Mandragora (Mandragora Autumnalis) radice secca intera

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Una radice molto preziosa dall’aroma unico, la mandragora è stata protagonista di antichi rituali.

Contiene alcaloidi tropanici come le altre solanacee delirogene (belladonna, mandragora, giusquiamo, etc). E’ stato adoperata anche nella preparazione del leggendario “flying ointment”, l’unguento usato nei sabbath delle streghe per indurre trance e visioni.

E’ UNA SPECIE TOSSICA E PERICOLOSA, NON ADATTA AL CONSUMO UMANO. E’ DESTINATA SOLO A COLTIVAZIONE E CAMPIONATURA SCIENTIFICA.

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parte Radice Seme Bacca
condizione Secca Fresca
forma Intera Tritata In polvere Estratto alcolico Marmellata
quantita 10g 25g 50g 250g 50g di materia prima 100g di materia prima 250g di materia prima Circa 3 semi Circa 10 semi Circa 25 semi
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

E’ una pianta tossica, molto pericolosa per la sua variabilità nella concentrazione degli alcaloidi tropanici.

La radice intera è molto preziosa, viene venduta più che altro come rarità da esposizione.

I fiori sono rari ed aromatici, per niente tossici; le foglie sono molto deboli come tossicità; i semi sono intermedi; le radici sono la parte più ricca di alcaloidi.

Non è considerata una sostanza ricreazionale, in quanto l’effetto dei bassi dosaggi è semplicemente sedativo… quello degli alti di solito non gradevole per nessuno.

Gli effetti dei bassi dosaggi sono sedazione e sensazioni simili all’intossicazione alcolica, a dosaggi intermedi il soggetto si trova spesso in uno stato di confusione o stupore ma è ancora cosciente (anche solo a intervalli) della realtà circostante.

Gli alti dosaggi sono deliranti.

Il delirio è caratterizzato da irrequietezza, fastidio, brividi, tachicardia, febbre, gola secca, respiro corto, alterazione delle sensazioni tattili, alterazione del senso del gusto, sensazioni di caldo/freddo, allucinazioni indistinguibili dalla realtà, alterazione del flusso dei pensieri, disforia/euforia, manifestazioni psicotiche, sensazioni di allontanamento dal corpo, dalla realtà, ritorno al livello animale, ritorno al livello fetale.
C’è anche un alto rischio di danni permanenti, coma e morte.

La combustione elimina gran parte dei componenti attivi, non ci sono casi di intossicazioni significative dovute a fumare le parti secche della pianta.

Per molto tempo si è creduto erroneamente che parte della tossicità venisse perduta con la somministrazione esterna mediante unguenti, questa modalità è ancora più pericolosa per l’imprevedibilità dei tempi di assorbimento.

Le microdosi assunte prima di andare a dormire possono indurre effetti oneirogeni.

Medicina convenzionale
Le proprietà ansiolitiche, sedative, antiemetiche, analgesiche, antidepressive, antibatteriche ed antiossidanti della mandragora sono supportate dalla ricerca scientifica.

Contiene atropina e scopolamina, composti molto usati nelle medicina moderna.

Medicina alternativa
La mandragora è conosciuta in tutto il mondo per la sua tossicità, non si usa in fitoterapia moderna.

Nella medicina tradizionale è stata usata per insonnia, melanconia, follia, convulsioni, dolori reumatici, linfoma, come analgesico per l’anestesia e come afrodisiaco.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere la mandragora (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo di acqua (opzionale)distillata acida (1-2 cucchiai d’aceto/litro)
-Lasciare sobbollire appena fino a 1 ora per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere la mandragora (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 2 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Unguento
-Mettere la mandragora (opzionale)in polvere in una pentola ed incorporarlo tutto nel quantitativo più piccolo possibile di grasso (olio, burro, strutto, etc.).
-Scaldare a bagnomaria senza far bollire il grasso fino a 2 ore.
-Filtrare, rimettere sul fuoco ed aggiungere della cera d’api fino alla consistenza desiderata.

Descrizione
Ordine: Solanales
Famiglia: Solanaceae
Genere: Mandragora
Specie: M. autumnalis
Nativo: Medio Oriente
Plant Hardiness Zone: 6-9
La mandragora (Mandragora Autumnalis) è una pianta perenne dalla radice larga e ramificata, spesso simile ad una sagoma umana.
Lo stelo è difficilmente visibile, le foglie formano una rosa circolare che arriva fino a 60 cm di diametro.
Sviluppa dei fiori molto piccoli, composti da cinque petali viola lunghi fino a 40mm; produce delle bacche rotonde giallo-arancioni che contengono parecchi semi.
E’ in grado di perforare anche la roccia, l’estrazione della mandragora intatta è spesso una vera impresa.

Coltivazione
E’ una pianta estremamente robusta, ma molto difficile da far germinare:
-Mettere i semi in una busta sigillabile piena di sabbia umida e riporla in frigo per circa un mese.
-Piantare i semi in Primavera in un terreno molto drenante, fertile e leggero e mantenerlo umido fino alla germinazione.
-Non necessita di cure particolari, è in grado di perforare anche la roccia e di rigenerarsi anche da una piccola parte sana.

Nella Genesi xxx. 14. la mandragora è simbolo di fecondità ed è in grado di rimuovere la sterilità.
Pressi gli Anglosassoni aveva poteri magici contro le presenze demoniache e il suo odore le ripugnava, anche Apuleio nel suo “Herbarium” parla della possibilità di usarla in un esorcismo.

Lo studioso del XIII secolo Bartolomeo Anglico ne loda le proprietà anestetiche e sedative; in più descrive una precisa procedura d’estrazione: bisognava raccoglierla contro vento per evitare gli effluvi tossici mefitici e legare un cane alla radice, così da sacrificare lui in seguito all’urlo di dolore della mandragora.
Si pensava che la morte stessa piantasse questa pianta e che prosperasse vicino alle forche dei supplizi dove si nutriva di sangue e dolore.

In Europa le streghe preparavano il famoso “fliying ointment” per intraprendere viaggi astrali, lo applicavano internamente nelle mucose (anale e vaginale) mediante una bacchetta: da qui è nato il mito delle streghe a cavallo di scope volanti.

John Parkinson, farmacista del re inglese Giovanni I afferma che la radice della pianta fatta bollire per sei ore rende l’avorio malleabile come plastilina.

Gran parte del fascino e del mistero delle radici di mandragora è dovuto anche alle loro fattezze antropomorfe, nel medioevo venivano disegnate come figure maschili barbute o come fanciulle con un cespuglio al posto dei capelli.
Si credeva che portasse fortuna e prosperità: veniva venduta come amuleto a prezzi assurdi, i frutti sono considerati da sempre una rara prelibatezza.

Nella medicina tradizionale è stata usata per insonnia, melanconia, follia, convulsioni, dolori reumatici, linfoma, come analgesico per l’anestesia e come afrodisiaco.

La mandragora contiene atropina e scopolamina, composti altamente tossici sia a livello periferico che centrale.

Per molto tempo si è creduto erroneamente che parte della tossicità venisse perduta con la somministrazione esterna mediante unguenti, questa modalità è sconsigliata per l’imprevedibilità dei tempi di assorbimento.

I casi di overdose sono molti per via dell’alta varianza che intercorre fra i profili degli alcaloidi specifici di ciascuna pianta: risultano spesso in un delirio clinico che può durare fino a 3 giorni. In caso di overdose estrema si rischia la morte per arresto respiratorio o fallimento cardiaco.

La mandragora contiene molti alcaloidi tropanici: atropina, iosciamina, scopolamina, mandragorina, scopina, cuscoigrina, apoatropina, 3-alfa-tigloilossitropano, 3-alpha,6-beta-ditigloilossitropano e belladonnine.
Contiene anche sitosterolo e scopoletina.

L’effetto principale è dovuto alla combinazione di atropina, scopolamina e iosciamina.
Quest’ultima è un relativo dell’atropina e manifesta gli stessi effetti fisiologici: progressiva eccitazione mentale e sedazione fisica fino al deliro.
La scopolamina è sedante anche a livello ipnotico, di solito genera effetti periferici meno fastidiosi anche se la sua LD-50 è ancora più bassa.

Effetti antibatterici ed antiossidanti:
Jodallah, Noor Bashar Ehsan. Antioxidant and antimicrobial activity of Mandragora autumnalis Bertol extracts. Diss. Faculty of Graduate Studies Antioxidant and antimicrobial activity of Mandragora autumnalis Bertol extracts By Noor Bashar Ehsan Jodallah Supervisor Prof. Dr. Mohammed S. Ali-Shtayeh This Thesis is Submitted in Partial Fulfillment of the Requirements for the Degree of Master of Life Sciences (Biology), Faculty of Graduate Studies, An-Najah National University, 2013.
Effetti antidepressivi:
Furey, Maura L., and Wayne C. Drevets. “Antidepressant efficacy of the antimuscarinic drug scopolamine: a randomized, placebo-controlled clinical trial.” Archives of general psychiatry 63.10 (2006): 1121-1129.
Effetti ansiolitici:
Nelson, Paul S., et al. “Comparison of oral transmucosal fentanyl citrate and an oral solution of meperidine, diazepam, and atropine for premedication in children.” Anesthesiology 70.4 (1989): 616-621.
Effetti analgesici e sedativi:
Ghelardini, C., et al. “Investigation into atropine‐induced antinociception.” British journal of pharmacology 101.1 (1990): 49-54.
Effetti neuroprotettivi:
Dhote, Franck, et al. “Combinations of ketamine and atropine are neuroprotective and reduce neuroinflammation after a toxic status epilepticus in mice.” Toxicology and applied pharmacology 259.2 (2012): 195-209.

L’uso interno della mandragora (a parte i frutti) è controindicato in tutti; specialmente in chi soffre di disturbi cardiaci, glaucoma, coliti, ulcere, reflusso esofageo, disturbi respiratori, costipazione, disturbi urinari.

L’interazione coi MAO-I peggiora notevolmente la gravità dell’intossicazione.

Gli effetti collaterali più comuni sono bocca secca, visione offuscata, problemi respiratori, allucinazioni, tachicardia, febbre, debolezza, perdita dell’equilibrio e panico.

Con l’overdose c’è la possibilità di accusare danni permanenti e anche di morire.

 

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I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

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I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

 

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