Manina rosea (Gymnadenia conopsea)
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In StockGymnadenia conopsea è un’orchidea spontanea euroasiatica, ampiamente documentata nei sistemi etnobotanici tradizionali di Cina, Mongolia e Tibet come uno dei più importanti e versatili tonici d’alta quota.
⚠️ NOTA TECNICA E DESTINAZIONE D’USO (RADICE DA COLLEZIONE BOTANICA) Questo lotto è costituito esclusivamente da radici essiccate di Gymnadenia conopsea allo stato grezzo e naturale. Il prodotto è importato e commercializzato unicamente come articolo per esposizione botanica, studio scientifico o campione da erbario.
RESTRIZIONI D’USO: Non essendo un prodotto alimentare, un medicinale, un integratore o un’erba da fumo, ne è tassativamente vietato il consumo umano o animale sotto qualsiasi forma (ingestione, infusione, decozione o inalazione). Le informazioni storiche riportate nella descrizione hanno finalità esclusivamente culturali e divulgative e non costituiscono in alcun modo indicazione terapeutica o invito all’uso interno. Il venditore declina ogni responsabilità per utilizzi impropri, difformi o contrari alle normative vigenti. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Descrizione
Vendita radice di Gymnadenia conopsea, direttamente dall’Himalaya casa vostra.
Spedizione dall’Italia con DHL.
Descrizione
Famiglia: Orchidaceae
Sottofamiglia: Orchidoideae
Tribù: Orchideae
Sottotribù: Orchidinae
Genere: Gymnadenia
Specie: G. conopsea
Nativo: Asia, Nord Europa
Plant Hardiness Zone: 6-9
La Gymnadenia conopsea è una pianta erbosa perenne che raggiunge i 60cm d’altezza. E’ un geofita non bulboso e sviluppa un infiorescenza appariscente ricoperta da piccoli fiori rosa profumati. Le foglie lanceolate sono lunghe fino a 7 cm e partono direttamente dal rizoma.
Coltivazione
La manina rosea è un orchidea pianta molto difficile da germinare.
-Scarificare leggermente il guscio dei semi con della carta vetrata o un altro attrezzo adatto cercando di non danneggiare la parte interna.
-Mettere a mollo i semi in acqua a temperatura ambiente fino a 24 ore.
-Piantare i semi in terreno ricco e drenante.
-Dopo 4 anni dovrebbe fiorire.
Il tubero di Gymnadenia conopsea è storicamente conosciuto in Cina come shou zhang shen, che significa “ginseng simile ai palmi delle mani”.
Ha registrato una lunga tradizione come pianta d’uso tradizionale presso gli Han ed altri gruppi etnici in Cina, venendo anche inserita nella Farmacopea Ufficiale approvata dal governo. Era considerata una materia prima molto pregiata e costosa; nei testi storici veniva lodata come ricostituente, energizzante, rigenerante e tonico per milza, polmoni e sangue.
Nelle pratiche del passato, veniva impiegata come agente di rinforzo in diverse formule tradizionali tra cui: “Shi Wei Shou Shen Sa” a base di Gymnadenia tuber, Cinnamomi cortex, Myristicae semen, Piperis longi fructus, Asparagi radix, Granati pericarpium, Canavaliae semen, Carthami flos, bile d’orso e mosco, destinata al rinvigorimento e al supporto della debolezza epatica; “Fu Fang Shou Shen Wan” con Gymnadenia tuber, Polygonati rhizoma, Cynomorii herba, Chebulae fructus, Mirabilis himalaica rhizoma, Asparagi radix, Cordyceps, Tribuli fructus, Przewalskia Tangutica rhizoma e Pleurospermum herba, utilizzata contro il calo del vigore maschile ed altri squilibri; “Shou Shen Shen Bao Jiao Nang” composta da tuber Gymnadenia, Polygoni multiflori radix praeparata, Acanthopanacis senticosi radix, Polygonati rhizoma, Angelicae sinensis radix, Asteragali radix, Lycii fructus, Schisandrae chinensis fructus, Corni fructus, Polygala rhizoma, Acori Tatarinowii rhizoma e Paeoniae rubra radix, tramandata come rimedio tradizionale per vuoti di memoria, palpitazioni, insonnia, emottisi, deficienza epatica e renale; ed altre [1].
Nella zona del monte Taibai si applicava localmente sulla pelle lesa per favorire la naturale coagulazione e cicatrizzazione [2]. Fu inoltre menzionata col nome di wangla nel Sibuyidia, il famoso classico di medicina Tibetana dell’VIII secolo.
Nelle regioni d’origine il tubero veniva consumato storicamente per il supporto dell’organismo in caso di eccessi di acidi urici, fastidi articolari, astenia, parassitosi, debolezze polmonari, renali ed epatiche, sia da solo sia in associazione ad altre droghe. Per esempio, la combinazione con rhizoma Gastrodiae, radix Phlomii, herba Drosera peltata e Rhododendron parvifolium veniva impiegata secondo precise proporzioni tradizionali contro la stanchezza intima, la spossatezza e l’insonnia [3]. I medici di alcune zone rurali l’hanno documentata in passato a supporto delle problematiche epatiche gravi, celebrandola come rinforzante per il corpo ed elisir di lunga vita.
Nella medicina tradizionale Mongola il tubero, noto come erihaoteng, trovava impiego in presenza di astenia, sofferenze lombari, indolenzimento agli arti, lievi carenze vitaminiche e cali di vigore. Veniva inoltre consumato come rimedio tradizionale per tinnito, ritenzione, dispepsia e debolezze gastriche e renali [4]. Nella medicina coreana si integrava insieme ad altre erbe con funzioni toniche e rinforzanti [5], mentre in Russia vantava una lunga tradizione per il vigore maschile e il benessere delle vie respiratorie profonde [6]. Infine, i rizomi di manina rosea venivano impiegati storicamente come afrodisiaci nella tradizione rurale in Romania [7].
fenantreni: blestriarene A, blestriarene B, blestriarene C, diidroblestriarene B, diidroblestriarene C, gymconopina A, gymconopina B, gymconopina C, fenantrenedioli;
glicosidi: gastrodina, grammatophylloside C, coelovirina A, coelovirina B, coelovirina D, dactylorina A, dactylorina B, dactylorina E, gymnoside I, gymnoside II, gymnoside III, gymnoside VII, militarina, loroglossina, glicosilossibenzil 2-isobutiltartrati;
alcaloidi: bulbocodina C, bulbocodina D, chelidonina
composti benzilici e derivati: idrossifenetil-5-metossibibenzile, fenolo, dimetossifenolo, siringolo, siringaldeide, dibenzilamina, benzenediolo, benzaldeide, idrossibenzaldeide, metossibenzaldeide, alcol benzilico;
ribosidi: para-topolin riboside, timidina, 5-metiltioadenosina
fitosteroli: daucosterolo, β-sitoterol – saponine: dioscina,
flavonoidi: catechina, isoquercitina, cirsimarina, quercetin-3β-d-glucoside, astragalina, campferol-7-O-glucoside, naringenina, desmetilxantoumolo, isoramnetina, equolo, galangina,
lignani: arctigenina, lappaolo A, lappaolo F, pinoresinolo, buddlenolo E;
composti aromatici: fenolo, dimetossifenolo, siringolo, siringaldeide, eugenolo, metossifenilpropanolo, etossifenilpropanolo, acido idrossibenzoico, acido vanillico, acido cumarico, acido transcumarico, acido idrossiisoftalico, acido octadecilselilico, acido quinolincarbossilico, acido 3-indolacrilico;
derivati furanici: 5-idrossimetilfurfurale, befunololo;
derivati naftalenici: fenil-2-naftilamina;
iridoidi: secossiloganina;
terpenoidi: lupenone, lupeolo e derivati [8].
4)Si, Q., and T. H. Liu. “Anti-aging effect and mechanism of Shouzhangshen-37 Pill from Mongolian medicine on subacute aging mice.” Chin. J. Exper. Trad. Med. Formul 19 (2013): 194.
5)Jia, M. R., and X. W. Li. “Zhongguo Minzu Yaozhi Yao.” Zhongguo Yiyao Science and Technology Press, Beijing (2005): 538.
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