
Dieta e MAO-I
I farmaci inibitori delle monoammino ossidasi (MAO-I) sono stati tra i primi antidepressivi ad essere sviluppati negli anni ’50.
Questi farmaci interferiscono con il metabolismo delle tiramina, un’ammina traccia derivata dalla tirosina con importanti proprietà simpaticomimetiche, che in condizioni normali viene metabolizzata efficacemente dalle monoammino ossidasi intestinali.
Ciò comporta la necessità di evitare certi cibi come formaggi stagionati, carni essiccate o lavorate, agrumi, fermentati, conserve, etc. in quanto l’accumulo della tiramina nell’organismo può portare ipertensione, nausea, vasocostrizione cerebrale (con emorragia intracranica nei casi estremi) ed anche disturbi della visione ed allucinazioni. Anche per questo motivo oggi sono stati per lo più sostituiti da altri farmaci antidepressivi e vengono impiegati
Dieta amazzonica e derive neosciamaniche
Le complesse restrizioni dietetiche sciamaniche dei popoli nativi sono integrate intimamente nelle realtà quotidiane cosmologiche e politiche delle loro relazioni con l’ambiente circostante. La loro dieta particolare non è dovuta ai rischi dei MAO-I e varia anche in seno ad una stessa tribù: ha scopi terapeutici per alcune malattie, funge da allenamento per la disciplina dei giovani adepti e favorisce uno stato di debolezza che amplifica l’effetto delle sostanze psicoattive.
La reinterpretazione fatta dagli occidentali in ambiente neosciamanico è invece un chiaro esempio di riduzionismo culturale: si tende a proibire carne rossa, zuccheri, cibi piccanti, caffè, alcol, droghe illegali (tra cui anche cannabis) ed attività sessuali.
Alcuni centri di somministrazione hanno un lista di oltre 100 alimenti e sostanze vietate, si tende a mortificare il corpo ed evitare qualsivoglia attività edonistica seguendo il modello della “purezza” tipico della religione cristiana. L’effrazione di queste regole viene associata ad un pericoloso danno “emozionale ed energetico”, concetti New Age che non hanno alcun fondamento concreto e possono solo stressare ulteriormente il soggetto.
Anche il digiuno estremo, che sono soliti praticare alcuni, influenza negativamente la risposta gastrica al decotto, specie se molto acido e concentrato. E’ noto infatti che dopo lunghi periodi di inattività lo stomaco diventa più sensibile anche se l’assorbimento dei principi attivi viene effettivamente velocizzato.
Differenza tra MAO-I irreversibili e rima
Armina ed armalina, le betacarboline responsabili delle proprietà MAO-inibitorie di Banisteriopsis caapi e Peganum harmala (in realtà come il DMT si ritrovano anche nel corpo dei mammiferi), differiscono in quanto hanno un’azione reversibile sull’enzima e lo possono inibire per un paio d’ore al massimo a livello intestinale (la durata d’azione degli irrersibili arriva fino a circa 2 settimane) quindi ritorna operativo.
A parte questo sono selettivi per il MAO-A lasciando il B libero di metabolizzare l’ammina, in più la stessa tiramina può dislocare il MAO-inibitore se raggiunge alte concentrazioni.
La possibilità di un buildup eccessivo potrebbe configurarsi a dosaggi che già di per se sono pericolosi per la salute e difficili da assumere se non in contesto sperimentale. La dose necessaria per l’attivazione o il potenziamento degli psichedelici è relativamente molto bassa.
In conclusione, mentre è opportuno mantenere un approccio prudente e tenere ben presente la tossicità degli alcaloidi in questione, l’allarmismo diffuso in rete sulla questione della tiramina appare scientificamente ingiustificato, alla luce della selettività e della natura reversibile delle beta-carboline naturali.
Gli stessi nativi amazzonici non hanno mai temuto il consumo dei cibi ricchi in tiramina.
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