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Chilcuague (Heliopsis longipes)

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Il nome “chilcuague” deriva da chilmecatl, un termine di origine Nahuatl composto da “chili“, ovvero piccante, e “mecatl“, corda. La radice di questa pianta è infatti famosa per il suo particolare aroma pungente.

⚠️ NOTA TECNICA E DESTINAZIONE D’USO (RADICE PER INCENSI E PESTICIDI NATURALI)
Questo lotto è costituito esclusivamente da radici essiccate di Heliopsis longipes allo stato grezzo e naturale. Il prodotto è commercializzato unicamente come materia prima per la produzione di incensi ambientali da combustione, formulazione di pesticidi naturali o campione botanico per erbario.
RESTRIZIONI D’USO: Non essendo un prodotto alimentare, un medicinale, un integratore, un cosmetico pronto all’uso o un’erba da fumo, ne è tassativamente vietato il consumo umano o animale sotto qualsiasi forma (masticazione, ingestione, infusione, decozione, inalazione o applicazione topica diretta del prodotto tal quale). Il prodotto viene venduto come materia prima grezza da lavorazione o combustione ambientale senza alcuna finalità terapeutica o d’uso interno. Il venditore declina ogni responsabilità per utilizzi impropri, difformi o contrari alle normative vigenti. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
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forma Intera Tritata In polvere
peso 100g 25g 5g
Azzera selezione
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Descrizione

Vendita radice di chilcuague (Heliopsis longipes) di prima qualità, è stata coltivata in maniera organica in Messico da una piccola azienda agricola a conduzione familiare (Biotica de la Sierra S.A. de C.V.).

La maggior parte del chilcuague presente sul mercato proviene da piante raccolte allo stato selvatico, negli ultimi anni l’aumento della richiesta internazionale ha ridotto pericolosamente le popolazioni selvatiche. Oggi, grazie al supporto di enti forestali messicani come CONAFOR (Comisión Nacional Forestal), il chilcuague viene gestito come una piantagione forestale commerciale. Significa che i coltivatori, come il nostro fornitore, ricreano artificialmente le condizioni della foresta per far crescere la pianta in modo naturale, senza però toccare i boschi selvatici. Nonostante gli sforzi delle aziende strutturate e dello stato messicano per regolamentare la pianta, esiste ancora un forte mercato nero basato sul saccheggio selvatico nei boschi della Sierra Gorda.

    Il genere Heliopsis è parafiletico: H. longipes e H. novogaliciana formano un clade distinto dalle altre specie insieme a Trichocoryne connata [1].

    Descrizione
    Ordine: Asterales
    Famiglia: Asteraceae
    Genere: Heliopsis
    Specie: H. longipes
    Origine: Regioni montane del Messico centro-settentrionale (Sierra Gorda e Sierra de Álvarez)
    Heliopsis longipes è una pianta perenne relativamente rara che cresce solitamente fino a 80 cm sviluppando diversi steli da un apparato radicale carnoso e ramificato. La fioritura avviene da luglio fino al primo inverno ed è costituita da fiori gialli compositi simili ai girasoli. Al posto del baccello, i semi si sviluppano direttamente all’interno del capolino (la testa del fiore). Quando il fiore giallo appassisce e si secca, la struttura centrale si trasforma in una testa portasemi marrone e legnosa. Dal punto di vista botanico, il singolo “seme” è in realtà un piccolo frutto secco chiamato cipsela (simile al seme del girasole ma molto più piccolo).

    Coltivazione
    E’ una pianta tropicale, ma non difficile da coltivare:
    -Mettere i semi in un sacchetto di plastica con del terriccio o della torba leggermente umidi (non inzuppati).
    -Chiudere il sacchetto e lasciarlo nel frigorifero per circa 30 giorni.
    -Ad inizio primavera i semi si possono tirare fuori dal frigo e piantare in un terriccio leggero e ben drenante.
    -Dovrebbero germinare in una o due settimane. E’ una pianta che odia i ristagni d’acqua ed ama il pieno sole.

    Il nome “chilcuague” deriva da chilmecatl, un termine di origine Nahuatl composto da “chili“, ovvero piccante, e “mecatl“, corda. La radice di questa pianta è infatti famosa per l’aroma pungente, i nativi messicani la mischiavano ai cibi per eliminare i parassiti intestinali e facilitare la digestione. Veniva inoltre storicamente masticata per stimolare la saliva e contrastare mal di denti, infezioni al cavo orale ed herpes, le popolazioni locali ne facevano anche preparati ad uso esterno per il trattamento di dolori muscolari, atrite, reumatismi, ulcere [2].

    Evidenze sul controllo di dolore ed infiammazione

    Lo spilantolo, il principale composto attivo presente in H. longipes, può superare facilmente la barriera epidermica ed esprimere importanti effetti antinfiammatori locali inibendo la produzione di ossido nitrico e inibendo diversi fattori di trascrizione pro-infiammatori [3].

    Nel modello animali di artrite indotta da adiuvante di Freund, un estratto esanico di radici di chilcuague ha inibito la formazione di edema nella fasi acute e croniche in maniera più efficace del fenilbutazone, un FANS molto potente [4].

    In altre ricerche ha mostrato di potenziare il rilascio di GABA incrementandone le concentrazioni nella corteccia e, di consenguenza, rinforzando la regolazione discendente dei neuroni nocicettivi spinali [5].

    Evidenze sull’angiogenesi

    In alcuni test in-vivo sui ratti, H. longipes e lo spilontolo isolato hanno stimolato la crescita di nuovi vasi sanguigni [6].  Al contrario, sulle cellule del cancro al seno l’estratto ha mostrato di sottoregolare il fattore di crescita endoteliale (VEGF) inibendone la proliferazione [7]

    Effetti sul DNA

    Nel test di Ames utilizzato per capire se una molecola è genotossica o genoprotettiva, lo spatulenolo estratto da H. longipes ha previsto le mutazioni e ridotto i radicali liberi nei ceppi TA98, TA100 e TA102 di Salmonella typhimurium, con e senza attivazione metabolica [8].

    Profilo antimicrobico

    Nei test in vitro lo spilantolo si è dimostrato attivo nei confronti di Escherichia coli, Pseudomonas solanacearum, Bacillus subtilis, and Saccharomyces cerevisiae [9].

    Effetti pesticidi, larvicidi, molluschicidi

    Lo spilantolo agisce come neurotossina su mosca domestica (Musca domestica) [10], tignola della crucifere (Plutella xylostella) [11] ed altri insetti di interesse agro-economico.

    Ha inoltre mostrato effetti larvicidi sulle zanzare Anopheles albimanus e Aedes aegypti [12].

    In un altra ricerca ha indotto effetti molluschicidi comparabili alla damsina nei confronti della lumaca (Physa occidentalis) e del mollusco d’acqua dolce (Leptocercous cercariae) [13].

    Alcamidi: spilantolo, longipinamide A, longipenamide A, and longipenamide B [14];

    composti fenolici: acido clorogenico, idrossibenzoico, acido caffeico, acido cumarico; flavonoidi: rutina, apigenina, genisteina, quercetina, naringenina [15];

    tannini;

    steroli.

    1)Skibicki, Samuel Victor. Phylogenomics and Biogeography of Zinniinae (Asteraceae: Heliantheae) using plastome and nuclear datasets. Diss. West Virginia University, 2025.

    2)Cilia-Lopez, V. Gabriela, et al. “Ethnobotany of Heliopsis longipes (Asteraceae: Heliantheae).” Boletín de la Sociedad Botánica de México 83 (2008): 81-87.

    3)Bakondi, Edina, et al. “Spilanthol inhibits inflammatory transcription factors and iNOS expression in macrophages and exerts anti-inflammatory effects in dermatitis and pancreatitis.” International Journal of Molecular Sciences 20.17 (2019): 4308.

    4)Escobedo-Martínez, Carolina, et al. “Heliopsis longipes: anti-arthritic activity evaluated in a Freund’s adjuvant-induced model in rodents.” Revista Brasileira de Farmacognosia 27.2 (2017): 214-219.

    5)Rios, María Yolanda, A. Berenice Aguilar-Guadarrama, and María del Carmen Gutiérrez. “Analgesic activity of affinin, an alkamide from Heliopsis longipes (Compositae).” Journal of Ethnopharmacology 110.2 (2007): 364-367.

    6)García-Badillo, Paola Estefanía, et al. “Proangiogenic Effect of Affinin and an Ethanolic Extract from Heliopsis longipes Roots: ex vivo and in vivo Evidence.” Molecules 26.24 (2021): 7670.

    7)Willig, J. B., et al. “Heliopsis longipes SF Blake (Asteraceae) extract causes cell cycle arrest and induces caspase dependent apoptosis against cancer cell lines.” South African Journal of Botany 125 (2019): 251-260.

    8)Arriaga-Alba, Myriam, María Yolanda Rios, and Myrna Déciga-Campos. “Antimutagenic properties of affinin isolated from Heliopsis longipes extract.” Pharmaceutical Biology 51.8 (2013): 1035-1039.

    9)Molina-Torres, Jorge, Abraham Garcı́a-Chávez, and Enrique Ramı́rez-Chávez. “Antimicrobial properties of alkamides present in flavouring plants traditionally used in Mesoamerica: affinin and capsaicin.” Journal of ethnopharmacology 64.3 (1999): 241-248.

    10)Gersdorff, W. A., and N. Mitun. “Insecticidal Action of American Species of Heliopsis.” (1950): 554-555.

    11)Sharma, Anuradha, et al. “Insecticidal toxicity of spilanthol from Spilanthes acmella Murr. Against Plutella xylostella L.” Am. J. Plant Sci 3.11 (2012): 1568-1572.

    12)Hernández-Morales, Alejandro, et al. “Larvicidal activity of affinin and its derived amides from Heliopsis longipes A. Gray Blake against Anopheles albimanus and Aedes aegypti.” Journal of Asia-Pacific Entomology 18.2 (2015): 227-231.

    13)Johns, Timothy, Kenneth Graham, and GH Neil Towers. “Molluscicidal activity of affinin and other isobutylamides from the Asteraceae.” Phytochemistry 21.11 (1982): 2737-2738.

    14)López-Martínez, Sugey, A. Berenice Aguilar-Guadarrama, and María Yolanda Rios. “Minor alkamides from Heliopsis longipes SF Blake (Asteraceae) fresh roots.” Phytochemistry letters 4.3 (2011): 275-279.

    15)Parola-Contreras, Ixchel, et al. “Phenolic compounds and antioxidant activity of methanolic extracts from leaves and flowers of chilcuague (Heliopsis longipes, Asteraceae).” Botanical Sciences 99.1 (2021): 149-160.

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    Eventuali descrizioni di effetti o sintomi da intossicazione sono riportate unicamente in un’ottica di informazione scientifica e riduzione del rischio.

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