La ricerca scientifica suggerisce che Stephania japonica e i suoi metaboliti secondari possano avere potenziali proprietà analgesiche [4], oppioidi [4], GABA-ergiche [6], ansiolitiche [7], antidepressive [7], nootropiche [9], anticolinesterasiche [9], neuroprotettive [10], antinfiammatorie [11], trombolitiche [12], antiturmorali [13], imunomodulanti [15], antiveleno [18], ipolipidiche [19], ipoglicemiche [19], antivirali [20], antibatteriche [24] ed antimicotiche [24].
Descrizione
Descrizione:
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae
Genere: Stephania
Specie: S. japonica
Nativo: Cina, Corea, Mongolia, Russia, Siberia
Plant Hardiness Zone: 4-8
La pianta serpente (Stephania japonica) è una liana dioica che cresce nelle aree ombreggiante vicino al mare. Sviluppa delle foglie peltate e dei piccoli fiori verdi lunghi fino a 8 cm. Il frutto è una dropa ovale di colore rosso o arancione.
Coltivazione:
E’ una specie robusta ma i semi non germinano facilmente:
-Mettere i semi a mollo per 48h a temperatura ambiente, quindi seppellirli appena in un terriccio ben drenante.
-Mantenere appena umido il terriccio fino alla germinazione (2-4 settimane).
-Dovrebbe sviluppare le prime foglioline in 4-6 settimane.
-Teme la siccità, il sole diretto e il ristagno idrico, conviene piazzarla a mezz’ombra.
Nella medicina ayurvedica Stephania japonica è nota come patha e viene indicata per trattare disturbi cardiovascolari, gastrointestinali, urinari, respiratori e vari tipi di infiammazioni ed infezioni. Le radici vengono considerate un ottimo rimedio contro l’avvelenamento acuto da serpente, da qui il nome “pianta serpente”. Viene consumata anche per abbassare pressione alta e la glicemia [1].
Nella medicina tradizionale cinese si prescrive principalmente come analgesico ed antinfiammatorio.
In Giappone e Taiwan ne fanno un decotto per trattare la malaria.
In Indonesia le radici vengono considerate un ottimo rimedio per i crampi gastrici [2].
I Kaviraje, i guaritori della zona rurale del Bangladesh, usano le foglie di pianta serpente per combattere l’ittero [3].
ANALGESICO, OPPIOIDE, GABAERGICO, ANSIOLITICO, ANTIDEPRESSIVO
Dalla parte aerea di Stephania japonica sono stati isolati 6 alcaloidi hasubananici attivi sui recettori δ- e μ-oppioidi [4]. Un estratto metanolico a base di foglie ha indotto effetti analgesici dose-dipendenti che sono stati annullati dal naloxone. Alcuni dati suggeriscono possa interferire anche con il sistema glutammatergico, anch’esso implicato nella percezione del dolore [5].
In altri esperimenti ha dimostrato un’azione ansiolitica potenzialmente mediata dalla trasmissione GABAergica [6]. Estratti della pianta hanno evocato nei topi effetti antidepressivi, ipnotici e sedativi simili al diazepam ma di breve durata [7].
La crebanina e la stefanina isolate dalla pianta hanno indotto effetti analgesici che si ipotizza siano mediati dai recettori oppioidi [8].
NOOTROPICO, ANTICOLINESTERASICO, NEUROPROTETTIVO, ANTINFIAMMATORIO, TROMBOLITICO
La frazione cloroformica dell’estratto metanolico di S. japonica è un potente inibitore di acetil- e butiril-colinesterasi. Esperimenti sui topi hanno documentato l’inibizione della perossidazione lipidica nel cervello e la diminuzione dello stress ossidativo, inoltre ha ripristinato memoria e capacità di apprendimento danneggiate dalla scopolamina. I ricercatori ipotizzano che possa avere potenziali applicazioni nel trattamento della malattia di Alzheimer [9].
6 alcaloidi hasubananici isolati dalla parte aerea di S. japonica hanno mostrato effetti antinfiammatori superiori alla minociclina in un modello da ischemia/riperfusione cerebrale. La somministrazione della frazione totale degli alcaloidi ha migliorato i parametri neurologici, inibito l’attivazione della microglia, ridotto il volume degli infarti, il contenuto d’acqua cerebrale e la morte neuronale [10].
La cefarantina blocca la stimolazione del fattore nucleare kappa B (NFκB) mediata dal TNF-α e la produzione di citochine infiammatorie. Inoltre inibisce la proliferazione delle cellule tumorali inducendone l’apoptosi, sopprimendone la migrazione, arrestando il ciclo cellulare, regolando l’autofagia ed inibendo l’angiogenesi [11].
La stefarina è invece il principale inibitore dell’attivazione della microglia e potrebbe avere potenziali applicazioni nella prevenzione di ictus ed ischemie [12].
ANTITUMORALE, IMMUNOMODULANTE
Estratti di foglie di S. japonica hanno inibito la crescita dei tumori nel modello animale di carcinoma dell’ascite di Ehrlich-Lettre ed incrementato l’aspettativa di vita delle cavie [13]. In altri esperimenti hanno mostrato importanti effetti citotossici [14].
Gli alcaloidi della pianta possono annullare la resistenza multifarmaco delle cellule: l’isotrilobila isolata dalla parte aerea ha evidenziato un’efficacia pari al verapamil nel contrastare la resistenza delle cellule umane del cancro al seno alla doxorubicina [15].
La stefanina ha indotto l’apoptosi delle cellule cancerose HeLa, MDA-MB231 e MCF-7 attraverso l’inversione alla fase mitotica successivamente alla mitosi [16].
La cefarantina, un altro alcaloide, ha inibito la risposta infiammatoria delle cellule RAW264.7 [17].
ANTIVELENO
L’iniezione di cefarantina entro 6 ore dall’avvelenamento indotto dal morso di una vipera può velocizzare la terapia inibendo l’emorragia capillare e potenziando l’attività circolatoria dei vasi sanguigni [18]. Ciò supporta la tradizionale applicazione di S. japonica, nota appunto come “pianta serpente”.
IPOLIPIDICO, IPOGLICEMICO
Estratti fogliari di S. japonica hanno indotto effetti ipolipidici ed ipoglicemici sui ratti [19].
ANTIVIRALE
La cefarantina ha suscitato crescente interesse negli ultimi anni per via dei suoi potenziali effetti benefici nei confronti dell’infezione da SARS-CoV-2. Quest’alcaloide inibisce la penetrazione e la replicazione virale già a dosi molto basse, è risultato il più potente dei 2406 principi attivi testati in un modello preclinico. E’ attiva anche su altri coronavirus come SARS-CoV, MERS-CoV e HCoV-OC43 [20].
In alcune ricerche ha inibito il virus dell’HIV con un valore IC50 di 0.026 µM agendo sul complesso NF-κB, su TNF-α, PMA e sulla membrana plasmatica [21]. Ha mostrato effetti antivirali anche contro Ebola e Zika e Coxsackie B3 virus [22].
Infine si è stata documentata la sua attività nei confronti dei virus linfotropici delle cellule T umane (HTLV) [23].
ANTIBATTERICO, ANTIMICOTICO
Estratti di S. japonica si sono dimostrati efficaci nei confronti di Escherichia coli, Shigella dysenteriae, Salmonella typhi, Salmonella paratyphi, Staphylococcus aureus [24], Bacillus cereus [25] ed Enterococcus faecalis [26].
E’ attiva anche nei confronti di Candida albicans [24].
TOSSICITA‘
Un estratto metanolico di S. japonica somministrato oralmente ai topi non ha indotto effetti tossici fino a 2000 mg/kg, evidenziando un buon profilo di sicurezza [7].
Uno studio precedente condotto con un estratto metanolico di corteccia aveva invece riportato effetti tossici sia acuti che cronici [27].
La cefarantina, il principale alcaloide presente in questa specie, è nota per avere un alto profilo di sicurezza [28].
ALCALOIDI
- asubanici: stefamiersina, ossostefamiersina, epistefamiersina, asubanonina, 16-ossoasubanonina, omostefanolina, stefasunolina, stefadiamina, prometafanina, 6-ossoprometafanina;
- bisbenzilisoquinolinici: crebanina, stebisimina, epistefanina, ipostefanina, ipoepistefanina, insularina, stepinone, trilobina, isotrilobina, fangchinolina, d-tetrandrina, d-tetrandrine, disochondrodendrina;
- aporfinici: stefanina, ossostefanina, lanuginosina, magnoflorina, ernandifolina, aknadina, aknadinina, aknadicina;
- protoberberinici: steponina, ciclanolina
- dibenzazoninici: protostefanina;
- biscoclaurinici: cefarantina.
FLAVONOIDI: epicatechina, rutina, quercetina;
COMPOSTI FENOLICI: acido cumarico, acido caffeico;
STEROLI: β-sitosterolo, stigmasterolo;
CAROTENOIDI: licopene;
PROANTIOCIANIDINE;
TANNINI.
2)Nishanthi, M., et al. “Pharmacognostical studies on leaves of stephania japonica var. timoriensis.” International Journal of Novel Trends in Pharmaceutical Sciences 2.1 (2011): 39-41.
22)Liu, Ke, et al. “Pharmacological activity of cepharanthine.” Molecules 28.13 (2023): 5019.
26)Krishnarao, Korampalli Lakshmi, and R. T. Rajeswari. “Phytochemical investigation and evaluation of the antioxidant, antibacterial and antifungal activities of Stephania japonica L. leaves extract.” Ann. Phytomed 12.1 (2023): 477-485.
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