
5-MeO-DMT in Diplopterys cabrerana
Gli effetti particolarmente intensi e duraturi indotti dalla combinazione orale del decotto di chaliponga (Diplopterys Cabrerana) con fonti betacarboliniche ed, in particolar modo Peganum harmala, hanno spinto diverse fonti ad ipotizzare che fosse il 5-MeO-DMT, la cui presenza è stata riportata nella prima pianta, il responsabile.
Tuttavia si legge nella pubblicazione originale [1] che la concentrazione di 5-MeO-DMT era soltanto il 2% degli alcaloidi totali degli steli (DMT = 94%) e tracce irrisorie nelle foglie (98% DMT).
Nel primo caso si potrebbe anche parlare di un ipotetico contributo ma gli steli non sono solitamente impiegati nella preparazione dell’ayahuasca e, per quanto il primo composto sia più potente, una concentrazione di 0.0035% è farmacologicamente insignificante rispetto al DMT che può arrivare anche oltre 1%.
Per chiarire la questione un anonimo del forum DMT nexus con la possibilità di fare analisi GC-SM si è fatto spedire un po di campioni da altri utenti che si trovavano in Ecuador, Perù e Colombia rivelando soltanto alti livelli di DMT. Si è fatto quindi dare del fogliame direttamente da chi sosteneva di aver percepito al 100% la presenza di 5-MeO-DMT, anche in questo caso c’era solo l’altra triptamina [2].
C’è da aggiungere che altre ricerche precedenti avevano rilevato tracce non farmacologicamente rilevanti di bufotenina [3].
FONTI
QUEST’ARTICOLO HA UNO SCOPO PURAMENTE EDUCATIVO E NON VUOLE INCORAGGIARE IL CONSUMO DI DIPLOPTERYS CABRERANA O ALTRE SPECIE TOSSICHE

