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Una pianta asiatica dalla corteccia molto aromatica, contiene diversi composti dalle proprietà benzodiazepiniche e cannabimimetiche e vanta una lunga tradizione in Medicina Tradizionale Cinese per il trattamento di diversi disturbi.

La corteccia viene applicata localmente per controllare carie dentale, mal di denti, punti neri e macchie della pelle. Se ne producono anche degli incensi per simolare concentrazione, produttività e serenità

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Descrizione

Estratti e derivati di Magnolia officinalis vengono applicati esternamente contro carie dentale, mal di denti, punti neri e macchie della pelle. Viene impiegata per la produzione di gomme e dentifrici lenitivi.

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Magnoliales
Famiglia: Magnoliaceae
Genere: Magnolia
Specie: M. officinalis
Nativo: Cina
Plant Hardiness Zone: 7-10
La magnolia (Magnolia officinalis) è un albero deciduo coperto da una corteccia spessa e marrone che cresce fino a 20m d’altezza.
Sviluppa delle foglie lunghe fino a 40 cm e larghe 20 cm.
Produce dei fiori profumati bianchi profumati larghi fino a 15cm.

Coltivazione
La magnolia è un albero difficile da germinare.
-Mettere i semi un busta sigillabile piena di torba o sabbia appena umida ma non bagnata e lasciarli in frigo fino a 3 mesi.
-Mettere a mollo i semi in acqua a temperatura ambiente fino a 24 ore.
-Spargere i semi superficialmente in vaso con un terreno ricco e drenante.
-Esporre il vaso con il geroglio solo a luce indiretta quindi passarlo all’esterno a mezz’ombra man mano che cresce

La corteccia di Magnolia officinalis vanta una delle storie più longeve nell’erboristeria orientale. Conosciuta nella Medicina Tradizionale Cinese con il nome di hou po, viene citata per la prima volta nel classico testo Shennong Bencao Jing (il Libro di Shennong, risalente a circa il 100 a.C.), dove veniva catalogata tra le materie prime vegetali d’elezione per lo studio del vigore e dell’equilibrio corporeo [1].

La Tradizione Orientale e le Sinergie Botaniche
Nei secoli successivi, i testi classici della farmacopea asiatica hanno approfondito l’uso della corteccia di Magnolia per le sue spiccate proprietà aromatiche e tonificanti, inserendola in numerose preparazioni tradizionali volte a favorire il rilassamento e la fluidità delle funzioni dell’organismo:

Nella tradizione coreana e cinese, i decotti che uniscono la corteccia di Magnolia allo zenzero fresco e alla liquirizia vengono storicamente apprezzati come infusi corroboranti e purificanti per l’apparato digerente.

Viene tradizionalmente associata anche al rabarbaro e all’arancia amara in preparazioni erboristiche storiche dedicate al riequilibrio della motilità gastrointestinale e al contrasto dei gonfiori addominali [2].

Oggi la corteccia di Magnolia è ampiamente studiata in fitochimica per il suo ricco contenuto in polifenoli protettivi (in particolare onochiolo e magnololo), che la rendono un ingrediente pregiato per l’aromaterapia e la preparazione di oleoliti cosmetici.

Rilevazioni di Microbiologia Applicata
Negli screening microbiologici di laboratorio, gli estratti di corteccia di Magnolia officinalis hanno mostrato curve di inibizione (MIC) interessanti su piastre di ceppi batterici di riferimento quali Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa [3].
Studi specifici evidenziano come honokiolo e magnololo interagiscano in vitro con la polimerizzazione della proteina FtsZ (un target strutturale microbico) a concentrazioni di 100 ppm [4]. Altre ricerche esplorano la rapidità d’azione dei lignani nei test comparativi su microrganismi cutanei del genere Propionibacterium, ipotizzando un futuro impiego delle frazioni purificate come ingredienti standardizzati nella formulazione di preparati cosmetici per pelli impure [5].
Varianti molecolari come il piperitilmagnololo sono correntemente testate in ambiente accademico su ceppi batterici resistenti ai comuni antibiotici sintetiici per valutarne le dinamiche di contrasto cellulare [6] [7].

Ambito Botanico
In campo agronomico sperimentale, l’honokiolo è oggetto di tesi per la sua stabilità biochimica cellulare nei confronti di alcuni funghi parassiti delle piante, come Rhizoctonia solani. Il meccanismo evidenziato nei modelli vegetali coinvolge l’interazione con la via metabolica della fosforilazione ossidativa e la dinamica mitocondriale del fungo [8].
Screening analoghi sono stati condotti sul miceto Saprolegnia parasitica [9] e sui profili di suscettibilità di insetti target come Nilaparvata lugens [10].

Dati di Tossicologia Comparata
Le valutazioni tossicologiche indicano che i preparati a base di corteccia presentano un profilo di sicurezza consolidato nei dosaggi previsti dalle farmacopee tradizionali.
In letteratura, le segnalazioni di criticità (come l’epatotossicità o effetti genotossici) sono associate esclusivamente a casi di adulterazione accidentale con piante non affini contenenti acido aristolochico, o a sinergie complesse non verificate della Medicina Tradizionale Cinese [11].
Nei modelli animali (topi), la somministrazione a lunghissimo termine di estratti derivati esclusivamente dalle foglie (e non dalla corteccia) ha evidenziato alterazioni nei parametri metabolici ed ematici [12].

Lignoidi: magnololo, monoterpenilmagnololo, honokiolo, 4-metossilhonkiolo, randainale, randaiolo, randainolo, siringaresinolo,  ovatale, obovatolo, 9-metossiobovatolo, eritrohonokitriolo, treohonokitriolo, blumenolo A, blumenolo B, magnatrioli, magnolignani, derivati neolignanici bifenili;

alcaloidi: magnofficina, anonaina, acetilanonaina, asimilobina, anolobina, anaxagoreina, reticulina, liriodenina, 7-ossodeidroasimilobina, magnoflorina, magnocuranina, deiidromagnocuranina, tembetarina, oblongina, xanthoplanina, puterina, liniridina, roemerina, lisicamina, isosalsolina, metilisosalsolina;

acidi fenolici: acido siringico, acido vanillico;

sesquiterpeni: costunolide;

calconi: terannano;

glicosidi: acteoside, isoacteoside, crassifolioside, L-ramnopiranoside, L-ramnoside, D-glucopiranoside, isosiringoside, magnolosidi;

steroidi: β-sitosterone, β-sitosterolo, stigmasterolo;

olio essenziale: siringaldeide, obovaaldeide, p-idrossibenzaldeide, magnaldeidi, 4-metossimagndialdeidi, α-pinene, β-pinene, p-cimene, eucaliptolo, α-limonene, carene, linalololo, β-bisabolene, α-terpinenolo, α-terpineolo, bornil acetato, linalil acetato, cariofillene, α-umulene, α-copene, aromadenderne, α-cedrene, elemolo, globulolo, α-santalolo, guaiolo, β-gauiene, β-eudesmolo, cardinolo, guaizulene

La percentuale di magnololo nella corteccia secca va solitamente dal 2 all’11%, l’honokiolo dall’1 al 5% [13].

1)Shouzhong, Yang. “The Divine Farmer’s Materia Medica, 1998 Blue Poppy Press.” Boulder, CO.

2)Hsu, Hong-Yen, Chau-Shin Hsu, and Qing-Fu Hu. Commonly used Chinese herb formulas with illustrations. Oriental Healing Arts Institute, 2006.

3)YANG, Hongbing, et al. “Research on In-vitro Antibacterial Test of Different Parts of Magnolia Officinalis.” Journal of Hubei University of Chinese Medicine Issue 1,(2016):40-43

4)Liu, Tao, Yalin Pan, and Renfu Lai. “New mechanism of magnolol and honokiol from Magnolia officinalis against Staphylococcus aureus.” Natural Product Communications 9.9 (2014): 1934578X1400900922.

5)Park, Junho, et al. “In vitro antibacterial and anti-inflammatory effects of honokiol and magnolol against Propionibacterium sp.” European Journal of Pharmacology 496.1-3 (2004): 189-195.

6)Xu, G. J., et al. “Antibacterial constituents from Magnolia officinalis.” Lat Am J Pharm 37 (2018): 1844-1849.

7)Syu, Wan‐Jr, et al. “Antimicrobial and cytotoxic activities of neolignans from Magnolia officinalis.” Chemistry & biodiversity 1.3 (2004): 530-537.

8)Yan, Yin-Fang, et al. “Bioassay-guided isolation of two antifungal compounds from Magnolia officinalis, and the mechanism of action of honokiol.” Pesticide Biochemistry and Physiology 170 (2020): 104705.

9)Feng, Yang, et al. “Antifungal Activity of Magnolia officinalis Derived Magnolol and Honokiol on Membrane Disruption of Saprolegnia parasitica.” Israeli Journal of Aquaculture-Bamidgeh 70 (2018).

10)Ye, Yong‐Hao, et al. “Construction of an immobilised acetylcholinesterase column and its application in screening insecticidal constituents from Magnolia officinalis.” Pest Management Science 71.4 (2015): 607-615.

11)Poivre, Mélanie, and Pierre Duez. “Biological activity and toxicity of the Chinese herb Magnolia officinalis Rehder & E. Wilson (Houpo) and its constituents.” Journal of Zhejiang University-SCIENCE B 18.3 (2017): 194-214.

12)Xu, W., Y. Huang, and X. Wang. “A comparative toxicity study of the leaves, barks and flowers ofmagnolia officinalis.” J Jinggangshan Univ 36.3 (2015): 84-89.

13)Tsai, Tung-Hu, and Chieh-Fu Chen. “Identification and determination of honokiol and magnolol from Magnolia officinalis by high-performance liquid chromatography with phtodiode-array UV detection.” Journal of Chromatography A 598.1 (1992): 143-146.

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