Salvia officinalis
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In StockDal fortissimo ed inconfondibile aroma, la salvia è una delle piante mediterranee più diffuse. La foglia è caratterizzata da alta concentrazione di tujone, più dell’assenzio (Artemisia sp.).
Vanta una lunga tradizione in medicina popolare, il fumo derivante dalla combustione del fogliame secco ha dimostrato effetti pesticidi nei confronti di ragni, acari, coleotteri ed altri parassiti.
NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO SOLTANTO A FUMIGAZIONI IN AMBIENTI APERTI ED APPLICAZIONI ESTERNE.
Descrizione
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae
Genere: Salvia
Specie: S. officinalis
Origine: Mediterraneo
Plant Hardiness Zone: 4-9
Salvia Officinalis è un cespuglio sempreverde della famiglia della menta che cresce fino a 60cm d’altezza e di larghezza.
Ha molti steli legnosi lunghi e coperti da foglie grigiastre di forma oblunga rugose e coperte da peluria.
Produce dei fiori color lavanda in estate dall’aroma molto intenso che attrae gli insetti.
Coltivazione
La salvia è una pianta robusta, molto semplice da coltivare:
-Pressare lievemente i semi a piena esposizione solare in un comune terreno ben drenante in primavera
-Mantenere umido il terreno fino alla germinazione
-Non necessità di cure particolari, ama il sole e resiste alla siccità.
ANTICHITA’
La salvia è stata usata fin dall’antichità per allontanare il diavolo, curare i morsi di serpente, la calvizie, la febbre ed aumentare la fertilità femminile.
Gli antichi Greci la coltivavano e la utilizzavano nei rituali religiosi, oltre che in cucina come spezia e conservante per le carni.
Ippocrate prescriveva una poltiglia a base di salvia per curare ferite infette, piaghe ed ulcere [1].
Dioscoride affermò che avesse proprietà curative su gola stretta, laringite, tosse, ferite, ulcere e irritazioni; anche Teofrasto ne fa menzione.
Gli egiziani la impiegavano per migliorare la fertilità.
Plinio il Vecchio scrisse che la salvia veniva usato dai Romani come diuretico, anestetico locale e stiptico.
Ne facevano anche un te stimolante in grado di potenziare memoria e facoltà cognitive.
ASIA
In Cina il tè alla salvia viene consumato da sempre come supporto immunitario durante i periodi freddi; con le foglie trattano disturbi respiratori, spasmi, infiammazioni ed ipertensione [2].
AMERICA
In Sud e Centro America la tisana a base di salvia viene prescritta contro convulsioni, disturbi nervosi ed ipertensione.
In Brasile le foglie fresche si masticano per rinfrescare l’alito, pulire i denti ed alleviare mal di denti ed infiammazioni gengivali.
Il decotto si beve per trattare leucorrea, infezioni urinarie, crampi mestruali ed ulcere della bocca; la tintura idroalcolica viene indicata contro stress, infiammazioni e sanguinamento eccessivo [3].
INDIA
Nella medicina Siddha Indiana la salvia, nota come karpooravalli, viene impiegata nella cura di asma, bronchite, emicrania e rinite; i vapori derivanti dalla bollitura delle foglie vengono aspirati per espettorare [4].
MEDIO ORIENTE
Nella medicina popolare in Iran il fogliame di salvia viene lodato come digestivo, analgesico, tonico, antispastico e blando sonnifero.
Il decotto si beve per alleviare dismenorrea, disturbi orofaringei e gastrointestinali.
Estratti fatti con la pianta intera vengono applicati come antisettici sulle ferite [5].
Nella città di Erzincan in Turchia Occidentale la parte aerea fiorita viene decotta per 5m senza farla bollire e consumata per trattare bronchite, mal di gola, raffreddore, disturbi renali, metabolici ed antinfiammatori [6].
In Giordania ha una lunga tradizione nella medicina popolare come antisettico, antiscabbia, antiluetico ed antinfiammatorio.
L’idrolato viene usato come farmaco veterinario per la mastite [7].
Il decotto e l’infuso di foglie di salvia vengono impiegati per il trattamento del diabete nella Provincia di Chtouka-Aït Baha e Tiznit in Marocco [8].
EUROPA
Nell’Europa medievale la salvia veniva lodata come rimedio per indigestione, reflusso acido, convulsioni, vertigini, diarrea, sclerosi, Alzheimer, colera, epilessia, disturbi respiratori, cognitivi, metabolici e psichiatrici.
Localmente si applicava contro artrite, reumatismi, scottature e per lenire il dolore.
L’infuso veniva consumato per combattere dispepsia, sudorazione eccessiva, tosse, raffreddore, disturbi della pelle, desolazione (disturbo mistico tra follia e possessione), infiammazioni orali e della gola.
Il decotto veniva lodato come vermicida ed impiegato per faringite, supporto digestivo e metabolico.
La pasta fatta con il fogliame tritato si usava localmente per trattare allergie, verruche, infiammazioni, morsi d’insetto e di serpente.
L’olio essenziale era utilizzato esternamente come stiptico, antisettico, antinfiammatorio, antimicotico, antispasmodico ed antidolorifero [9].
Carlomagno ne incoraggiò la coltivazione: a quei tempi veniva chiamata Salvia salvatrix, “salvia del salvatore”, e si credeva avesse proprietà curative nei confronti della peste.
L’erborista inglese Jonh Gerard scrisse che questa pianta avesse proprietà benefiche per mente e corpo: affinare i sensi, migliorare la memoria, rinforzare le cartilagini, ristorare la salute ed alleviare i tremori.
Nella medicina tradizionale Austriaca il te a base di foglie fresche viene estensivamente impiegato nel trattamento di disturbi gastrointestinali, della pelle e delle mucose [10].
Nel comume di Zagori in Grecia la salvia si usa contro diarrea, dissanteria, indigestione, disturbi epatici, febbre, malaria, reumatismi, artrite, diabete, ulcere, infezioni urinarie e della faringe [11].
Nella regione di Valencia in Spagna consumano il decotto di foglie di salvia per stimolare l’appetito, l’arrivo delle mestruazioni ed abbassare la pressione arteriosa. L’infuso viene lodato per le proprietà disintossicanti ed antisettiche [12].
La popolazione di Sagarra, una della comarche della Catalogna, beve il decotto e l’infuso per abbassare la pressione arteriosa [13].
Nella regione di Samogitia in Lituania il te di foglie di salvia si consuma per alleviare il mal di gola; estratti alcolici ed aquosi di foglie e fiori vengono impiegati contro la tosse [14].
La popolazione della città di Negotin nella Serbia Occidentale beve l’infuso di foglie di salvia come antisettico ed antinfiammatorio in caso di problemi a gola, gengive o denti [15].
Nel centro Italia si usava mettere del fogliame di salvia sotto al letto per scacciare insetti ed altri parassiti [16].
Nel comune di Acquapendente nel Lazio le nonne bollivano el vino le foglie di salvia insieme alla bacche di cipresso e ginepro; la somministravano come pozione rinforzante ai bambini più piccoli di un anno che ancora non camminavano.
Il decotto di salvia, mela, semi di anice, boccioli di lime, camomilla, datteri e miele veniva consumato per combattere la tosse [17].
Nei comuni di Escolca e Lotzorai in Sardegna il decotto di foglie di salvia si indicava contro bruciori e disturbi del cavo orale [18].
Nell’area delle Madonie in Sicilia il decotto e l’infuso di foglie di salvia si consumava per abbassare la febbre [19].
PESTICIDA
L’olio essenziale di salvia danneggia il DNA, funzione mitocondriale ed acetilcolinestrasi delle larve di Aedes aegypti [96].
L’olio essenziale di salvia ha manifestato una significativa attività repellente e fumigante contro Tribolium castaneum e Ulomoides dermestoides concentrazione dipendente, i ricercatori ipotizzano possa avere potenziali applicazioni nel controllo dei parassiti [97].
In altri test ha mostrato un effetto repellente e pesticida più duraturo e potente di rosmarino e coriandolo sul coleottero Callosobruchus maculatus [98].
ERBICIDA
L’olio essenziale ha ridotto la germinazione dei semi di lattuga del 47,5% inibendo anche la crescita della radice [89].
In un altra ricerca ha ridotto la geminabilità di Amaranthus retroflexus, Chenopodium album, Echinochloa crus-galli, Triticum aestivum e Solanum lycopersicum [99].
Flavonoidi: apigenina, apigenin-7-O-glucoside, apigenin-acetilglucoside, apigenin-4′-metiletere, isoramnetina, luteolina, luteolin-7-glucoside, luteolin-glucuronide, 6-OH-luteolin-6-metiletere, omoplantaginina, ispidulina, carnosolo, metossicarnosolo, vicenina-2, quercetina, quercetin-3-O-galattoside, quercetin-3-O-ramnoside, kaempferolo, crisina, galangina, catechina, epicatechina, gallato di epigallocatechina, gallato di gallocatechina, rutina, scutellarein-6-metil etere, isoscutellarein-8-metil etere, diosmetina, pectolinarigenina;
acidi fenolici: tannico, oleico, rosmarinico, clorogenico, caffeico, ellagico, cumarico, betullinico, salvianolico, salvianico, acido gallico, sinapico, vanillico, caftarico, idrossibenzoico, siringico, ferulico e tricoumaroil-spermidina;
terpenoidi: acido ursonico, acido ursolico, acido asiatico, acido bentamico, acido micromerico, acido carnosico,carnosolo, galdosolo, camosolo, ferruginolo, salviquinoni, canfene, pinene, farnesene, cimene, limonene, sabinene, mircene, cimene, cadinene, terpinene, terpinenolo, eucaliptolo, manololo, ledolo, viridifloro, terpinil acetato, epimanolo, sugiolo, borneolo, canfora, cariofillene, ossido di isocariofillene, cariofillenolo, citronellil-propionato, elemene, umulene, ledene, tujone, lupeolo, rosmadiale, rosmanolo, octenolo, epirosmanolo, irorosmanolo, columbaridione, atuntzensina A, miltirone ed altri derivati apiananici;
cumarine: salviacumarina, esculetina;
fitosteroli: β-sitosterolo, β-campesterolo, avenasterolo, stigmasterolo;
alcaloidi: sitsirikina, vinblastina, vindolina, catarantina, vinleurosina;
polisaccaridi: pectina, arabinogalattani, glucuronoxilani;
carotenoidi;
tannini;
amminoacidi: treonina, valina, isoleucina, fenilalanina, arginina, serina, glicina, leucina, cisteina, tirosina, acido aspartico, acido glutamico;
vitamine: B9, B3, B6, B2, B1, A, C, E, K;
minerali: calcio, rame, ferro, magnesio, manganese, zinco.
Diversi fattori ambientali possono influenzare il vasto fitocomplesso, la siccità provoca un marcato aumento nel contenuto di monoterpeni e polifenoli [100].
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