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Il mapacho è il parente selvatico del tabacco coltivato (Nicotiana tabacum), è tipico della foresta amazzonica dove viene ritenuto una pianta sacra ed impiegato a scopo medicinale e rituale.

Viene bruciato da sciamani e curanderi per purificare luoghi e persone. L’infusione fatta con le foglie può essere applicata sulle piante come insetticida naturale.

I PRODOTTI A BASE DI MAPACHO SONO DESTINATI SOLTANTO A FUMIGAZIONI IN AMBIENTI APERTI ED UTILIZZI AGRICOLI, NON VANNO CONSUMATI IN NESSUN MODO O IMPIEGATI COME SOSTITUTO DEL TABACCO LAVORATO. L’INGESTIONE PUO’ ESSERE LETALE.

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forma Rapè (mapacho micropolverizzato puro) Rapè Rio Croa (Brasile) Rapè balsamico (Perù) Incense roll
quantita 10g 25g 100g 1 pezzo (850 -910g)
Azzera selezione

Descrizione

Sciamani e curanderi amazzonici bruciano le foglie di mapacho (Nicotiana rustica) per purificare luoghi, oggetti e persone. Localmente si applica come antinfiammatorio. Ne fanno anche degli antiparassitari naturali.

Il mapacho ha livelli di nicotina 10 volte superiori al più comune Nicotiana tabacum, è una pianta molto tossica.

Non va usato come sostituto del tabacco nè consumato in nessun modo.

La nicotina presente in Nicotiana rustica agisce sui recettori dell’acetilcolina lungo le terminazioni nervose, stimolando la produzione successiva di dopamina. Il cervello interpreta l’atto come una situazione di ricompensa allo stesso modo di un buon pasto, del sesso o di altre attività gradite.

Le dosi eccessive possono indurre alterazioni sensoriali, delirio, convulsioni, coma e morte per arresto cardiorespiratorio.

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Solanales
Famiglia: Solanaceae
Genere: Nicotiana
Specie: N. rustica
Nativo: America del Sud, America del Nord
Plant Hardiness Zone: 7-10
Il mapacho (Nicotiana rustica) è una pianta annuale robusta che cresce fino a 1,5 m d’altezza.
Sviluppa delle foglie verdi più larghe e rotonde del tabacco comune.
I fiori sono più corti e di colore giallognolo.

Coltivazione
Nicotiana rustica è una pianta robusta molto facile da coltivare:
– seppellire i semi superficialmente in primavera in un qualunque terriccio leggero, ricco e ben drenante a piena esposizione solare.
-mantenere il terriccio umido fino alla germinazione, non richiede molto tempo di solito.
-non necessita di particolari attenzioni.
-la pianta può essere cimata più volte, ricresce sempre più forte finchè ha nutrimento ed acqua.

In Sud America le foglie di Nicotiana rustica vengono infuse in acqua ed usate per “detossificare il corpo e lavare l’intestino”. Viene fumato, inalato o masticato anche a scopo rituale e narcotico in associazione con molte altre specie psicotrope. Esiste anche una snuff chiamata nu-nu a base di mapacho e la corteccia di alcune specie Theobroma.
Dopo la colonizzazione delle Americhe, il tabacco veniva visto come una sorta di panacea ed utilizzato dai medici europei per trattare disturbi come il raffreddore comune. Questo uso popolare derivava dalla tradizione degli indigeni, che attribuivano al tabacco proprietà spirituali e terapeutiche.
Tuttavia, sebbene queste pratiche siano ormai obsolete, l’interesse per il tabacco è recentemente tornato a galla, alimentato da miti neosciamanici che lo collegano a presunti poteri curativi.

Nel Sud-est della Turchia Nicotiana rustica si mischia insieme ad alcune ceneri vegetali per fare il  maraş otu, un quid stimolante.

In Vietnam è noto come thuoc lao, si fuma nelle pipe di bamboo tradizionali dopo un pasto particolarmente pesante per agevolare la digestione.

EUFORIZZANTE, COLINERGICO, DELIRANTE
La nicotina presente in Nicotiana rustica si lega ai recettori nicotinici per l’acetilcolina nel cervello, agendo come agonista e stimolando il rilascio di numerosi neurotrasmettitori, tra cui dopamina, serotonina, norepinefrina, acetilcolina, GABA e glutammato [1].
Ad alti dosaggi può provocare nausea e vomito. Con l’aumento della dose, può insorgere la sindrome colinergica, che include sintomi come diarrea, bradicardia, perdita della coordinazione muscolare, aumento della salivazione e delle secrezioni corporee, oltre a alterazioni percettive e delirio.
Il ruolo degli alcaloidi minori nel tabacco, sebbene probabilmente secondario, non è ancora completamente compreso.

MAO-INIBITORE
Il fumo di tabacco è un potente inibitore della monoamina ossidasi (MAO), contiene armano e norarmano, che inibiscono MAO-A e MAO-B in modo competitivo e reversibile, e il trans,trans-farnesolo, selettivo per MAO-B. Nelle foglie e nei fiori freschi sono stati identificati invece armina e armalina, selettivi per MAO-A [2]. Altri composti, ancora sotto studio, potrebbero avere effetti simili, infatti armano e norarmano spiegano solo circa il 10% dell’inibizione osservata nei fumatori [3].
Grazie alla sua azione MAO-inibitoria, il tabacco potenzia gli effetti di cannabis e di altre sostanze psicotrope [4]. Questo è uno dei motivi per cui il tabacco è una delle piante più utilizzate dai nativi amazzonici in associazione con vari enteogeni tradizionali.

STIMOLANTE, DEPRESSIVO
La nicotina modula lo stato di attivazione e reattività del sistema nervoso, agendo come stimolante o sedativo a seconda della dose e del distretto corporeo specifico.
A basse dosi, come quelle assorbibili tramite le sigarette, induce euforia, aumento della concentrazione e vigilanza, grazie alla stimolazione della neurotrasmissione ganglionica.
A dosi elevate, la nicotina ha un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale (SNC), probabilmente a causa del blocco dei gangli autonomi.
Il consumo cronico porta alla sovraregolazione di vari recettori nicotinici e a una diminuzione significativa della produzione di dopamina, con l’insorgenza della tolleranza agli effetti stimolanti. Questo aumento della tolleranza è associato a un maggiore rischio di depressione e diminuzione dei livelli di energia, anche per via dell’effetto vasocostrittore della nicotina [5].
In più in alcuni studi la somministrazione transdermica di nicotina in non-fumatori ha ridotto l’efficienza del sonno, così come la durata del sonno totale e il sonno non-REM [6].

Dalla combustione dei polisaccaridi del tabacco si forma acetaldeide, un composto psicotropo dalle proprietà stimolanti che agisce in sinergia con la nicotina. La foglia di Nicotiana contiene anche tracce di yohimbina (stimolante) e ajmalicina (sedativo), per via delle quantità esigue si ipotizza, però, che non siano alcaloidi farmacologicamente rilevanti in questo caso.

VASOCOSTRITTIVO, IPERTENSIVO
La nicotina presente in Nicotiana rustica stimola il rilascio di epinefrina e norepinefrina dalle terminazioni nervose simpatiche e dalla midolla surrenale, provocando tachicardia e vasocostrizione [7].

NOOTROPICO
I benefici cognitivi della nicotina riguardano principalmente concentrazione, attenzione selettiva, memoria a breve termine e memoria di lavoro. Si ritiene che questi effetti siano dovuti al miglioramento del rapporto segnale/rumore o della plasticità sinaptica nella corteccia prefrontale e nell’ippocampo, mediato principalmente dai recettori nicotinici α7 e β2.
Inoltre, l’attivazione dei recettori nicotinici nell’area ventrale tegmentale (VTA) è associata all’aumento della flessibilità cognitiva. L’influenza sui livelli di glutammato, norepinefrina, serotonina e GABA contribuisce a questi effetti, sebbene non sia ancora completamente compresa [8].
Con l’uso cronico gli effetti nootropici della nicotina tendono a diminuire.

PERFORMANCE ATLETICA
Uno studio placebo-controllato condotto su giocatori di baseball non-fumatori ha mostrato che masticare gomme alla nicotina ha migliorato i tempi di reazione motoria, la coordinazione e la performance nel colpire la palla [9]. Tuttavia, altre ricerche precedenti non hanno rilevato benefici significativi, e la nicotina non viene considerata una sostanza dopante. In ogni caso, i benefici non sono duraturi con l’uso cronico.
Il fumo di tabacco, al contrario, è associato a bassi livelli di resistenza alla fatica e a una ridotta capacità atletica generale [10].

ASSUEFAZIONE E DIPENDENZA
I meccanismi alla base del tabagismo vanno oltre le sole proprietà farmacologiche della nicotina e coinvolgono fattori comportamentali, ambientali e genetici.
I preparati a base di nicotina assunti tramite modalità diverse dalla combustione (come gomme, cerotti o dispositivi elettronici) mostrano generalmente un potenziale di abuso inferiore rispetto al fumo di sigaretta. In queste formulazioni la farmacocinetica è più lenta e l’aumento dei livelli plasmatici di nicotina è meno rapido, con una minore attivazione del circuito mesolimbico della ricompensa; ciò riduce l’intensità dell’effetto gratificante immediato e la componente compulsiva del comportamento. Tuttavia, anche tali prodotti possono indurre dipendenza, soprattutto in soggetti già esposti alla nicotina.

A livello genetico, varianti nei cluster CHRNA5–CHRNA3–CHRNB4, che codificano per le subunità α5, α3 e β4 dei recettori nicotinici, sono associate a un aumentato rischio di dipendenza da nicotina e a una maggiore intensità di consumo. L’associazione con il carcinoma polmonare sembra essere in larga parte mediata dall’aumento dell’esposizione cumulativa al fumo, piuttosto che da un effetto oncogeno diretto delle varianti stesse [11].
I fattori di rischio ambientali comprendono influenze familiari negative, problemi comportamentali, insicurezza, ansia sociale, difficoltà cognitive, depressione, povertà e precedenti di disturbi mentali o abuso di sostanze.
La comorbidità con l’abuso di alcol è molto comune: la nicotina allevia gli effetti dell’alcol, incentivandone il consumo, mentre l’alcol aumenta il desiderio di nicotina per via delle comuni proprietà dopaminergiche [12].

L’onset precoce del tabagismo è fortemente correlato ad un aumento del rischio di dipendenza e a deficit nel controllo inibitorio cognitivo e nell’attenzione sostenuta, senza contare gli effetti deleteri del fumo sulla crescita [13]. Spesso, l’adolescenza è il periodo in cui molti iniziano a fumare per omologarsi al gruppo, e il tabacco funge da droga sociale.
Con il tempo, si tende ad associare l’atto di fumare a esperienze piacevoli, il che rende sempre più difficile smettere. L’effetto iniziale stimolante e nootropico della nicotina può alleviare difficoltà cognitive o stress, rafforzando ulteriormente l’abitudine.

Altri composti MAO-inibitori, come armano e norarmano, rinforzano ulteriormente il potenziale di dipendenza della nicotina. Studi sui ratti hanno dimostrato che questi composti incrementano l’autosomministrazione di nicotina e l’avversione condizionata durante l’astinenza [14].
Bisogna inoltre considerare la presenza di alcaloidi minori nelle specie di Nicotiana, come anatabina, anabasina, miosmina e cotinina, che mostrano attività sui recettori nicotinici. Studi su modelli animali suggeriscono che possano modulare alcuni effetti comportamentali della nicotina, inclusi parametri locomotori. Tuttavia, il loro contributo effettivo al potenziale di dipendenza del tabacco nell’uomo non è ancora del tutto chiarito [15].
Infine, l’acetaldeide che si forma dalla pirolisi dei polisaccaridi del tabacco agisce in sinergia con la nicotina favorendo l’assunzione della stessa nei ratti adolescenti [16].
Uno studio del 2007 ha esaminato gli additivi comunemente utilizzati nella produzione del tabacco, rivelando che oltre 100 composti presenti nel fumo hanno effetti farmacologici specifici. Molti di questi composti sono in grado di potenziare il potenziale di dipendenza della nicotina, agendo su recettori o meccanismi neurochimici che interagiscono con la nicotina stessa. Inoltre, alcuni additivi possono mascherare o attenuare i sintomi acuti della tossicità del fumo, rendendo l’esperienza del fumatore meno sgradevole e quindi aumentando la probabilità di consumo continuato. Questi effetti combinati complicano il trattamento delle malattie correlate al fumo, poiché la presenza di additivi rende meno evidenti o più difficili da affrontare i danni cronici a livello fisiologico e neurologico [17].

Alcaloidi: nicotina, anatabina, nornicotina, cotinina, anabasina, miosmina, armano, norarmano, yohimbina, ajmalicina;

polifenoli: verbascoside, stilbeni, tannini;

acidi fenolici: acido clorogenico, acido gallico, acido caffeico, acido sinapico, acido cumarico;

terpenoidi: solanesolo, α-pinene, β-pinene;

altri composti volatili: nicotianina;

lignani: schisandrolo B.

1)Quattrocki, Elizabeth, Abigail Baird, and Deborah Yurgelun-Todd. “Biological aspects of the link between smoking and depression.” Harvard review of psychiatry 8.3 (2000): 99-110.

2)Tarkowská, Danuše. “A fast and reliable UHPLC–MS/MS-based method for screening selected pharmacologically significant natural plant indole alkaloids.” Molecules 25.14 (2020): 3274.

3)Truman, Penelope, Peter Grounds, and Katharine A. Brennan. “Monoamine oxidase inhibitory activity in tobacco particulate matter: Are harman and norharman the only physiologically relevant inhibitors?.” Neurotoxicology 59 (2017): 22-26.

4)Viveros, Maria-Paz, Eva M. Marco, and Sandra E. File. “Nicotine and cannabinoids: parallels, contrasts and interactions.” Neuroscience & Biobehavioral Reviews 30.8 (2006): 1161-1181.

5)Wadgave, Umesh, and L. Nagesh. “Nicotine replacement therapy: an overview.” International journal of health sciences 10.3 (2016): 425.

6)Davila, David G., et al. “Acute effects of transdermal nicotine on sleep architecture, snoring, and sleep-disordered breathing in nonsmokers.” American journal of respiratory and critical care medicine 150.2 (1994): 469-474.

7)Lucchesi, B. R., C. R. Schuster, and G. S. Emley. “The role of nicotine as a determinant of cigarette smoking frequency in man with observations of certain cardiovascular effects associated with the tobacco alkaloid.” Clinical Pharmacology & Therapeutics 8.6 (1967): 789-796.

8)Valentine, Gerald, and Mehmet Sofuoglu. “Cognitive effects of nicotine: recent progress.” Current neuropharmacology 16.4 (2018): 403-414.

9)Fang, Shih-Hua, et al. “Acute effects of nicotine on physiological responses and sport performance in healthy baseball players.” International Journal of Environmental Research and Public Health 19.1 (2022): 515.

10)Guo, Yugang. “Nicotine dependence affects cardiopulmonary endurance and physical activity in college students in Henan, China.” Tobacco induced diseases 21 (2023): 86.

11)Lee, Sung-Ha, et al. “Nicotine Dependence and the CHRNA5/CHRNA3/CHRNB4 Nicotinic Receptor Regulome.” Neuroscience of Nicotine. Academic Press, 2019. 347-353.

12)Funk, Douglas, Peter W. Marinelli, and Anh D. Le. “Biological processes underlying co-use of alcohol and nicotine: neuronal mechanisms, crosstolerance, and genetic factors.” Alcohol Research & Health 29.3 (2006): 186.

13)Mashhoon, Yasmin, et al. “Early onset tobacco cigarette smokers exhibit deficits in response inhibition and sustained attention.” Drug and Alcohol Dependence 184 (2018): 48-56.

14)Hogg, Ron C. “Contribution of monoamine oxidase inhibition to tobacco dependence: a review of the evidence.” Nicotine & tobacco research 18.5 (2016): 509-523.

15)Clemens, Kelly J., et al. “The addition of five minor tobacco alkaloids increases nicotine-induced hyperactivity, sensitization and intravenous self-administration in rats.” International Journal of Neuropsychopharmacology 12.10 (2009): 1355-1366.

16)Belluzzi, James D., Ruihua Wang, and Frances M. Leslie. “Acetaldehyde enhances acquisition of nicotine self-administration in adolescent rats.” Neuropsychopharmacology 30.4 (2005): 705-712.

17)Rabinoff, Michael, et al. “Pharmacological and chemical effects of cigarette additives.” American Journal of Public Health 97.11 (2007): 1981-1991.

 

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1 recensione per Mapacho (Nicotiana rustica)

  1. Giuseppe Pronesti

    Qualità eccelsa

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Nicotiana rustica trinciato lavorato a mano in Perù
Mapacho (Nicotiana rustica)
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