Abura (Mitragyna inermis)
€6.32
In StockMitragyna inermis vanta una lunga tradizione in Africa dove viene impiegato per il trattamento condizioni nervose e mentali.
La corteccia, ricca di tannini, viene anche utilizzata per la colorazione dei tessuti tradizionali.
⚠️ NOTA TECNICA E DESTINAZIONE D’USO (MITRAGYNA INERMIS)
Questo lotto è costituito esclusivamente da corteccia essiccata grezza di Mitragyna inermis allo stato naturale. Il prodotto è commercializzato unicamente come colorante naturale per tessuti e pelletteria.
RESTRIZIONI D’USO: Non essendo un prodotto alimentare, un medicinale, un integratore o un’erba da fumo, ne è tassativamente vietato il consumo umano o animale sotto qualsiasi forma (ingestione, infusione, inalazione dei fumi o applicazione topica). Il venditore declina ogni responsabilità per utilizzi impropri, difformi o contrari alle leggi vigenti. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Descrizione
Vendita corteccia di Mitragyna inermis, direttamente dalla Nigeria a casa vostra.
Spedizione con DHL dall’Italia.
Descrizione
Ordine: Gentianales
Famiglia: Rubiaceae
Sottofamiglia: Cinchonoideae
Tribù: Naucleeae
Genere: Mitragyna
Specie: M. inermis
Origine: Africa tropicale occidentale e centrale
Mitragyna inermis è un arbusto che può crescere fino a 16m di lunghezza.
Il tronco può arrivare ai 60 cm di diametro, le foglie sono di forma lanceolata o ovale.
Produce delle infiorescenze bianche rotonde molto caratteristiche.
Coltivazione
E’ una specie esotica difficile coltivare:
-Mettere i semi a mollo in acqua tiepida fino a 24 ore cambiando l’acqua quando diventa fredda.
-Seppellirli appena in un vaso con un substrato ricco, umido e ben drenante.
-Posizionare il vaso in un punto caldo dove possa prendere abbondante luce solare e mantenerlo umido
Mitragyna inermis vanta una ricca storia di utilizzi tradizionali e rituali nelle diverse culture dell’Africa subsahariana, dove le varie parti della pianta venivano storicamente raccolte e lavorate dalle comunità locali per scopi etnobotanici, tintori o domestici.
Nigeria: Nota localmente con il nome tradizionale di giyayya, la specie vedeva l’impiego delle radici nella preparazione di estratti acquosi legati alla gestione di problematiche gastrointestinali e dell’appetito. Similmente, le foglie e la corteccia venivano storicamente documentate nei rimedi tradizionali volti a contrastare stati dolorosi intercostali, tensioni articolari o manifestazioni cutanee e sistemiche di varia natura [1].
Mali e Costa d’Avorio: Nelle pratiche tradizionali del Mali, la pianta veniva considerata un elemento purificante e rinfrescante per l’ambiente e il corpo. In Costa d’Avorio, la letteratura etnobotanica riporta l’uso storico di parti della pianta nei regimi tradizionali dedicati al supporto metabolico e circolatorio.
Guinea e Senegal: In Guinea, le popolazioni locali utilizzavano i preparati acquosi principalmente per le loro storiche proprietà drenanti. In Senegal, la corteccia trovava spazio nella tradizione erboristica locale per il riequilibrio gastrico, mentre le radici erano storicamente riservate alla preparazione di rimedi tribali durante le stagioni endemiche [2].
Burkina Faso: La corteccia della pianta è stata a lungo oggetto di studio da parte degli antropologi per il suo ruolo nei protocolli tradizionali di supporto immunitario e nei rimedi popolari applicati storicamente in presenza di gravi immunodeficienze [3].
Bénin: Le comunità locali del Bénin includevano storicamente i derivati fogliari in pratiche tradizionali volte a contrastare parassitosi esterne ed interne, nonché nel supporto erboristico empirico per problematiche polmonari e intestinali [4].
Nota: Le informazioni sopra riportate hanno carattere esclusivamente storico, antropologico e divulgativo. Rappresentano pratiche tradizionali di popolazioni native e non costituiscono in alcun modo indicazioni terapeutiche o linee guida per l’uso umano del prodotto.
Il profilo fitochimico di Mitragyna inermis è stato oggetto di numerose indagini biologiche e farmacologiche volte a mappare le proprietà dei suoi estratti grezzi e delle sue frazioni alcaloidi all’interno di modelli controllati di laboratorio.
Indagini sul Sistema Nervoso e Risposta Muscolare
Valutazioni sul Profilo Sedativo e Rilassante: Nello screening sperimentale, l’estratto metanolico di corteccia ha indotto nei modelli murini una marcata riduzione dell’attività del sistema nervoso centrale (CNS), sonnolenza e rilassamento motorio dose-dipendente, senza manifestare letalità anche a dosaggi massivi. Gli stessi preparati hanno dimostrato la capacità di prolungare i tempi di sonno indotti da agenti barbiturici [5].
Osservazioni sull’Attività Miorilassante: Gli estratti di corteccia hanno evidenziato nei ratti la capacità di estendere la latenza di insorgenza di stimoli convulsivi indotti chimicamente, mostrando proprietà miorilassanti [6]. Nei test su tessuti isolati, l’estratto acquoso ha indotto una significativa riduzione del tono basale della muscolatura liscia ileale, con variazioni evidenti nell’efficacia a seconda che l’estratto fosse su base alcolica o acquosa [7][8].
Screening Neuroprotettivo: L’estratto fogliare è stato testato in relazione ai disturbi cognitivi indotti da scopolamina nelle cavie, dove ha evidenziato un miglioramento nelle risposte comportamentali associato a un incremento dei livelli di enzimi antiossidanti quali superossido dismutasi e catalasi [9].
Studi sul Profilo Cardiovascolare e Immunitario
Ricerche sulla Risposta Emodinamica: In sede di test di laboratorio, i preparati acquosi hanno indotto il rilassamento delle arterie coronariche isolate, ottimizzando il flusso coronarico e la risposta contrattile senza alterare i parametri della frequenza cardiaca [10].
Modulazione dei Parametri Ematici: Alcuni screening hanno evidenziato la capacità degli estratti di interagire con il sistema immunitario nei modelli animali, inducendo variazioni nei conteggi dei globuli bianchi, dei linfociti, delle piastrine e delle frazioni proteiche come globuline e albumine [11].
Proprietà Tecniche, Saggi Microbiologici e Applicazioni Agricole
Studio del Profilo Metabolico e Antiossidante: I test sperimentali condotti su modelli murini hanno documentato le proprietà ipoglicemiche degli estratti alcolici [12], mentre le frazioni derivate dalle radici hanno confermato una spiccata azione antiossidante di eliminazione (scavenging) dei radicali liberi [13].
Saggi Antibatterici e Antiparassitari in vitro: La letteratura scientifica ha documentato l’azione inibitrice degli estratti nei confronti di diversi ceppi batterici e fungini, tra cui Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae [14][15]. In ambito parassitologico, la frazione alcaloidea ha manifestato una documentata azione in vitro contro i ceppi di Plasmodium falciparum (sensibili e resistenti alla clorochina) [16][17], oltre a mostrare proprietà inibitrici verso specie di Salmonella [18].
Applicazioni Veterinarie e Fitofarmaceutiche: Negli studi sul campo legati alla zootecnia, il fogliame è stato somministrato come biomassa foraggera per il controllo naturale dei nematodi gastrointestinali (Haemonchus contortus) negli ovini [19]. In ambito agricolo, l’applicazione di estratti acquosi sulla pianta del cotone ha ridotto sensibilmente i picchi di proliferazione delle larve di lepidotteri infestanti [20].
Valutazioni sulla Tossicità del Materiale Botanico
Gli estratti ricchi di alcaloidi sono risultati privi di effetti mutagenici o genotossici sia nei modelli in vitro che in vivo [21]. Gli studi sulla tossicità acuta (LD50) degli estratti tradizionali di corteccia e radice hanno classificato il materiale come scarsamente tossico, con soglie di sicurezza elevate sia per i preparati acquosi che per quelli alcolici nei test orali a breve e medio termine [22][23][24].
Nota: I dati qui riportati hanno una finalità esclusivamente scientifica, accademica e di riduzione del rischio. Si riferiscono a test di laboratorio effettuati su estratti isolati o modelli animali e non descrivono in alcun modo gli effetti del prodotto grezzo qui commercializzato sul corpo umano, il cui consumo è tassativamente vietato.
Triterpenoidi: acido ursolico, acido oleanolico, acido betulinico, acido barbinervico, acido quinovico, acido quinovoico, inermiside [25];
Fenoli: quercetina, alcol coniferilico, isolariciresinolo [14];
Glicosidi secoiridoidi: diidroepinauclledale, sweroside ed altri [12].
1)Adjanohoun, Edouard. Contribution to ethnobotanical and floristic studies in Western Nigeria. Organization of African Unity, Scientific Technical & Research Commission, 1991.
13)Mukhtar, M., H. M. Adamu, and M. Y. Falalu. “GC-MS analysis and identification of constituents present in the root extract of Mitragyna inermis.” Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry 5.6 (2016): 17.
15)Wakirwa, J. H., et al. “Phytochemical and antibacterial screening of the methanol leaf extract of Mitragyna inermis (Wild O. Ktze Rubiaceae).” Int. J. Pharma. Res 6 (2013): 1-6.
20)Ndiaye, M., et al. “Effets biocidés des extraits totaux aqueux d’Anogeissus leiocarpus (dc) wall (combrétacées) et de Mitragyna inermis (willd.) O ktze (rubiacées) sur les chenilles lépidoptères du Gossypium hirsutum l (malvacées).” Journal des Sciences et Technologies 6.1 (2008): 29-35.
22)Ouedraogo, Y., et al. “Evaluation in vivo et in vitro de la toxicité des extraits aqueux d’ecorces de tige et de racines de Mitragyna inermis (WilId). O. Ktz (Rubiaceae).” Pharm. Méd. Trad. Afr 11 (2001): 13-29.
24)Sangare, M. M., et al. “Phytochemical screening and toxicological study of the aqueous extract of stem bark of Mitragyna inermis (wild) o. Kundze (rubiaceae), a traditional medicine plant.” Int. J. Adv. Res 5.3 (2017): 746-751.
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