Sonchus oleraceus secerne un lattice quando viene inciso analogamente a Lactuca serriola

Asteraceae lattiginose: Lactuca serriola e Sonchus oleraceus.

Non è solo il sapore amaro che accomuna il lattice di lattuga selvatica (Lactuca serriola), probabile antenato della lattuga coltivata, a quello del grespino (Sonchus oleraceus), un’altra Asteracea spontanea ampiamente impiegata in cucina in Italia.
Entrambi sono caratterizzati da un alto contenuto di lattoni sesquiterpenici, composti amari dalle proprietà blandemente sedative, la cui concentrazione nel lattice aumenta con la maturità e la fioritura della pianta, o in base a siccità e stress ambientale.

Il lattice di entrambe le specie è stato impiegato in passato per il trattamento della dipendenza da oppio [1], e localmente su tumori, verruche ed infiammazioni della pelle.
Quello di S. oleraceus viene impiegato anche dai Maori in Nuova Zelanda come gomma da masticare [2].

Nonostante alcune fonti affermino che il lattice fresco di lattuga selvatica sia tossico, i pochi casi di avvelenamento segnalati in letturatura sono tutti controversi e mal documentati. Sia Sonchus oleraceus che Lactuca serriola vengono consumati tranquillamente in cucina in alcune zone [3].
Il lattice può essere giusto irritante sulle mucose o le pelli più sensibili e, come per altre Asteraceae, c’è da fare attenzione ad eventuali reazioni anafilattiche.

FONTI

1)Moerman, Daniel E. Native american ethnobotany. Vol. 879. 1998.

2)Brooker, Stanley G., Richard C. Cambie, and Robert C. Cooper. “Economic native plants of New Zealand.” Economic Botany 43.1 (1989): 79-106.

3)Rajasab, Angadi H., Naga M. Sudheep, and Kandikere R. Sridhar. “Preliminary nutritional profile of ethnically edible wild leafy vegetable Lactuca serriola.” (2022): 19-25.

QUEST’ARTICOLO HA SCOPO PURAMENTE EDUCATIVO, CONSULTA UN ERBORISTA O UN ALTRA FIGURA PROFESSIONALE QUALIFICATA PRIMA DI CONSUMARE PIANTE SELVATICHE.

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