Tabernaemontana pachysiphon
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In StockLa famiglia Tabernaemontana comprende molte piante rinomate in ambito etnobotanico tra cui il famoso shiric sanango (T. sanaho e T. undulata).
T. pachysiphon, ha una grandissima rilevanza culturale ed etnobotanica per diverse popolazioni dell’Africa tropicale.
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Descrizione
Vendita corteccia di radice di Tabernaemontana pachysiphon.
Direttamente dalla Nigeria a casa vostra. Spedizione dall’Italia.
Il nome del genere Tabernaemontana deriva da Jacobus Theodorus, un importante botanico Tedesco del XVI secolo soprannominato Tabernaemontanus in riferimento alla città di origine. La specie T. pachysiphon è distribuita nell’Africa tropicale.
E’ stato osservato che gli scimpanzé del Mahale nella parte occidentale della Tanzania masticassero a lungo i frutti della pianta con la tecnica nota come wadging, spremendone i succhi e scartando occasionalmente il bolo con parte dei semi.
In questo modo ne facilitano la dispersione. Alcuni dei semi si ritrovano anche nelle feci, ciò permette loro di arrivare a lunghe distanze dalla pianta madre risultando in un vantaggio competitivo.
I gusci spessi dei frutti sembrano essersi evoluti specificatamente per gli scimpanzé data l’assenza di altri frugivori di grosse dimensioni nella zona, potrebbe essere un raro caso di coevoluzione specifica tra due forme di vita [1].
Descrizione
Ordine: Gentianales
Famiglia: Rubiaceae
Sottofamiglia: Cinchonoideae
Tribù: Naucleeae
Genere: Tabernaemontana
Specie: T. pachysiphon
Nativo: Africa tropicale
Plant Hardiness Zone: 10-11
Taberneamontana pachysiphon si presenta come cespuglio glabro o alberello sempreverde alto fino a 15m e con un tronco spesso fino a 40 cm. Sviluppa delle foglie larghe di colore verde scuro e la superficie lucida, i fiori appariscenti hanno una forma molto particolare, a girandola appunto, e vanno dal bianco al giallo pallido. Produce un frutto verde quasi sferico dal diametro massimo di 15 cm.
Coltivazione
Taberneamontana pachysiphon è una pianta difficile da coltivare fuori dal suo habitat:
-I semi freschi germinano facilmente, quelli secchi invece hanno una percentuale di germinazione bassissima.
-Mettere a mollo i semi in acqua a temperatura ambiente fino a 24 ore.
-Seppellire superficialmente i semi in terreno ricco e drenante.
-Si trova bene con in una posizione parzialmente esposta al sole.
In Nigeria il lattice viene applicato come stiptico ed antisettico sulle ferite, per rinfrancare gli occhi stanchi o per alleviare crampi e i dolori al seno dovuti all’allattamento; quello del frutto viene destinato al trattamento dei linfonodi gonfi.
Nella città di Benin viene usato per stordire gli uccelli, oltre che come gomma e colla naturale. Le foglie in polvere, invece, vengono impiegate per piaghe e lesioni della pelle [2].
In Tanzania un estratto acquoso a base di frutti viene dato da mangiare alle capre per stimolare la produzione di latte, l’estratto concentrato ottenuto dalle radici viene impiegato dagli Shambaa come veleno da caccia.
In Congo fanno dei bagno con il macerato di corteccia contro la scabbia, in Kenya la trattano con radici e fogliame.
A Togo la pasta ottenuta dalle foglie pestate viene utilizzata dalle donne per tingere i capelli di castano e nero [3].
Alcaloidi indolici monoterpenici;
glicosidi: sweroside;
flavonoidi;
saponine;
tannini.
La corteccia del fusto ha mostrato un fitocomplesso simile alla radice ma concentrazioni mediamente più basse [4].
2)Oliver-Bever, B. E. P. Medicinal plants in tropical West Africa. Cambridge university press, 1986.
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