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Voacanga (Voacanga Africana) seme intero

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Un allucinogeno molto particolare, ha un effetto stimolante e nootropico ai dosaggi bassi.

Anche se la parte più diffusa è il seme, la corteccia di radice è chimicamente superiore: non contiene tabersonina, il composto responsabile di mal di testa ed altri fastidiosi effetti collaterali.

Inoltre solo la corteccia di radice contiene ibogaina, il famoso alcaloide psicoattivo impiegato nelle terapie di disintossicazione da eroina ed oppiacei.

Svuota
3.90 3.12
parte Corteccia di radice Seme
forma Intera Tritata In polvere Resina (artigianale)
quantita 10gr 15gr 20gr 50gr 75gr 100gr 150gr 250gr 500gr 1kg 50gr di materia prima 100gr di materia prima 250gr di materia prima
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

Gli psiconauti utilizzano principalmente i semi e la corteccia in polvere nelle seguenti modalità e dosaggi indicativi:
-ingeriti o incapsulati\ dose lieve 3-5gr \moderata 5-10gr \alta 10-15gr \altissima 15-30gr 
-decotti\ dose lieve 5-7gr \moderata 7-12gr \alta 12-17gr \altissima 17-34gr 
-tintura\ dose lieve 3-5gr \moderata 5-10gr \alta 10-15gr \altissima 15-30gr 
-estratti in aceto\ dose lieve 3-5gr \moderata 5-10gr \alta 10-15gr \altissima 15-30gr 

La voacanga è un albero dalle potenti proprietà psichedeliche che induce stimolazione, sensazione elettriche, miglioramento dell’umore, aumento della concentrazione e sensibilizzazione delle percezioni. Alle dosi molto alte si possono avere anche visioni ed allucinazioni.

Il profilo dei semi è diverso dalle altre parti della pianta e più stabile. Contengono principalmente tabersonina, un alcaloide psicoattivo assente nel resto della pianta e probabile responsabile della maggior parte degli effetti collaterali tipici delle dosi alte.
Questi possono comunque essere ridotti affrontando l’esperienza al meglio come riserve di zuccheri ed antiossidanti. In caso di abbassamento eccessivo della pressione conviene avere vicino uno snack o ancora meglio un frutto dolce (evitare frutti acidi per non esacerbare i fastidi gastrici). I crampi gastrici si possono contrastare con zenzero e camomilla.
L’uso della corteccia di radice rende tutto molto più semplice.

Le dosi moderate hanno un effetto stimolante ed antidepressivo comunque molto intenso.

Viene spesso combinata con funghi allucinogeni, ayahuasca, erba dei sogni messicana, tabacco, cannabis, alcol a scopo ricreazionale.
L’effetto è percepibile dopo un ora fino a un massimo di 3 ore se ingerita a stomaco vuoto in base alla dose.

La voacanga è un potente stimolante che induce stimolazione, sensazione elettriche, miglioramento dell’umore, aumento della concentrazione e sensibilizzazione delle percezioni. Alle dosi molto alte si possono avere anche visioni ed allucinazioni.

La corteccia di radice è più potente, in più il rischio di neurotossicità in seguito ad overdose massiccia è relativo ai soli semi che contengono tabersonina (un composto utilizzato per la produzione di vincamina).

Gli effetti collaterali tipici delle dosi alte possono essere ridotti affrontando l’esperienza al meglio come riserve di zuccheri ed antiossidanti. In caso di abbassamento eccessivo della pressione conviene avere vicino uno snack o ancora meglio un frutto dolce (evitare frutti acidi per non esacerbare i fastidi gastrici). I crampi gastrici si possono contrastare con zenzero e camomilla.

Medicina convenzionale
Le proprietà stimolanti, ipotensive, simpaticolitiche, cardiotoniche, analgesiche, anticonvulsivanti, sedative, gastroprotettive, antistaminiche, neuroprotettive, antimicrobiche, antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali e citotossiche della voacanga sono supportate in letteratura scientifica.

Non viene impiegata in medicina convenzionale, ma dai semi viene estratta la tabersonina. Questa viene convertita in vincamina, un composto ampiamente diffuso per la cura delle malattie neurodegenerative e dei disturbi senili.

 

Medicina alternativa

Non viene usata se non in Africa per la cura di dismenorrea, dolori muscolari, patologie cardiache, fatica cronica, debolezza, respiro corto, convulsioni e malattie mentali.

Localmente viene applicata su ferite, foruncoli, carie dentale, infiammazioni, ascessi, infezioni, parassiti ed eczema.

Viene lodata anche come afrodisiaco ed analgesico.

Estratto in aceto
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con aceto.
-Mettere la voacanga (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere aceto per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso possibile (almeno 1 volta al giorno) e lasciare infondere fino a 1 settimana per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi,
-Ripetere due volte l’infusione ed il filtraggio, riducendo a 2 giorni i tempi d’infusione ed unendone alla fine i liquidi puliti risultanti in un recipiente di vetro facilmente raschiabile.
-(Opzionale) Concentrare ulteriormente in forno a 100-180C° per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Tintura
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (PH 2-3) ed una spruzzatina d’etanolo
-Mettere la voacanga (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere etanolo al 70% per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso possibile (almeno 1 volta al giorno) e lasciare infondere fino a 2 settimane per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) Può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di calore per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Decotto
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (PH 2-3).
-Mettere la voacanga (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo d’acqua (opzionale)distillata leggermente acida (PH 4-5).
-Scaldare la mistura fino all’ebollizione e mantenerla fino a 40m per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi.
-(Opzionale) Può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di calore per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Descrizione
Ordine: Gentianales
Famiglia: Apocynaceae
Sottofamiglia: Rauvolfioideae
Tribù: Tabernaemontaneae
Sottotribù: Tabernaemontaninae
Genere: Voacanga
Specie: V. africana
Nativo: Africa Occidentale
La voacanga (Voacanga Africana) è un piccolo albero tropicale che cresce fino a 6m d’altezza.
Sviluppa delle foglie verde lucido di forma ovale lunghe fino a 30cm.
Produce dei fiori gialli che lasciano il posto a delle drupe piene di semi gialli.

Coltivazione
La voacanga africana è una pianta tropicale molto difficile da far germinare:
-Rimuovere anche i più piccoli residui di materiale estraneo dal seme, quindi sciacquarli per bene sotto acqua corrente fredda per qualche minuto.
-Mettere a mollo i semi in aceto (5% acido acetico in soluzione) per 15m. Quindi risquiaquarli con abbondante acqua corrente.
-Mettere a mollo i semi in acqua ossigenata (3% di perossido d’idrogeno in soluzione).
-Metterli in un recipiente trasparente mentre sono ancora umidi e sigillarli. Ci possono volere da 1 a 6 mesi per la germinazione.
-Se si forma della muffa si possono risciacquare in acqua ossigenata senza alcun danno, anche se hanno iniziato a germinare.
-Seppellire superficialmente i semi lasciandoli visibili e sotterrando solo la radichetta in un vasetto pieno di terriccio umido, ricco e ben drenante.
-Sigillare il vaso con una busta di plastica e tenerlo sotto una lampada fluorescente.
-Una volta che è sviluppata completamente la prima coppia di foglioline, si può rimuovere la copertura.
-Aspettare almeno altri 3-4 mesi di sviluppo prima di trapiantare la pianta all’esterno.
-Necessita di un alto grado di umidità e buona esposizione solate.

Nell’Africa occidentale la corteccia di voacanga si usa da sempre come stimolante, afrodisiaco ed per migliorare le proprie abilità durante la caccia. Si dice infatti stimoli anche la concentrazione, la vigilanza e le capacità percettive in generale.
A dosaggi più alti viene impiegata dagli stregoni durante i rituali d’iniziazione e di guarigione per le sue proprietà allucinogene, purtroppo non si molto di queste pratiche che vengono da sempre tenute lontano dall’occhio degli stranieri. Nel Gabon viene anche fumata a scopo religioso e rituale.

Nella medicina tradizionale africana se ne prepara anche un decotto utile contro fatica, respiro corto, ernia, dolori mestruali, disturbi cardiaci e per ritardare i parti prematuri.
In Congo, Nigeria e Senegal il lattice fresco viene ancora oggi applicato su ferite, irritazioni, foruncoli, ascessi, infezioni micotiche, filariosi, eczema, edemi, lebbra e carie dentale. Si somministra localmente anche ai bambini come lozione anticonvulsivante. Ne preparano anche delle gocce intranasali in grado di combattere i sintomi dei disturbi mentali.
L’estratto acquoso viene assunto sotto forma di clistere come rimedio per la diarrea.

Il farmacognosista inglese Norman Grainger Bisset ha descritto i sintomi dell’ingestione di semi di voacanga: una stimolazione medio-alta che può durare anche diverse ore, a dosaggi alti riporta anche forti allucinazioni e potenti effetti depressivi sul CNS.

Il profilo dei semi è diverso dalle altre parti della pianta e più stabile. Contengono principalmente tabersonina, un alcaloide psicoattivo presente solo in questa parte della pianta e probabile responsabile della maggior parte degli effetti collaterali tipici delle dosi alte.
Ha una azione ipotensiva simile alla reserpina e può indurre abbassamento eccessivo della pressione, debolezza, mal di testa e nausea.

Nella corteccia di radice sono presenti ibogaina ed altri composti. Gli alcaloidi sono molto concentrati in questa parte della pianta, generalmente i dosaggi sono circa la metà rispetto ai semi e permettono l’assorbimento di dosaggi elevati con una minor incidenza di effetti collaterali periferici.
Anche gli effetti variano, sono meno impegnativi sul piano fisico e più stimolanti. C’è anche una modesta azione cardiotonica, in più ibogaina e derivati agiscono da antagonisti dei composti ipotensivi dando energia al trip e limitando gli effetti collaterali. Ci sono anche alcaloidi dall’azione spasmolitica e difficilmente insorgono disturbi gastrici.

Al solito la pianta non viene usata in medicina convenzionale nella sua forma naturale integrale, sebbene il miscuglio di alcaloidi sembra essere perfettamente calibrato per garantire i massimi effetti terapeutici ed i minimi rischi. La pianta è estremamente potente ma non seriamente tossica per via delle influenze reciproche fra le diverse azioni farmacologiche dei composti.
Dai semi viene estratta la tabersonina. Questa viene convertita in vincamina, un composto ampiamente diffuso in Europa per la cura delle malattie neurodegenerative e dei disturbi senili.
Se si vogliono utilizzare i semi a scopo ricreazionale, conviene mantenere alti i livelli di zucchero sanguigni ed assumere contemporaneamente qualcosa per combattere l’abbassamento di pressione (rosmarino, erba di capra, etc.).

La voacanga contiene circa lo 0.3-0.5% di alcaloidi totali nelle foglie, l’1,5% nei semi, il 4-5% nella corteccia, il 5-10% nella corteccia della sola radice.
I principali sono voacangina, voacamina, vobtusina, 18-oxovobtusina, deossivobtusina, amataina, ibogaina, akuammidina, tabersonina, dragamina, tabaernamontanina, coronaridina, ibogamina, Ibossigaina e voacristina.

La voacangina è il principale composto presente nella pianta (nei semi la tabersonina), ma tutti gli alcaloidi indolici contribuiscono nel creare il particolare effetto farmacologico e ricreazionale della pianta. Ha un’azione stimolante, antipiretica ed anestetica.
La tabersonina (principale alcaloide responsabile dell’effetto dei semi) ha un’azione ipotensiva.
La tabernaemontanina ha un’azione antitrombotica, nootropica ed antinfiammatoria: viene indicata per molti disturbi geriatrici.
La vobasina ha un’azione antinfiammatoria, analgesica, sedativa ed antipiretica.
L’ibogaina ha anzione stimolante, antipiretica ed ipertensiva.
La coronaridina ha un’azione stimolante, anestetica ed estrogenica.
La voacamina ha un’azione cardiostimolante simile alla digitale ma priva di tossicità più duratura e meno tendente alla tachicardia. L’overdose causa ipertensione e depressione del CNS.
La vobtusina è un depressore cardiaco, l’overdose può avere effetti convulsivanti.

Effetti stimolanti:
Kombian, Samuel B., et al. “Ibogaine and a total alkaloidal extract of Voacanga africana modulate neuronal excitability and synaptic transmission in the rat parabrachial nucleus in vitro.” Brain research bulletin 44.5 (1997): 603-610.
Effetti ipotensivi, simpaticolitici e cardiotonici:
Oliver-Bever, B. E. P. Medicinal plants in tropical West Africa. Cambridge university press, 1986.
Effetti analgesici:
Igbe, Ighodaro, and Tarimobowei Edike. “In vivo antinociceptive activity of the aqueous leaf extract of Voacanga africana Stapf (Apocynaceae) in mice.”
Effetti anticonvulsivanti e sedativi:
Bum, E. Ngo, et al. “Validation of anticonvulsant and sedative activity of six medicinal plants.” Epilepsy & Behavior 14.3 (2009): 454-458.
Effetti gastroprotettivi ed antistaminici:
Tan, P. V., and B. Nyasse. “Anti-ulcer compound from Voacanga africana with possible histamine H2 receptor blocking activity.” Phytomedicine 7.6 (2000): 509-515.
Effetti antiossidanti ed antinfiammatori:
Olaleye, S. B., et al. “Antioxidant and anti-inflammatory properties of a flavonoid fraction from the leaves of Voacanga africana.” Nigerian Journal of Physiological Sciences 19.1 (2004): 69-76.
Effetti neuroprotettivi:
Currais, Antonio, et al. “Screening and identification of neuroprotective compounds relevant to Alzheimer׳ s disease from medicinal plants of S. Tomé e Príncipe.” Journal of ethnopharmacology 155.1 (2014): 830-840.
Effetti antimicrobici:
Niu, Yifeng, et al. “Two new compounds with antimicrobial activities from the seeds of Voacanga africana.” Phytochemistry Letters 18 (2016): 208-212.
Effetti antitumorali e citotossici:
Chen, Hong-Mei, et al. “Cytotoxic monoterpenoid indole alkaloids isolated from the barks of Voacanga africana Staph.” Natural product research 30.10 (2016): 1144-1149.
L’assunzione di voacanga è controindicata in chi soffre di pressione bassa, patologie epatiche, diabete, disturbi gastrici o durante gravidanza ed allattamento.

L’interazione con MAO-I, antidepressivi e stimolanti è pericolosa.

Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e vomito.

L’overdose è pericolosa per l’evenienza di convulsioni, problemi di pressione sanguigna e disturbi respiratori.

Non sono conosciuti casi di dipendenza, danni permanenti o morte in letteratura scientifica relativi al consumo di questa pianta.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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