Giusquiamo nero (Hyoscyamus niger) seme

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Diffuso nel medioevo come narcotico, anestetico e sudorifero, l’assunzione interna di questa pianta è stata abbandonata per l’alto rischio di tossicità.

Contiene alcaloidi tropanici, la concentrazione è molto variabile.

E’ UNA SPECIE TOSSICA E PERICOLOSA, NON ADATTA AL CONSUMO UMANO. E’ DESTINATA SOLO A COLTIVAZIONE E CAMPIONATURA SCIENTIFICA.

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forma Intero Estratto alcolico
quantita 10g 50g 250g 50g di materia prima 100g di materia prima 250g di materia prima
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Confronta

Descrizione prodotto

E’ una pianta tossica, molto pericolosa per la sua variabilità nella concentrazione degli alcaloidi tropanici.

E’ più potente del giusquiamo bianco, ha un contenuto di alcaloidi decisamente maggiore.

Medicina convenzionale
Le proprietà anestetiche [10], sedative [10], sonnifere [10], antidepressive [13], ansiolitiche [13], ipotensive [15], cardiodepressive [15], vasodilatatore [15], miorilassante [17], anticonvulsivante [18], neuroprotettive [19], MAO-inibitorie [20], antitumorali [21], antiossidanti [24], antivirali [25], antibatteriche [26], antimicotiche [28], antiparassitarie [30], erbicide [31] sono supportate dalla ricerca scientifica.

Atropina e scopolamina trovano largo impiego nella medicina moderna.

 

Medicina alternativa
Il giusquiamo è conosciuto in tutto il mondo per la sua tossicità, ormai si usa quasi esclusivamente in omeopatia per combattere spasmi, tosse, pelle sensibile, sovraeccitazione e problemi ossessivi del comportamento.

Un tempo veniva impiegato per il trattamento di insonnia, nervosismo, psicosi maniacale, malattie neurodegenerative, problemi ossei, reumatismo, mal di denti, asma, tosse, febbre, crampi, disturbi gastrici, nausea, cancro e parassitosi oltre che come anestetico.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere il giusquiamo (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo di acqua (opzionale)distillata acida (1-2 cucchiai d’aceto/litro)
-Lasciare sobbollire appena fino a 1 ora per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere il giusquiamo (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 2 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Unguento
-Mettere il giusquiamo (opzionale)in polvere in una pentola ed incorporarlo tutto nel quantitativo più piccolo possibile di grasso (olio, burro, strutto, etc.).
-Scaldare a bagnomaria senza far bollire il grasso fino a 2 ore.
-Filtrare, rimettere sul fuoco ed aggiungere della cera d’api fino alla consistenza desiderata.

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Solanales
Famiglia: Solanaceae
Genere: Hyoscyamus
Specie: H. albus
Nativo: Europa, Asia
Plant Hardiness Zone: 9-11
Il giusquiamo (Hyoscimanus niger) è una pianta da fiore annuale dotata di una larga radice ramificata e foglie alternate dai lobi irregolari.
Il fusto e le foglie sono ricoperti da una caratteristica peluria costituita dai tricomi, l’intera pianta emana un odore fetido.
Gli appariscenti fiori neri hanno sono di forma simile ad un imbuto e sono composti da 5 petali.
Cresce fino a 60cm d’altezza.

Coltivazione
E’ una pianta robusta, ma difficile da far germinare:
-Mettere i semi a mollo in acqua fredda fino a 2 settimane i frigo, cambiandola ogni giorno.
-Piantare i semi in un terreno sabbioso alcalino molto drenante a piena esposizione solare.
-Dovrebbero germinare in circa 9 giorni
-Teme molto l’accesso di umidità, i parassiti e i funghi; resiste alla siccità.

La storia del giusquiamo è molto antica: una lastra di argilal sumera datata 3000 a.C. ritrovata a Nagpur in India testimonia l’uso del giusquiamo insieme ad oppio, mandragora e molte altre piante [2].
Il famoso Papiro di Ebers risalente al 1500 a.c e ritrovato in Egitto include questa pianta fra la descrizione di varie erbe medicinali, si usava anche per preparare un tipo di birra molto intossicante.

Dioscoride scrisse della ricetta di un idromele fatto con i semi di giusquiamo e oppio, particolarmente gradita ai Celti e ai Germani che lodavano anche le proprietà divine della pianta. Lui la raccomanda come analgesico e sedativo. Plinio invece afferma che è dannosa quanto l’alcol per la mente.
I Greci consideravano la pianta sacra ad Apollo e sono in molti a credere che venisse usata nell’esercizio delle funzioni dell’oracolo di Delfi, dove la profetessa entrava in una stato estatico.

Polline e semi di giusquiamo sono stati rinvenuti nel complesso cerimoniale di Balfarg e Balbirnie in Scozia, questo spinse Richards ad ipotizzare che potesse essere usata come narcotico nel Neolitico scozzese [3].
Dei semi di giusquiamo nero sono stati scoperti nella tomba vichinga vicino Fyrkat in Danimarca. Questa ed altre evidenze archeologiche lasciano supporre che la pianta venisse impiegata dai Vichinghi, alcuni autori hanno ipotizzato potesse avere un ruolo nello stimolare la rabbia dei berserkers [4].

I semi venivano bruciati nel medioevo come afrodisiaci e veniva spesso associato con timore alla magie nera.
Le streghe preparavano il famoso “fliying ointment” per intraprendere viaggi astrali, lo applicavano internamente nelle mucose (anale e vaginale) mediante una bacchetta: da qui è nato il mito delle streghe a cavallo di scope volanti.
Il famoso vescovo ed intellettuale tedesco Alberto Magno scrisse che  il giusquiamo fosse stato usato dai negromanti per invocare gli spiriti di morti e demoni.
Veniva anche associato alle condizioni atmosferiche: in caso di siccità si inumidiva il gambo di giusquiamo in una sorgente così che il cielo bagnasse la terra arida [5].

La pianta potrebbe essere l’hebenon, il veleno descritto da Shakespeare nell’Amleto [6].

Vanta una lunga tradizione nella medicina tradizionale cinese: viene menzionato nel Libro di Shennong come rimedio per spasmi, dolore, asma, tosse, nervosismo e psicosi maniaco-depressiva [7].

Nella medicina tradizionale tibetana i semi vengono impiegati come antielmintici, antinfiammatori, antitumorali ed antipiretici [8].

Si usava per produrre la birra tradizionale tedesca, si dice che la famosa birra Pilserner derivi il suo nome dalla parola “bisen”: il termine tedesco per identificare il giusquiamo.
L’intossicazione che induceva non era semplicemente il risultato dell’alcol e molti incidenti portarono al bando di questa pratica nel 1516 [9].

DELIROGENO
Gli effetti dei bassi dosaggi del giusquiamo sul CNS sono sedazione e sensazioni simili all’intossicazione alcolica, a dosaggi intermedi il soggetto si trova spesso in uno stato di confusione o stupore ma è ancora cosciente (anche solo a intervalli) della realtà circostante.
Gli alti dosaggi sono deliranti.
Il delirio è caratterizzato da irrequietezza, fastidio, brividi, tachicardia, febbre, gola secca, respiro corto, alterazione delle sensazioni tattili, alterazione del senso del gusto, sensazioni di caldo/freddo, allucinazioni indistinguibili dalla realtà, alterazione del flusso dei pensieri, disforia/euforia, manifestazioni psicotiche, sensazioni di allontanamento dal corpo, dalla realtà, ritorno al livello animale, ritorno al livello fetale.
L’overdose estrema induce coma e morte per arresto respiratorio.

ANESTETICO, SEDATIVO, SONNIFERO
Le sue proprietà anestetiche, sedative e sonnifere sono documentate fin dall’antichità e dipendono dall’alto contenuto di alcaloidi tropanici come atropina e scopolamina [10].
La tintura di giusquiamo è stata ampiamente utilizzata come antipsicotico nei disturbi caratterizzati da eccitabilità maniacale fino alla prima metà del 1800 spesso in combinazione con l’oppio [11].
Ancora oggi l’atropina viene ampiamente utilizzata come agente preanestetico, oltre che come sedativo per gli animali.
Un veterinario inglese ha addormentato un cane ferito con un estratto di giusquiamo. Dai suoi esperimenti ha notato che la pianta assomiglia alla belladonna nella sua azione ma paralizza in maniera più marcata il cervello ed i centri nervosi con azione ridotta sul simpatico, le pupille, le fibre muscolari e le secrezioni corporee [12].

ANTIDEPRESSIVO, ANSIOLITICO
Un estratto etanolico di giusquiamo nero ha mostrato significativi effetti antidepressivi nei modelli animali, agli alti dosaggi ha espresso anche una buona azione ansiolitica [13].

Antinfiammatorio, analgesico, antipiretico
Il decotto di semi di giusquiamo ha espresso effetti analgesici ed antinfiammatori nei modelli animali.
Un estratto metanolico ha incrementato i tempi di reazione al dolore termico riducendo il contorcimento nelle cavie attraverso un meccanismo misto periferico e centrale.
In più ha inibito in maniera significativa l’edema alle zampe indotto dalla carragenina, la cleomiscosina A, un cumarino-lignoide, sembra il principale composto antinfiammatorio.
Alla dose di 800 mg/kg ha mostrato anche una marcata azione antipiretica [14].

IPOTENSIVO, CARDIODEPRESSIVO, VASODILATORE
Estratti metanoloci a base di semi di giusquiamo nero hanno ridotto la pressione arteriosa dei ratti sotto anestesia in maniera dose dipendente attraverso un azione combinata ipotensiva, cardiodepressiva e vasodilatante.
L’effetto sui vasi è endotelio-indipendente, si ipotizza sia mediato dall’inibizione dell’afflusso e del rilascio del calcio [15].

Una formulazione registrata col nome di Cardiodoron contenente Primula officinalis, Onopordon acanthium e Hyoscyamus niger viene prescritta per il trattamento di insufficienza cardiaca, aritmia ed ipertensione.
Dai test si è visto che equilibrasse la frequenza cardiaca media notturna (HRn) incrementandola nei soggetti in difetto ed abbassandola nei casi di eccesso [16].

MIORILASSANTE, ANTICONVULSIVANTE
Il giusquiamo inibisce le contrazioni della muscolatura liscia attraverso un’azione combinata anticolinergica e calcio antagonista.
La concentrazione di droga necessaria risulta notevolmente ridotta nella trachea e nella vescica, supportando la tradizionale applicazione nei confronti di vescica iperattiva, disturbi respiratori e gastrointestinali [17].

Un estratto metanolico ha manifestato una significativa attività anticonvulsivante nei topi ritardando l’onset della convulsioni indotte dalla picrotossina [18].

NEUROPROTETTIVO, MAO-INIBITORE
Nei topi con status epilepticus (SE) severo da soman la combinazione di atropina solfato e ketamina ha dimostrato importanti effetti neuroprotettivi sopprimendo completamente l’infiltrazione dei granulociti neutrofili e parzialmente l’attivazione gliale.
Inoltre ha ridotto l’aumento dei livelli di mRNA e le relative proteine proinfiammatorie indotto dall’avvelenamento [19].

Un estratto idrometanolico di seme di giusquiamo nero ha attenuato disabilità motorie e perdita di dopamina striatale nel modello animale di Parkinson da MPTP.
L’azione sembra mediata dall’inibizione dell’enzima monoammina ossidasi (MAO) e radicale ossidrile (OH) indotto da MMP+ nei mitocondri [20].

ANTITUMORALE
Diversi estratti hanno mostrato un azione antiproliferativa nei confronti del cancro ai polmoni a diverse concentrazioni [21].
Lo hyosciamoside E isolato dai semi di giusquiamo ha mostrato un azione citotossica nei confronti delle cellule tumorali dei polmoni H460 con un valore IC50 di μg/mL [22].
Grossamige, cannabisina G e cannabisina D hanno dimostrato moderate proprietà citotossiche nei confronti delle cellule del cancro alla prostata LNCaP [23].

ANTIOSSIDANTE
Il giusquiamo nero ha mostrato un azione antiossidante dipendente dalla concentrazione dei composti fenolici principali (acido clorogenico, rutina, quercetina) [24].

ANTIVIRALE
Estratti a base di giusquiamo hanno mostrato significative proprietà antivirali nei confronti del virus dell’influenza e hanno alleviato i sintomi della malattia.
La pianta agisce come un broncodilatatore ed un inibitore dei canali del calcio rallentando la diffusione dell’infezione [25].

ANTIBATTERICO
Estratti metanolici di semi di giusquiamo nero sono attivi nei confronti dei patogeni implicati nello sviluppo di infezioni urinarie complicate, in particolar modo nei confronti di Enterococcus faecalis, Klebsiella pneumoniae e Candida albicans [26].
In un altra ricerca ha dimostrato forti proprietà antibatteriche contro Bacillus subtilis ATCC 6633, Bacillus cereus ATCC 7064, Staphylococcus aureus ATCC 6538P, Escherichia coli ATCC 10538, Proteus vulgaris ATCC 6899, Salmonella typhimurium superando anche gli antibiotici di riferimento penicillina e tobramicina [27].

ANTIMICOTICO
Estratti metanolici di semi hanno mostrato forti proprietà antimicotiche nei confronti di diverse specie di Candida (C. albicans ATCC 10231, C. tropicalis ATCC 13808, C. guilliermondii ATCC 6260, C. krusei ATCC 20298, C. glabrata ATCC 2001 e C. parapsilosis ATCC 22019) e due di Cryptococcus (C. neoformans ATCC 90112 and C. laurentii ATCC 34142) con valori MIC di 15 µg/mL [28].

I glicosidi steroidali isolati dai semi della pianta sono attivi nei confronti dei dermatofiti e potrebbero avere potenziali applicazioni nel trattamento della dermatofitosi [29].

ANTIPARASSITARIO
Gli alcaloidi dei semi danneggiano le larve di Lucilia sericata infatti viene impiegati nella medicina popolare Turca per il trattamento della miasi cutanee [30].

ERBICIDA
I lignamidi estratti dai semi di giusquiamo nero hanno inibito la germinazione e l’elongazione radicale dei bulbi di Allium fistulosum alla concentrazione di 10–4 M [31].

Il giusquiamo nero contiene:

-alcaloidi tropanici: iosciamina, apoioscina, scopolamina, skimmianina, apoatropina, belladonnina, tropina, cuscoigrina, anisodamina;

-glicosidi steroidali: iosciamosidi;

-lignanamidi: cis-cannabisin E, cannabisin E, cannabisin D, cannabisin K, cannabisin L, elitropamide, grossamide, iosciamide;

-cumarine: cleomiscosina A lignani, cumarinolignani, withanolidi, lignanamidi (cannabisina G e D), gliceridi, saponine, flavonoidi (grossamide) e glicosidi.

-lignani: iosciamal, balanofonina;

-flavonoidi: pongamoside C, pongamoside D

-saponine.

Il contenuto di atropina nei semi si aggira intorno allo 0,4%.

L’effetto principale sul CNS è dovuto alla combinazione di atropina, scopolamina e iosciamina.

1)Adekomi, D. A., et al. “Exposure to smoke extract of Datura stramonium leaf: Some of its effects on the heart, liver, lungs, kidneys and testes of male Sprague Dawley rats.” Journal of pharmacognosy and phytotherapy 3.5 (2011): 67-75.

2)Kelly K. History of medicine. New York: Facts on file; 2009

3)Richards, C. “Contextual analysis of the Grooved Ware at Balfarg.” Proceedings of the Society of Antiquaries of Scotland. Vol. 123. 1993.

4)Fatur, Karsten. “Sagas of the Solanaceae: Speculative ethnobotanical perspectives on the Norse berserkers.” Journal of ethnopharmacology 244 (2019): 112151.

5)Rätsch, Christian. The encyclopedia of psychoactive plants: ethnopharmacology and its applications. Simon and Schuster, 2005.

6)Georgieff, Dimitar. (2018). Shakespeare’s hapax for the plant hebenon in the play Hamlet.

7)China Pharmacopoeia Committee. “Pharmacopoeia of the People’s Republic of China 2010.” Chinese medical science and technology press, Beijing, China (2010): 63-127.

8)Tsarong, Tsewang Jigme. Tibetan medicinal plants. New Delhi:: Tibetan Medical Publications, 1994.

9)Rabin, Dan, and Carl Forget. Dictionary of beer and brewing. Routledge, 2014.

10)TALLMADGE, G. KASTEN. “Some anesthetics of antiquity.” Journal of the history of medicine and allied sciences 1.4 (1946): 515-520.

11)Campbell, John A. “On the Relative Efficacy of Tincture of Hyoscyamus, Bromide of Potassium, and Chloral, in Single Doses, on Maniacal Excitement.” Journal of Mental Science 17.80 (1872): 519-525.

12)Mahon, Fred C. “Notes on Indian Hemp, Cannabis Indica, and Henbane (Hyoscyamus) in Canine and other Practice.” The Veterinary Journal (1900) 72.11 (1916): 347-351.

13)Patil, Amit D., Atul Y. Patil, and Amol A. Raje. “Antidepressant like property of Hyoscyamus niger Linn. in mouse model of depression.” Innovations in Pharmaceuticals and Pharmacotherapy 1.2 (2013): 60-69.

14)Begum, Sajeli, et al. “Study of anti-inflammatory, analgesic and antipyretic activities of seeds of Hyoscyamus niger and isolation of a new coumarinolignan.” Fitoterapia 81.3 (2010): 178-184.

15)Khan, A. U., and A. H. Gilani. “Cardiovascular inhibitory effects of Hyoscyamus niger.” Methods and findings in experimental and clinical pharmacology 30.4 (2008): 295-300.

16)Mariani, E., et al. “Integrated treatment of cardiovascular common pathologies with conventional pharmacological therapy integrated with a typical remedy of anthroposophic medicine, Cardiodoron (Onopordon/Primula comp).” European Journal of Integrative Medicine 1.4 (2009): 230.

17)Gilani, Anwarul Hassan, et al. “Gastrointestinal, selective airways and urinary bladder relaxant effects of Hyoscyamus niger are mediated through dual blockade of muscarinic receptors and Ca2+ channels.” Fundamental & clinical pharmacology 22.1 (2008): 87-99.

18)Eimani, Heidari Mahmoud Reza Vafazadeh Jalal, and Golnaz Vahedian Mehrdad. “The Effect of Methanolic Extract of Hyoscyamus Niger L. on Seizure Induced by Picrotoxin In Mice.” 第十五届国际药理学大会论文集 (2006).

19)Dhote, Franck, et al. “Combinations of ketamine and atropine are neuroprotective and reduce neuroinflammation after a toxic status epilepticus in mice.” Toxicology and applied pharmacology 259.2 (2012): 195-209.

20)Sengupta, T., et al. “Antiparkinsonian effects of aqueous methanolic extract of Hyoscyamus niger seeds result from its monoamine oxidase inhibitory and hydroxyl radical scavenging potency.” Neurochemical research 36.1 (2011): 177-186.

21)Qian-you, S. H. I., and B. I. Qian-nan. “Hyoscyamus niger L. inhibition on tumer.” Liaoning Journal of Traditional Chinese Medicine 37.5 (2010): 895-896.

22)Zhang, Wenna, et al. “A new steroidal glycoside from the seeds of Hyoscyamus niger.” Natural product research 27.21 (2013): 1971-1974.

23)Ma, Cui-Ying, Wing Keung Liu, and Chun-Tao Che. “Lignanamides and Nonalkaloidal Components of Hyoscyamus n iger Seeds.” Journal of natural products 65.2 (2002): 206-209.

24)Jassbi, A. R., et al. “HPLC-DAD-ESIMS analyses of Hyoscyamus niger and H. reticulatus for their antioxidant constituents.” Austin Chromatography 1.5 (2014).

25)Rajbhandari, M., et al. “Antiviral activity of some plants used in Nepalese traditional medicine.” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 6.4 (2009): 517-522.

26)Dulger, Gorkem, and Basaran Dulger. “Antimicrobial activity of the seeds of Hyoscyamus niger L.(Henbane) on microorganisms isolated from urinary tract infections.” J Med Plants Studies 3.5 (2015): 92-95.

27)Dulger, Basaran, Beyza S. Goncu, and Fahrettin Gucin. “Antibacterial activity of the seeds of Hyoscyamus niger L.(Henbane).” Asian Journal of Chemistry 22.9 (2010): 6879.

28)Dulger, B., Hacioglu, N., Goncu, B. S., & Gucin, F. (2010). Antifungal activity of seeds of Hyoscyamus niger L.(Henbane) against some clinically relevant fungal pathogens. Asian Journal of Chemistry, 22(8), 6321.

29)Chintea, Pavel, et al. “Steroidal glycosides from the seeds of Hyoscyamus niger L. and their antifungal activity.” Chemistry Journal of Moldova 2.1 (2007): 108-113.

30)Küpeli Akkol, E., Ilhan, M., Kozan, E., Gürağaç Dereli, F. T., Sak, M., & Sobarzo-Sánchez, E. (2020). Insecticidal Activity of Hyoscyamus niger L. on Lucilia sericata Causing Myiasis. Plants, 9(5), 655.

31)Zhang, Wen-Na, Jian-Guang Luo, and Ling-Yi Kong. “Phytotoxicity of lignanamides isolated from the seeds of Hyoscyamus niger.” Journal of agricultural and food chemistry 60.7 (2012): 1682-1687.

L’uso interno del giusquiamo è controindicato in tutti, specialmente in chi soffre di disturbi cardiaci, glaucoma, coliti, ulcere, reflusso esofageo, disturbi respiratori, costipazione, disturbi urinari.

L’interazione con i MAO-I peggiora notevolmente la gravità dell’intossicazione.

Gli effetti collaterali più comuni sono bocca secca, visione offuscata, problemi respiratori, allucinazioni, tachicardia, febbre, debolezza, perdita dell’equilibrio e panico.

Con l’overdose c’è la possibilità di accusare danni permanenti e anche di morire.

 

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