Ramo di Citrus aurantium in un albero di arancia dolce, un esempio di chimera periclinale

Citrus aurantium, un potenziale mutante

Il Citrus aurantium comunemente noto come arancio amaro è un ibrido ottenuto da C. maxima (pomelo) e C. reticulata (mandarino). Fu portata in Europa dagli Arabi nel Medioevo, molto prima dell’arrivo dell’arancia dolce dal Portogallo nel XV-XVI secolo.

La pianta è ricca di composti bioattivi in tutte le sue parti.
/https://www.visionecurativa.it/prodotto/arancia-amara-citrus-aurintium/
Gli alcaloidi come stachidrina e sineprina con la loro amarezza tengono alla larga gli erbivori, gli oli essenziali sono repellenti per gli insetti.
I flavonoidi contribuiscono alla pigmentazione dei fiori che aiuta ad attrarre gli impollinatori.
Le cumarine modulano l’interazione con il microbioma della radice potenziando l’assorbimento di ferro e proteggendo dallo stress ossidativo tutta la pianta.

Dai fiori di Citrus aurantium si estrae l’olio essenziale di neroli, dall’aroma simile al bergamotto. Il nome deriva dalla duchessa Marie Anne de La Trémoille sposata con Flavio Orsini di Bracciano, principe di Nerola, che nel XVII secolo incominciò a diffonderlo nel Lazio in forma sia di essenza sia di acqua distillata, nota già dal Medioevo come acqua nanfa. Oggi l’olio di Neroli ha un costo proibitivo e viene usato soprattutto per profumi e cosmetici di lusso.
Foglie e rametti di arancio amaro vengono invece impiegati per la produzione dell’olio di petitgrain: più economico del Neroli, ha un aroma fresco e delicato vagamente simile al limone.

Qui in Sicilia l’arancio amaro viene piantato soprattutto come portainnesto per l’arancia dolce, infatti è generalmente più robusto e produttivo dell’altra specie. Tra le Citrus sp. è l’unica che supporta temperature fino a -15 C°.
Con gli innesti capita che le due specie si mischino [1], una delle piante di arancia dolce che avevo ha sviluppato un singolo ramo di arancio amaro a distanza di tempo.
Nella foto si può notare dalla buccia dei frutti più rugosa rispetto a quelle dolci più lisce.
Si tratta di una chimera periclinale, un’organismo composto da due tipi di tessuto geneticamente diversi.

FONTI

1)Mabberley, David J. “The biology of the citron (Citrus medica L., Rutaceae-Aurantioideae-Aurantieae), its hybrids and their allies.” The Citron Compendium: The Citron (Etrog) Citrus medica L.: Science and Tradition. Cham: Springer International Publishing, 2023. 3-40.

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