Ortica (Urtica dioica)
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In StockFin dai tempi degli antichi Romani era in voga l'”urticazione”, ovvero l’applicazione del fogliame d’ortica sul corpo per favorire la circolazione e potenziare la performance fisica.
NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO A COLTIVAZIONE ED APPLICAZIONI ESTERNE.
Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Urticales
Famiglia: Urticaceae
Genere: Urtica
Specie: U. dioica
Origine: Asia temperata, Europa, Africa nord-occidentale
Plant Hardiness Zone: 3-8
L’ortica (Urtica dioica) è una pianta erbosa perenne che cresce fino a 2m d’altezza da una radice di colore giallo.
Sviluppa steli eretti coperti dalla tipica peluria urticante (tricomi) e foglie soffici lunghe fino a 15cm dal margine molto serrato, con un estremità appuntita.
Produce delle dense infiorescenze ascellari formate da numerosi piccoli fiori verdi.
Coltivazione
L’ortica è una pianta comune molto semplice da coltivare:
-In primavera pressare lievemente i semi in un terreno ricco, umido e ben drenante a piena esposizione solare.
-Mantenere umido il terriccio fino alla germinazione (dai 10 ai 14 giorni).
-Non necessita di cure particolari.
-Teme il freddo e si indebolisce parecchio durante l’inverno a seconda della temperatura.
Nell’antico Egitto l’infuso all’ortica era molto diffuso come rimedio per artrite e lombaggine, in più si applicava esternamente la parte aerea urticante della pianta per combattere reumatismi, letargia, coma, paralisi, tifo e colera. I soldati impiegavano questa tecnica per resistere alle strenue marce militari, facendo uso delle proprietà antinfiammatorie ed analgesiche locali dell’ortica.
Questa tecnica chiamata “urticazione” era comune in tutto il mondo antico: tra gli antichi romani, i nativi americani, le tribù dell’Ecuador e del Canada.
Ippocrate il greco elencò circa 61 potenziali applicazioni terapeutiche relative all’ortica.
Galeno ne lodò le proprietà diuretiche, lassative, antirabbiche, antinfiammatorie e emostatiche utili a combattere morsi di animale, ferite gangrenose, irritazioni, emorragie, mestruazioni eccessive, patologie della milza, pleurite, polmonite, asma, tinea e stomatite.
Apuleio ne indicò l’uso esterno contro bruciature da freddo e, combinata con la cannabis, contro i sintomi delle scottature.
Nel Medioevo si diffuse anche come rimedio per herpes, costipazione, gotta, vermi, sciatica e punture d’insetti.
L’erborista inglese Jonh Gerard scrisse dell’utilità dell’ortica come antidoto per l’avvelenamento, oltre a confermarne le applicazioni precedenti.
Gli effetti caratteristici del contatto con l’ortica sono causati da vari neurotrasmettitori (acido formico, istamina, serotonina, colina) provenienti dalla peluria della pianta.
L’ortica è composta da amido, albumina, zucchero, olio volatile, sali, due resine e molti minerali (selenio, zinco, ferro, magnesio, boro, sodio, manganese, calcio, fosforo, potassio, iodio, cromo, bronzo e zolfo).
I composti più importanti sono in dettaglio: istamina, colina, serotonina, acido oleanolico, steroli, steril glicosidi (tra cui 3-beta-sitosterina), scopoletina, alfo, tocoferolo, secoisolariciresinolo, neo-olivil, omovanillil alcohol, acido uronico, acido tannico, acido gallico, acido carbonico, acido formico, quercetina e vari carotenoidi (beta-carotene, violaxantina, xantofilline, zeaxantina, luteoxantina and lutein epssido) ; oltre a diversi altri fitosteroli, triterpeni pentaciclici, cumarine, ceramidi, acidi grassi idrossilici, isolectine (agglutinine) e polisaccaridi.
I composti urticanti (acido formico, colina, istamina, silica e serotonina) agiscono da stimolanti della muscolatura liscia.
Le isolectine hanno una decisa azione antimicotica ed insetticida.
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