Infiorescenza di Acacia nilotica

Acacia nilotica, tra mito e farmacologia

Acacia nilotica, oggi rinominata Vacchelia nilotica, è una specie molto controversa: alcuni autori hanno ipotizzato che potesse contenere DMT o altre triptamine psichedeliche, arrivando persino ad identificarla come la fonte visionaria delle antiche popolazioni egizie, ebraiche e cristiane.
Tuttavia, non esiste alcun dato storico o archeologico che supporti questa narrativa.
Nell’iconografia egizia “l’albero della vita” compare in contesti religiosi e funerari spesso associato a dei, faraoni e simboli cosmici: rappresenta la fertilità, l’immortalità e il ciclo vitale. E’ un concetto puramente allegorico, non una pianta reale.

CONTROVERSIE BOTANICHE
Nel 2005 l’Acacia nilotica era la specie tipo del genere Acacia, ovvero la specie che funge da riferimento tassonomico standard per definire le caratteristiche del genere stesso.
Nel 2005 il Congresso Botanico Internazionale (IBC) ha modificato la tassonomia del genere Acacia prendendo come specie tipo di riferimento Acacia penniversis, una specie australiana. Le varie Acacia spp. sono state quindi trasferite in diversi gruppi per risolvere la polifilia del genere (avevano antenati diversi): le specie Australiane sono rimaste Acacia mentre quelle africane e americane sono state rinominate Vacchelia e Senegalia in base alla forma delle spine ed altri caratteri (tipo di infiorescenza, struttura dei fiori, filogenesi) [1].
Tuttavia, in base al noto principio tassonomico di priorità, una specie descritta solo nel 1925 come l’Acacia penninervis non dovrebbe soppiantare A. nilotica che è stata descritta da Linneo, creatore del genere, nel 1754.

IMPIEGO TRADIZIONALE
Decotti a base di corteccia e radice di Acacia nilotica vengono consumati per acquisire “forza e coraggio” dai giovani Masai , in cui un provocano effetto intossicante [2]. I decotti di corteccia vengono impiegati anche come afrodisiaci, stimolanti nervosi, per sciogliere il muco e ridurre la tosse secca dagli Zulu [3].
A. nilotica subsp. indica, nota in India come babul, viene associata al dio Shiva e al dio Krishna. La corteccia viene impiegata ancora oggi in ayurveda per il trattamento di reumtismi, problemi digestivi e patologie della pelle.
Nello Yemen la gomma ottenuta dalla pianta viene impiegata come agente ipoglicemico [4].

PRESENZA DEL DMT
Una prima menzione della presenza di DMT in Acacia nilotica si può ritovare in TIHKAL, ma nella fonte originale riportata da Shulgin la triptamina era stata identificata solo in Acacia polycantha subsp. campylacantha, A. nubica e A. senegal [5].
La stessa pubblicazione viene erroneamente citata insieme a Bhakuni et al. [6], un’altro lavoro in cui vengono documentate giusto alcune proprietà farmacologiche degli estratti, anche da Anne Hutchings nel suo Zulu medicinal plants: an inventory dove riporta la presenza di tetraidroarmano e DMT [3].
La ricerca di Bhakuni et. al. Viene usata come riferimento anche da Oliver-Bever che riporta erroneamente la presenza di derivati triptaminici ed armalinici in A. nilotica [7].

Keeper Trout, famoso ricercatore indipendente, riporta che tracce di DMT, NMT and 5-MeO-DMT sono state tentativamente identificate nei semi tramite TLC, da foglie, fusto e radici di un altro campione è stato isolato il 5-MeO-DMT. Analisi successive hanno però dato esito negativo [8].

ESPERIMENTI PSICONAUTICI
Diversi psiconauti anonimi su DMT nexus hanno scritto di aver estratto DMT da Acacia nilotica.
Da 150 grammi di radice raccolta in India, probabilmente A. nilotica subsp. indica, sono stati estratti 43 mg di DMT: una concentrazione molto bassa, intorno allo 0,02% del peso secco, forse dovuta al fatto di aver usato tutta la radice e non solo la corteccia.
In un altra occasione concentrazioni più alte sono state ottenute dalla corteccia inferiore del fusto.
Un terzo riporta di aver estratto dei cristalli gialli con una resa pari a circa il 50% di Mimosa hostilis.

ANALISI PROFESSIONALI
Un gruppo di ricerca indiano ha riportato la presenza di alcaloidi nella corteccia di A. nilotica. Il valore Rf (fattore di ritenzione, ovvero il rapporto tra la distanza percorsa dal soluto e quella percorsa dal fronte del solvente in cromatografia) dell’estratto metanolico/cloroformico è risultato 0.46, molto vicino allo 0.48 del DMT. Anche i risultati del test colororimetrico di Dragendorff coincidono col caratteristico colore marrone-rossiccio della triptamina [9].
In un altra lavoro viene documentata la presenza di DMT e NMT nelle foglie (0,42%) e di solo DMT nei frutti (0.49%), la corteccia avrebbe un incredibile percentuale di 5-MeO-DMT puro (0.87%) [10].
Sinceramente sono molto scettico riguardo a questo secondo studio per via dei risultati inverosimili basati esclusivamente sul tempo di ritenzione ma è lecito pensare che DMT o altre triptamine semplici fossero davvero presenti. Il test TLC non distingue bene le triptamine semplici.

UN SEDATIVO?
Anche se le potenziali proprietà psichedeliche di Acacia nilotica non sono ancora state documentate in maniera affidabile, da diversi studi emergono importanti effetti depressivi sul CNS.
Un estratto etanolico di corteccia ha ridotto la motilità spontanea dei topi in maniera significativa [11], estratti di semi hanno provocato effetti sedativi [12] ed ansiolitici nei ratti [13]. Un estratto metanolico di radice ha mostrato una marcata azione depressiva [14].

CONCLUSIONI
Nonostante le numerose menzioni ancora non abbia nessuna prova conclusiva che possa chiarire se ci sia DMT in Acacia nilotica.
Anche Nicholas Sadgrove,ricercatore e chimico australiano che ha messo in luce l’inaffidabilità dei primi lavori [15], scrive che la variabilità chimica notata tra i campioni di una stessa specie in base ai diversi organi analizzati (foglia, fiore, frutto, corteccia, etc.), al periodo di raccolta e ad altre specifiche condizioni edafiche richiede ulteriori approfondimenti [16]. Bisogna ricordare anche l’esistenza di diverse sottospecie potenzialmente diverse dal punto di vista chimico.
Quello che è certo, o quasi, è che A. nilotica possa indurre effetti intossicanti, i dati etnografici e farmacologici in questo caso sono molto più concreti.

FONTI

1)Smith, Gideon F., et al. “Conserving Acacia Mill. with a conserved type. What happened in Vienna?.” Taxon 55.1 (2006): 223-225.

2)Williamson, J. Useful plants of Malawi. (1975).

3)Hutchings, Anne, e Alan Haxton Scott. Zulu medicinal plants: an inventory. (1996).

4)Fleurentin, Jacques, and Jean-Marie Pelt. “Repertory of drugs and medicinal plants of Yemen.” Journal of Ethnopharmacology 6.1 (1982): 85-108.

5)Khalil, SK Wahba, and Y. M. Elkheir. “Dimethyltryptamine from the leaves of certain Acacia species of northern Sudan.” (1975): 176-177.

6)Bhakuni, DS, Et Al. “Screening of Indian plants for biological activity. Part II.” (1969): 250-62.

7)Oliver-Bever, B. E. P. Medicinal plants in tropical West Africa. (1986).

8)K. Trout. Trout’s Notes on Acacia species reported to contain Tryptamines and/or β-Carbolines. (1997).

9)Shakya, Anita, et al. “Preliminary physico-phytochemical study of the bark of Acacia nilotica.” Res J Pharm Biol Che Sci 3.2 (2012): 84-88.

10)Saravanaraja, M., and K. Nagarajan. “IMPACT OF PARALIMNETIC MACROFLORA ON BACTERIAL POPULATIONS OF A TROPICAL FRESHWATER LAKE.” Asian Journal of Advances in Research 3.1 (2020): 102-109.

11)Chakraborty, P., N. N. Bala, and S. Das. “Evaluation of the locomotor and skeletal muscle relaxant activities of ethanolic extracts of Acacia Nilotica Linn. BARK.(Mimosaceae).” Assessment 425 (2016): 5.

12)El-Hadiyah, Tarig M., et al. “Toxic potential of ethanolic extract of Acacia nilotica (Garad) in rats.” Sudan Journal of Medical Sciences 6.1 (2011).

13)El-Hadiyah, Tarig M., Omer T. Ginawi, and Ahmed A. Abd-Elgalil. “Behavioral evaluation of the Ethanolic Extract of Damsissa (Ambrosia maritime L), Ginger (Zingiber Officinale) and Garad (Acacia nilotica).” Sudan Medical Monitor (SMM) 5.4 (2010).

14)Hussain, Fahad, et al. “Investigation of CNS depressant, anti-diarrheal and cytotoxic activities of crude methanolic extracts of Acacia nilotica and Justicia adhatoda root.” Indo Am. J. Pharm. Res 6.1 (2016): 3954-3961.

15)Sadgrove, Nicholas J. “Rumors of psychedelics, psychotropics and related derivatives in Vachellia and Senegalia in contrast with verified records in Australian Acacia.” Plants 11.23 (2022): 3356.

16)Sadgrove, Nicholas, and Ben-Erik Van Wyk. “A survey of tryptamines in southern African Senegalia and Vachellia reveals N, N-dimethyltryptamine in Senegalia ataxacantha.” Biochemical Systematics and Ecology 121 (2025): 104993.

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