Salvia recognita

E’ molto simile all’officinalis nell’aspetto, le foglie di entrambe entrambe un sorta di lamina bianco lanosa… ma quelle della recognita sono leggermente appiccicose, molto più oliose.


Masticando un po’ di foglie fresche mi sono accorto che anche aroma e sapore sono molto vicini.
Non è stato notato alcun effetto psicotropo, forse anche perchè la piantina era piccola e il periodo inadatto.

La differenza principale sta nel retro delle foglie, quelle della recognita sono caratterizzate da una fitta peluria composta da tricomi ghiandolari e sono coperte da una sostanza appiccicosa. Nelle divinorum è qui che vengono secreti i principi attivi [1].

Un gruppo di ricerca ha analizzato 40 specie spontanee di Salvia in Turchia riportando la concentrazione più alta di salvinorin A proprio nella recognita: 0,21286 ± 0,02 mg/g contro i 0.89–3.7 mg/g della famosa divinorum [2].

Data la potenza inferiore, seppur significativa, diventa ancora più vitale concentrare il materiale e non è detto che la classica estrazione in acetone sia sufficiente.
Potrebbe avere senso se si dispone di una buona quantità di foglie (è molto più produttiva e robusta della divinorum) fare un passaggio veloce in acetone giusto con il retro delle foglie.
I tricomi dovrebbero dissolversi in pochissimo tempo.

L’olio essenziale della Salvia recognita è caratterizzato principalmente da cineolo, borneolo e canfora (anche tracce di tujone); tutti composti potenzialmente psicoattivi a dosaggi adeguati [3].

I semi sono ricchi di acidi grassi assenziali tra cui linoleico, linolenico, oleico, palmitico e stearico [4].

Dalle radici sono stati isolati diversi diterpenoidi di cui ancora non si conosce la farmacologia: salvirecognone, salvirecognine e abietadiene [5].

Per adesso commerciamo solo le sementi da coltivazione https://www.visionecurativa.it/prodotto/salvia-turca-delle-scogliere-salvia-recognita/

FONTI
1)Siebert, Daniel J. “Localization of salvinorin A and related compounds in glandular trichomes of the psychoactive sage, Salvia divinorum.” Annals of botany 93.6 (2004): 763-771.
2)Hatipoglu, Seda Damla, et al. “Screening of hallucinogenic compounds and genomic characterisation of 40 Anatolian Salvia species.” Phytochemical analysis 28.6 (2017): 541-549.
3)Hatipoglu, Seda Damla, et al. “Determination of Volatile Organic Compounds in Fourty Five Salvia Species by Thermal Desorption-GC-MS Technique.” Records of Natural Products 10.6 (2016).
4)Gören, Ahmet C., et al. “Chemotaxonomic evaluation of Turkish species of Salvia: Fatty acid compositions of seed oils.” Biochemical Systematics and Ecology 34.2 (2006): 160-164.
5)Tan, Nur, Gülaçti Topçu, and Ayhan Ulubelen. “Norabietane diterpenoids and other terpenoids from Salvia recognita.” Phytochemistry 49.1 (1998): 175-178.

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