
Farmacologia del DMT
Associare l’intero spettro d’azione del DMT esclusivamente al target serotoninergico è un assunto parziale derivante dal riduzionismo farmacologico classico. Sebbene tale recettore sia il mediatore primario dell’interruzione percettiva, è ormai ben documentato come ci siano tanti altri target importanti. Per esempio l’affinità del DMT il 5HT1A, che filtra fino all’80% della serotonina cerebrale per regolare il fenomeno percettivo, è anche più altra di quella per l’altro recettore e ne influenza l’azione drasticamente. Anche il legame con 5HT2C e TAAR è comune in tutte le sostanze psichedeliche e potrebbe avere un ruolo di primaria importanza.
Andando nel dettaglio il DMT interagisce con una vasta varietà di recettori ionotropici e metabotropici [1].
MAPPA RECETTORIALE
–Recettori serotoninergici (5ht7, 5ht1d, 5ht2b, 5ht2c, 5ht1e, 5ht6, 5ht5a, 5ht2a, 5ht1a, 5ht1b)
E’ più selettivo verso i 5HT2 che non per gli altri.
Attiva l’idrolisi dei fosfoinositidi causando un aumento concentrazione-dipendente nella produzione di inositol fosfati in maniera simile alla stessa setonina (hanno simile struttura chimica) [2].
Secondo la maggior parte degli autori i principali effetti allucinogeni sarebbero spiegati dall’agonismo sul recettore 5HT2A, perchè diversamente da altri non si desensibilizza all’azione farmacologica del DMT combaciando con la mancanza dello sviluppo di una tolleranza [3].
L’agonismo sul recettore 5HT1A ha effetti opposti all’antagonismo sul recettore 5HT2A, da una ricerca si evince che la soppressione di questo recettore potenzia gli effetti in maniera simile ma estranea all’inibizione dell’enzima MAO [4].
-Recettori adrenergici (Alpha2B, Alpha2C, Alpha1B, Alpha2A, Alpha1A, Beta1, Beta2)
Si lega a questi recettori con conseguente modulazione simpaticoadrenergica caratterizzata da midriasi, ipertermia, lieve tachicardia ed ipertensione.
-Recettori dopaminergici (D1,D4, D5, D2, D3)
Alla dose di 20 mg/ml (IV) ha stimolato la sintesi della dopamina nel corpo striato dei ratti senza incrementarne i livelli per via del parallelo aumento del turnover centrale extraneuronale di questo neurotrasmettitore [5].
In un altra ricerca lo stesso dosaggio indotto una diminuzione della concentrazione di dopamina nel presencefalo del 42% che indicherebbe un aumento nel rilascio di questo neurostrasmettitore [6].
Questo fenomeno potrebbe essere dovuto all’azione del DMT sul MAO-A, dove si comporta come un potente inibitore a breve durata, associata alla liberazione delle riserve di dopamina dai depositi presinaptici.
L’incremento nell’attività dopaminergica potrebbe anche spiegare gli effetti avversi della sostanza sui casi di psicosi e schizofrenia.
-Recettore I1 dell’imidazolina
E’ responsabile della depressione del CNS che si manifesta con effetti opposti a quelli indotti dalla stimolazione adrenergica (ipotermia, bradicardia, ipotensione): meccanismo che potrebbe spiegare gli sbalzi termici e cardiovascolari indotti dalla sostanza.
Non si sa molto sull’azione specifica del DMT di questi recettori che sono più selettivi per le betacarboline.
-Trasportatori monoaminici (SERT, VMAT2)
Agisce come un substrato per SERT e VMAT2 inibendone l’attività [7].
-Recettori Sigma (-1, -2)
E’ un agonista di questi recettori su cui agisce anche come modulatore endogeno.
Dati sperimentali dimostrano che il legame causa l’inibizione dei canali del sodio voltaggio dipendenti nelle cellule dei miociti inducendo ipermobilità nelle cavie [8].
-Recettori dei cannabinoidi (CB1, CB2)
Il DMT attiva indirettamente questi recettori anche se è molto meno selettivo di THC e cannabinoidi, non si sa molto della sua azione specifica.
Inoltre lo stesso THC agisce come un inibitore di MAO-A e MAO-B, anche se non è molto potente.
Questi dati potrebbero spiegare le variazioni sinergiche riportate nei report aneddotici: la co-somministrazione di fitocannabinoidi precedente all’esposizione alla triptamina potrebbe ridurre la magnitudo della risposta tossicologica ed emodinamica, mentre l’assunzione successiva alla fase di picco plasmatico ne incrementerebbe l’effetto.
-Recettori oppiodi (KOR, DOR MOR)
Non è ben chiaro il suo ruolo su questi recettori nella farmacologia del DMT, ma da dati sperimentali si evince che dosi leggere di oppiodi agiscano come antagonisti selettivi riducendone gli effetti generali [9].
-Recettori muscarinici dell’acetilcolina (M1, M2, M3, M4, M5)
Ha una bassa affinità per questi recettori: non altera i livelli di acetilcolina nella corteccia ma riduce significativamente la concentrazione di questo neurotrasmettitore nel corpo striato.
Ciò suggerisce che gli interneuroni colinergici di quest’area dispongano di recettori per le triptamine allucinogene sotto controllo del sistema serotoninergico eccitatorio [6].
-Recettori dell’istamina (H2, H1)
Ha un affinità molto bassa per questi recettori, agisce come antagonista contribuendo a modulare lo stato di eccitabilità neuronale.
-Recettori TAAR-1
Agisce come agonista ad alta affinità per questo recettore, ha causato l’attivazione dell’adenil ciclasie e il conseguente l’accumulo di cAMP nelle cellule HEK293 [10].
Non si sa come questo fenomeno influenzi gli effetti allucinogeni del DMT, ma alcuni autori ipotizzano che possa contribuire a determinare le particolari alterazioni della percezione visiva indotte dalla sostanza rispetto ad altri agonisti serotoninergici come il 5-MeO-DMT che hanno maggiore affinità per il 5-HT2a ma scarsa per il TAAR-1.
FARMACOLOGIA
Gli effetti generali delle dosi allucinogene esogene risultano in un aumento nei livelli di serotonina in circolo; sono mediati dai recettori serotoninergici (5-HT2A principalmente) e modulati dai glutammatergici (mGlu2/3 principalmente).
La significativa attività dopaminergica (anche se indiretta) influenza gli effetti comportamentali della sostanza.
I parametri farmacocinetici standardizzati nei modelli clinici di riferimento (Strassman et al.) registrano una finestra di attività per via intravenosa compresa tra 2 – 30 minuti, individuando il valore soglia di attività biologica (threshold) a partire da 0.2 mg/kg in ambito sperimentale controllato. [11].
Alcuni studi scientifici documentano le potenzialità farmacologiche della combinazione MAO-I + DMT su diversi tipi di dipendenza farmacologica [12], comportamenti violenti, delinquenza [13], disturbo da stress post-traumatico [14].
Ma rispetto ad altre molecole psichedeliche più note, come la psilocibina, la ricerca sulla farmacologia del DMT è ancora agli albori.
FONTI
1)Ray, Thomas S. “Psychedelics and the human receptorome.” PloS one 5.2 (2010).
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