Valeriana rossa (Centranthus Rubens) fiori freschi

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Questa pianta ha una lunga tradizione medicinale, i principi attivi sono presenti in tutta la pianta e soprattutto nella radice.

A causa della debolezza delle componenti attive a calore ed agenti atmosferici, la pianta secca e gli estratti di solito fatti esclusivamente da questa sono molto blandi. Le tinture prodotte dalla pianta secca sono molto potenti, con una marcata azione sedativa ed ansiolitica simile alle benzodiazepine.

Viene lodata come oneirogeno, rimedio per il dopo-sbronza ed annullatore di bad-trip. Modula l’assorbimento di molte sostanze potenziandone o riducendone gli effetti.

Svuota
3.90
condizione Fresca Secca
parte Radice Fiore
forma Intera Tritata In polvere Tintura (artigianale)
quantita 50gr 100gr 250gr 500gr 1kg 50gr di materia prima 100gr di materia prima 250gr di materia prima 500gr di materia prima
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

Gli antichi erboristi utilizzano principalmente la radice in polvere nelle seguenti modalità e dosaggi indicativi:
-ingerita o incapsulata\ (le dosi alte possono avere effetti emetici) dose lieve 8-15gr \moderata 15-22gr \alta 22-30gr \altissima 30-40gr
-infuso\ dose lieve 15-25gr \moderata 25-35gr \alta 35-50gr \altissima 50-60gr
-tintura\ dose lieve 8-15gr \moderata 15-22gr \alta 22-30gr \altissima 30-45gr

La valeriana rossa è la varietà di valeriana più ben tollerata dagli stomaci più sensibili, mantiene le stesse caratteristiche terapeutiche della tradizionale Valeriana Officinalis.

Le preparazioni secche comunemente trovate in commercio sono quasi del tutto inattive, dato l’alto grado di degradazione dei valepotriati.
Le nostre radici provengono dal perimetro forestale protetto del monte Bongiovanni e vengono seccate lentamente al buio, a queste altezze il contenuto d’olio essenziale (la parte più farmacologicamente attiva) è più alto del normale. Il seccaggio al buio limita al massimo la perdita di composti volatili. I nostri preparati sono estratti dalle piante fresche appena raccolte.

A dosaggi molto elevati diventa più stimolante che sedativa, con effetti psicoattivi.
A dosi moderate ha lieve un’azione sedativa.  E’ un forte inibitore degli enzimi epatici del citocromo P450 che sono coinvolti nell’assorbimento e nella regolazione di molte sostanze psicoattive (i.e. triptamine allucinogene).
Alcuni psiconauti lodano la combinazione con camomilla e MAO-I, con la 2-Feniletilammina (PEA) e con tantissime altre sostanze psichedeliche.

E’ spesso abbinata a luppolo, skullcap, assenzio selvatico, erba gatta, tabacco indiano, damiana e lattuga selvatica a scopo rilassante.
L’effetto è percepibile dopo 15m per 3 ore se ingerita a stomaco vuoto, in base alla dose.

Per effetti ricreazionali si consiglia quindi di adoperare le tinture e i succhi freschi artigianali estratti dalla pianta raccolta da meno di 2 ore.
Oltre questo tempo, a seconda delle condizioni atmosferiche, è riscontrabile già un abbassamento della qualità fitoterapica.

Da sola a dosaggi normali possiede lievi effetti quali: leggero rilassamento muscolare, tranquillità mentale e sonnolenza, principalmente.
L’overdose è innocua, ma può avere effetti emetici, più che altro se si ingerisce direttamente la radice secca in polvere.

Alte dosi di valeriana hanno uno strano effetto psichedelico: stimolazione, pupille dilatate, euforia e allucinazioni ipnagogiche.
Ha effetti molto interessanti quando viene combinata con camomilla e MAO-I, con la 2-Feniletilammina (PEA) e in generale con tantissime sostanze psichedeliche.

Medicina convenzionale
Le proprietà ansiolitiche, spasmolitiche, sedative, analgesiche, antidiarroiche, antidepressive, neuroprotettive, antinfiammatorie, antitumorali, antimicotiche, antimicrobiche ed antiossidanti sono suppportate dalla ricerca scientifica.

E’ indicata per il trattamento dell’insonnia.

 

Medicina alternativa
La valeriana è molto conosciuta per alcune delle sue proprietà medicinali, si usa più che altro come calmante e sonnifero.

Nella medicina popolare si usava per patologie mentali, dolori nervosi, colera, disturbi ottici, insonnia, irrequietezza, stress, peste, mal di testa, epilessia e debolezza cardiaca; come unguento locale analgesico.

Infuso a freddo
-Mettere la radice di valeriana (opzionale)in polvere con un volume doppio d’acqua (opzionale)distillata in un barattolo sigillabile e chiuderlo ermeticamente.
-Mettere il barattolo in frigo e lasciarlo in infusione fino a 48 ore per la saturazione, scuotendolo quanto più spesso possibile.
-Filtrare e scartare i solidi,
-(Opzionale) Ripetere tre volte l’infusione ed il filtraggio, riducendo a metà i tempi d’infusione ed unendone alla fine i liquidi puliti risultanti
-(Opzionale) Aggiungere miele se si gradisce.

Tintura
-Mettere la radice di valeriana (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcool al 70% per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e mantenere in infusione fino a 4 settimane per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) Può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di una ventola per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Dipsacales
Famiglia: Valerianaceae
Genere: Centranthus
Specie: C. ruber
La valeriana rossa (Centranthus Ruber) è una pianta perenne dalla base legnosa.
Sviluppa delle foglie opposte lunghe fino a 8cm, cambiano man mano che si allontano dalla base da petiolate a sessili e sono di forma ovale o lanceolata.
Nella prima estate produce molti fiori rosso-fucsia di dimensioni inferiori ai 2cm composti da 5 petali che si raggruppano in infiorescenze ampie ed appariscenti.
Hanno un odore molto forte e fastidioso, quasi rancido che attira molti insetti; i semi sono dotati di ciuffi di peluria per facilitare la dispersione da parte del vento.

Coltivazione
E’ una pianta molto robusta, facilissima da coltivare:
-Piantare i semi in primavera a piena esposizione solare in un terreno molto minerale (roccioso o gessoso) molto drenante e non troppo fertile.
-Non necessita di cure particolari, resiste bene sia a freddo che siccità.
-Fiorisce già nel primo anno di crescita.

La valeriana è stata usata come erba medicinale sin dai tempi dell’antica Grecia: Ippocrate ne descrive le sue proprietà e Galeno la identifica come un utile rimedio per l’insonnia.

Nella Svezia medievale, veniva posta nelle vesti nuziali per allontanare la sfortuna e le influenze negative.

Nel XVI secolo il riformatore Anabattista Pilgram Marpeck la prescrisse a una donna affetta da problemi nervosi.
In quello stesso periodo, John Gerad ne vanta le proprietà spasmolitiche, analgesiche e ansiolitiche utili in chi soffre di depressione, convulsioni e ferite.

Nel XVII secolo il botanico astrologico Nicholas Culpener scrisse che la valeriana si trovava sotto l’influenza di Mercurio e quindi avesse proprietà termiche utili nel trattamento di tosse, peste e ma di testa.

La valeriana si lega al recettore GABA-A e si comporta in maniera simile ad una benzodiazepina stimolandone l’attività e causando uno stato iperpolarizzato.
Diversamente da questi farmaci sintetici (che possono causare arresto respiratorio) l’overdose è innocua per quanto riguarda la valariana, ma può avere effetti emetici; più che altro se si ingerisce direttamente la radice secca in polvere. In più non c’è rischio di dipendenza.
Alcune recenti ricerche suggeriscono che possa pure ridurre la rimozione ed il metabolismo del GABA, incrementandone la concentrazione a lungo termine.
Per questo la valeriana è riconosciuta ancora oggi da diversi professionisti del settore medico come un valido ansiolitico e sonnifero naturale.

Ha anche un marcato effetto spasmolitico utile a trattare disturbi gastrici, respiratori e mestruali supportato da diverse evidenze scientifiche.

Le comuni preparazioni in commercio sono quasi del tutto inattive e non riflettono i contenuti dei materiali originali; anche la seccatura stessa la danneggia, se poi viene effettuata in fretta, viene del tutto rovinata.
Le nostre radici sono seccate lentamente al buio in un essiccatoio tradizionale siciliano, ma perdono comunque le componenti più instabili come parte dei valepotriati.
Per effetti molto più consistenti si consiglia quindi di adoperare le tinture e i succhi freschi artigianali estratti dalla pianta raccolta da meno di 2 ore.
Oltre questo tempo, a seconda delle condizioni atmosferiche, è riscontrabile già un abbassamento della qualità fitoterapica.

I fitofarmaci ufficiali sono standardizzati per il solo contenuto di acido valerianico, uno dei più stabili composti attivi nella pianta ma non certo sufficiente a renderne conto del complesso effetto terapeutico.

La valeriana contiene molte composti attivi, i principali sono:
-sesquiterpeni; volvalerenone A, acido valerianico, idrossivalerianico e acetossivalerianico.
-iridoidi valepotriati; valtrato, isovaltrato, didrovaltrato e acevaltrato
-lignani; 8′-idrossipinoresinolo, pinoresinol-4-O-β-d-glucoside, massoniresinol-4′-O-β-d-glucoside, 4′-O-β-d-glucosil-9-O-olivile, berchemol-4′-O-β-d-glucoside, pinoresinol-4,4′-di-β-O-d-glucoside, 8-idrossipinoresinol-4′-O-β-d-glucoside e 8′-idrossipinoresinol-4′-O-β-d-glucoside.
-flavonoidi; 6-metilapigenina, esperidina, linarina
-monoterpeni; borneolo, bornil acetato
-esteri; acido clorogenico

Il principale componente attivo è l’acido valerianico, per cui vengono standardizzate di solito le preparazioni farmaceutiche industriali; il contenuto di valepotriati è vitale allo stesso modo per la qualità del farmaco e viene di solito tenuto in scarsa considerazione.

Effetti ansiolitici:
Murphy, K., et al. “Valeriana officinalis root extracts have potent anxiolytic effects in laboratory rats.” Phytomedicine 17.8 (2010): 674-678.
Effetti sedativi:
Fernández, Sebastián, et al. “Sedative and sleep-enhancing properties of linarin, a flavonoid-isolated from Valeriana officinalis.” Pharmacology Biochemistry and Behavior 77.2 (2004): 399-404.
Effetti analgesici:
Shahidi, S., A. Bathaei, and P. Pahlevani. “Antinociceptive Effects of Valeriana Extract in Mice: Involvement of the Dopaminergic and Serotonergic Systems.” Neurophysiology 45.5-6 (2013): 448-452.
Effetti antimicrobici ed antinfiammatori:
Khuda, Fazli, et al. “Antimicrobial and anti-inflammatory activities of leaf extract of Valeriana wallichii DC.” Pakistan journal of pharmaceutical sciences 25.4 (2012).
Effetti neuroprotettivi:
Malva, João O., Sandra Santos, and Tice Macedo. “Neuroprotective properties ofValeriana officinalis extracts.” Neurotoxicity research 6.2 (2004): 131-140.
Effetti antiossidanti:
Sudati, Jéssie Haigert, et al. “In vitro antioxidant activity of Valeriana officinalis against different neurotoxic agents.” Neurochemical research 34.8 (2009): 1372-1379.
Effetti citotossici ed antitumorali:
Bounthanh, C., et al. “Valepotriates, a new class of cytotoxic and antitumor agents.” Planta Medica 41.01 (1981): 21-28.
Effetti antispasmodici ed antidiarroici:
Bashir, Samra, Raafia Memon, and Anwar H. Gilani. “Antispasmodic and antidiarrheal activities of Valeriana hardwickii Wall. rhizome are putatively mediated through calcium channel blockade.” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2011 (2011).

L’assunzione di radice di valeriana è controindicata prima di un’operazione chirurgica o durante gravidanza ed allattamento.

Non sono note interazioni farmacologiche pericolose, gli effetti collaterali più comuni sono: mal di testa, irrequietezza ed insonnia.

L’overdose non è affatto pericolosa ma, come per la maggior parte delle radici, può avere un potente effetto emetico.

Non ci sono casi di morte, danni permanenti o dipendenza in letteratura scientifica relativi al consumo di questa pianta.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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