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L’akuamma (Picralima Nitida) è un frutto tropicale tipico del Ghana, il seme viene essiccato per l’impiego in medicina tradizionale come analgesico e sedativo.

Contiene diversi alcaloidi che agiscono sui recettori oppiacei μ e  κ.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD COLTIVAZIONE E COLLEZIONE.

Svuota
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forma Intera Tritata In polvere Estratto alcolico
quantita 10g 50g 250g 50g di materia prima 100g di materia prima 250g di materia prima
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Confronta

Descrizione

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO NELLA MEDICINA MUTI AFRICANA (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: seme

-ingerito\ 0,5g-6g 
-decotto\ 8-20g
-tintura 1:1\ 4-12ml

Viene combinata con la corteccia di Alstonia boonei nel trattamento della malaria.

L’akuamma agisce sui recettori oppioidi ed ha un buon potenziale narcotico.

Medicina convenzionale
Le proprietà oppioidi [6], analgesiche [7], sedative [9], ansiolitiche [9], anestetiche [11], stimolanti [11], dopaminergiche [12], serotoninergiche [12], istaminergiche [12], muscarinergiche [15], ipotensive [15], anticonvulsivanti [16], anaboliche [17], afrodisiache [17], dimagranti [18], ipolipidiche [18], ipoglicemiche [19], immunosoppressive [22], antipiretiche [23], antinfiammatorie [25], antitussive [10] espettoranti [26], antitumorali [27], adrenergiche [29], uterotoniche [29], antiossidanti [31], epatoprotettive [32], nefroprotettive [32], antivirali [34], antibatteriche [35], antimalariche [37], antiprotozoiche [42], pesticide [44] dell’akuamma e dei suoi fitocostituenti sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non viene usata in medicina convenzionale.

 

Medicina alternativa
Viene impiegata nella fitoterapia africana per il trattamento di mal di schiena, osteoartrite, indigestione, mancanza d’appetito, ulcere gastriche, diarrea, costipazione,disturbi della vescica, iperglicemia, diabete, obesità, allergie, mal di testa, neuralgie, malaria, febbre, anemia, patologie epatiche, vene varicose, disturbi oculari e per facilitare il parto.

Viene applicata esternamente sotto forma di pasta per dare sollievo ed accelerare la guarigione delle ferite.

Estratto in aceto
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml)
-Mettere l’akuamma (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere aceto per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso possibile (almeno 1 volta al giorno) e lasciare infondere fino a 1 settimana per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi,
-L’aceto si può fare evaporare in forno a 100-150C° per ricavarne un residuo solido.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere l’akuamma (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo di acqua (opzionale)distillata acida (1-2 cucchiai d’aceto/litro)
-Lasciare sobbollire appena fino a 30m ora per la saturazione facendo attenzione che l’acqua sia sufficiente (i semi sono molto grassi, simili a fagioli, se l’acqua è poca o si esagera col calore diventa una zuppa più di un decotto).
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere l’akuamma (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 70%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 3 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

La Picralima nitida è stata descritta per la prima volta nel 1985 dal botanico austriaco Otto Staptf come Tabernaemontana nitida. Un anno dopo il francese Luis Pierre l’ha inserita in Picralima, un nuovo genere creato basandosi sul sinonimo già in uso, P. klaineana.
Il nome Picralima deriva dal greco πικρός, che significa amaro, probabile riferimento all’amarezza dei semi della pianta.
Questo genere includeva un tempo anche Hunteria umbellata e simii ma ad oggi è monospecifico [1].

Descrizione
Descrizione
Ordine: Gentianales
Famiglia: Apocynaceae
Genere: Picralima
Specie: P. nitida
Nativo: Africa
L’akuamma (Picralima Nitida) è un albero tropicale glabro che cresce fino a 35m d’altezza e 60cm di diametro.
Sviluppa foglie opposte, semplici e intere di forma ellittica o oblunghe lunghe fino a 25cm.
Produce delle infiorescenze ombrelliformi di circa 10cm formate da fiori regolari ed ermafroditi di colore giallino.
Il frutto è formato da due follicoli lisci lunghi fino a 20cm ciascuno di colore arancio-giallino che contengono diversi semi.

Coltivazione
E’ una pianta tropicale molto difficile da coltivare:
-Seminare i semi ad appena 1cm di profondità in un comune terriccio a mezz’ombra leggero, ben drenante e ricco.
-Mantenere umido il terriccio fino alla germinazione.
-Potrebbe essere necessario fare germinare i semi in vasetto e poi trapiantarli se il clima non è abbastanza caldo ed umido, la germinazione avviene dalle 2 alle 6 settimane.
-Teme il freddo e la siccità.

Nella medicina popolare dell’Africa Occidentale la Picralima nitida viene impiegata nel trattamento di febbre, infezioni, malaria, diabete e dolore [2].
In Cameroon e Guinea il decotto a base di frutto e corteccia della pianta viene consumato contro la tosse o la febbre tifoide. Le genti della tribù dei Fang li masticano per sopprimere la fame durante le lunghe camminate nella foresta [3].
Nella medicina popolare congolese il decotto di corteccia d’akuamma si beve come purgante e rimedio per l’ernia, mischiato ad altre piante viene impiegato contro la gonorrea.
Nella zona più occidentale della Nigeria il frutto viene indicato nel trattamento dell’asma [4].
In Costa d’Avorio i semi impastati con l’acqua vegono assunti in caso di pressione arteriosa alta [5].

OPPIOIDE, ANALGESICO, SEDATIVO, ANSIOLITICO
Diversi alcaloidi presenti nei semi di Picralima nitida sono dotati di marcate proprietà oppioidi: l’akuammidina è un agoninista preferenziale dei recettori μ-oppioidi (Ki = 0.6 μM), ma è attiva anche sui δ- (Ki = 2.4 μM) e κ-oppioidi (Ki = 8.6 μM).
Anche l’akuammina è particolarmente selettiva per gli μ-oppioidi (Ki = 0.5 μM).
Akuammicina ed akuammilina invece sono potenti agonisti dei recettori κ-oppioidi (Ki = 0.2 μM e 0.40 µM rispettivamente) [6].
La pseudoakuammigina è un agonista dei recettori μ-oppioidi (ki = 1.0 µM). Ha mostrato effetti analgesici di circa 3,5 volte inferiori alla morfina nei modelli in vivo che potrebbero implicare anche il blocco dell’azione delle sostanze pronocicettive e iperalgesiche endogene. I ricercatori hanno inoltre notato un’azione depressiva drammatica ma transitoria sul CNS delle cavie [7].
La pericina ha dimostrato un profilo analgesico superiore alla codeina, tramite test in-vitro ed in-vivo si è visto che agisse come agonista oppioide.
La pericallina, un altro alcaloide, ha dimostrato una potenza pari a circa a 1/3 della pericina [8].

Un estratto acquoso a base di semi di akuamma ha dimostrato significativi effetti sedativi, ansiolitici ed antiossidanti nei modelli animali [9].
Un estratto alcolico ha espresso significative proprietà depressive, analgesiche ed antitussive, oltre ad un alto profilo di sicurezza [10].

ANESTETICO, STIMOLANTE
L’akuammidina ha mostrato un attività ipertensiva comparabile alla yohimbina e un effetto anestetico tre volte più potente della cocaina.
L’akuammina ha accentuato la vasocostrizione indotta dall’adrenalina nelle cavie, incrementando anche la pressione ed inibendo la peristalsi. Localmente ha la stessa potenza anestetica della cocaina [11].

DOPAMINERGICO
Akuammina, pseudoakuammigina, akuammicina, akuammilina e picralina hanno inibito il legame dell’antagonista [3H]-SCH-23390 col recettore D5 della dopamina [12].
Una frazione estratta dal decotto africano a base di Alstonia boonei e Picralima nitida approvato come antimalarico in Nigeria e registrato col nome di MAMA Powder ha incrementato il grooming (pulizia del mantello) dei topi alla dose di 25 mg/kg. Secondo i ricercatori ciò potrebbe essere dovuto all’inibizione dell’attività dopaminergica [13].

SEROTONINERGICO, ISTAMINERGICO
Gli alcaloidi dei semi di akuamma hanno mostrato una lieve attività sui recettori serotoninergici ed istaminergici H3 [12].
Una mistura composta da 4 amidi della seratonina è stata isolata dall’estratto cloroformico [14].

MUSCARINERGICO, IPOTENSIVO
Un estratto acquoso ha indotto nei conigli un effetto ipotensivo dose dipendente mitigato dall’azione dell’atropina, i ricercatori ipotizzano possa contenere sostanze colinomimetiche di tipo muscarinico [15].

ANTICONVULSIVANTE
Un estratto fatto con la corteccia del legname di Picralima nitida ha ridotto le convulsioni indotte nei topi con la stricnina con un efficacia simile al diazepam [16].

ANABOLICO, AFRODISIACO
Un estratto etanolico di semi di akumma ha mostrato effetti estrogenici ed androgenici agendo come agonista parziale del testosterone [17].

DIMAGRANTE, IPOLIPIDICO, IPOGLICEMICO, IMMUNOSOPPRESSIVO
Un estratto acquoso di Picralima nitida ha alleviato dislipidemia ed iperglicemia nel modello animale da dieta ad alto contenuto di grassi e fruttosio, riducendo anche incremento ponderale, BMI, insulino resistenza, glucosio sanguigno ed insulina [18].
Un estratto metanolico a base di fogliame alla dose di 300mg/kg ha ridotto la glicemia delle cavie del 38.48% [19]. E’ in grado di inibire l’α-amylasi in maniera non competitiva e l’α-glucosidase in modo competitivo [20].
Altri studi hanno confermato le proprietà ipoglicemiche di semi e frutti [21].
Questa specie si è dimostrata superiore a Nauclea latifolia e Oxytenanthera abyssinica come agente naturale antidiabetico ed immunosoppressivo [22].

L’akuammicina stimola la ricaptazione del glucosio negli adipociti differenziati 3T3-L1 in maniera concentrazione dipendente e senza mostrare citotossicità, il meccanismo farmacologico non è ancora stato chiarito [14].

ANTIPIRETICO, ANTINFIAMMATORIO, ANTITUSSIVO, ESPETTORANTE
Nel modello animale da piressia indotta da lipopolisaccaridi (LPS) la somministrazione intraperitoneale di un estratto metanolicodi frutto di akuamma si è dimostrata più efficace dell’aspirina (38.7% contro 29.0%) nel controllo della condizione. Inoltre ha ridotto l’edema alle zampe dei ratti indotto dalla carragenina [23]. Anche la pseudoakuammigina isolata ha mostrato simili effetti antiflogistici [24].
Un estratto acquoso a base di una mistura di foglie e semi ha indotto significativi effetti antinfiammatori ed antidoloriferi nei ratti [25]. Un estratto alcolico si è dimostrato un valido antitussivo [10].
Agisce stabilizzando le cellule mastocitarie e sopprimendo la produzione di muco nelle vie aeree, oltre a ridurre lo stress ossidativo [26].

ANTITUMORALE
Un estratto a base di corteccia di radice di Picralima nitida si è dimostrato attivo nei confronti delle cellule del cancro al seno MCF-7 attraverso un meccanismo non ben definito che comprende la riduzione della sovraespressione della proteina β1-integrina [27].
In un altra ricerca un estratto etanolico di semi ha inibito la proliferazione delle cellule T umane attivate dall’antigene CD3 in maniera concentrazione dipendente [28].

ADRENERGICO, UTEROTONICO
Un estratto idroalcolico fatto col frutto di akuamma ha indotto una contrazione miometriale dose dipendente alla concentrazione di 0.035-0.28 mg/ml, paradossalmente sopra questo range l’effetto ha rilassato la muscolatura uterina delle cavie animali. Gli effetti sembrano mediati dalla modulazione del recettore  β-adrenergico [29]. L’akuammina si ipotizza possa agire come antagonista.

GASTROPROTETTIVO, ANTISECRETORIO
Estratti metanolici e cloroformici di semi di Picralima nitida hanno ridotto il tempo di svuotamento gastrico e previsto oltre il 50% delle ulcere gastriche nel modello animale da aspirina-ligazione del piloro. Anche l’acidità gastrica è risultata inferiore ai controlli [30].

ANTIOSSIDANTE, EPATOPROTETTIVO, NEFROPROTETTIVO
Estratti metanolici di akuamma hanno stimolato i livelli di catalasi (CAT) e glutatione (GSH) dei ratti alleviando moderatamente la steatosi indotta dal tetracloruro di carbonio [31].
Un estratto etanolico ha protetto la funzionalità epatica e renale nel modello animale della malaria [32].

ANTIVIRALE
Le notevoli proprietà antimalariche dell’akuamma hanno spinto un gruppo di ricerca a suggerire eventuali investigazioni farmacologiche per la ricerca di fitocomposti attivi nei confronti del COVID-19 [33].
In alcuni studi preliminari ha mostrato un certo effetto antivirale [34]

ANTIBATTERICO, ANTIMICOTICO, ANTIDIARROICO
Un estratto metanolico fatto con le bucce dei semi si è dimostrato attivo nei confronti di 10 ceppi batterici patogeni dell’intestino (Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Shigella dysenteriae, Proteus vulgaris, Enterobacter cloacae, Streptococcus feacalis, Pseudomonas aeruginosa, Proteus mirabilis, Salmonella typhi, Bacillus cereus) e un lievito (Candida albicans) implicato nella diarrea bacillare. Inoltre dopo 3 giorni di trattamento ha ridotto efficacemente densità, frequenza e massa fecale dei ratti affetti dalla diarrea indotta da Shigella dysenteriae di tipo 1 [35].
Un estratto alcolico di semi si è dimostrato attivo su Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumonia, Escherichia coli, Klebsiella pneumonia e Salmonella typhi [26].
6 derivati cumestanici isolati dalle radici hanno mostrato effetti antimicrobici su Escherichia coli, Staphylococcus aureus e Proteus vulgaris [36].

ANTIMALARICO
Estratti di seme, buccia del frutto e corteccia sono dotati di una marcata attività inibitoria sui cloni di Plasmodium falciparum farmaco-resistenti alla dose di 1.23 – 32 µg/mL [37]. Risultati analoghi sono stati ottenuti con un estratto metanolico di frutto [23] e uno di radice [38]. I semi hanno mostrato un effetto chemosoppressivo dose-dipendente suo ceppi clorochina resistenti [39] e sensibili [40].
Allo stesso modo l’akuammina isolata è risultata attiva su entrambi i tipi [41].

ANTIPROTOZOICO
Un estratto acquoso di corteccia di akuamma ha indotto un effetto tripanocida alla dose di 8 mg/kg comparabile a quello del diminazene aceturato [42].
Un estratto cloroformico di seme ha espresso un’attività significativa contro Leishmania donovani alla concentrazione di 50 µg/mL [43].

PESTICIDA
Estratti metanolici ed acquosi a base di foglie e semi di Picralima nitida hanno un effetto larvicida concentrazione e tempo-dipendente sul terzo e quarto stadio precoce della zanzara Anopheles gambiae [44].

TOSSICITA’
La massima dose terapeutica tollerata di decotto di akuamma è stimata sui 3000 mg/kg, considerando che la dose tradizione è circa 95mg/kg si può attribuire alla pianta un alto profilo di sicurezza [45]. Anche gli estratti metanolici, generalmente molto più pericolosi, sono risultati privi di tossicità significativa fino a 1000mg/kg sulle cavie [31].
Dal punto di vista cronico non ha mostrato effetti deleteri su sangue, fegato e reni somministrata giornalmente fino ad una settimana [21].
Il farmaco nigeriano a base di di Alstonia boonei e Picralima nitida registrato col nome di MAMA Powder non ha mostrato nessuna tossicità nei topi fino a 30 giorni [13].

Alcaloidi: akuammina, pseudoakuammina, akuammidina, akuammicina, akuammigina, pseudoakuammigina, akuammilina, akuammenina, picrafillina, picracina, picralina, picralicina, picratidina, picranitina, burnamina, pericallina, pericina;

polifenoli: derivati cumestanici;

terpenoidi: sabinene, terpinenolo, α-selinene, β-cariofillene, β-selinene, α-terpineolo, α-pinene, cimene, eudesmolo, β-cuvebene, β-pinene e α-umulene;

steroli;

flavonoidi;

saponine;

tannini.

Il seme è la parte della pianta più potente e può arrivare oltre il 5% di alcaloidi del peso secco [46].

1)Omino, Elizabeth. “A Contribution to the Leaf Anatomy and Taxonomy of Apocynaceae in Africa: the Leaf Anatomy of Apocynaceae in East Africa: a Monograph of Pleiocarpinae.” Wageningen University and Research (1996).

2)Akabassi, Ghislain Comlan, et al. “Economic value, endogenous knowledge and distribution of Picralima nitida (Stapf) T. Durand and H. Durand in Africa.” AAS Open Research 3 (2020).

3)Adjanohoun, J. E., N. Aboobakar, and K. Dramane. “Traditional Medicine and Pharmacopoeia: Contribution to Ethnobotanical and Floristic Studies in Cameroon, Porto-Novo, Benin.” Organisation of African Unity Scientific Technical and Research Commission. Centre National de Production de Mannels Scolaries (1996).

4)Sonibare, M. A., and Z. O. Gbile. “Ethnobotanical survey of anti-asthmatic plants in South Western Nigeria.” African Journal of Traditional, Complementary and Alternative Medicines 5.4 (2008).

5)Marie-Solange, Tiébré, Aké-Assi Emma, and Zirihi Guédé Noël. “Ethnobotanical study of plants used to treat arterial hypertension, in traditional medicine, by Abbey and Krobou populations of Agboville (Côte-d’Ivoire).” European Journal of Scientific Research 35.1 (2009).

6)Menzies, John RW, et al. “Opioid activity of alkaloids extracted from Picralima nitida (fam. Apocynaceae).” European Journal of Pharmacology 350.1 (1998).

7)Duwiejua, M., E. Woode, and D. D. Obiri. “Pseudo-akuammigine, an alkaloid from Picralima nitida seeds, has anti-inflammatory and analgesic actions in rats.” Journal of Ethnopharmacology 81.1 (2002).

8)Arens, H., et al. “Detection of pericine, a new CNS-active indole alkaloid from Picralima nitida cell suspension culture by opiate receptor binding studies.” Planta medica 46.12 (1982).

9)Ndelo, D., and Théophile Dimo. “Sedative and Anxiolytic Properties of Aqueous Extract of Seeds of Picralima Nitida (Apocynaceae).”

10)Dapaah, Gabriel, et al. “Antitussive, expectorant and analgesic effects of the ethanol seed extract of Picralima nitida (Stapf) Th. & H. Durand.” Research in pharmaceutical sciences 11.2 (2016).

11)Britten, Adam Zygmunt. Picraline and the Bases of Picralima nitida. The University of Manchester (United Kingdom), 1963.

12)Creed, Simone M., et al. “Isolation and pharmacological characterization of six opioidergic Picralima nitida alkaloids.” Journal of Natural Products 84.1 (2020).

13)Ajayi, Clement O., et al. “Neurobehavioural and repeated-dose toxicity studies on the extractive from the decoction of a mixture of Alstonia boonei and Picralima nitida in mice.” Comparative Clinical Pathology 29 (2020).

14)Shittu, Hafsat, et al. “Glucose uptake stimulatory effect of akuammicine from Picralima nitida (Apocynaceae).” Phytochemistry Letters 3.1 (2010).

15)N’dri, Fulgence Kouakou Kouassi, et al. “Phytochemical and toxicological studies of an extract of the seeds of Picralima nitida (stapf)(apocynaceae) and its pharmacological effects on the blood pressure of rabbit.” Journal of Biology and Life Sciences 6.1 (2015).

16)Ossibi, Etou et al. “CHEMICAL SCREENING AND ANTICONVULSANT ACTIVITY OF THE AQUEOUS EXTRACT OF THE BARKS OF TRUNK OF PICRALIMA NITIDA STAPF (APOCYNACEAE) IN ALBINOS MICE.” (2017).

17)Otoo, Lydia Francisca, et al. “Assessment of an ethanolic seed extract of Picralima nitida ([Stapf] Th. and H. Durand) on reproductive hormones and its safety for use.” Journal of Intercultural Ethnopharmacology 4.4 (2015).

18)De Campos, Opeyemi Christianah, et al. “Protective Role of Picralima nitida Seed Extract in High-Fat High-Fructose-Fed Rats.” Advances in pharmacological and pharmaceutical sciences 2020 (2020).

19)Teugwa, Clautilde Mofor, et al. “Antioxidant and antidiabetic profiles of two African medicinal plants: Picralima nitida (Apocynaceae) and Sonchus oleraceus (Asteraceae).” BMC complementary and alternative medicine 13.1 (2013).

20)Kazeem, Mutiu I., Jesuyon V. Ogunbiyi, and A. O. Ashafa. “In vitro studies on the inhibition of α-amylase and α-glucosidase by leaf extracts of Picralima nitida (Stapf).” Tropical Journal of Pharmaceutical Research 12.5 (2013).

21)Inya-Agha, S. I., S. C. Ezea, and O. A. Odukoya. “Evaluation of Picralima nitida hypoglycemic activity, toxicity and analytical standards.” Planta Medica 72.11 (2006).

22)Yessoufou, Akadiri, et al. “Anti-hyperglycemic effects of three medicinal plants in diabetic pregnancy: modulation of T cell proliferation.” BMC complementary and alternative medicine 13.1 (2013).

23)Ezeamuzie, I. C., et al. “Anti-inflammatory, antipyretic and anti-malarial activities of a West African medicinal plant–Picralima nitida.” African Journal of Medicine and Medical Sciences 23.1 (1994).

24)Duwiejua, M., E. Woode, and D. D. Obiri. “Pseudo-akuammigine, an alkaloid from Picralima nitida seeds, has anti-inflammatory and analgesic actions in rats.” Journal of Ethnopharmacology 81.1 (2002).

25)Ajayi, Abayomi M., et al. “Aqueous extract of dry powder blend of seeds and leaves of Picralima nitida (Stapf) T. & H. Durand reduce pain and inflammation in animal models.” Journal of Basic and Clinical Physiology and Pharmacology 32.2 (2021).

26)Dapaah, Gabriel, et al. “The possible mode of antitussive and expectorant activity of the ethanol seed extracts of Picralima nitida ((Stapf) Th. & H. Durand).” Journal of traditional and complementary medicine 7.1 (2017).

27)Engel, Nadja, et al. “Pro-apoptotic and anti-adhesive effects of four African plant extracts on the breast cancer cell line MCF-7.” BMC complementary and alternative medicine 14.1 (2014).

28)Yessoufou, Akadiri, et al. “Anti-hyperglycemic effects of three medicinal plants in diabetic pregnancy: modulation of T cell proliferation.” BMC complementary and alternative medicine 13.1 (2013).

29)Mbegbu, Edmund C., et al. “In vitro uterotonic effects of ethanolic fruit extract of Picralima nitida (Stapf) on isolated uterine smooth muscles of rats.” Journal of Agriculture and Veterinary Science 7.3 (2014).

30)Mathew, Okonta Jegbefume, Adibe Maxwell Ogochukwu, and Ubaka Chukwuemeka Michael. “Antiulcer activity of methanolic extract and fractions of Picralima nitida seeds (Apocynacaea) in rats.” Asian Pacific Journal of Tropical Medicine 4.1 (2011).

31)MacDonald, Idu, et al. “Hepatoprotective potentials of Picralima nitida against in vivo carbon tetrachloride-mediated hepatotoxicity.” J Phytopharmacol 5.1 (2016).

32)Nwankwo, N. E., et al. “Liver and Kidney Function Tests and Histological Study on Malaria Parasite Infected Mice Administered with Seed Extract of Picralima nitida.” Int J Biochem Res Rev [Internet] 8.2 (2015).

33)Inkoto, Clément Liyongo, Jean-Pierre Kayembe Kayembe, and Pius Tshimankinda Mpiana. “A review on the Phytochemistry and Pharmacological properties of Picralima nitida Durand and H.(Apocynaceae family): A potential antiCovid-19 medicinal plant species.” Emergent Life Sciences Research 6 (2020).

34)Odelola, H.A., Adu, F.D. and Somuyiwa Adedotun T.  “A preliminary study of the antiviral activity of crude extracts of Picralima nitida (Apocynaceae) and Diospyros mespiliformis (Ebenaceae).” Phytotherapy Research (1998).

35)Kouitcheu, Laure Brigitte Mabeku, Joseph Lebel Tamesse, and Jacques Kouam. “The anti-shigellosis activity of the methanol extract of Picralima nitida on Shigella dysenteriae type I induced diarrhoea in rats.” BMC Complementary and Alternative Medicine 13.1 (2013).

36)Kouam, Jacques, et al. “Antimicrobial glycosides and derivatives from roots of Picralima nitida.” International Journal of Chemistry 3.2 (2011).

37)Iwu, Maurice M., and Daniel L. Kiayman. “Evaluation of the in vitro antimalarial activity of Picralima nitida extracts.” Journal of Ethnopharmacology 36.2 (1992).

38)François, G., et al. “Constituents of Picralima nitida display pronounced inhibitory activities against asexual erythrocytic forms of Plasmodium falciparum in vitro.” Journal of ethnopharmacology 54.2-3 (1996).

39)Bickii, Jean, et al. “Antimalarial activity in crude extracts of some Cameroonian medicinal plants.” African Journal of Traditional, Complementary and Alternative Medicines 4.1 (2007).

40)Okokon, Jude E., et al. “Evaluation of antiplasmodial activity of ethanolic seed extract of Picralima nitida.” Journal of Ethnopharmacology 111.3 (2007).

41)Kapadia, Govind J., Cindy K. Angerhofer, and Reginald Ansa-Asamoah. “Akuammine: an antimalarial indolemonoterpene alkaloid of Picralima nitida seeds.” Planta medica 59.06 (1993).

42)Wosu, L. O., & Ibe, C. (1989). Use of extracts of Picralima nitida bark in the treatment of experimental trypanosomiasis: A preliminary study. Journal of ethnopharmacology25(3).

43)Iwu, Maurice M., et al. “Evaluation of plant extracts for antileishmanial activity using a mechanism-based radiorespirometric microtechnique (RAM).” Planta Medica 58.05 (1992).

44)Dibua, Uju Marie-Esther, et al. “Larvicidal activity of Picralima nitida, an environmental approach in malaria vector control.” American Journal of Research Communication 1.12 (2013).

45)Koffi, N. G., A. A. Emma, and D. K. Stephane. “Evaluation of Picralima nitida acute toxicity in the mouse.” Int. J Res. Pharm. Sci 4 (2014).

46)Nwaogu, Linus A. “Chemical Profile of Picralima Nitida Seeds used in Ethnomedicine in West Africa.”

Non sono note particolari controindicazioni o interazioni farmacologiche relative al consumo di akuamma.

Non sono noti effetti collaterali.

 

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I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso dei prodotti, solo organizzarli in base al loro background storico e alle potenzialità farmacologiche identificate nella letteratura scientifica.

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