Piri piri (Cyperus articulatus)
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In StockCyperus articulatus è una pianta aromatica e medicinale che cresce in Africa e Sud America. Viene applicato esternamente su ferite, infiammazioni, morsi di serpente e calvizie. L’olio essenziale viene usato come fragranza per saponi, creme e prodotti cosmetici, oltre che per le sue proprietà antinfiammatorie ed emollienti.
Viene anche considerato una pianta maestra ed assunto insieme a Brunfelsia ed altre specie nella “dieta” preparatoria pre-ayahuasca. In Africa viene bruciato insieme a altre resine aromatiche per addolcire l’aria nelle camere durante la stagione delle pioggie e tenere alla larga gli insetti.
NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO SOLTANTO AD APPLICAZIONI ESTERNE E FUMIGAZIONI IN AMBIENTI APERTI.
Descrizione
Viene impiegato nella medicina popolare sudamericana ed africana per il trattamento di malaria, nausea, disturbi gastrici, spasmi dolorosi, febbre, perdita della libido, epilessia, convulsioni, ansia ed insonnia.
Il rizoma viene applicato esternamente su ferite, infiammazioni, morsi di serpente e calvizie. L’olio essenziale viene usato come fragranza per saponi, creme e prodotti cosmetici, oltre che per le sue proprietà antinfiammatorie ed emollienti.
Il succo fresco viene consumato per faciliare il parto, indurre l’aborto e contrastare i parassiti intestinali.
In Africa viene bruciato insieme a altre resine aromatiche per addolcire l’aria nelle camere durante la stagione delle pioggie e tenere alla larga gli insetti. Ne fanno anche amuleti ed ornamenti.
Ordine: Poales
Famiglia: Cyperaceae
Genere: Cyperus
Specie: C. articulatus
Nativo: Africa, America, Australia e parte dell’Asia
Plant Hardiness Zone: 10-12
Il piri-piri (Cyperus articulatus) è una pianta erbosa perenne della famiglia del papiro che sviluppa degli steli lunghi fino a quasi 2m, dritti e privi di foglie. Nella parte terminale è dotato di un ciuffo di brattee riunite ad ombrell.
Ha una radice molto profonda e ramificata.
Coltivazione
Il piri-piri è una pianta facile da coltivare.
-Mettere a mollo i semi in acqua tiepida per un paio di giorni cambiandola di tanto in tanto.
-Piantarli possibilmente in primavera/autunno a mezza esposizione solare in un terreno ricco, sottile ed umido a una profondità inferiore a 1cm.
In Gabon la radice fresca viene usata localmente come rimedio per il mal di testa [2].
In Camerun, Repubblica Centroafricana e Senegal viene impiegato contro mal di denti, epilessia e malaria [3].
In Kenia vengono usate come antimalarico [4].
In Sud America è noto col nome di piri-piri, in Perù foglie e radici vengono usate nel trattamento della malaria e della febbre [5].
I Karipúna-Palikúr della Guyana lo impiegano per trattare malaria, nausea, influenza ed emicranie; lo applicano anche localmente come unguento anticalvizie. Viene largamente consumato come decotto per favorire il rilassamento, la meditazione e l’attività onirica.
Nel nord del Brasile, in particolare nello stato di Pará, ne fanno colonie e bagni profumati [6].
Voogelbreinder riporta che diverse tribù aggiungono le radici all’ayahuasca; tuttavia l’eventuale attività allucinogena non sarebbe attribuibile alla pianta in sé, bensì alla possibile infezione da Balansia cyperi, fungo parassita noto per la produzione di alcaloidi dell’ergot analoghi a quelli di Claviceps purpurea [7].
DISSOCIATIVO, ANTICONVULSIVANTE
Nel XX secolo si diffuse in America una droga chiamata “Adrue” fatta con i rizomi di Cyperus articulatus e venduta come digestivo ed antiemetico. Ad alte dosi veniva utilizzato come sedativo in pazienti ansiosi, gli effetti collaterali riportati includevano euforia e alterazioni oniriche dello stato di coscienza.
Un estratto acquoso ha bloccato i processi eccitatori nella corteccia cerebrale occipitale dei ratti attraverso l’inibizione selettiva del recettore NMDA in maniera simile ai farmaci anticonvulsivanti [8].
In una ricerca precedente condotta dallo stesso gruppo di lavoro, degli estratti hanno inibito il legame di [³H]CGP39653 al sito di riconoscimento per la glicina del recettore NMDA. Lo stesso studio ha inoltre evidenziato una riduzione del legame di [³H]glicina al sito glicinico stricnina-insensibile nella neocorteccia dei ratti [9].
In altri lavori estratti di C. articulatus hanno ridotto di circa il 50% la corrente indotta dal glutammato mediata dai recettori hNMDAR1A/2A espressi negli ovociti di Xenopus. In modelli sperimentali distinti, gli stessi estratti hanno inoltre mostrato un’attività antagonista sul recettore GABA-B, suggerendo un possibile contributo all’inibizione dell’attività del sistema nervoso centrale [10].
Il decotto ha dimostrato un effetto protettivo nei confronti delle convulsioni indotte da stricnina, NMDA e bicucullina nei topi. In tutti e tre i modelli è stata inoltre osservata una significativa riduzione della mortalità [11].
SEDATIVO, SONNIFERO
Un estratto acquoso a base di radici di C. articulatus ha indotto ptosi palpebrale ed un marcato effetto tranquillante nei topi. I ricercatori osservarono che le cavie sedate mantenevano una risposta motoria alla stimolazione del padiglione auricolare.
Data la mancanza di lipotimia o di una componente miorilassante l’estratto non può essere classificato come un anestetico, i dati suggeriscono un’azione sedativa centrale, compatibile con un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale, senza caratteristiche anestetiche complete.
Nei test ha ridotto la la frequenza e l’ampiezza dei movimenti spontanei del 97%, senza influenzare la tonicità muscolare. Inoltre ha incrementato il numero di cavie addormentate e la durata del sonno indotto da diazepam e tiopental sodico di 4 e 3 ore rispettivamente [12].
ALLUCINOGENO
Delle culture di Balansia cyperi sono state prelevate da due campioni d C. articulatus e C. prolixus provenienti dall’Ecuador, quindi coltivate in laboratorio. Estratti del terreno di coltura hanno rivelato la presenza di diversi alcaloidi dell’ergot non identificati [13].
ANALGESICO, ANTINFIAMMATORIO, ANTIPIRETICO, ANTIMICOTICO
L’olio essenziale di C. articulatus ha dimostrato proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antipiretiche ed antimicotiche; è risultato molto efficace nel controllo di diverse specie di Candida. Si ipotizza che sia l’alto contenuto di composti sesquiterpenici alla base di queste azioni farmacologiche [14].
EPATOPROTETTIVO
Un estratto metanolico di C. articulatus ha ripristinato i livelli di SGPT, SGOT, ALP, proteine e bilirubina totale nel fegato dei ratti trattati con paracetamolo dopo 16 giorni di trattamento. L’estratto ha anche migliorato l’equilibrio antiossidante e prevenuto necrosi e steatosi [15].
ANTIVIRALE
Nel 2009 è stata registrata una patente per un preparato idrosolubile antivirale a base di C. articulatus da impiegare nel trattamento e nella prevenzione dell’AIDS.
In base a quanto dichiarato nella documentazione brevettuale, al preparato vengono attribuite proprietà virolitiche e virostatiche; tali affermazioni non risultano tuttavia supportate da studi clinici pubblicati [16].
ANTIBATTERICO
C. articulatus si è dimostrato pari ai chiodi di garofano nel contrastare Staphylococcus aureus
e superiore nei confronti di Escherichia coli con valori MIC rispettivamente di 12,5 mg/ml e 6,25 mg/ml [17].
ANTIMALARICO
L’olio volatile di C. articulatus ha mostrato una significativa attività antimalarica in vitro su ceppi di Plasmodium falciparum clorochina-resistenti (W2) e sensibili (3D7), con valori IC₅₀ rispettivamente di 1,21 e 2,30 μg·mL⁻¹. In modelli in vivo, il trattamento ha inoltre ridotto la parassitemia e l’anemia indotte da Plasmodium berghei. [18].
FAGOINIBITORE
Estratti di C. articulatus sono risultati attivi nei confronti del coleottero Tribolium casteneum [19].
ANTIPARASSITARIO
L’olio essenziale di C. articulatus ha mostrato attività sia sulle microfilarie sia sui vermi adulti di Onchocerca ochengi. I valori IC₅₀ risultavano pari a 23,4 μg/ml per le microfilarie e per i vermi adulti, e 31,25 μg/ml per le femmine adulte.
Nessuna delle 6 cavie è morta alla dose singola limite di 2000 mg/kg di peso corporeo [20].
Sesquiterpenoidi: mandassidione, muskakone, cyperenone [21], cariofillene, copaene, cyperene, cyperone, cyperotundone, rotundene, germacrene, selinene, bulnesene, ledolo, umulene, dillapiolo e patchoulenone [22];
monoterpenoidi: pinene, limonene, pinocarveolo, verbenolo, pinocarvone, mirtenale, mirtenolo e verbenone [22];
flavonoidi;
tannini;
saponine.
Sulla base della composizione chimica, è stato ipotizzato che una parte significativa dell’attività farmacologica della pianta sia attribuibile all’elevata presenza di chetoni sesquiterpenici.
2)MJ, Bigendako Polygenis, and J. Lejoly. “La pharmacopee traditionnelle au Burundi.” (1990).
3)Burkill, H. M. “The useful plants of West Tropical Africa, vol. 1, Families A–D.” Great Britain: White friars (1985): 319-20.
7)Voogelbreinder, Snu. Garden of Eden: The shamanic use of psychoactive flora and fauna, and the study of consciousness. Snu Voogelbreinder, 2009.
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