Martaoui (Acacia simplex) tritata

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Una specie di acacia estremamente rara, cresce solo in alcune isole del Pacifico del Sud come la Nuova Caledonia.

Ha un contenuto di NMT e DMT estremamente alto, anche più della confusa o della mimosa hostilis.

 

L’ESTRAZIONE DEL DMT E’ UN ATTO ILLEGALE: LA CORTECCIA NON VA CONSUMATA IN NESSUN MODO, PUO ESSERE USATA SOLO COME INCENSO O COLORANTE NON ALIMENTARE.

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Descrizione prodotto

DOSI INDICATIVE A TITOLO INFORMATIVO E DI RIDUZIONE DEL DANNO:

PARTE USATA: corteccia

-decotta \ dose lieve 3-5gr \moderata 5-10gr \alta 10-15gr \altissima 15-25gr
-tintura \ dose lieve 3-5gr \moderata 5-10gr \alta 10-15gr \altissima 15-25gr
-fumata o vaporizzata (200- 220°C) \deve essere prima estratta e freebasata

E’ una specie estremamente rara, quasi introvabile.

In base ai dati riportati da Trout nel ’76 la corteccia contiene 0.81% di DMT e 1.44% NMT [1]. Una concentrazione altissima di triptamine che supera anche mimosa hostilis ed acacia confusa.

Analisi più recenti effettuati da ricercatori indipendenti lasciano supporre che il range sia ancora più alto.

L’effetto dell’ingestione orale è percepibile dopo 30m e dura fino a 8 ore per via orale in base al dosaggio.
Se opportunamente concentrato, il DMT può essere sufficientemente assorbito senza l’ausilio di MAO-i (aumentano anche in questo caso durata e intensità dell’esperienza) fumandolo; in questo caso l’onset è immediato e la durata dell’effetto complessivo è di 30m al massimo.

Viene usata insieme ad una pianta contenente MAO-i (di solito Banisteriopsis Caapi) per impedire la degradazione del DMT da parte dell’enzima MAO nella preparazione della bevanda allucinogena ayahuasca.
Di solito la bevanda a base di MAO-i viene assunta dagli psiconauti mezz’ora prima della sostanza allucinogena vera a propria, per impedire all’enzima MAO di degradare parte dei principi attivi.

Gli effetti sono molto vari e personali: miglioramento moderato o estremo dell’umore; euforia; indebolimento o perdita dell’ego; sensazioni estatiche di connessione con l’universo; sentimenti di amore ed empatia; senso di pace interiore, di accettazione di se degli altri e del mondo;; alterazione della percezione cronologica e spaziale; allucinazioni visive, uditive ed olfattive; alterazione del senso del gusto; dialogo interiore; divertimento ed ironia intellettuale.

Medicina convenzionale
Le proprietà farmacologiche della pianta non sono mai state investigate anche se dall’analisi chimica risulta ricca in alcaloidi.

Non è conosciuta in medicina convenzionale.

 

Medicina alternativa
Il decotto di radici viene somministrato come purgante, un estratto freddo fatto con i rametti come rimedio per il mal di pancia [2].

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con una soluzione molto acida (PH3-4) a base di aceto (distillato) ed acqua (distillata) per indebolire le pareti cellulari.
-Mischiare la martaoui (opzionale)in polvere (tradizionalmente viene sfilacciata con un martello) con un volume di acqua (opzionale)distillata acida (PH4-5 circa) 4 volte superiore in una pentola.
-Fare sobbollire a fuoco basso da 2 a 3 ore per un risultato ottimale, aggiungere ulteriore acqua quando e se necessario al fine di mantenere i solidi sempre ben coperti.
-(Opzionale)I residui vengono filtrati e spesso riusati per altri 2-3 cotture e le soluzioni risultanti combinate
-(Opzionale) è vivamente consigliato un periodo di decantazione in frigo di 12-24 ore.
-Rimettere in pentola e fare evaporare fino ad ottenere la quantità di bevanda desiderata. Possono essere necessarie parecchie ore per questa fase, si consiglia di mantenere il calore basso evitando di far bollire per non danneggiare i principi attivi e peggiorare il sapore del decotto.
-(Opzionale) Si può anche continuare a ridurre il contenuto d’acqua del prodotto fino ad ottenere una resina concentrata facile da incapsulare.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con una soluzione molto acida (PH3-4) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere la martaoui (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 3 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata

Estratto grezzo freebasato
-Mischiare la martaoui in polvere con 1/3 di calce edibile e farne una pasta inumidendola con qualche goccia (non deve essere bagnata, solo appena umida) di acqua (opzionale)distillata.
-Essiccare la pasta nel forno sotto i 100 C°, quindi polverizzarla con un pestello o altro.
-Mettere la polvere in un barattolo sigillabile con il doppio del suo volume in alcol al 96% e lasciare in infusione un paio di giorni scuotendolo quando possibile (almeno 1 volta al giorno).
-Filtrare i solidi, mettere da parte il liquido filtrato.
-Ripetere altre due volte l’infusione alcolica con del nuovo solvente.
-Unire le soluzioni alcoliche filtrate in una teglia e far evaporare con l’ausilio di una ventola o usando il forno a bassa temperatura.
-Raschiare il residuo e disciogliere in aceto (opzionale)distillato caldo
-Filtrare e scartare i solidi, quindi essiccare il liquido acido in una teglia di vetro in forno a bassa temperatura.
-Raccogliere l’estratto secco con l’aiuto di un taglierino e polverizzarlo.
-Mischiare con un 50% di calce edibile e farne una pasta inumidendola con qualche goccia d’acqua (opzionale)distillata.
-Essiccare la pasta in forno a bassa temperatura, quindi polverizzarla.
-Mettere la polvere in un barattolo sigillabile con il doppio del suo volume in alcol al 96% e lasciare in infusione un paio di giorni scuotendolo quando possibile (almeno 1 volta al giorno).
-Filtrare i solidi, mettere da parte il liquido filtrato.
-Ripetere altre due volte l’infusione alcolica con del nuovo solvente, quindi unire le soluzioni alcoliche filtrate.
-Fare evaporare i liquidi in una teglia di vetro e raschiare l’estratto freebasato risultante.

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Fabales
Famiglia: Mimosaceae
Tribù: Acacieae
Genere: Acacia
Specie: A. confusa
Nativo: Sud del Pacifico
Plant Hardiness Zone: 9-11
La Martaoui (Acacia simplex) è un un albero rampicante che cresce fino a 12m d’altezza.

Coltivazione
E’ una pianta robusta, ma molto difficile da coltivare:
-Intaccare il guscio dei semi senza danneggiarne il nucleo e metterli a mollo in acqua bollente per due ore.
-Trasferirli in mezzo ad un tovagliolo umido e metterlo in un contenitore sigillato vicino ad un finestra.
-Dovrebbero germinare entro 4 settimane.
-Per il primo anno conviene lasciarla in vaso e farla svernare indoor, quindi trasferirla in piena terra in primavera.

L’acacia simplex viene usata in alcune isole del Sud del Pacifico come veleno per pesci, a quanto pare le ipotetiche tossine non sono pericolose per l’uomo dato che le vittime possono essere tranquillamente consumate.

Il decotto di radici viene somministrato come purgante, un estratto freddo fatto con i rametti come rimedio per il mal di pancia [2].

Il DMT interagisce con una vasta varietà di recettori ionotropici e metabotropici.

Gli effetti generali delle dosi allucinogene esogene risultano in un aumento nei livelli di serotonina in circolo; sono mediati dai recettori serotoninergici (5-HT2A principalmente) e modulati dai glutammatergici (mGlu2/3 principalmente).

La significativa attività dopaminergica (anche se indiretta) influenza gli effetti comportamentali della sostanza.

Quando viene somministrato per via intravenosa agisce in 2m e dura circa 30m, una dose threshold è intorno ai 0.2 mg/kg [3].

Ci sono state molte testimonianze di persone guarite da profondi disturbi mentali ed emotivi, diversi studi scientifici le concrete potenzialità farmacologiche della combinazione MAO-I + DMT su diversi tipi di dipendenza farmacologica [4], comportamenti violenti, delinquenza [5], disturbo da stress post-traumatico [6]. In quest’ultimo caso si comporta in maniera molto simile all’MDMA, migliorando sicurezza e spinta alla socialità.

L’unico rischio è l’incidenza molto rara di manifestazioni psicotiche latenti o danni secondari ad atteggiamenti di ansia e panico; per questo gli psiconauti affermano che è importante prepararsi bene psicologicamente e facendo accurate ricerche prima di passare ai test sul campo.

DMT, AFFINITA’ RECETTORIALI

-Recettori serotoninergici (5ht7, 5ht1d, 5ht2b, 5ht2c, 5ht1e, 5ht6, 5ht5a, 5ht2a, 5ht1a, 5ht1b) (1) – Attiva l’idrolisi dei fosfoinositidi causando un aumento concentrazione-dipendente nella produzione di inositol fosfati in maniera simile alla stessa setonina (hanno simile struttura chimica). In genere è più selettivo verso i 5ht2 che non per gli altri. Secondo la maggior parte degli autori i principali effetti allucinogeni sarebbo spiegati dall’antagonismo sul recettore 5ht2a, perchè diversamente da altri non si desensibilizza all’azione farmacologica del DMT combaciando con la mancanza dello sviluppo di una tolleranza. L’agonismo sul recettore 5ht1a ha effetti opposti all’antagonismo sul recettore 5ht2a, da una ricerca si evince che la soppressione di questo recettore potenzia gli effetti in maniera simile ma estranea all’inibizione dell’enzima MAO.

-Recettori adrenergici (Alpha2B, Alpha2C, Alpha1B, Alpha2A, Alpha1A, Beta1, Beta2) – Si lega a questi recettori con conseguente modulazione simpaticoadrenergica (1) caratterizzata da midriasi, ipertermia, lieve tachicardia ed ipertensione.

-Recettori dopaminergici (D1,D4, D5, D2, D3) – non modula direttamente i livelli di dopamina, ma  alla dose di 20 mg/ml (IV) ha indotto nei ratti una diminuzione della concentrazione di dopamina nel  presencefalo del 42% che indicherebbe un aumento nel rilascio di questo neurostrasmettitore. Questo fenomeno potrebbe essere spiegato dall’azione del DMT sul MAO-A, dove agisce come un potente inibitore a breve durata, associata alla liberazione delle riserve di dopamina dai depositi presinaptici.

– Recettore I1 dell’imidazolina –  E’ responsabile della depressione del CNS che si manifesta con effetti opposti a quelli indotti dalla stimolazione adrenergica (ipotermia, bradicardia, ipotensione): per questa durante l’esperienza si sperimentano strani sbalzi termici e cardiovascolari. Non si sa molto sull’azione specifica del DMT di questi recettori che sono più selettivi per le betacarboline.

-Trasportatori monoaminici (SERT, VMAT2) –  Agisce come un substrato per SERT (6) e VMAT2 (7), inibendone l’attività.

-Recettori Sigma (-1, -2) – E’ un antagonista di questi recettori su cui agisce anche come modulatore endogeno. Dati sperimentali dimostrano che il legame causa l’inibizione dei canali del sodio voltaggio dipendenti nelle cellule dei miociti inducendo ipermobilità nelle cavie.

-Recettori dei cannabinoidi (CB1, CB2) – Il DMT attiva questi recettori anche se è molto meno selettivo di THC e cannabinoidi, non si sa molto della sua azione specifica. Si è visto che l’assunzione di THC incrementa il rilascio di melatonina e secondo alcune ricerche alti livelli di quest’ormone sono correlati alla produzione endogena del DMT e all’attività della ghiandola pineale. Inoltre lo stesso THC agisce come un inibitore di MAO-A e MAO-B, anche se non è molto potente. Questi fattori potrebbero spiagare il classico flashback che induce la cannabis anche a giorni di distanza dall’esperienza allucinogena vera e propria. Sembra che il consumo di cannabis pre-DMT attutisca l’esperienza riducendone l’intensità, mentre il consumo post-peak la incrementi.

-Recettori oppiodi (KOR, DOR MOR) – Non è ben chiaro il suo ruolo su questi recettori, ma da dati sperimentali si evince che dosi leggere di oppiodi agiscano come antagonisti selettivi del DMT riducendone gli effetti generali.

-Recettori muscarinici dell’acetilcolina (M1, M2, M3, M4, M5) – Ha una bassa affinita per questi recettori: non altera i livelli di acetilcolina nella corteccia ma riduce significativamente la concentrazione di questo neurotrasmettitore nel corpo striato.

-Recettori dell’istamina (H2, H1) – Ha un affinità molto bassa per questi recettori, agisce come antagonista contribuendo a modulare lo stato di eccitabilità neuronale.

-Recettori TAAR-1 – Agisce come agonista ad alta affinità per questo recettore causando l’attivazione dell’adenil ciclasie l’accumulo di cAMP nelle cellule HEK293. Non si sa come questo fenomeno influenzi gli effetti allucinogeni del DMT.

L’acacia di Taiwan è ricca di tannini, acidi fenolici, flavonoidi, glicosidi, lignani ed alcaloidi.

In base ai dati riportati da Trout nel ’76 la corteccia contiene 0.81% di DMT e 1.44% NMT [1.]. Una concentrazione altissima di triptamine che supera anche mimosa hostilis ed acacia confusa.

Analisi più recenti effettuati da ricercatori indipendenti lasciano supporre che il range sia ancora più alto.

La corteccia contiene anche altre triptamine ed alcaloidi armalinici come 2-metil-1,2,3,4-tetraidro-β-carboline [7].

1)Poupat, Christiane, Alain Ahond, and Thierry Sévenet. “Alkaloids from Acacia simplicifolia.” Phytochemistry (1976).

2)Olsson, Gunilla. “The socio-economic importance of non-timber forest products in the South Pacific: focus on Vanuatu.” Unasylva (FAO) (1991).

3)Strassman, Ruck J., et al. “Dose-response study of N, N-dimethyltryptamine in humans: II. Subjective effects and preliminary results of a new rating scale.” Archives of general psychiatry 51.2 (1994): 98-108.

4)Fernández, Xavier, and Josep María Fábregas. “Experience of treatment with ayahuasca for drug addiction in the Brazilian Amazon.” The therapeutic use of ayahuasca. Springer, Berlin, Heidelberg, 2014. 161-182.

5)Frecska, E. “Ayahuasca versus violence–a case report.” Neuropsychopharmacologia Hungarica: a Magyar Pszichofarmakologiai Egyesulet lapja= official journal of the Hungarian Association of Psychopharmacology 10.2 (2008): 103-106.

6)Nielson, Jessica L., and Julie D. Megler. “Ayahuasca as a candidate therapy for PTSD.” The therapeutic use of ayahuasca. Springer, Berlin, Heidelberg, 2014. 41-58.

7)Photochemistry of Acacia, Dept of Plant Biology, University of Illinois

L’uso di questa pianta da sola non presenta particolari controindicazioni o interazioni.

Se assunta insieme a RIMA (MAO-I reversibili come il caapi o la ruta siriana.) non si applicano restrizioni dietetiche anche se conviene evitare junk food o cibi difficilmente digeribili. Possono essere letali invece eventuali interazioni farmacologiche tra MAO-I, antidepressivi e serotoninergici vari.

Gli effetti collaterali sono: nausea, vomito, diarrea, brividi, spasmi, insonnia e pressione bassa.

 

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I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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