Mirto (Myrtus communis)
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In StockUn aroma dolce e delicato tipico del meridione, viene impiegato in Sardegna e Corsica per la preparazione di liquori tipici.
Le foglie hanno un alto contenuto di sesquiterpeni biologicamente attivi, prima dell’avvento dell’oppio venivano usate per la produzione di preparati analgesici /narcotici.
E’ UNA SPECIE TOSSICA, BACCHE E FOGLIAME SONO DESTINATI SOLTANTO A FUMIGAZIONI ED APPLICAZIONI ESTERNE.
Descrizione
Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Myrtales
Famiglia: Myrtaceae
Genere: Myrtus
Specie: M. communis
Origine: Mediterraneo
Plant Hardiness Zone: 8-11
Il mirto (Myrtus Communis) è un piccolo albero sempreverde che cresce fino a 5m.
Sviluppa delle foglie lunghe fino a 5cm che emanano una fragranza molto gradevole e delicata.
Produce dei fiori bianchi e delle drupe che con la maturazione diventano di colore nero-bluetto.
Coltivazione
Il mirto è una pianta molto robusta ma difficile da far germinare:
-Scarnificare i semi con della carta vetrata senza danneggiarne il nucleo, quindi metterli a mollo in acqua per una nottata.
-Piantare in un comune terreno ricco e molto drenante a piena esposizione solare.
-Mantenere umido il terriccio fino alla germinazione, può impiegare fino a 90 giorni.
-Non necessita di particolari attenzioni una volta germinato.
In greco antico “mýron” significa profumo, sottolineando la gradevole fragranza del mirto.
Una leggenda narra che una fanciulla chiamata Mirra si fosse innamorata del padre e lo avesse sedotto. Una volta accortosi dell’identità della figlia, l’uomo la inseguì per ucciderla. Gli dei ebbero pietà e la trasformarono in un albero di mirto poco prima che partorisse suo figlio Adone. Si diceva che gli essudati aromatici dell’albero fossero le lacrime della donna.
Erodoto scrive che gli egiziani usavano il mirto per imbalsamare i defunti e per deodorare gli ambienti malsani.
Al tempo di Cristo era una delle merci più preziose; l’olio veniva impiegato dagli ebrei per l’unzione dell’altare e le loro sacre reliquie.
Le donne che chiedevano udienza a re Assuero di Mede e Persia venivano purificate da un trattamento della durata di 1 anno a base di mirto ed altre fragranze.
Nella medicina ayurvedica ha una lunga tradizione come rimedio interno contro ulcere, affezioni respiratorie, problemi mestruali, postmenopausali e disturbi neurologici come l’epilessia; esternamente si applica contro ulcere, infezioni, emorroidi, emorragie, periodontiti, artrite reumatoide, reumatismi, disturbi gengivali e malattie della pelle [Satyavati, G. V., M. K. Raina, and M. Sharma. Medicinal plants of India. Vol. 2. Indian Council of Medical Research, 1987.].
In Turchia il mirto si mette in mezzo ai vestiti invernali insieme ad alloro, lavanda e gelsomino per salvaguardarli dagli insetti e mantenerli profumati durante l’estate. Per la stessa ragione lo piantano vicino ai cimiteri [DOĞANALP, Nihat. “A Survey on Youth Unemployment in the Axis of Turkey’s Employment Policy.” Social Sciences Researches in the Globalizing World 16 (2018).]. L’olio delle foglie viene prescritto per trattare infezioni alla vescica, protozoi ed abbassare la glicemia dei pazienti diabetici [Mahdi, N. K., Z. H. Gany, and M. Sharief. “Alternative drugs against Trichomonas vaginalis.” EMHJ-Eastern Mediterranean Health Journal, 12 (5), 679-684, 2006 (2006).]. Secondo una leggenda dell’Anatolia il nome della città di Mersin significa “regione dei fiori di mirto”.
In Pakistan viene largamente impiegato in cucina, in misura minore a scopo medicinale contro disturbi gastrici, dissenteria, coaguli, congestione al petto, diabete, infezioni, febbre, parassiti, mal di testa, costipazione. Viene consumato anche per favorire la produzione del latte materno [Ali, Kishwar, et al. “Ethnobotanical and ecological study of Myrtus communis (L.) in Bajaur agency (FATA) Khyber-Pakhtunkhwa, Pakistan.” J of Biod and Envir Sci (JBES) 11.1 (2017): 152-164.].
Intorno al 700 d.C fu introdotto nella medicina cinese dove viene lodato come cicatrizzante, analgesico, antinfiammatorio, citorigenerante e vasostimolante.
Intorno al 1700 in America l’erborista Samuel Thompson descrisse le proprietà antisettiche e purificanti del mirto dimostrando la superiorità della pianta rispetto ai farmaci comunemente usati a quei tempi.
Il mirto contiene eerabolene, acadinene, elemolo, eugenolo, cuminaldeide, curzerenone, lindestrene, 2-metossifuranodiene, and 3-amirinmircene, camforene, Z-guggulsterolo, guggulsterolo, acidi cammiforico, acido commiforinico, eeraboresene, eerabomirrolo, commiferina, galattosio, acido glucuronico, acido arabinoseformico, acido acetico, solfati, benzoati, malati, tannini, pinene, cadinene, limonene, m-cresolo, acido eerabomirrolico, eeraborescene, ergenolo, dipentene, limonene, aldeide cinnamico, antiocianine, acil fluoroglucinoli, furanodiene, furanodienone, myrtucommuloni, furanoeudesmadiene, curzarene ed altri sesquiterpeni.
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