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In Brasile sia l’Erythrina verna che la velutina vengono chiamate mulungu ed utilizzate con gli stessi impieghi, una volta raccolta ed essiccata la corteccia è indistinguibile e neanche noi sappiamo con certezza quale sia delle due specie. Spesso anche altre specie più economiche e produttive come la fusca vengono spacciate per mulungu.

La pianta contiene alcaloidi in tutte le sue parti, gli estratti e i composti isolati hanno dimostrato importanti effetti ansiolitici e depressivi che ne supportano l’applicazione tradizionale.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO A COLTIVAZIONE E CAMPIONATURA BOTANICA.

Svuota
1.90
parte Corteccia Seme
forma Intera Tritata In polvere Estratto alcolico
quantita 50g 250g 50g di materia prima 100g di materia prima 250g di materia prima 1 seme 2 semi
Azzera selezione
Confronta

Descrizione

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO NELLA MEDICINA POPOLARE BRASILIANA (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: corteccia

-ingerita\ 2-5g
-decotta\ 5-20g
-tintura 1:1\ 4-10ml
-fumata o vaporizzata (175-200C°)\ 

La corteccia di mulungu produce un marcato effetto sedativo ed ansiolitico.

Medicina convenzionale
Le proprietà gabaergiche [10], ansiolitiche [12], sedative [15], sonnifere [15], anticolinergiche [7], miorilassanti [18], tranquillanti [20], antiadditive [22], antipsicotiche [23], analgesiche [24], oppioidi [25], antinfiammatorie [26], antiallergiche [27], immunomodulanti [28], gastroprotettive [32], anticoagulanti [33], adrenergiche [34], cardiostimolanti [34], ipotensive [35], anticolinesterasiche [36], MAO-inibitorie [37], neuroprotettive [39], antiossidanti [40], antitumorali [42], genoprotettive [45], antivirali [46], antibatteriche [48], antimicotiche [50], pesticide [51] del mulungu e dei suoi fitocostituenti sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non è conosciuto in medicina convenzionale.

 

Medicina alternativa
Viene usato in Brasile per il trattamento di ansia, nervosismo, insonnia, epilessia, isteria, algie, ernia,  emorragie, dismennorea, mal di stomaco, ipertensione, disturbi infiammatori, tossicodipedenza, disturbi compulsivi, tosse nervosa, asma, bronchite, gengivite, epatite, febbre intermittente, ostruzioni epatiche, nevrastenia, sepsi e palpitazioni cardiache.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere il mulungu (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo di acqua (opzionale)distillata acida (1-2 cucchiai d’aceto/litro)
-Lasciare sobbollire appena fino a 30m per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere il mulungu (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 3 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Il genere Erythrina comprende circa 115 specie distribuite tra Neotropici, Sud Africa, Himalaya e la parte più meridionale degli Stati Uniti.
Sviluppano tutte delle profonde radici girevoli che permettono una rapida crescita, sono organismi pionieri per la successione ecologica in grado di sopravvivere in ambienti poveri promuovendo la formazione dell’humus per le specie più esigenti. Inoltre contribuiscono all’azotofissazione rendendo disponibile l’azoto ammonico (NH3) per le piante vicine [1].
Da citare il caso dell’Erythrina poeppigiana, largamente utilizzata come cultura da ombra per le piantagioni di cacao, che ha anche dimostrato di migliorare la qualità del terreno e della microfauna circostante [2].

Descrizione
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae
Genere: Erythrina
Specie: E. verna o velutina
Nativo: Brasile
Col nome comune mulungu viene indicata sia l’Erythrina verna che la velutina, due specie molto simili impossibili da identificare soltanto dalla corteccia essiccata.  Sono entrambi alberi molto ramificati che raggiungono i 14m d’altezza.
Producono molti fiori appariscenti di colore rossastro che vengono impollinati dai colibrì.
I frutti sono baccelli pieni di semi neri e rossi.

Coltivazione
E’ una pianta tropicale, ma non difficile da coltivare:
-Mettere i semi a mollo in acqua calda ma non bollente in un recipiente isolato ermeticamente e lasciare a mollo 24 ore cambiando l’acqua quando diventa fredda.
-Una volta che i semi sono gonfi e idratati piantarli in un terreno molto drenante a circa 4cm di profondità in piena esposizione solare
-Non teme la siccità, teme l’eccesso di acqua e nutrimenti
-Cresce molto lentamente, conviene potarlo abitualmente per evitare che con la crescita si spezzino le estremità di alcuni rami.

In Brasile la corteccia di mulugu viene ampiamente impiegata sotto forma di decotto, tintura alcolica o anche semplicemente polverizzato come tranquillante, sedativo, sonnifero, analgesico ed antinfiammatorio naturale [3]. Insieme al frutto viene indicata nel trattamento di tosse, eccesso di muco, vermi ed emorroidi [4].
Nella comunità rurale di Laginhas vicino a Rio Grande do Norte nella regione a Nordest consumano un infuso per lenire il mal di denti [5].
Un decotto a base di corteccia di Erythrina viene consumato dai Tanaca in Bolivia, da Cabecar e  Guaymi in America Centrale e Perù per curare emorragie, dismennorea, oltre che come purgante [6].
Viene usato anche come stimolante della produzione del latte, purgante, insetticida e veleno per pesci.

GABAERGICO,  ANSIOLITICO
I dati ottenuti sui segmenti terminali dell’ileo dei porcellini d’India suggeriscono che l’estratto di foglie di Erythrina velutina si comporti come agonista del recettore GABA-A [7].
Un estratto etanolico ha incrementato i livelli di taurina e GABA contrastando contemporaneamente l’aumento degli amminoacidi accitatori nel modello animale da ischemia cerebrale acuta [8].
Un estratto di fiori di mulungu e due alcaloidi isolati, eritravina e 11′α-idrossieritravina, hanno espresso effetti ansiolitici comparabili al diazepam nel test di transizione luce-buio [9].
Per via del simile profilo farmacologico è stato ipotizzato che gli alcaloidi potessero agire sui recettori delle benzodiazepine [10], ma la mancanza di disturbi motori nei test comportamentali fa pensare che agisca direttamente sulla trasmissione GABAergica e non come agonista benzodiazepinico.

A supporto di ciò l’erisotrina isolata dai fiori di Erythrina verna ha ridotto i livelli d’ansia senza alterare la ricaptazione del GABA e del gluttammato e il loro sistema di legame risultando in effetti ansiolitici [11].
Anche gli altri alcaloidi, come eritravina, eritralina, etc. hanno dimostrato porprietà ansiolitiche nei modelli animali, ma l’efficacia degli estratti crudi è risultata superiore e si pensa che ci sia una certa sinergia tra i fitocostituenti [12].

In uno studio randomizzato a doppio cieco su 30 pazienti sani 2 capsule da 250mg a base di mulungu (Mulungu Matusa®) hanno ridotto l’ansia durante la procedura d’estrazione del dente del giudizio senza alterare i parametri fisiologici [13].

SEROTONINERGICO
La diidro-β-eritroidina isolata da altre specie di Erythrina agisce come antagonista dei recettori 5HT3 della serotonina, se fosse presente nel mulungu il meccanismo potrebbe contribuire all’azione ansiolitica della pianta [14].

SEDATIVO, SONNIFERO
Un estratto idroalcolico di corteccia di mulungu ha ridotto l’attività generale e incrementato la durata del sonno dei topi femmina in gestazione [15].
Eritravina e 11′α-idrossieritravina hanno diminuito i parametri esploratori delle cavie [16].
L’ipaporina isolata dall’Erythrina velutina ha incrementato il sonno non-REM (NREM) del 30% durante la prima ora di somministrazione [17].

ANTICOLINERGICO, MIORILASSANTE, TRANQUILLANTE
Un estratto di foglie di Erythrina velutina ha prodotto una risposta contrattile nell’ileo isolato delle cavie in maniera concentrazione dipedente che si ipotizza sia mediata principalmente dal rilascio di acetilcolina, inoltre si è comportato come un agonista muscarico [7].
Eritravina e 11á-idrossieritravina sono potenti inibitori dei recettori nicotinici, in particolar modo quelli di sottotipo α4β2 (IC50 = 13nM e 4nM), ed agiscono come bloccanti neuromuscolari.
L’eritralina, eritratina ed eritramina hanno mostrato un effetto curaro-simile iniettate nelle rane intralinfaticamente sopra i 100mg/kg [18]. Il più potente antagonista nicotinico è la diidro-β-eritroidina che ha un valore IC50 di 0.11µM sui α4β2 [19].
Il sistema nicotinico è connesso con il GABA che regola il rilascio dell’acetilcolina striatale, si ipotizza che questo meccanismo sia coinvolto nell’effetto tranquillante notato nei test comportamentali sulle cavie [20].

I test sull’azione curarica degli alcaloidi sono stati effettuati tutti su modelli sperimentali lontali dalla tradizionale assunzione orale del decotto di corteccia, per questo non ci sono casi di paralisi o altri sintomi anticolinergici evidenti documentati in letteratura nonostante l’ampio utilizzo.
Al di là della maggiore concentrazione di metaboliti secondari, i semi sono molto più pericolosi per la presenza di una seconda frazione oltre quella classica alcaloidale composta da alcaloidi combinati, erisotiopina e erisotiovina, che hanno un azione paralizzante di circa 10 volte più potente dell’eritralina, il principale alcaloide presente nella corteccia di mulungu.
A conferma di ciò la rimozione totale degli alcaloidi liberi da un estratto di sementi secche non ne ha ridotto la potenza in maniera significativa. In base alla dose questi potenti antagonisti, che sono i costituenti principali dei semi, hanno mostrato un effetto non reversibile e letale sulle cavie [21].

ANTIADDITIVO
Studi comparativi in-silico hanno evidenziato la forte affinità dell’eritrinina ed altri alcaloidi eritrinici per il recettore nicotinico α4β2 in comune con la citisina, come quest’ultima potrebbero aiutare a controllare la dipendenza da tabacco e nicotina [22].
Esperimenti personali suggeriscono che alteri anche l’apprezzamento dell’atto, rendendo aroma ed inspirazione quasi nauseanti.

ANTIPSICOTICO
Un estratto standardizzato a base di fogliame di Erythrina velutina ha contrastato le alterazioni comportamentali nel modello animale di schizofrenia da ketamina riducendo lo stress ossidativo indotto dalle somministrazioni ripetute [23].

OPPIOIDE, ANALGESICO
Estratti idroalcolici a base di corteccia di Erythrina velutina e verna somministrati nei topi per via intraperitoneale hanno ridotto il dolore indotto dalla formalina indipendente dal noloxone [24], in contrasto con uno studio successivo in cui un estratto di foglie ha mostrato proprietà oppioidi [25].

ANTINFIAMMATORIO, ANTIALLERGICO, IMMUNOMODULANTE, GASTROPROTETTIVO, ANTICOAGULANTE
Erythrina mulungu e velutina hanno mostrato notevoli effetti antinfiammatori: mentre il secondo modula principalmente i processi che coinvolgono le cellule mastocitarie, il primo dipende in primo luogo dai linfociti polimorfonucleati [26].
Un estratto etanolico a base di fiori ha ridotto i livelli di leucociti, eusinofili, linfociti, IL-4 e IL-5 incrementando quelli di IL-13 and INF-γ dei topi asmatici. Inoltre ha attenuato l’iperreattività bronchiale e l’infiltrato infiammatorio [27].

L’eritralina, il principale alcaloide della corteccia di Erythrina verna, sembra inibire l’attività chinasica della proteina TAK1 sopprimendo la produzione di ossido nitrico (NO) e l’espressione dell’ossido nitrico sintasi (iNOS) [28].
La sigmoidina A isolata dall’altra specie è un inibitore selettivo della 5-lipossigenasi che non altera l’attività della ciclossigenasi, ha dimostrato un alto potenziale antinfiammatorio sui topi [29].
Anche il lupenil acetato riduce l’infiammazione modulando la sintesi di TNF-α, IL-2 e IL-10 [30], ha sottoregolato le cellule iNOS nei modelli animali [31].
Due proteine isolate dai semi, PIAT e PIAQ, hanno inibito tripsina, chimotripsina e l’attività dell’enzima elastasi neutrofila nel modello animale da etanolo suggerendo potenziali applicazioni nella prevenzione dell’ulcera gastrica [32].
Un altra proteina, EvCl, ha inibito elastasi neutrofila e migrazione dei leucociti nei topi settici, si ipotizza possa avere un certo potenziale nel trattamento di coagulazione intravascolare disseminata (CID) ed altri disturbi infiammatori [33].

CARDIOSTIMOLANTE, ADRENERGICO, IPOTENSIVO
La frazione di acetato di etile ottenuta dalla foglie di Erythrina velutina ha incrementato la forza contrattile del muscolo cardiaco incrementando la corrente del canale del calcio di tipo L ed attivando la trasmissione adrenergica [34].
L’iniezione di eritramina ed eritralina nei gatti ha mostrato un azione ipotensiva breve similmente alla eritroidina, l’azione sul sistema cardiovascolare degli alcaloidi combinati e i derivati ottenuti dai semi è risultata molto più potente [35].

ANTICOLINESTERASICO, MAO-INIBITORE, NEUROPROTETTIVO, ANTIOSSIDANTE
Test in- ed ex-vivo hanno dimostrato le proprietà inibitorie dell’estratto acquoso di foglie di Erythrina velutina su acetil e butirilcolinesterasi [36].
Eritralina, 8-osso-eritralina ed erisodina sono inibitori selettivi del MAO-B e potrebbero avere potenziali applicazioni nel trattamento di Parkinson ed Alzheimer [37].
L’ipaporina isolata dai semi ha mostrato di sopprimere l’attività dell’acetilcolinesterasi selettivamente nella sola regione cerebellare [38].

Nel modello animale di ischemia cerebrale transitoria da occlusione della carotide un estratto etanolico ha protetto il cervello riducendo attenuando l’innalzamento degli amminoacidi eccitatori [39].
I flavonoidi estratti dalla pianta hanno ridotto la perossidazione lipidica stimolando invece l’attività della catalasi nella corteccia prefrontale e nucleo striato, senza alterazioni nell’ippocampo [40].

ANTITUMORALE
Eritralina ed 8-osso-eritralina hanno mostrato una debole citotossicità per le cellule del carcinoma epatocellulare (Hep-G2) e cervicale (HEP-2) [41].
Eritralina, erisodina, erisovina hanno mostrato significativi effetti citotossici e buona sinergia in combinazione col ligando correlato al fattore di necrosi tumorale (TRAIL); 8-osso-eritralina, erisotrina e glicoerisodina non sono risultate tossiche sulle cellule ma hanno potenziato specificatamente l’azione del TRAIL [42].
Le lectine estratte dai semi di Erythrina velutina si legano ai linfomi primari del sistema nervoso centrale configurandosi come potenziali marcatori prognostici [43].
Un inibitore della chimotripsina, EvCl, ha dimostrato un effetto antiproliferativo selettivo per le cellule dell’epatocarcinoma umano HepG2 con un valore IC pari a 0.5 μg/ml [44].

GENOPROTETTIVO
Un estratto acquoso a base di fogliame di Erythrina velutina ha agito come un agente desmutagenico proteggendo il DNA della cipolla dalla tossicità del metil metansolfonato (MMS) [45].

ANTIVIRALE
La sigmoidina C, un flavanone isolato dall’Erythrina velutina, ha dimostrato la più alta affinità per 3CLpro, la proteasi principale del coronavirus SARS-CoV-2, rispetto ai 19 composti naturali testati in uno studio in-silico. Si è dimostrata attiva anche sulla PLpro, altri due fitocostituenti, abssinina e lupenil acetato, hanno mostrato pure un buon potenziale inibitorio su questi enzimi [46].
Sempre quest’ultimo triterpenoide ha contrastato la replicazione del virus della Dengue [47].

ANTIBATTERICO
Un estratto metanolico di corteccia di Eryhtrina velutina è risultato attivo su Staphylococcus aureus e pyogenes [48].
La sigmoidina A ha dimostrato una certa attivatà contro Staphylococcus aureus, BaciIIus subtilis e Trichophyton mentagrophytes [49].

ANTIMICOTICO
L’erisovina si è dimostrata più efficace del dimetilsolfossido nell’inibire lo sviluppo del micelio di Alternaría solani, Trichoderma harzianum e Penicillium sp. [50].

PESTICIDA
La vicilina legante chitina estratta dai semi di Erythrina velutina è il primo bioinsetticida proteico efficace nel controllo della mosca mediterranea della frutta (Ceratis capitata) [51]. In altri lavori è risultata attiva anche sui parassiti dei fagioli Callosobruchus maculatus e Zabrotes subfasciatus [52].

TOSSICITA’
Al di là dell’attività paralizzante dei semi e dei rischi di adulterazione con altre specie Erythrina, il mulungu ha dimostrato un alto profilo di sicurezza specialmente relativamente a foglie e corteccia sotto forma di decotto.
Un estratto idroalcolico di corteccia di Erythrina verna si è dimostrato atossico sui topi femmina ma tossico per i loro feti [53], un estratto di foglie di velutina non ha mostrato segni di tossicità nemmeno alla dose limite di 5g/kg assunta per 14 giorni consecutivi [54].

In alcuni test sui topi l’infiorescenza è risultata moderatamente genotossica mentre la foglia solo a dosaggi estremamente alti (la corteccia non è stata inclusa nello stessa ricerca) [55], ma c’è da dire che uno studio dell’anno successivo ha riportato invece effetti protettivi sul DNA [45].
In uno studio randomizzato a doppio cieco su 30 pazienti sani 500mg di capsule a base di mulungu (Mulungu Matusa®) non hanno causato nessuna alterazione significativa dei parametri fisiologici [13].
Una combinazione a base di Passiflora alata, Erythrina mulungu, Leptolobium elegans e Adonis vernalis somministrata ai conigli per via orale ad una dose di circa 10 volte superiore a quella prescritta in Brasile agli umani è risultata del tutto innocua [56].

Diversamente dalle benzodiazepine non ha mostrato effetti amnesici o deleteri sulle facoltà cognitive ai dosaggi ansiolitici [57].

Ad oggi sono noti più di 110 diversi alcaloidi isolati dalle diverse Erythrina, per correttezza qui ci limiteremo a quelli specifici per verna e velutina anche se si può ipotizzare che il fitocomplesso sia sicuramente più ricco di quanto attestato dai referti d’analisi esclusivi per queste due sole specie.

In dettaglio sono:
alcaloidi: eritravina, 11α-idrossieritravina, eritralina, 3-ossoeritralina, 8-osso-eritralina, 11-ossoeritralina, eritrinina, eritratratidina, 11-idrossieritratinina, eritrartina, ossido di eritrartina, eritratina, 11-idrossieritratina, eritratidina, 11-idrossieritratidina, erimelantina, eritratidinone, 3-demetossieritratidinone, 11-idrossieritratidinone, eritrascina, eritroculina, erisovina, 11-idrossierisovina, erisodina, 8-ossoerisodina, glicoerisodina, erisopina, 11-osssoerisopina, erisonina, erisolina, erisotina, erisotrina, diidroerisotrina, 11α-idrossierisotrina, erisosalvina, 11-idrossierisosalvina, 11-idrossierisotinone, ipaporina, coccolina, isococcolina, coccudinone, cristamidina, ossido di eritodina;
flavonoidi: abissinina, esperidina, omoesperitina, sigmoidina C, 3ʹ-O-metilsigmoidina, erivellutinone, faseollidina;
acidi fenolici: acido rizonico;
terpenoidi: lupenil acetato;
proteine: vicilina, EvCl, PIAT, PIAQ.

E’ stato proposto che le particolari condizione edafoclimatiche della Caatinga, la foresta brasiliana, possano evocare la biosintesi di nuovi alcaloidi ancora sconosciuti come quelli rilevati in uno studio sul metabolismo del mulungu.
Il meccanismo per la biosintesi degli alcaloidi comprende l’accoppiamento ossidativo para-para del precursore norreticulina che viene convertito in eritralina [58].

1)Pereira, Ana Maria Soares, et al. “Seed germination and production of Erythrina mulungu and Erythrina velutina plantlets.” American Journal of Plant Sciences 2014 (2014).

2)Budowski, Gerardo, and Ricardo Russo. “Nitrogen-fixing trees and nitrogen fixation in sustainable agriculture: research challenges.” Soil Biology and Biochemistry 29.5-6 (1997).

3)da Silva, Márcia MB, et al. “Anatomy of leaf and stem of Erythrina velutina.” Revista Brasileira de Farmacognosia 23.2 (2013).

4)dos Santos, Laércio W., et al. “Propagação vegetativa de mulungu (Erythrina velutina Willd.–Fabaceae).” Revista Brasileira de Ciências Agrárias 9.3 (2014).

5)Roque, Alan de Araújo, Renato de Medeiros Rocha, and Maria Iracema Bezerra Loiola. “Uso e diversidade de plantas medicinais da Caatinga na comunidade rural de Laginhas, município de Caicó, Rio Grande do Norte (nordeste do Brasil).” Revista Brasileira de Plantas Medicinais 12 (2010).

6)Lans, C., K. Georges, and G. Brown. “Non-experimental validation of ethnoveterinary plants and indigenous knowledge used for backyard pigs and chickens in Trinidad and Tobago.” Tropical Animal Health and Production 39.5 (2007).

7)Carvalho, Ana Carla CS, et al. “Evidence of the mechanism of action of Erythrina velutina Willd (Fabaceae) leaves aqueous extract.” Journal of Ethnopharmacology 122.2 (2009).

8)Rodrigues, Francisca Taciana Sousa, et al. “Effects of standard ethanolic extract from Erythrina velutina in acute cerebral ischemia in mice.” Biomedicine & pharmacotherapy 96 (2017).

9)Flausino Jr, Otavio Aparecido, et al. “Effects of erythrinian alkaloids isolated from Erythrina mulungu (Papilionaceae) in mice submitted to animal models of anxiety.” Biological and Pharmaceutical Bulletin 30.2 (2007).

10)Teixeira-Silva, Flavia, et al. “Benzodiazepine-Like Effects of the Alcohol Extract from Erythrina velutina. Leaves: Memory, Anxiety, and Epilepsy.” Pharmaceutical Biology 46.5 (2008).

11)Rosa, Daiane Santos, et al. “Erysothrine, an alkaloid extracted from flowers of Erythrina mulungu Mart. ex Benth: evaluating its anticonvulsant and anxiolytic potential.” Epilepsy & Behavior 23.3 (2012).

12)Flausino, Otavio, et al. “Anxiolytic effects of erythrinian alkaloids from Erythrina mulungu.” Journal of natural products 70.1 (2007).

13)Silveira-Souto, Maria L., et al. “Effect of Erythrina mulungu on anxiety during extraction of third molars.” Medicina Oral, Patologia Oral y Cirugia Bucal 19.5 (2014).

14)Eiselé, Jean-Luc, et al. “Chimaeric nicotinic–serotonergic receptor combines distinct ligand binding and channel specificities.” Nature 366.6454 (1993).

15)Proença, Geraldo Vandré, et al. “Toxicological effects of Erythrina mulungu Mart. on the reproductive performance of pregnant rats.” (2012).

16)Faggion, Silmara Aparecida, et al. “Anticonvulsant profile of the alkaloids (+)-erythravine and (+)-11-α-hydroxy-erythravine isolated from the flowers of Erythrina mulungu Mart ex Benth (Leguminosae–Papilionaceae).” Epilepsy & Behavior 20.3 (2011).

17)Ozawa, Masaaki, et al. “Hypaphorine, an indole alkaloid from Erythrina velutina, induced sleep on normal mice.” Bioorganic & Medicinal Chemistry Letters 18.14 (2008).

18)Folkers, Karl, Frank Koniuszy, and John Shavel Jr. “Erythrina alkaloids. XIII. Studies on the constitution of erythraline, erythramine, and erythratine.” Journal of the American Chemical Society 64.9 (1942).

19)Clementson, Sebastian, et al. “Enantioselective total synthesis of (+)-dihydro-β-erythroidine.” Journal of the American Chemical Society 141.22 (2019).

20)Setti-Perdigao, P., et al. “Erythrina mulungu Alkaloids Are Potent Inhibitors of Neuronal.” (2013).

21)Folkers, Karl, and Frank Koniuszy. “Erythrina alkaloids. IX. Isolation and characterization of erysodine, erysopine, erysocine and erysovine.” Journal of the American Chemical Society 62.7 (1940).

22)Raji, K. A. M. A. L. R. A. J., and V. I. J. E. Y. A. A. N. A. N. D. H. I. Muthukumar. “Insilico evaluation of antismoking activity of erythrinine: A computational comparison against cytisine.” International Journal of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences 8.2 (2016).

23)Dias, Katia Cilene Ferreira. “Estudo do efeito antipsicótico do extrato etanólico padronizado da Erythrina velutina Willd em modelo de esquizofrenia induzido por cetamina em camundongos” (2018).

24)Vasconcelos, Silvania Maria Mendes, et al. “Antinociceptive activities of the hydroalcoholic extracts from Erythrina velutina and Erythrina mulungu in mice.” Biological and Pharmaceutical Bulletin 26.7 (2003).

25)Marchioro, Murilo, et al. “Anti-nociceptive activity of the aqueous extract of Erythrina velutina leaves.” Fitoterapia 76.7-8 (2005).

26)Vasconcelos, Silvânia MM, et al. “Anti-inflammatory activities of the hydroalcoholic extracts from Erythrina velutina and E. mulungu in mice.” Revista Brasileira de Farmacognosia 21.6 (2011).

27)Amorim, Jowanka, et al. “The ethanolic extract from Erythrina mulungu Benth. flowers attenuates allergic airway inflammation and hyperresponsiveness in a murine model of asthma.” Journal of ethnopharmacology 242 (2019).

28)Etoh, Tadahiro, et al. “Inhibitory effect of erythraline on Toll-like receptor signaling pathway in RAW264. 7 cells.” Biological and Pharmaceutical Bulletin 36.8 (2013).

29)Njamen, Dieudonné, et al. “Anti-inflammatory activities of two flavanones, sigmoidin A and sigmoidin B, from Erythrina sigmoidea.” Planta medica 70.02 (2004).

30)Ashalatha, K., et al. “Anti inflammatory potential of Decalepis hamiltonii (Wight and Arn) as evidenced by down regulation of pro inflammatory cytokines—TNF-α and IL-2.” Journal of ethnopharmacology 130.1 (2010).

31)Lucetti, Daniel L., et al. “Anti-inflammatory effects and possible mechanism of action of lupeol acetate isolated from Himatanthus drasticus (Mart.) Plumel.” Journal of Inflammation 7.1 (2010).

32)Oliveira de Lima, Vanessa Cristina, et al. “Gastroprotective and antielastase effects of protein inhibitors from Erythrina velutina seeds in an experimental ulcer model.” Biochemistry and Cell Biology 95.2 (2017).

33)Monteiro, Norberto de Kássio Vieira. Avaliação das atividades anti-inflamatória, anticoagulante e antiproliferativa do inibidor de quimotripsina das sementes de erythrina velutina (EvCI). MS thesis. Universidade Federal do Rio Grande do Norte, 2011.

34)Passos, Amilton Gustavo da Silva, et al. “The positive inotropic effect of the ethyl acetate fraction from Erythrina velutina leaves on the mammalian myocardium: the role of adrenergic receptors.” Journal of Pharmacy and Pharmacology 65.6 (2013).

35)UNNA, KLAUS, and JOSEPH G. GRESLIN. “Pharmacologic action of Erythrina alkaloids II. Free, liberated and combined alkaloids.” Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 80.1 (1944).

36)Santos, Wanderson Praxedes, et al. “In vitro and ex vivo anticholinesterase activities of Erythrina velutina leaf extracts.” Pharmaceutical Biology 50.7 (2012).

37)Aboelmagd, Mohamed, et al. “New Selective Human MAO-B Inhibitors from the Stems of Erythrina corallodendron L.” Records of Natural Products 15.5 (2021).

38)Yonekawa, Murilo KA, et al. “l-Hypaphorine and d-hypaphorine: Specific antiacetylcholinesterase activity in rat brain tissue.” Bioorganic & Medicinal Chemistry Letters 47 (2021).

39)Rodrigues, Francisca Taciana Sousa, et al. “Effects of standard ethanolic extract from Erythrina velutina in acute cerebral ischemia in mice.” Biomedicine & pharmacotherapy 96 (2017).

40)Monte, A. S., et al. “EFFECT OF FLAVONOIDS ISOLATED FROM ERYTHRINA VELUTINA ON OXIDATIVE STRESS IN BRAIN OF MICE.” Eur Neuropsychopharmacol 24.2 (2014).

41)Guaratini, Thais, et al. “In vitro metabolism studies of erythraline, the major spiroalkaloid from Erythrina verna.” BMC complementary and alternative medicine 14.1 (2014).

42)Ozawa, Masaaki, et al. “TRAIL-enhancing activity of Erythrinan alkaloids from Erythrina velutina.” Bioorganic & Medicinal Chemistry Letters 19.1 (2009).

43)Conrado, Felipe M., et al. “Erythrina velutina and Bryothamnion seaforthii lectins binding to proteins of primary central nervous system tumors.” Journal of Cancer Research and Experimental Oncology 4.1 (2012).

44)Monteiro, Norberto de Kássio Vieira. Avaliação das atividades anti-inflamatória, anticoagulante e antiproliferativa do inibidor de quimotripsina das sementes de erythrina velutina (EvCI). MS thesis. Universidade Federal do Rio Grande do Norte, 2011.

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46)Amparo, Tatiane R., et al. “In silico approach of secondary metabolites from Brazilian herbal medicines to search for potential drugs against SARS‐CoV‐2.” Phytotherapy Research 35.8 (2021).

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52)Teixeira, Fabiano M., et al. “Effects of a chitin binding vicilin from Erythrina velutina seeds on bean bruchid pests (Callosobruchus maculatus and Zabrotes subfasciatus).” Protein and Peptide Letters 15.3 (2008).

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55)De Bona, A. P., et al. “Phytochemical and mutagenic analysis of leaves and inflorescences of Erythrina mulungu (Mart. Ex Benth) through micronucleus test in rodents.” Revista Brasileira de Plantas Medicinais 14.2 (2012).

56)De Mello, Fernanda Bastos, Augusto Langeloh, and João Roberto Braga De Mello. “Toxicidade pré-clínica de fitoterápico contendo Passiflora alata, Erythrina mulungu, Leptolobium elegans e Adonis vernalis.” Lat Am J Pharm 26.2 (2007).

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58)Chacon, Daisy Sotero, et al. “Erythrina velutina Willd. alkaloids: Piecing biosynthesis together from transcriptome analysis and metabolite profiling of seeds and leaves.” Journal of advanced research 34 (2021).

L’assunzione di mulungu è particolarmente controindicata in chi soffre di diabete e pressione bassa.

L’interazione con i farmaci antipertensivi può essere pericolosa.

Gli effetti collaterali più comuni sono aumento della sudorazione, bocca secca, perdita d’equilibrio, nausea e vomito.

 

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2 recensioni per Mulungu (Erythrina verna e velutina)

  1. Paolo (proprietario verificato)

    Esattamente come da descrizione.
    Prodotto fantastico.
    Venditore dall’altissima professionalità e cultura fitoterapica, davvero esperto.
    Anche molto cortese e disponibile a rispondere alle domande.

  2. Mirko (proprietario verificato)

    Ottimo prodotto come sempre, professionalità e gentilezza tipica del sud senza pari, molto graditi anche gli omaggi, veramente ottimi. Unico negozio con prodotti veri, freschi e di qualità.
    Grazie di tutto e a presto 😉

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