
Bufo alvarius, l’abuso di un rospo in nome della “spiritualità”.
Il rospo del deserto di Sonora (Incillus alvarius precedentemente Bufo alvarius) viene sfruttato per le secrezioni della sua pelle che contengono 5-MeO-DMT, uno dei più potenti allucinogeni presenti in natura. Si tratta di principio attivo inserito nel 2021 in tabella I.
Mancanza di dati etnografici
Non ci sono dati etnografici affidabili su un possibile uso tradizionale e rituale del Bufo alvarius da parte di Seri, Yaqui o altri popoli nativi del deserto di sonora.
Si è diffuso negli anni ’80 come droga ad uso ludico ed esplorativo in seguito alla pubblicazione del famoso opuscolo di Albert Most, riedito nel 2021 da H. Morris per includere il processo di sintesi della molecola e ridurre l’impatto ambientale.
Nonostante ciò è comune in ambiente neosciamanico considerare la versione sintetica meno “spirituale”, “tradizionale” o “naturale” come scusa per utilizzare la secrezione essiccata che è molto più facile da reperire anche se meno ecosostenibile e sicura.
Declino delle popolazioni naturali
La popolarizzazione di questa droga da parte di personaggi famosi come Mike Tyson o ciarlatani del calibro di Octavio Rettig o Martin Ball ha provocato negli ultimi anni un drastico aumento della domanda e di conseguenza favorito il declino delle popolazioni selvatiche di Bufo alvarius.
E’ comune per venditori e facilitatori sostenere che la loro secrezione sia stata raccolta in modo etico e sostenibile, tuttavia non è possibile farlo senza stressare il rospo che in risposta può alterare le sue abitudini biologiche e sociali [1]. Inoltre la maggior parte dei raccoglitori non rimette in libertà i rospi dove li aveva prelevati, lasciandoli disorientati in balia dei predatori, dei veicoli o di altri pericoli.
Nel 2014 i nativi americani della tribù Yaqui hanno denunciato l’estirpazione del rospo da certi siti importanti e la confisca di “2 tonnellate” di secrezione (probabilmente si riferiscono al peso approssimativo dei rospi vivi e non solo della droga) raccolta illegalmente e pronta ad essere venduta nel mercato internazionale.
Nelle ultime decadi il numero delle popolazioni stava già diminuendo per via degli effetti combinati di agricoltura, estrazione delle risorse, espansione urbana, introduzione di specie invasive ed inquinamento. E’ prevista nei prossimi anni un ulteriore riduzione dell’areale del Bufo alvarius del 23% [2].
Rischi e tossicità
Il 5-MeO-DMT è di per se una delle triptamine allucinogene più pericolose da assumere: ci sono pochi dati tossicologici e farmacologici rispetto alla psilocibina o anche al DMT, in più ha una potenza estremamente elevata pari a circa 10 volte quella del DMT.
I dati suggeriscono il rischio di attacchi di panico, crisi psicotiche e esperienze traumatiche sia molto più alto rispetto agli psichedelici classici. In più ha effetti molto marcati su pressione sanguigna, frequenza cardiaca, temperatura corporea e capacità respiratoria. La combinazione con MAO-inibitori o certi tipi di farmacipuò essere fatale.
E’ chiaro che con una sostanza simile il calcolo preciso della dose sia fondamentale, ma non è possibile farlo con la secrezione secca che ha un contenuto di alcaloidi molto variabile.
Nella secrezione ci sono anche composti tossici privi di effetti psicotropi come
-bufadienolidi, glicosidi cardiaci tossici simili alla digitalina;
-possibili metalli o contaminanti ambientali.
Inoltre è capitato che rane diverse come Rhinella marina che hanno un contenuto di bufadienolidi di gran lunga più elevato fossero impiegate per l’estrazione della secrezione [3].
Il sintetico permetterebbe di evitare tutti questi rischi inutili, calcolare accuratamente la dose ed evitare qualsiasi impatto ambientale.
Conclusione
Alla luce dei rischi tossicologici descritti, della variabilità della composizione e delle implicazioni ecologiche della raccolta, acquistare 5-MeO-DMT di origine naturale o anche i rospi vivi è come partecipare indirettamente alla distruzione delle popolazioni di Bufo alvarius, una specie chiave del deserto di Sonora.
Il rospo si nutre di insetti, ragni e piccoli rettili e viene a sua volta predato da serpenti e uccelli, mantenendo l’equilibrio trofico locale. Trasporta nutrienti tra habitat terrestri e acquatici dove depone le uova, supportando così la biodiversità e la funzionalità degli ecosistemi aridi.
Ridurre piante e animali a strumenti per la “crescita personale”, mentre ci si considera amanti della natura, è una forma di ipocrisia eticamente inaccettabile. Qualsiasi pretesa di uso spirituale non può giustificare la devastazione di specie viventi e dei loro habitat.
FONTI
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