootropici e neuroprotettivi
Gli estratti a base di moringa sembrano poter ristabilire i normali livelli di monoammine nel cervello, per questo sono tuttìoggi sotto osservazione per eventuali applicazioni nella cura dell’Alzheimer [18].

FONTI
1)Singh, H. K., and B. N. Dhawan. “Neuropsychopharmacological effects of the Ayurvedic nootropic Bacopa monniera Linn.(Brahmi).” Indian Journal of Pharmacology 29.5 (1997): 359.
2)Kishore, Kamal, and Manjeet Singh. “Effect of bacosides, alcoholic extract of Bacopa monniera Linn.(brahmi), on experimental amnesia in mice.” (2005).
3)Stough, Con K., et al. “A randomized controlled trial investigating the effect of Pycnogenol and Bacopa CDRI08 herbal medicines on cognitive, cardiovascular, and biochemical functioning in cognitively healthy elderly people: the Australian Research Council Longevity Intervention (ARCLI) study protocol (ANZCTR12611000487910).” Nutrition Journal 11.1 (2012): 11.
4)Shen, Yun-Heng, et al. “Antidepressant effects of methanol extract and fractions of Bacopa monnieri.” Pharmaceutical biology 47.4 (2009): 340-343.
5)Bhattacharya, S. K., and S. Ghosal. “Anxiolytic activity of a standardized extract of Bacopa monniera: an experimental study.” Phytomedicine 5.2 (1998): 77-82.
6)Ghosh, Tirtha, et al. “Antidiabetic and in vivo antioxidant activity of ethanolic extract of Bacopa monnieri Linn. Aerial parts: a possible mechanism of action.” Iranian Journal of Pharmaceutical Research (2010): 61-68.
7)Jain, P., et al. “Antiinflammatory effects of an Ayurvedic preparation, Brahmi Rasayan, in rodents.” Indian journal of experimental biology 32.9 (1994): 633-636.
8)Azad, A. K., M. Awang, and M. M. Rahman. “Phytochemical and microbiological evaluation of a local medicinal plant Bacopa monnieri (l.) Penn.” International Journal of Current Pharmaceutical Review and Research 3.3 (2012): 66-78.
9)Kar, A., S. Panda, and S. Bharti. “Relative efficacy of three medicinal plant extracts in the alteration of thyroid hormone concentrations in male mice.” Journal of ethnopharmacology 81.2 (2002): 281-285.
10)Ndong, Moussa, et al. “Effects of oral administration of Moringa oleifera Lam on glucose tolerance in Goto-Kakizaki and Wistar rats.” Journal of clinical biochemistry and nutrition 40.3 (2007): 229-233.
11)Amrutia, J. N., et al. “Anticonvulsant activity of Moringa oleifera leaf.” Int Res J Pharm 2 (2011): 160-2.
12)Gilani, Anwar H., et al. “Pharmacological studies on hypotensive and spasmolytic activities of pure compounds from Moringa oleifera.” Phytotherapy Research 8.2 (1994): 87-91.
13)Indian materia medica]; Dr. KM Nadkarni’s Indian materia medica: with Ayurvedic, Unani-Tibbi, Siddha, allopathic, homeopathic, naturopathic & home remedies, appendices & indexes. 1. Vol. 1. Popular Prakashan, 1996.
14)Mishra, Garima, et al. “Traditional uses, phytochemistry and pharmacological properties of Moringa oleifera plant: An overview.” Der Pharmacia Lettre 3.2 (2011): 141-164.
15)Fahad, Jameel Fahad, et al. “Antiurolithiatic activity of aqueous extract of bark of Moringa oleifera (Lam.) in rats.” Health 2.4 (2010): 352-355.
16)Agrawal, Babita, and Anita Mehta. “Antiasthmatic activity of Moringa oleifera Lam: A clinical study.” Indian Journal of pharmacology 40.1 (2008): 28.
17)Caceres, Armando, et al. “Pharmacological properties of Moringa oleifera. 1: Preliminary screening for antimicrobial activity.” Journal of Ethnopharmacology 33.3 (1991): 213-216.
18)Talhaliani P, Kar A. Pharmacological resrarch. 2000;41(3):319–23.

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