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Papavero selvatico (Papaver rhoeas) petalo fresco

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Un papavero molto comune, d’estate tinge di rosso intere zone.

Il petalo è ricco di alcaloidi isoquinolinici in grado di superare la barriera ematoencefalica e deprimere il CNS, in passato se ne facevano infusi e preparati per calmare i bambini irrequieti.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD AROMATERAPIA E CAMPIONATURA BOTANICA.

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condizione Secco Fresco
parte Petalo Seme
forma Intero Tritato In polvere Estratto 10:1 Estratto alcolico
quantita 5g 50g 100g 50g di materia prima 100g di materia prima Circa 15 semi Circa 30 semi Circa 80 semi
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Descrizione prodotto

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO IN MEDICINA POPOLARE (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: petali

-ingeriti\ 2-5g
-decotti\ 4-8g
-tintura 1:1\ 3-7ml
-fumati o vaporizzati (125-175C°)\ 

Il papavero selvatico induce un significativo effetto narcotico, gli alti dosaggi possono anche produrre euforia.

Medicina convenzionale
Le proprietà antiadditive [8], sedative [11], ansiolitiche [12], antidepressive [14], nootropiche [16], antistress [17], analgesiche [18], antinfiammatorie [18], gastroprotettive [19], antiulcera [19], anticellulitiche [20], vasostimolanti [20], genoprotettive [22], antiossidanti [22], antitumorali [24], cardioprotettive [25], ipotensive [25], antireumatiche [26], actinoleganti [27], ovulostimolanti [28], antivirali [31], antibatteriche [32], antimicotiche [34] del papavero selvatico sono supportate dalla ricerca scientifica.

La berberina, uno degli alcaloidi che contiene, è usata come ipoglicemizzante, ipocolesterolemico e dimagrante.

 

Medicina alternativa
E’ usato in fitoterapia moderna per problemi respiratori, tosse, insonnia e dolore generico.

Una volta veniva impiegato anche nel trattamento di disturbi gastrici, febbre, patologie respiratorie, disturbi epatici, reumatismi, stomatiti ed infiammazioni del cavo orale.

Esternamente si applica come lenitivo, emolliente e schiarente; il petalo è un ingrediente cosmetico molto pregiato.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere il papavero selvatico (opzionale)in polvere in una pentola con un volume triplo di acqua (opzionale)distillata 
-Lasciare sobbollire appena fino a 30m per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere il papavero selvatico (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 40%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 1 settimana
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Papaverales
Famiglia: Papaveraceae
Genere: Papaver
Specie: P. rhoeas
Nativo: Bacino mediterranico
Plant Hardiness Zone: 3-9
Il papavero selvatico (Papaver Rhoeas) è un erba annuale che cresce fino a 60cm d’altezza, ha foglie a pinnate e coperte da specie di peluria più folta del normale papavero selvatico.
I fiori rossi sono fino a 10cm di diametro, sono composti da 4 petali e numerosi stami.
Produce frutti di di forma sferoidale dal guscio liscio, pieni di piccoli semi in grado di rimanere dormienti nel terreno fino a più di 80 anni.

Coltivazione
Il papavero selvatico è una pianta semplice ma delicata da coltivare:
-piantare i semi in un terreno molto drenante a piena esposizione solare a circa un 1cm di profondità, l’inizio delle primavera è il periodo ideale.
-Compattare lievemente il terreno di semina e mantenerlo umido fino alla germinazione.
-La germinazione dipende dal clima locale e avviene fra i 4 e 25 giorni.
-Necessitano di molta acqua nei mesi estivi e, in base al posto, anche dell’estirpazione delle piante limitrofe infestanti.
-Potare le parti morte fa molto bene a queste piante.

Il nome della specie rhoeas deriva dal greco ῥέω che significa “soffiare”, in riferimento alla facilità con cui i petali della pianta vengono dispersi dal vento.
Plinio scrive che la specie era l’anello di congiunzione tra i papaveri selvatici e coltivati, i fiori bolliti nel vino provocavano il sonno.
I Romani ne facevano un decotto sonnifero per alleviare le pene d’amore.
Nel Papiro di Ebers risalente al 1550 a. C. vegono riportate le seguenti applicazioni terapeutiche: calmare i bambini che piangono, curare ascessi al seno, preparare unguenti cosmetici per i capelli e gocce oftalmiche.
Gli antichi egiziani lo impiegavano anche come afrodisiaco e fonte alimentare [1].

Nel Medioevo era considerato una pianta magica: pericolosa per i suoi effetti oblianti, ma anche protettiva nei confronti di streghe e maledizioni femminili.
Viene menzionato in epoca rinascimentale da Mattioli come “Papavero selvatico” e da Durante come “Papaver erraticum”.
Quest’ultimo scrive che veniva impiegato per la produzione di uno sciroppo contro l’insonnia. I semi venivano mischiati all’acqua di mele ed impiegati come lassativi, i fiori secchi per trattare il dolore toracico.
L’estratto acquoso abbassa la febbre e supporta il fegato, impiegato come colluttorio riduce le infiammazioni del cavo orale.
Il succo veniva applicato esternamente impastato con nitrato di potassio e zolfo contro la scabbia, l’acqua di papavero per trattare sanguinamento nasale, punti rossi della pelle, mal di testa e nervosismo.
Il decotto fatto con la pianta intera alleviava le infiammazioni oculari [2].

In alcune zone del mediterraneo i petali vengono impiegati ancora oggi come antitussivi, espettoranti e sedativi particolarmente adatti a popolazioni vulnerabili come anziani e bambini.
Nella Medicina Tradizionale Cinese i fiori vengono impiegati contro l’ittero, oltre che come blandi analgesici e sedativi [3].
In Turchia nella regione della Tracia orientale si fanno degli infusi con la parte aerea secca per trattare i reumatismi, le foglie fresche vengono ingerite come tonico generale.
Coi petali fanno degli sciroppi contro tosse e mal di gola.
Li macerano anche al sole con acqua e limone e ne fanno un preparato immunostimolante, emostatico e galattogogo [4].
Nella Penisola Iberica il papavero selvatico si impiegava nel trattamento di calvizie, infezioni oculari, rabbia, nervosismo, insonnia, disturbi gastrici e respiratori [5].
In Polonia i petali vengono essiccati ed impiegati per la produzione di infusi e tinture antitussive [6].

Il papavero selvatico è diventato un icona culturale associata ai veterani di guerra del fronte occidentale durante la I Guerra Mondiale.
Ci sono testimonianze scritte di veterani di guerra che lo difendono dalla diffamazione dovuta ai trafficanti di papavero da oppio; ne vantano le proprietà utili a garantire il sonno, a superare il dolore, a ripulire dal catarro e ad alleviare il mal di gola.

ANTIADDITIVO
Estratti idroalcolici a base di Papaver rhoeas hanno ridotto lo sviluppo di sensibilizzazioni comportamentali indotte dalla morfina nei topi [7].
A quanto pare la tempistica è molto importante: la somministrazione di estratto 30m prima della dose di morfina incrementa lo sviluppo della tolleranza, 30m prima del test inibisce gli effetti comportamentali della sostanza come la perdita di mobilità delle cavie [8].
Ha ridotto i marker dell’astinenza nel modello animale da morfina/naloxone somministrata prima del secondo farmaco, prima della morfina ha alleviato la diarrea ma incrementato il numero dei salti [9].
In un altra ricerca ha attenuato la tolleranza e la perdita di efficacia analgesica dovuta alla somministrazione cronica [10].
Inoltre contrasta l’acquisizione della preferenza spaziale condizionata (CPP) indotta dalla morfina [11].

SEDATIVO
Un estratto etanolico di petali di papavero selvatico ha ridotto i comportamenti locomotori, esploratori e posturali dei topi dimostrando un sifignificativo effetto sedativo alla dose di 400mg/kg [12].

ANSIOLITICO
Un estratto idroalcolico di papavero selvatico ha ridotto i livelli d’ansia e corticosterone nel labirinto a croce elevato incrementando anche il peso delle cavie [13].

ANTIDEPRESSIVO
Un estratto idroalcolico di papavero selvatico ha indotto effetti antidepressivi comparabili alla fluoxetina nei topi riducendo i tempi di nuoto forzato [14].
In una ricerca precedente si era dimostrato più efficace, gli autori ipotizzano che l’azione possa essere mediata dall’incremento dei livelli plasmatici di corticosterone [15].
Tra gli atti del 26th Congress of Psychiatry un autore corrispondente riporta di aver documentato gli effetti antidepressivi ed antiossidanti di un estratto idroalcolico di Papaver rhoeas nel modello animale da reserpina, secondo lui è un buon candidato naturale per il trattamento della depressione [16].

NOOTROPICO, ANTISTRESS
Il distillato di papavero selvatico ha ridotto anoressia ed incrementato corticosterone e capacità di apprendimento nel modello animale da tensione inevitabile [17].
Un estratto idroalcolico ha ridotto lo stress anche in altri modelli animali ma ha stimolato paradossalmente i livelli plasmatici di corticosterone attraverso l’azione sulle ghiandole adrenali [18].

ANALGESICO, ANTINFIAMMATORIO
Un estratto idroalcolico di Papaver rhoeas ha ridotto il dolore acuto dei topi trattati con formalina mendiante la modulazione del sistema oppioide, del glutammato e dell’ossido nitrico.
In più ha inibito infiammazione e fase cronica del dolore attraverso l’aumento dei livelli plasmatici di corticosterone [19].

GASTROPROTETTIVO, ANTIULCERA
Un estratto a base di radici di papavero selvatico ha inibito il 95.6% dell’ulcerogenesi indotta nei ratti con l’etanolo [20].

ANTICELLULITICO, VASOSTIMOLANTE
Estratti di semi di papavero selvatico inibiscono l’enzima glicerolo-3-fosfato deidrogenasi (NAD+) e potenziano il rilascio di acidi grassi liberi con conseguente diminuzione della dimensione degli adipociti.
Prevengono la lipogenesi ed attivano la lipolisi, inoltre stimolano il flusso nel microcircolo ed appattisce la giunzione dermo-edipermica (GDE) migliorando gli inestetismi della cellulite. L’applicazione di un emulsione contenente 0.1% di estratto di Papaver rhoeas ha migliorato tutti i parametri viscoelastici e circolatori in uno studio randomizzato a doppio cieco condotto su un campione di 56 volontari affetti da cellulite [21].

GENOPROTETTIVO, CITOPROTETTIVO, ANTITUMORALE, ANTIOSSIDANTE
Un estratto di foglie di papavero selvatico ha alleviato gli effetti citotossici e genotossici della zeocina sulle culture d’orzo e di linfociti umani [22].
In uno studio successivo estratti acquosi hanno mostrato notevoli effetti antimutagenici ed anticarcinogenici medianti dall’azione antiossidante [23].
Estratti a base di ovuli di Papaver rhoeas hanno mostrato un’azione citotossica nei confronti delle cellule della leucemia HL60 [24].
5 alcaloidi isolati dalle parti aeree essiccate di papavero selvatico (stilopina, canadina, sinactina, berberina, epiberberina) hanno mostrato effetti inibitori dose-dipendenti selettivi per le cellule tumorali del cancro al colon (HCT116) e al seno (MCF7) [25].

CARDIOPROTETTIVO, IPOTENSIVO, ANTIREUMATICO
Un estratto idroalcolico di papavero selvatico ha abbassato frequenza cardiaca, pressione sistolica, diastolica ed arteriosa media nel modello animale di osteoartrite.
Gli autori ipotizzano che l’azione sia mediata dall’inibizione del sistema colinergico e nitrergico [26].
In un altra ricerca ha alleviato i danni articolari e supportato la funzionalità cardiovascolare [27].

ACTINOLEGANTI
Una proteina simile alla gelsolina, PrABP80, è stata isolata dal polline del Papaver rhoeas.
Quantità substoichiometriche di questa proteina possono nucleare la polimerizzazione dell’actina dai monomeri, bloccare l’assemblaggio del complesso profilina-actina nei filamenti terminali di actina e potenziare la depolimerizzazione dell’actina mediata dalla profilina [28].

OVULOSTIMOLANTI
Un estratto di papavero selvatico ha stimolato la maturazione degli ovociti delle pecore alla concentrazione di 50 μg/ml [29].
I risultati sono stati replicati anche sui topi [30].

ANTIVIRALE
I polline dei papaveri selvatici Coreani ha proprietà inibitorie non-competitive sull’enzima neuramidasi in grando di bloccare l’infezione da Influenza A ceppo H3N2.
Il composto più potente è la luteolina che ha un valore IC50 pari a 10.7 1 µM.
I flavonoidi presenti nel polline hanno anche mostrato effetti antivirali superiori al farmaco sintetico, Zanamivir [31].

ANTIBATTERICO, ANTIMICOTICO
Estratti metanolici a base di fiori di papavero selvatico hanno dimostrato un importante effetto batteriostatico su Escherichia coli, Klebsiella pneumonia, Salmonella spp, Staphylococcus aureus, Listeria monocytogenes ed Enterobacter feacalis; su quest’ultimo ha agito anche come battericida con un MIC di 0.11 mg/ml [32].
Estratti etanolici di petali freschi sono attivi contro Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Salmonella abony e Candida albicans [33].
In una ricerca più recente estratti alcaloidici hanno inibito Staphylococcus aureus e Candida albicans con valori MIC rispettivamente di 1.22 μg/mL e 2.4 μg/mL [34].
Il decotto di papavero selvatico ha mostrato effetti antimicrobici significativi su Aspergillus niger, Candida albicans ed utilis [35].

Il papavero selvatico contiene

alcaloidi: cheleritrina, coptisina, coulteropina, criptopina, allocriptopina, canadina, berberina, epiberberina, glaucamina, epiglaucamina, glaudina, macambrina, papaverrubina, protopina, roemerina, salutaridina, sinactina, stilopina, trigonellina, isocoridina, roeadina, isoroeadina, roeagenina, isoroeagenina, metilasomilobina, sanguinarina, ossisanguinarina;

flavonoidi: apigenina, apigetrina, astragalina, cianidolo, iperoside, ipolaetina, quercetina, ipoquercitrina, isoramnetina, narcissina, kaempferolo, luteolina, cynaroside, scolimoside, luteolinidina, malvidina, miricetina, rutina, vitessina;

acidi idrossicinnamici: acido caftarico, acido cicorico, acido idrossifenilactico, acido idrossibenzoico, acido neoclorogenico, acudo protocatecuico;

feniletanoidi: tirosolo, idrossitirosolo;

oli essenziali: pinene, octanediolo, terpineolo, ionene, germacrene D, biciclogermacrene, cariofillene, ossido di cariofillene, pentadecanone, nonadecano, farnesilacetone, eneicosano, fitolo, tricosano, esadecadiene;

cumarina.

I petali sono ricchi di roedina e roeagenina, oltre ad avere un alto contenuto di composti fenolici ed antiocianidine che conferiscono il caratteristico colore rosso [36].

1)Rosso, Ana María. “Poppy and opium in ancient times: remedy or narcotic?.” Biomedicine International 1.2 (2010).

2)DURANTE, Castore. “1585 Herbario nuovo di Castore Durante medico e cittadino romano con figure che rappresentano le vive piante, che nascono in tutta Europa, e nell’Indie Orientali e Occidentali etc.” Iacomo Bericchia–Iacomo Tornierij, Róma.

3)Duke, James A., and Edward S. Ayensu. Medicinal plants of China. Reference Publications, 1985.

4)Kültür, Şükran. “Medicinal plants used in Kırklareli province (Turkey).” Journal of ethnopharmacology 111.2 (2007): 341-364.

5)Morales, Patricia, et al. “Mediterranean non-cultivated vegetables as dietary sources of compounds with antioxidant and biological activity.” LWT-Food Science and Technology 55.1 (2014): 389-396.

6)Zemanek, Alicja, et al. “The poppy (Papaver) in old Polish botanical literature and culture.” Plants and Culture: seeds of the cultural heritage of Europe. Bari: Centro Europeo per i Beni Culturali Ravello (2009): 217-226.

7)Sahraei, Hedayat, et al. “Effects of Papaver rhoeas extract on the acquisition and expression of morphine‐induced behavioral sensitization in mice.” Phytotherapy Research: An International Journal Devoted to Pharmacological and Toxicological Evaluation of Natural Product Derivatives 20.9 (2006): 737-741.

8)Sahraei, Hedayat, et al. “Effects of Papaver rhoeas. Extract on the Development and Expression of Tolerance to Morphine-Induced Locomotor Activity in Mice.” Pharmaceutical Biology 45.6 (2007): 475-480.

9)Pourmotabbed, Ali, et al. “Effects of Papaver rhoeas extract on the expression and development of morphine-dependence in mice.” Journal of ethnopharmacology 95.2-3 (2004): 431-435.

10)Shams, Jamal, et al. “Effects of Papaver rhoeas extract on the tolerance development to analgesic effects of morphine in mice.” (2008): 141-147.

11)Sahraei, Hedayat, et al. “Effects of Papaver rhoeas extract on the acquisition and expression of morphine-induced conditioned place preference in mice.” Journal of ethnopharmacology 103.3 (2006): 420-424.

12)Soulimani, Rachid, et al. “Behavioral and pharmaco-toxicological study of Papaver rhoeas L. in mice.” Journal of Ethnopharmacology 74.3 (2001): 265-274.

13)HOSSEINI, SEYED EBRAHIM, SARA HAMZAVI, and HEYDAR AGHABABA. “The effects of alcoholic extract of red poppy (Papaver rhoeas) on anxiety induced by elevated plus maze and the plasma corticosterone levels in adult male wistar rats.” (2015): 557-564.

14)Osanloo, N., Najafi-Abedi, A., Jafari, F., Javid, F., Pirpiran, M., Jafari, M. R. M., … & Sahraei, H. (2016). Papaver rhoeas L. hydroalcoholic extract exacerbates forced swimming test-induced depression in mice. Basic and clinical neuroscience7(3), 195.

15)MEMAR, JAFARI MR, et al. “PAPAVER RHOEAS (L.) WATER-ALCOHOLIC EXTRACT REDUCES FORCED SWIMMING TEST (FTS) IN MALE AND FEMALE MOUSE: A COMPARISON STUDY WITH FLOUXETINE.” (2009).

16)Galderisi, Silvana, et al. “26th European Congress of Psychiatry.” (2018).

17)Mirzaei, Parvin, et al. “The effect of Papaver rhoeas distillate on learning, memory, corticosterone and anorexia in little laboratory mice under inescapable tension.” Medical Science Journal of Islamic Azad Univesity-Tehran Medical Branch 23.1 (2013): 21-29.

18)Ranjbaran, M., et al. “Reduction of metabolic signs of acute stress in male mice by Papaver rhoaes hydro-alcoholic extract.” Pakistan journal of biological sciences: PJBS 16.19 (2013): 1016-1021.

19)Saeed-Abadi, S., et al. “Effects of Papaver rhoeas (L.) extract on formalin-induced pain and inflammation in mice.” Pakistan journal of biological sciences: PJBS 15.21 (2012): 1041-1044.

20)Gürbüz, Ilhan, et al. “Anti-ulcerogenic activity of some plants used as folk remedy in Turkey.” Journal of ethnopharmacology 88.1 (2003): 93-97.

21)BALDECCHI, THIERRY, et al. “The Skin Firming “Red-volution”: Anti-cellulite Efficacy of a Papaver rhoeas Extract.” Scientific Papers (2014): 19.

22)Gateva, S. V. E. T. L. A., et al. “Antigenotoxic capacity of Papaver rhoeas L. extract.” International Journal of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences 6.1 (2014): 717-723.

23)Todorova, Teodora, et al. “Antioxidant, antimutagenic, and anticarcinogenic effects of Papaver rhoeas L. extract on Saccharomyces cerevisiae.” Journal of medicinal food 18.4 (2015): 460-467.

24)Ovidi, Elisa, et al. “Antiproliferative Properties of Papaver rhoeas Ovule Extracts and Derived Fractions Tested on HL60 Leukemia Human Cells.” Molecules 25.8 (2020): 1850.

25)Hijazi, Mohamad Ali, et al. “Cytotoxic Activity of Alkaloids from Papaver rhoeas growing in Lebanon.” Rec. Nat. Prod 11 (2017): 211-216.

26)Sangy, Sareh, Aminollah Bahaoddini, and Fatemeh Alsadat Miryousefiata. “Therapeutic Effects of Hydro-alcoholic Extract of Papaver Rhoeas on Cardiovascular side effect of MIA Induced Osteoarthritis in male Rat.” Progress in Chemical and Biochemical Research (2020): 340-349.

27)Sangy, Sareh, Aminollah Bahaoddini, and Alireza Tavassoli. “Evaluation of Histopathological Changes of Osteoarthritis on the Cardiovascular System by Gavage of Hydro Alcoholic Extract of Wild Anemone (Papaver Rhoeas L.) in Male Rats.” Progress in Chemical and Biochemical Research 3.4 (2020): 402-411.

28)Huang, Shanjin, et al. “A gelsolin-like protein from Papaver rhoeas pollen (PrABP80) stimulates calcium-regulated severing and depolymerization of actin filaments.” Journal of Biological Chemistry 279.22 (2004): 23364-23375.

29)Rajabi-Toustani, Reza, et al. “Effect of Papaver rhoeas L. extract on in vitro maturation of sheep oocytes.” Small Ruminant Research 114.1 (2013): 146-151.

30)Golkar-Narenji, Afsaneh, et al. “Effect of Papaver rhoeas extract on in vitro maturation and developmental competence of immature mouse oocytes.” Reproductive medicine and biology 9.4 (2010): 211-215.

31)Lee, In-Kyoung, et al. “Characterization of neuraminidase inhibitors in Korean Papaver rhoeas bee pollen contributing to anti-influenza activities in vitro.” Planta medica 82.06 (2016): 524-529.

32)Marsoul, A., et al. “Determination of polyphenol contents in Papaver rhoeas L. flowers extracts (soxhlet, maceration), antioxidant and antibacterial evaluation.” Materials Today: Proceedings 31 (2020): S183-S189.

33)Kostic, Danijela A., et al. “Phenolic contents, antioxidant and antimicrobial activity of Papaver rhoeas L. extracts from Southeast Serbia.” Journal of Medicinal Plants Research 4.17 (2010): 1727-1732.

34)Çoban, İlkcan, et al. “Variation of alkaloid contents and antimicrobial activities of Papaver rhoeas L. growing in Turkey and northern Cyprus.” Pharmaceutical biology 55.1 (2017): 1894-1898.

35)Çoban, Esin Poyrazoğlu, et al. “Evaluation the antimicrobial effects of Pistacia terebinthus L. and Papaver rhoeas L. extracts against some pathogen microorganisms.” Indian J Pharm Education Research 51.3 (2017): 377-80.

36)Rey, Jean-Pierre, et al. “Analytical studies of isorhoeadine and rhoeagenine in petal extracts of Papaver rhoeas L. using high-performance liquid chromatography.” Journal of Chromatography A 596.2 (1992): 276-280.

L’assunzione di papavero selvatico è controindicata nei bambini o durante gravidanza ed allattamento.

Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e vomito.

Quantità eccessive possono causare disturbi respiratori.

 

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