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argemone intera

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Un papavero molto prezioso, ha effetti psicoattivi più simili alla cannabis che non all’oppio (stimolanti per la mente e rilassanti per il corpo).

E’ un buon analgesico ed antinfiammatorio, è efficace localmente su molte patologie epidermiche.

Può essere agevolmente vaporizzato, ma funziona meglio se prima viene estratto e concentrato.

Svuota
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parte Parte aerea Seme Baccello
forma Intero Tritato In polvere Estratto 10:1 Resina (artigianale)
quantita 13gr 25gr 50gr 50gr di materia prima Circa 10 semi Circa 25 semi Circa 50 semi 1 baccello
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

Gli psiconauti utilizzano principalmente la parte aerea in polvere nelle seguenti modalità e dosaggi indicativi:
-ingerita o incapsulata\ dose lieve 5-8gr \moderata 8-12gr \alta 12-15gr \altissima 15-20gr
-infusa\ dose lieve 6-10gr \moderata 10-15gr \alta 15-20gr \altissima 20-25gr
-tintura\ dose lieve 5-8gr \moderata 8-12gr \alta 12-15gr \altissima 15-20gr
-fumata o vaporizzata (125-175C°)\ non si può consigliare un dosaggio, fumare fino ad ottenere l’effetto desiderato

Il papavero messicano è una pianta medicinale molto poco conosciuta: contiene sostanze molto diverse dal comune papavero californiano ed è più psichedelico.

La tossicità è relativa ai soli semi che possono comunque essere vaporizzati senza rischi: sono più potenti della parte aerea ed hanno un effetto psicoattivo particolare più stimolante.
Secondo gli psiconauti questo papavero sinergizza con cannabis, dragoncello messicano ed assenzio.
La radice di corydalis ne aumenta notevolmente l’effetto analgesico/sedativo.

Viene combinato spesso con passiflora, kanna, damiana, klip dagga, luppolo, skullcap, erba gatta, tabacco indiano, damiana e lattuga selvatica negli smoking-blend.
L’effetto è percepibile immediatamente e dura un 1ora se fumato o vaporizzato, dopo 30m per 4 ore se ingerito in base alla dose.

Di solito viene fumato o vaporizzato, oralmente potrebbe causare diversi effetti collaterali fastidiosi.
Produce uno stato di rilassamento fisico, leggerezza, sedazione, tranquillità mentale, calore corporeo, formicolii, intorpidimento, sonnolenza, euforia; a dosi altissime può indurre uno stato di semi-coscienza dove si possono avere allucinazioni ad occhi chiusi.

La cannabis sinergizza perfettamente, aumentando l’effetto sedativo e allo stesso tempo stimolando il flusso spontaneo dei pensieri.
Insieme ad assenzio e dragoncello messicano gli effetti sono estremamente psichedelici, allucinogeni in modo molto particolare.
La radice di corydalis ne aumenta notevolmente l’effetto analgesico/sedativo.

Medicina convenzionale
Le proprietà ansiolitiche, sedative, neuroprotettive, analgesiche, antidepressive ed antiossidanti del papavero messicano sono supportate dalla ricerca scientifica.

Viene considerato una pianta pericolosa per via dell’alta tossicità orale, che però è relativa ai soli semi.

 

Medicina alternativa
Il papavero messicano è molto conosciuto in tutto il mondo come ansiolitico, antidepressivo e sedativo naturale; si usa anche per combattere l’incontinenza.

Infuso
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata
-Mettere il papavero messicano (opzionale)in polvere con un volume doppio d’acqua (opzionale)distillata in un barattolo sigillabile e chiuderlo ermeticamente.
-Scaldare la mistura fino a farla diventare bella calda (40-50C°) e mantenere la temperatura fino a 3 ore per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi,
-(Opzionale) Ripetere tre volte l’infusione ed il filtraggio, riducendo a metà i tempi d’infusione ed unendone alla fine i liquidi puliti risultanti
-(Opzionale) Aggiungere miele se si gradisce.
-(Opzionale) può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di calore molto debole per produrre un estratto atto alla combustione o ad essere incapsulato.

Tintura
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere il papavero messicano (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcool al 50% per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e mantenere in infusione fino a 3 settimane per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) Può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di una ventola o di un calore molto debole per produrre un estratto atto alla combustione o ad essere incapsulato.

Descrizione
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Eudicotiledoni
Ordine: Ranunculales
Famiglia: Papaveraceae
Genere: Argemone
Specie: A. mexicana
Nativo: America Centrale, Sud America
Plant Hardiness Zone: 8-11
Il papavero messicano (Argemone Messicana) è una pianta annuale che cresce fino a 150cm da una radice lievemente intrecciata.
Il fusto è molto spinoso e ramificato, di forma oblunga; secerne un liquido giallo quando viene tagliato.
Produce dei fiori gialli molto appariscenti che misurano fino a 5cm di diametro, le foglie sono simili a quelle dei cardi ed alternate: mancano dei piccioli, sono di forma dentata ed appuntite ai margini.
Il frutto è una capsula spinosa di forma ovale che contiene numerosi piccoli semi rotondi di circa 1mm di diametro.

Coltivazione
E’ una pianta robusta, facile da coltivare:
-piantare i semi in primavera a circa 3mm di profondità in un terreno misto calcareo-sabbioso a piena esposizione solare a circa 30cm di distanza l’uno dall’altro.
-Mantenere il terreno umido fino alla germinazione (1-2 settimane).
-Teme il freddo e l’umidità eccessiva, resiste alla siccità.

Il papavero messicano era un importante pianta rituale per gli Aztechi: veniva considerato il nutrimento degli dei ed offerto a loro durante i sacrifici e col lattice giallo facevano delle effigi del dio Huitzilopochtli.
Nell’antico Codice Fiorentino si descrive che la cerimonia azteca della carne, in cui l’effigie del dio veniva fatta a pezzi e le carni metaforiche distribuite ai fedeli per il banchetto.
Il dio atzeco Tlaloc veniva rappresentato con la faccia unta di una pasta a base di semi di papavero messicano.

Anche in India la pianta ha valore sacro: viene chiamata “pharamgi dhattura” e considerata un potente psichedelico quasi al pari della datura.

E stata usata in Africa a Mali dai guaritori tribali per combattere la malaria.

Nella medicina tradizionale messicana è usato per espellere la placenta, per purificarsi, come analgesico, afrodisiaco, antielmintico, antimalarico e lassativo.

Il papavero messicano non è quasi usato in fitoterapia moderna, di solito per l’alto potenziale tossico dei semi.

Estratti alcolici a base di questa pianta sono stati testati nel 2011 sui topi risultando in evidenti effetti analgesici, sedativi e muscolo-rilassanti.
Alcuni composti (isoramnetin-3-O-β-D-glucopianoside, β-amirina, cisteina e fenilalanine) hanno dimostrato anche una significativa azione antinfiammatoria che potrebbe validarne il tradizionale impiego come antidolorifero naturale.
Inoltre la somministrazione di papavero messicano ha ridotto i sintomi d’astinenza da morfina nella cavie di laboratorio, potrebbe avere potenzialità terapeutiche nella cura delle tossicodipendenze.

La pianta ha una decisa azione antivirale utile nel trattamento della malaria, in più un derivato della cheleritrina si è dimostrato efficace contro il virus dell’HIV.
La sua azione antimicrobica interessa anche funghi patogeni, larve e parassiti intestinali.
Estratti a base della di papavero messicano hanno manifestato effetti citotossici contro diversi tipi di cancro, innescando l’apoptosi delle cellule tumorali.

La pianta riduce la pressione arteriosa ed potenzia la contrattilità cardiaca con un meccanismo mediato dai recettori adrenergici.

Preparati a base di papavero messicano sono stati sperimentati su ratti diabetici risultando nel decremento dei livelli di glucosio, urea, creatinina, triacilglicerolo e colesterolo sanguigni.

E’ anche un potente epatoprotettivo grazie ed allevia sensibilmente lo stress ossidativo.

 

Il papavero messicano contiene molti alcaloidi; ma anche terpenoidi, flavonoidi, fenoli, composti alifatici a catena lunga e composti aromatici.
I principali composti attivi sono: deidrocoridalmina, cheleritrina, sanguinarina, protopina, allocriptopina, deidrosanguinarina, jatrorrizina, columbamina, ossiberberina, (+)-argenaxina, (+)-igenamina, ossiberberina, N-demetilossisanguinarina, pancorine, (±)-6-acetonil diidrocheleritrina, angolina, idrossido di diidropalmatina, β-amirina, cisteina, fenilalanina e isoramnetin-3-O-β-D-glucopianoside.

La sanguinorina e la diidrosanguinorina sono sostanza tossiche se oralmente ingerite, ma sono presenti solo nei semi.
Molti degli alcaloidi non sono stati ben studiati nella ricerca scientifica, si pensa che l’effetto sia dovuto principalmente a protopina, allocriptopina e berberina.

Effetti antidepressivi:
Reddy, S. Viswanth, and Kappera Swetha. “EVALUATION OF ANTIDEPRESSANT ACTIVITY OF RUTIN AND BERBERINE IN DIFFERENT BEHAVIORAL MODELS.” Indo American Journal of Pharmaceutical Research 6.8 (2016): 6455-6464.
Effetti ansiolitici, analgesici e sedativi:
Anarthe, Sneha, and Sanjay Chaudhari. “Neuropharmacological study of Argemone mexicana Linn.” Journal of applied pharmaceutical science 1.4 (2011): 121.
Effetti neuroprotettivi:
Kukula-Koch, Wirginia, and Tomasz Mroczek. “Application of hydrostatic CCC–TLC–HPLC–ESI-TOF-MS for the bioguided fractionation of anticholinesterase alkaloids from Argemone mexicana L. roots.” Analytical and bioanalytical chemistry 407.9 (2015): 2581-2589.
Effetti sulla dipendenza da oppiacei:
Capasso, A., et al. “Isoquinoline Alkaloids from Argemone mexicana Reduce Morphine Withdrawal in Guinea Pig Isolated lleum.” Planta medica 63.04 (1997): 326-328.
Effetti antiossidanti:
Perumal, P., et al. “In vitro antioxidant activity of Argemone mexicana roots.” International Journal of PharmTech Research 2.2 (2010): 1477-1482.

L’assunzione di papavero messicano è controindicata prima di un’operazione chirurgica o durante gravidanza ed allattamento.

Non sono note interazioni farmacologiche pericolose o effetti collaterali.

L’overdose è fastidiosa, c’è l’eventualità di sviluppare mal di testa, nausea e febbre.

Non ci sono casi di morte, danni permanenti o dipendenza in letteratura scientifica relativi al consumo della parte aerea di questa pianta.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

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I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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