
Wood lover paralysis
Certe specie lignicole di funghi psilocibinici, Psilocybe azurescens, P. cyanescens, P. allenii, P. stuntzii, P. ovoideocystidiata, P. weraroa e P. subaeruginosa, sono state associate ad una sindrome tossica caratterizzata da debolezza transitoria e popolarmente nota come “wood-lover paralysis“.
L’onset degli effetti è stimato intorno alle 4 ore dall’ingestione; nella maggior parte dei casi si risolvono nell’arco di un paio di giorni, sebbene sia riportato un caso con durata di circa una settimana.
I sintomi comprendono problemi motori di entità variabile nella maggior parte dei casi, sono comuni cadute ed incidenti, nel 50% dei casi la locomozione diventa impossibile. Certi consumatori riportano anche disturbi nella deglutizione e nella respirazione, compatibili con la depressione del centro respiratorio.
Gli arti e le mani sono le parti più colpite dalla debolezza, ma può interessare anche i muscoli facciali. E’ comune anche perdere sensibilità tattile o sentire come degli spilli sulla pelle [1].
Architettura filogenetica e repertorio biosintetico
Diverse specie implicate nella wood lover paralysis, P. subaeruginosa, P. weraroa, P. azurescens, P. allenii e P. cyanescens, appartengono tutte ad un determinato cluster genico, recentemente definito Psilocybe sezione Subaeruginosae e potrebbero essere tutte varianti di una stessa specie.
Su alcuni forum online si è diffusa l’ipotesi che la sindrome sia dovuta ad una sorta di eccesso nel rilascio di istamina delle cellule, un’ipotesi che appare poco plausibile alla luce delle attuali conoscenze fisiopatologiche.
Sarebbe già più plausibile che ci siano composti ancora sconosciuti, per esempio nel 2023 sono stati identificati un enzima, sesquiterpene sintasi, e diversi nuovi terpenoidi [2]. C’è ancora molto da approfondire sulla diversità metabolomica di questo genere.
Aeruginascina
Alcuni autori hanno ipotizzato che la debolezza muscolare possa essere dovuta all’aeruginascina, un alcaloide presente in diverse specie lignicole ma anche, in concentrazioni minori, in P. cubensis.
Il principale metabolita dell’aeruginascina è 4-idrossi-N,N,N-trimetiltriptamina (4-HO-TMT), strutturalmente molto simile alla bufotenidina (5-idrossi-N,N,N-trimetiltriptammonium), un altro alcaloide indolico presente in alcune specie di rospi e canne che agisce come agonista selettivo per il recettore 5-HT3 della serotonina [3].
In quanto ammina quaternaria, la bufotenidina presenta una limitata capacità di attraversare la barriera ematoencefalica, come l’aeruginascina induce sintomi prevalentemente periferici piuttosto che psicotropi. Può indurre effetti cardiovascolari mediati dal sistema autonomo ed agisce come antagonista competitivo del recettore nicotinico dell’acetilcolina situato a livello della placca neuromuscolare dei muscoli striati provocando fenomeni di paralisi, solitamente a partire dalle estremità del corpo (mani, piedi) [4].
Tuttavia, nonostante la somiglianza strutturale, l’aeruginascina e il 4-HO-TMT non hanno alterato la locomozione dei topi nei test effettuati alla dose di 30 mg/kg [5].
Sarebbe interessante sapere se a sua volta anche 4-HO-TMT possa formare prodotti di ossidazione oligomerici come la psilocibina, e se questi possano in qualche modo essere implicati nella trasmissione neuromuscolare.
FONTI


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