Si sa ben poco della farmacologia di questa pianta, il parente boliviano
Calliandra haematocephala è stato studiato in maniera più approfondita.
MAO-INIBITORE
Un decotto a base di Banisteriopsis caapi e una specie del genere Calliandra, C. pentadra, è stato analizzato da Shulgin che riportò l’assenza di DMT e la presenza di un contenuto significativo di tetraidroarmina (THH) [1].
ANTINFIAMMATORIO
L’estratto alcolico della corteccia di bobinsana ha inibito la biosintesi delle prostaglandine nei ratti, supportando la tradizionale applicazione nei dolori artritici e reumatici [6].
INSETTICIDA
Come in altre specie del genere Calliandra, le foglie di C. angustifolia contengono acidi pipecolici che sono stati testati con successo nel controllo del lepidottero Spodoptera frugiperda [7].
IMMUNOMODULANTE
Nel mondo vegetale l’acido pipecolico è stato associato alla resistenza sistemica acquisita (SAR), si accumula infatti in seguito ad un infezione e causa l’aumento dei livelli di radicali liberi, ossido nitrico e ROS che agiscono a monte del glicerolo-3-fosfato (G3P) [8].
IPOGLICEMICO
L’acido 4-idrossipipecolico è stato testato nel modello animale C57BL/KsJ-db/db risultando in una riduzione significativa di glicemia a digiuno, trigliceridemia, colesterolo, acidi grassi liberi e LDL; incrementando allo stesso tempo quelli HDL [9].
Il trattamento stimola l’uptake di glucosio e la traslocazione del trasportatore GLUT4 dallo spazio intracellulare alla superficie della cellula del muscolo scheletrico [10].
ANTIOSSIDANTE
La somministrazione di acido 4-idrossipipecolico nei topi ha ridotto l’attività della perossidazione lipidica nel tessuto epatico e renale, incrementando allo stesso tempo l’attività di catalasi, glutatione perossidasi e superossido dismutasi [11].
TOSSICITA’
Nonostante l’uso esteso e prolungato di bobinsana nella medicina tradizionale amazzonica e la sua attuale diffusione commerciale globale, non risultano in letteratura casi clinici documentati di tossicità acuta o cronica attribuibili alla pianta.
Tuttavia, in considerazione delle ipotizzate proprietà MAO-inibitorie, l’uso concomitante con antidepressivi o altre sostanze serotoninergiche potrebbe essere pericoloso.
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