PIANTE SPONTANEE COMMESTIBILI

GENERALITA’

In questo periodo le piante selvatiche spontanee da foglia come borragine (Borrago officinalis), grespino (Sonchus oleraceus), bietola selvatica (Beta vulgaris) e ortica (Urtica sp) sono al meglio delle loro caratteristiche organolettiche.
Infatti durante questa prima fase del ciclo vitale sono ancora tenere e delicate, con la maturazione e la fioritura tendono a sviluppare più principi attivi ma diventano anche molto più amare e fibrose.

BORRAGINE (BORRAGO OFFINALIS)

Le foglie della borragine sono molto saporite, hanno un aroma delicato molto particolare dovuto ai composti presenti nell’olio essenziale. Il colore verde scuro intenso denota alti livelli di clorofilla.
Si consuma sempre previa bollitura, le foglie e i fusti sono coperti da una leggera peluria che si sfalda al primo contatto con l’acqua bollente.

Ci sono alcuni autori che affermano sia tossica e il suo consumo pericoloso per la salute per la presenza di alcaloidi alcaloidi pirrolizidinici potenzialmente tossici per il fagato[1], tuttavia questi sono presenti in quantità bassissime nelle foglie e in tracce nei fiori e nei semi.
Infatti studi sui topi dimostrano l’azione epatoprotettiva dell’estratto alcolico a base di fogliame di borragine [2].
Molte altre specie commestibili e medicinali contengono questi composti pericolosi, si stima siano presenti in circa il 3% delle piante da fiore [3]
Per sicurezza conviene limitare il consumo della borragine a 1 volta a settimana, specie se si ha già il fegato sotto stress per via di farmaci o altro.
https://www.visionecurativa.it/…/borragine-borrago-officin…/

GRESPINO
Questa pianta cresce in due varianti definite “maschio” e “femmina”. Il maschio tende a crescere più in altezza, la femmina rimane bassa. Le foglie dell’ultima sono più lisce e tenere.

A scopo culinario è più ricercata la pianta femmina, è molto delicata e le foglioline più giovani si possono consumare anche crude.

Il maschio ha un alto contenuto di lattoni sesquiterpenici che lo rendono molto amaro, dopo la fioritura può competere con la lattuga selvatica e se inciso secerne un lattice molto simile.
Viene cotto insieme ad altre piante per stemperare il sapore amaro.

Entrambe le varianti possono essere considerati superfood a tutti gli effetti, attraverso l’azione antiossidante [4] ed antinfiammatoria [5] contribuiscono al benessere generale. Le foglie fresche mangiate crude hanno un effetto immediato nei confronti dell’acidità gastrica,
https://www.visionecurativa.it/…/grespino-sonchus-oleraceus/

BIETOLA SELVATICA (B. VULGARIS SUBSP. MARITIMA)
L’antenato della bieta coltivata, ne condivide gran parte delle pregiate caratteristiche nutritive.
Anche in questo caso alcuni autori reputano la pianta tossica per l’alto contenuto di ossalati, composti potenzialmente dannosi ma molto comuni in tante altre piante commestibili.
Con la bollitura vengono comunque in gran parte degradati [6].

Nell’alta ristorazione questa pianta “povera” è considerata molto più pregiata della controparte coltivata, ha un sapore più intenso e caratteristico.
https://www.visionecurativa.it/…/bietola-selvatica-beta-vu…/

ORTICA (URTICA SP)
L’ortica è considerata una pianta infestante e fastidiosa, la peluria inietta acido formico serotonina, colina, acetilcolina, istamina, moroidina fra composti responsabili dell’effetto locale irritante [7].

Stupidamente alcuni manuali consigliano di evitare il consumo dell’ortica proprio per la presenza di questi composti, sebbene gli aghi si sfaldino immediatamente al primo contatto con l’acqua calda impedendo la trasmissione cutanea di questi composti.
La loro ingestione orale non è irritante, ma anzi riduce notevolmente stess ossidativo ed infiammazione sistemica, la somministrazioni in pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali (IBD) ha ridotto i marker infimmatori e la conta piastrinica, incrementando allo stesso tempo l’attività dell’enzima superossido dismutasi (SOD) [8].
Particolarmente favorevole sembra l’applicazione nel trattamento di disturbi allergici, in uno studio a doppio cieco condotto su 98 pazienti affetti da rinite allergica un estratto a base di foglie di ortica ha alleviato le condizioni dei soggetti migliorandone la qualità di vita [9].
https://www.visionecurativa.it/prodot…/ortica-urtica-dioica/

CONCLUSIONI

Consumare piante spontanee ad alto contenuto di antiossidanti nella dieta quotidiana può essere una forma di bio-hacking molto più intelligente (ed economico) di assumere integratori e polverame vario. Sarebbe interessante uno studio comparativo a lungo termine…

FONTI
1)Dodson, Craig D., and Frank R. Stermitz. “Pyrrolizidine alkaloids from borage (Borago officinalis) seeds and flowers.” Journal of Natural products 49.4 (1986): 727-728.
2)Hamed, Ashraf NE, and Ahmed Wahid. “Hepatoprotective activity of Borago officinalis extract against CCl4-induced hepatotoxicity in rats.” J. of Nat. Prod 8 (2015): 113-122.
3)Dharmananda, Subhuti. “Safety issues affecting herbs: pyrrolizidine alkaloids.” (2001).
4)Mawalagedera, Sundara Mudiyanselage Maheshini Rangika. “Antioxidant Activities of Sonchus oleraceus L.” (2014).
5)Li, Qi, et al. “The anti-inflammatory effect of Sonchus oleraceus aqueous extract on lipopolysaccharide stimulated RAW 264.7 cells and mice.” Pharmaceutical biology 55.1 (2017): 799-809.
6)Chai, Weiwen, and Michael Liebman. “Effect of different cooking methods on vegetable oxalate content.” Journal of agricultural and food chemistry 53.8 (2005): 3027-3030.
7)Wetherilt, H. “Evaluation of Urtica species as potential sources of important nutrients.” Developments in food science. Vol. 29. Elsevier, 1992. 15-25.
8)Nematgorgani, Shiva, et al. “Effects of Urtica dioica leaf extract on inflammation, oxidative stress, ESR, blood cell count and quality of life in patients with inflammatory bowel disease.” Journal of Herbal Medicine 9 (2017): 32-41.
9)Mittman, Paul. “Randomized, double-blind study of freeze-dried Urtica dioica in the treatment of allergic rhinitis.” Planta medica 56.01 (1990): 44-47.

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