Ombelico di Venere (Umbilicus rupestris)
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In StockUna pianta succulenta dalle caratteristiche foglie tonde e liscie, non è più in voga in fitoterapia moderna.
In passato veniva largamente usata per il trattamento di geloni e vene varicose per le sue proprietà sui chemocettori e la circolazione. Basta schiacciare una foglia tra le dita per sentire un brivido rinfrescante.
NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO SOLTANTO AD APPLICAZIONI ESTERNE
Descrizione
Informazioni botaniche
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Rosales
Famiglia: Crassulaceae
Genere: Umbilicus
Specie: U. rupestris
Origine: Europa occidentale, Mediterraneo
Plant Hardiness Zone: 6-9
L’ombelico di Venere (Umbilicus Rupestris) è una pianta carnosa che cresce fino a 25cm d’altezza.
Le foglie lisce sono a forma di ombelico, rotonde e con una depressione centrale.
Produce dei fiori di colore rosa-verdastro a forma di campana che si raggruppano in una vistosa infiorescenza verticale.
Coltivazione Le proprietà antinfiammatorie, gastroprotettive, antimicrobiche, antiossidanti ed antiulcera sono emerse da lavori scientifici autorevoli; validando molte delle antiche applicazioni della medicina tradizionale. Si pensa che l’effetto antinfiammatorio e lenitivo sia dovuto ad alcuni glucosidi antrachinonici. I composti fenolici sono responsabili dell’effetto antiossidante.
L’ombelico di Venere è una pianta molto semplice da coltivare.
-Seppellire superficialmente in primavera in un comune terreno ricco e ben drenante, a mezz’ombra.
-mantenere il terriccio umido fino alla germinazione, non richiede molto tempo di solito
-Teme la luce diretta del sole e la siccità.[/vc_tta_section]
In Inghilterra nella contea di Dorset si usa portare un pezzo della pianta al collo come portafortuna.
Si metteva spesso sotto la suola delle scarpe per dare sollievo e combattere i calli da sfregamento.
L’erborista inglese Jonh Gerard ne elogiava l’applicazione locale contro infezioni della pelle, fuoco di San Antonio, tumori e qualsiasi disturbo infiammatorio epidermico.
Culpeper ne lodava le proprietà diuretiche e benefiche sui reni, oltre all’azione di sollievo contro bruciori ed infiammazioni sia con il consumo interno che locale.
Veniva considerato un ottimo farmaco contro l’adenite tubercolare, una malattia infettiva dei linfonodi allora chiamata malanno dei re.
Contiene trimetilammina, composti fenolici, sai di ammonio, nitrato di potassio, glucosidi antrachinonici, sali di potassio, sodio, calcio, ossido di ferro, mucillagini, cellulose, tannini ed oli volatili.
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