Rauvolfia vomitoria
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In StockLa Rauwolfia serpentina viene chiamata “serpentina” perchè la radice in polvere viene tradizionalmente applicata sui morsi di serpente. Il principale produttore, l’India, ne ha bloccato l’esportazione per via del sovrafruttamento della radice a scopo farmaceutico.
In base ad alcuni studi però il fitocomplesso è del tutto analogo alla specie africana R. vomitoria, molto più ecosostenibile.
NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO SOLTANTO AD APPLICAZIONI ESTERNE E PREPARAZIONE DI MACERATI ANTIPARASSITARI.
Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Gentianales
Famiglia: Apocynaceae
Sottofamiglia: Rauvolfioideae
Tribù: Vinceae
Sottotribù: Rauvolfiinae
Genere: Rauvolfia
Specie: R. vomitoria
Origine: Africa occidentale tropicale
Plant Hardiness Zone: 3-9
Rauvolfia vomitoria è un cespuglio sempreverde eretto lungo fino a 45cm d’altezza e dotato di una lunga radice giallastra.
Sviluppa foglie di forma lanceolata a gruppi di tre e infiorescenze dal colore molto chiaro.
Il frutto è una drupa spesso composta da due subunità.
Coltivazione
La radice di serpente indiana è una pianta delicata, non ha una buona percentuale di germinazione:
-Mettere i semi a mollo in acqua tiepida per 2 giorni cambiandola ogni volta che si raffredda.
-Seminarlo in un contenitore con un terriccio ben drenante, soffice e ricco e sigillarlo con una busta.
-Mantenere umido il terriccio e tenere lontano dalla luce del sole diretta fino alla germinazione (2-3 settimane)
-Teme la siccità ed il caldo eccessivo.
La radice di serpente è stata usata da Alessandro Magno per curare il suo generale Ptolemo da una freccia avvelenata.
Ha una lunga storia in India come tranquillante, antipsicotico e antidoto per i veleni, da qui il suo nome comune.
Si dice che anche Gandhi ne avesse fatto abbondantemente uso e fosse anche per gli effetti tranquillizzanti della radice che riuscisse sempre a mantenere la calma.
La radice di serpente indiana contiene numerosi alcaloidi dalla marcata azione anticolinergica.
Il principale è la reserpina esaurisce le riserve di dopamina del soggetto con potenti conseguenze sul CNS.
La rauwolfia contiene ajmalina, ajmalicina, ajmalimina, deserpidina, indobina, indobinina, reserpina, reserpilina, rescinnamina, rescinnamidina, serpentina, serpentinina, chandrina, rauwolfinina, renoxidina, iombina, tetrafilicina, yohimbina, indolo, indolina, indolenina, ossiindolina ed alcaloidi pseudoindoxilici.
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Alice Capirola –
Super rilassante