Ruta selvatica (Ruta Graveolens) parte aerea fresca

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Anticamente usata nella produzione di alcolici, la ruta ha una lunga tradizione nella medicina popolare che è andata per lo più perduta.

Non molti sanno che contiene armalina e si è dimostrato in uno studio scientifico come MAO-inibitore più efficace della stessa ruta siriana.

E’ citata nel libro “Flora Psicoattiva Italiana” di Gianluca Toro come possibile psichedelico per via di alcuni suoi composti di cui si sa ben poco (rurina e acido gravolenico).

Svuota
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parte Parte aerea Seme
condizione Fresca Secca
forma Intera Tritata In polvere Tintura (artigianale) Resina (artigianale)
quantita 50gr 100gr 250gr 500gr 1kg 50gr di materia prima 100gr di materia prima 250gr di materia prima 500gr di materia prima Circa 75 semi Circa 200 semi
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

Gli antichi erboristi utilizzavano la foglia in polvere nelle seguenti modalità e dosaggi indicativi:
-ingerita o incapsulata\ dose lieve 5-10gr \moderata 10-20gr \alta 20-30gr \altissima 30-40gr
-infusa\ 8-13gr \moderata 13-25gr \alta 25-35gr \altissima 35-45gr
-tintura\ dose lieve 5-10gr \moderata 10-20gr \alta 20-30gr \altissima 30-40gr

In fitoterapia alternativa la ruta selvatica è usata come rimedio per problemi digestivi, gas intestinale, flatulenza, inappetenza, coliche, infezioni respiratorie, tosse, bronchite, colera, mal di schiena, morsi di serpente, minzione notturna, disturbi della vista e mestruali.

Ha dei lievi effetti calmanti a basse dosi, utili più che altro nelle combinazioni fitoterapiche.
A dosi alte ed altissime (sconsigliate) ha effetti psicoattivi: sedazione estrema, allucinazioni indistinguibili dalla realtà, irascibilità, cambiamenti delle personalità e altri conseguenze non tanto gradevoli sul CNS.

Viene spesso combinato dagli psiconauti a scopo rilassante con erba dei sogni messicana, damiana, cannabis, passiflora, valeriana, erba gatta, tabacco indiano, klip dagga, lavanda, e luppolo.
Se ingerito a stomaco vuoto l’effetto si percepisce dopo 20m e dura fino a 3 ore in base alla dose.

Viene spesso usata dagli psiconauti insieme ad altre erbe dato il suo effetto gentile a basse dosi. Quelle alte ed altissime (sconsigliate) hanno effetti psicoattivi: sedazione estrema, allucinazioni indistinguibili dalla realtà, irascibilità, cambiamenti delle personalità e altre conseguenze non tanto gradevoli sul CNS.

Medicina convenzionale
Le proprietà ansiolitiche, sedative, analgesiche, antinfiammatorie, antiossidanti, antibatteriche, antitumorali, citotossiche, ipoglicemiche, ipolipidiche, dimagranti e neuroprotettive sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non viene usata in medicina convenzionale, le sue immense potenzialità vengono taciute preferendo sottolineare quanto sia tossica anche se non c’è un solo caso di morte o danni permanenti fin dagli albori (ormai molto lontani) del suo utilizzo.
Il caso più grave fu un overdose ed è costato ad un anziana di 78 anni solo 3 giorni di ospedalizzazione senza danni permanenti.

 

 

Medicina alternativa
La ruta selvatica si usa internamente senza timore da secoli, veniva anche consumata in insalata per le sue molteplici proprietà nutritive. L’unico effetto collaterale di rilievo sembra rappresentato da casi di scottature solari dovute al lattice fresco della pianta sulla pelle.

In fitoterapia si indica ormai raramente contro: inappetenza, stomaco irritato, diarrea, disturbi mestruali, palpitazioni cardiache, aterosclerosi, disturbi respiratori, tosse, mal di testa, artrite, crampi, spasmi muscolari, nervosismo, epilessia, sclerosi multipla, paralisi di Bell, febbre, emorragie, epatite, debolezza oculare, ritenzione idrica, cancro alla bocca, vermi, funghi e batteri.

Infuso
-Mettere la ruta (opzionale)in polvere con volume doppio d’acqua (opzionale)distillata in un barattolo sigillabile e chiuderlo ermeticamente.
-Scaldare la mistura fino a diventare bella calda (40-50C°) e mantenere la temperatura fino a 1 ora per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi,
-(Opzionale) Ripetere tre volte l’infusione ed il filtraggio, riducendo a metà i tempi d’infusione ed unendone alla fine i liquidi puliti risultanti
-(Opzionale) Aggiungere miele se si gradisce.
-(Opzionale) Può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di calore estremamente debole per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Tintura
-Mettere la ruta (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere etanolo al 50% per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e mantenere in infusione fino a 1 settimana per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) Può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di una ventola o calore estremamente debole per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Descrizione
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Sapindales
Famiglia: Rutaceae
Genere: Ruta
Specie: R. graveolens
Nativo: Penisola Balcanica
Plant Hardiness Zone: 6-11
La ruta (Ruta Graveolens) è una pianta perenne aromatica glabra e glauca, a base legnosa.
Sviluppa foglie pinnate di colore verde-bluastro dall’aroma pungenti dotate di vari segmenti oblunghi.
Produce fiori gialli raggruppati a piccole infiorescenze e una capsula marrone.

Coltivazione
La ruta è una pianta robusta, molto semplice da coltivare:
-Pressare lievemente i semi in primavera in un comune terreno ben drenante e leggero a piena esposizione solare.
-Mantenere umido il terriccio fino alla germinazione (1-2 settimane)
-Non necessità di cure particolari, ama il sole e resiste alla siccità.

La ruta selvatica era rispettata da Ippocrate per le sue qualità medicinali, Aristotele ne lodava la potente azione calmante.
Plinio menziona l’uso medico per i disturbi oculari e il miglioramento della vista.
Mitridate del Ponto la consumò come antidoto per il veleno.
I cristiani usavano mazzetti di ruta per spargere l’acqua santa nelle chiese
Nel medioevo venne usata anche per preparare una pozione ritenuta miracolosa contro la peste nera; i giudici la portavano addosso quando entravano nelle carceri, noti focolai infettivi.

L’erborista inglese Jonh Gerard scrisse dell’efficacia della ruta contro il veleno dell’aconito, di alcuni funghi, dei rospi, degli scorpioni, dei serpenti, delle api, delle vespe e dei tafani.
Ne raccomandò anche l’uso locale sul mal d’orecchi, ferite ed infiammazioni.
La ruta venne menzionata insieme a molte sue applicazioni nel 1562 da Turner nel suo erbario, successivamente Piperno il Napoletano la raccomandò per epilessia e vertigini.

Estratti a base di ruta sono stati testati risultando potenti inibitori di butirilcolinesterasi ed acetilcolinesterasi, supportando il tradizionale impiego della pianta come memory-booster.
Diversi alcaloidi sembrano strutturalmente simili a note sostanze psicoattive.

E’ anche un MAO-B inibitore, non potente quanto la ruta siriana, ma comunque efficace ai dosaggi moderati sia nel potenziare l’assorbimento di molte sostanze che come antidepressivo naturale.

L’omeopata francese Guermonprez scrive che gli effetti benefici della ruta nella cura della sclerosi a placche erano dovuti alla capacità di bloccare i canali del potassio.
Le furocumarine ed altri composti non ben identificati hanno dimostrato effetti inibitori sui canali del calcio nelle membrane nervose delle cavie da laboratorio.

Gli alcaloidi della pianta hanno dimostrato una significativa azione spasmolitica sullo stomaco, mentre hanno stimolato la contrazione dell’utero e l’attività adrenergica delle vescicole seminali nelle cavie da laboratorio.

Da altri studi emergono le proprietà antinfiammatorie ed analgesiche della pianta che sembrano validare molte tradizionali applicazioni terapeutiche come il trattamento dei dolori reumatici.

Le foglie della pianta si sono dimostrate efficaci contro Bacillus subtilis e Staphylococcus aureus.

L’olio essenziale della ruta selvatica contiene metil chetone, un composto che si ipotizza sia il principale responsabile dell’attività antielmintica ed antimicotica della ruta.

Viene spesso considerata altamente tossica anche se non c’è un solo caso di morte o danni permanenti fin dagli albori (ormai molto lontani) del suo utilizzo, anche se lo stesso non si può dire per l’olio essenziale isolato il cui uso interno è altamente pericoloso.
Il caso più grave riportato relativo al consumo della pianta grezza riguarda un overdose massiccia ed è costato ad un anziana di 78 anni solo 3 giorni di ospedalizzazione senza danni permanenti.

La pianta fresca è leggermente tossica, se la scambi per insalata e ne mangi una ciotola puoi stare male… Ma la pianta secca è del tutto innocua.

La ruta contiene furanoacridoni, arborinina, evoxantina, graveolinina, calepesina, skimmianina, kokusaginina, umbelliferone, scopoletina, psoralene, xantossina, isopimpinellina, rutamarina, rutaculina, limonoidi, 6-metossidictamnina, edulinina, 2-nonanone, 2-nonil acetato, 2-undecanone, 2-butanone, bergaptene e metil chetone.

Il principale composto attivo è la calepesina, ma anche 2-nonanone e 2-undecanone contribuiscono all’effetto complessivo.

Effetti sedativi, ipnotici, ansiolitici, anticonvulsivanti ed analgesici:
Gonzalez-Trujano, M. E., et al. “Neuropharmacological profile of an ethanol extract of Ruta chalepensis L. in mice.” Journal of ethnopharmacology 106.1 (2006): 129-135.
Effetti neuroprotettivi:
Mahmoud, Ayman M., et al. “Ruta graveolens and its active constituent rutin protect against diethylnitrosamine-induced nephrotoxicity through modulation of oxidative stress.” (2015).
Effetti nootropici:
Adsersen, Anne, et al. “Screening of plants used in Danish folk medicine to treat memory dysfunction for acetylcholinesterase inhibitory activity.” Journal of Ethnopharmacology 104.3 (2006): 418-422.
Effetti antinfiammatori:
Raghav, S. K., et al. “Anti-inflammatory effect of Ruta graveolens L. in murine macrophage cells.” Journal of Ethnopharmacology 104.1 (2006): 234-239.
Effetti citotossici ed antitumorali:
Réthy, Borbála, et al. “Investigation of cytotoxic activity on human cancer cell lines of arborinine and furanoacridones isolated from Ruta graveolens.” Planta medica 73.01 (2007): 41-48.
Effetti ipoglicemici, ipolipidici, dimagranti e antiossidanti:
Ahmed, Osama Mohamed, et al. “Antihyperglycemic, antihyperlipidemic and antioxidant effects and the probable mechanisms of action of Ruta graveolens infusion and rutin in nicotinamide-streptozotocin-induced diabetic rats.” Diabetologia Croatica 39.1 (2010): 15-35.
Effetti antibatterici:
Wolters, B., and U. Eilert. “Antimicrobial substances in callus cultures of Ruta graveolens.” Planta medica 43.10 (1981): 166-174.
Effetti ormonali:
Khouri, Nabil Azar, and Zeyad El-Akawi. “Antiandrogenic activity of Ruta graveolens L in male Albino rats with emphasis on sexual and aggressive behavior.” Neuroendocrinology letters 26.6 (2005): 823-829.

L’assunzione di ruta è controindicata in chi soffre di disturbi gastrici, intestinali, epatici, renali, della minzione o durante la gravidanza e l’allattamento.

L’interazione con prodotti abbronzanti e farmaci che sensibilizzano la pelle è pericolosa per il rischio di bruciature solari. Conviene comunque evitare la luce solare quando si adopera la ruta fresca localmente.

Gli effetti collaterali sono rari con la pianta secca: irritazione gastrica, cambiamento dell’umore, insonnia, stordimento, spasmi.

L’uso intensivo, eccessivo e prolungato può danneggiare i reni e il fegato.
Evitare il contatto con la pelle sensibile e gli occhi.

L’overdose è più che altro fastidiosa, solo l’olio essenziale isolato è pericoloso.

Non ci sono casi di dipendenza, danni permanenti o morte in letteratura scientifica relativi al consumo di questa pianta.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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