Loto blu egiziano (Nymphaea caerulea)
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In StockFiore raro ed esotico, il vero loto blu, o meglio ninfea blu (Nymphaea caerulea), è un appariscente pianta acquatica tipica della zona del Nilo. Era sacro agli antichi egiziani, alcuni autori hanno ipotizzato che lo usassero a scopo rituale.
Abbiamo anche il loto blu asiatico (N. nouchali), che viene erroneamente venduto come loto blu dalla maggior parte dei commercianti europei. Qui si può approfondire questa questione controversa.
NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO SOLTANTO AD ESPOSIZIONE E FUMIGAZIONI IN AMBIENTI APERTI.
Descrizione
Vendita fiori di loto blu egiziano (Nymphaea caerulea) di prima qualità, spedizione dall’Italia.
La maggior parte dei venditori commercia Nymphaea nouchali come N. caerulea, sono uno dei pochi venditori che distingue e vende separatamente le due specie.
La specie più vicina a N. caerulea è N. colorata, N. nouchali si colloca accanto N. pubescens [1].
A livello macroscopico N. nouchali si distingue facilmente per il colore più accesso e meno sbiadito, senza parti bianche, completamente viola o bluetto.
Descrizione
Ordine: Nymphaeales
Famiglia: Nymphaeaceae
Genere: Nymphaea
Specie: N. caerulea
Nativo: Africa
Plant Hardiness Zone: 10-12
Il loto blu (Nymphaea caerulea) è una pianta acquatica che cresce nei pressi del delta del Nilo e può essere propagata ponendo pezzi di rizoma in un bacino d’acqua.
E’ dotata di foglie rotonde disposte su lunghi steli che continuano per 20-30 cm al di sotto della superficie dell’acqua. I fiori hanno un caratteristico colore chiaro con delicate sfumature azzure.
Coltivazione
E’ una pianta acquatica, difficile da coltivare:
-Cresce bene nelle pozze d’acqua di circa 30cm di profondità, necessita di molto calore per la germinazione.
-Pressare i semi in dei recipienti pieni di terriccio grasso ed argilloso a piena esposizione solare.
-Sommergere il contenitore nella pozza d’acqua di circa 2 cm.
-Teme il freddo e la siccità.
Il loto blu è stato raffigurato spesso nell’antica arte egiziana, in particolare in connessione con danze e contesti cerimoniali come il rito di passaggio per l’aldilà. Simboleggiava il sole, in quanto i fiori rimangono chiusi durante la notte e si aprono al mattino.
Gli egizi credevano che il dio Ra fosse emerso proprio da questa pianta mentre cresceva nelle “acque primordiali”; persino la mummia del faraone Tutankhamon è stata ricoperta con petali di questa ninfea.
Il fatto che la pianta possedesse blande proprietà narcotiche ha spinto diversi autori, come William A. Emboden, a ipotizzare che venisse impiegata come una sorta di droga rituale [2], ma questa teoria non è mai stata davvero confermata.
Non esistono infatti testi medici, rituali o farmacologici egizi che descrivano un uso psicoattivo o narcotico intenzionale di Nymphaea caerulea. Le raffigurazioni floreali potrebbero essere puramente simboliche o ornamentali, legate unicamente al mito del sole che rinasce dal fiore.
In alcune culture dell’Africa Occidentale il rizoma e i semi vengono mangiati come cibo di sussistenza o in caso di diabete. L’infuso fatto con il rizoma viene impiegato tradizionalmente nel trattamento di gonorrea, disturbi urinari, problemi renali, disturbi gastrointestinali e febbre. Nelle pratiche locali, il fiore viene consumato fresco o preparato sotto forma di decotto come antitussico, narcotico ed afrodisiaco [3].
Vendita fiori di loto blu egiziano
La vera Nymphaea caerulea egiziana
Un interessante caso di studio etnobotanico è stato sollevato da Liam McEvoy (UC Berkeley), il quale ha condotto analisi comparative tra campioni commerciali di N. nouchali (spesso commercializzati erroneamente come loto blu) e piante di autentica Nymphaea caerulea. I dati hanno evidenziato una netta discrepanza nei livelli di nuciferina, il principale alcaloide studiato nel genere Nymphaea [4]. Attualmente, la letteratura scientifica evidenzia come oltre il 90% del loto blu presente sul mercato globale sia costituito da varietà asiatiche come la N. nouchali, sebbene vendute sotto il nome di N. caerulea. Si può approfondire qui l’argomento.
Gli Alcaloidi Isolati: Nuciferina e Apomorfina
Nella ricerca farmacologica isolata e nei modelli computazionali, i singoli principi attivi estratti dal genere Nymphaea sono oggetto di studio per diverse potenziali applicazioni teoriche, che non vanno tuttavia confuse con l’uso della biomassa vegetale grezza:
Interazioni recettoriali: In modelli di laboratorio, la nuciferina ha dimostrato di agire come agonista parziale su alcuni recettori dopaminergici (D1, D2, D3, D5) e come antagonista su specifici recettori serotonergici, mostrando un profilo affine a quello dei composti neurolettici atipici in vivo sulle cavie [5]. Negli studi murini ha inoltre mostrato interazioni sinergiche nell’estensione del sonno indotto da pentobarbital e nella modulazione della serotonina ipotalamica [6][7]. Studi di imaging metabolomico suggeriscono che tali proprietà sedativo-analgesiche riscontrate in laboratorio possano essere collegate a un aumento dell’adenosina cerebrale [8].
Modulazione dopaminergica: L’apomorfina, un altro alcaloide presente nella pianta, possiede una struttura affine alla dopamina ed è stata storicamente studiata nella medicina del Novecento per il trattamento sperimentale delle sindromi da astinenza (anti-craving) [9]. A causa della sua emivita estremamente breve e dell’alto tasso di effetti collaterali, tale filone clinico è stato da tempo abbandonato [10]. Modelli in silico (computazionali) ne valutano tuttora la potenziale affinità teorica verso i recettori oppioidi [11]. L’apomorfina è inoltre un farmaco impiegato stabilmente nella medicina ufficiale per la gestione delle fluttuazioni motorie e della rigidità nei pazienti affetti da malattia di Parkinson [12].
Linee di Ricerca Internazionali e Tossicologia
La ricerca accademica sta vagliando le proprietà dei composti fenolici e degli estratti grezzi del genere Nymphaea esclusivamente in vitro o in ambito pre-clinico:
Studi metabolici e infiammatori: La nuciferina è stata oggetto di indagine scientifica nel trattamento dell’iperlipidemia e dell’eccesso ponderale, in virtù dei suoi effetti osservati sui livelli lipidici, sulla secrezione insulinica e sulla pressione sanguigna [13]. Nei test su modelli cellulari, questo alcaloide è stato analizzato per la sua capacità di stimolare la fosforilazione di AMPK e PKC e l’espressione del trasportatore GLUT4, elementi chiave nello studio scientifico del diabete mellito [14], oltre a mostrare una parziale azione inibitoria sull’infiammazione indotta da lipopolisaccaridi [15].
Ricerche cellulari e in vitro: In piastra di Petri, singoli estratti fenolici hanno mostrato attività antiossidante [16] e inibitoria verso gli enzimi α-glucosidasi e α-amilasi [17]. Altri test in vitro hanno evidenziato risposte citotossiche isolate su linee cellulari tumorali (come la leucemia mieloide acuta o il carcinoma polmonare) attraverso l’azione di pigmenti come la delfinidina [18][19][20], nonché blande proprietà di contrasto verso specifici ceppi batterici e virali in vitro [21][22].
Nota sulla Tossicologia: Non ci sono studi che hanno analizzato specificatamente questa specie rara, i pochi pubblicati considerano erroneamente N. Nouchali e N. caerulea come la stessa specie o si affidano a quanto dichiarato dai venditori che hanno sempre solo N. nouchali [23]. E’ evidente in questa foto in cui i ricercatori vanno nei campi e raccolgono N. nouchali convinti che sia N. caerulea.

In termini comparativi macroscopici, il genere Nymphaea (così come il genere Nelumbo) mostra generalmente un profilo di sicurezza affine a quello alimentare, tanto che i rizomi di numerose specie asiatiche sono storicamente impiegati nella cucina tradizionale locale.
Vendita fiori di loto blu egiziano
Alcaloidi: nuciferina, apomorfina;
flavonoidi: miricetina, quercetina, campferolo, naringenina, elicrisina B, delfidinina;
calconi: isosalipurposide;
composti fenolici: acido gallico, acido p-cumarico, acido metossibenzoico.
Vendita fiori di loto blu egiziano
Vendita fiori di loto blu egiziano
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vallia nicolas polimeni –
Qualità super