Ruta siriana (Peganum harmala)
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In StockPeganum harmala è una pianta dall’odore inconfondibile, vanta una lunga tradizione rituale ed etnobotanica nella cultura persiana: alcuni autori l’hanno anche collegata al soma, la leggendaria bevanda di cui si parla negli antichi testi Indo-Iraniani.
La coltivazione è molto semplice, può diventare infestante se trova le condizioni adatte.
QUESTE SEMENTI CONTENGONO ALCALOIDI TOSSICI E VANNO TENUTE FUORI DALLA PORTATA DI BAMBINI ED ANIMALI DOMESTICI. SONO DESTINATE ESCLUSIVAMENTE ALLA COLTIVAZIONE A SCOPO ORNAMENTALE.
Descrizione
Ordine: Sapindales
Famiglia: Nitrariaceae
Genere: Peganum
Specie: P. harmala
Origine: regioni aride e semi-aride dell’Asia centrale e del Medio Oriente
Plant Hardiness Zone: 8
La ruta siriana (Peganum harmala) è una pianta dell’est Asia perenne della famiglia delle Nitrariaceae, cresce fino a quasi 1m d’altezza.
Le radici possono raggiungere profondità superiori ai 6m, fiorisce da giugno ad agosto e produce dei piccoli fiori bianchi.
Le capsule rotonde dei semi sono divise in tre camere che possono contenere più di 50 semi ciascuna.
Coltivazione
La ruta siriana è una pianta delicata, ma facile da coltivare:
-Mettere i semi per un paio d’ore a mollo in acqua tiepida.
-Seppellirli superficialmente in un terreno ben drenante, non troppo ricco a piena esposizione solare.
-Mantenere umido il terriccio fino allo sviluppo delle prime foglioline
-Innaffiare sporadicamente dopo il 1cm, è una pianta che ama la siccità
-Teme i funghi e il ristagno idrico, resiste a freddo, caldo e siccità.
La ruta fu menzionata per la prima volta col nome di πήγανον ἄγριον da Dioscoride il Greco che distinse due forme: una coltivata commestibile identificabile nella Ruta graveolens e una selvatica inedibile, Peganum harmala. Secoli più tardi, lo scienziato bizantino Simeone Setto ne descrisse le caratteristiche comparative nell’alveo della tradizione medica antica, attribuendole proprietà tradizionali più marcate rispetto alla variante orticola [1].
Il Mito dell’haoma e del soma
In Iran il Peganum harmala ha una lunghissima tradizione a scopo rituale.
Wendy Doniger, un’indologa statunitense, ha identificato la pianta con il sauma, la leggendaria pianta della lungua proto-indoiranica, da cui poi sono derivati haoma in Lingua avestica e soma in Vedico. A supporto della sua tesi possiamo notare ampia disponibilità geografica, continuità etnobotanica tra tutte le genti dell’Iran e persistenza dei relativi rituali.
L’haoma originale potrebbe essere stato un estratto di Ephedra e Peganum, quest’ultimo poi sostituito in seguito dal frutto del melograno che ha una certa somiglianza con la capsula della ruta [2].
Il soma allo stesso modo sarebbe diventato in tempi successivi il somalata, ovvero Sarcostemma acidum, una pianta spontanea indiana consumata ancora oggi nei rituali dei bramini Śrauta [3].
3)Karayil, Sudha, and K. Veeraiah. “Phytochemical analysis of Ceropegia juncea (Roxb.): Traditionally used Medicinal plant.” Int J Innov Res Dev 3.4 (2014): 192-199.
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