Calendula selvatica (Calendula Arvensis) fiori freschi

1.90

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Fiore molto diffuso dall’inconfondibile colore arancio acceso, viene usata ancora oggi come antibatterico ed antinfiammatorio.

Da diversi studi è emerso che l’applicazione locale di calendula stimola il sistema immunitario, l’angiogenesi, la perfusione tissutale, la produzione di collagene e nuovo tessuto connettivo; oltre a ridurre il dolore, la possibilità di infezione, la quantità di tessuto necrotico ed essudato.

L’assunzione interna combatte disturbi gastrici, crampi, dolori mestruali e, in base ad alcuni recenti studi, riduce notevolmente il rischio di cancro.

In alcuni periodi dell’anno o su richiesta (se la quantità è sufficiente) possiamo produrre ed essiccare anche la calendula coltivata (Calendula officinalis)… Contattateci su visionecurativa@gmail.com per i dettagli.

 

Svuota
1.90
parte Fiore Seme
condizione Secca Fresca
forma Intera Tritata In polvere
quantita 25gr 50gr 100gr 50gr di materia prima 10 semi
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

Gli antichi erboristi utilizzavano principalmente il fiore in polvere nelle seguenti modalità e dosaggi indicativi:
-ingerito/ dose lieve 5-10gr \moderata 10-20gr \alta 20-30gr \altissima 30-40gr
-decotto\ dose lieve 6-12gr \moderata 12-23gr \alta 23-34gr \altissima 34-45gr
-tintura/ dose lieve 5-10gr \moderata 10-20gr \alta 20-30gr \altissima 30-40gr

Viene impiegata in fitoterapia alternativa con indicazioni analoghe alla tradizionale Calendula Officinalis. Si indica per trattare spasmi muscolari, disturbi mestruali, febbre, cancro, infiammazioni della bocca, mal di gola, ulcere gastriche e duodenali.
Viene applicata localmente su infiammazioni, ulcere alle gambe, sanguinamento nasale, emorroidi, vene varicose, proctite e congiuntivite.

La Commissione Tedesca E ha approvato l’uso interno del fiore di calendula per trattare l’infiammazione della mucosa orale e della gola, esternamente su ferite ed ulcere ai piedi. Nel Regno Unito è registrata solo per uso esterno. In America il consumo della pianta è permesso, viene usata per la produzione di cosmetici, integratori nutrizionali e rimedi omeopatici.
I composti presenti nell’olio volatile hanno marcati effetti antimicrobici ed antimicotici. L’acido calendico è un potentissimo antiossidante.
Alcune evidenze sembrano anche suggerire la presenza di composti dalla forte azione antitumorale e benefica per trattare i sintomi dell’HIV.

Viene spesso combinata con tarassaco, iperico, melissa, finocchietto selvatico, peperoncino, mirto, miele, camomilla, lavanda, ed anice per la produzione di formule antinfiammatorie, antiossidanti ed antietà.
In fitoterapia si assume 2 volte al giorno per almeno 1 settimana prima di ottenerne i massimi benefici.

Medicina convenzionale
Le proprietà antitumorali, antinfiammatorie, analgesiche, ipoglicemiche, diuretiche, antivirali, antibatteriche, antimicotiche, antiossidanti, antitumorali, epatoprotettive, nefroprotettive, gastroprotettive, antietà, dermoprotettive, antiacne, antipiretiche, nootrofiche, neuroprotettive, sedative, ipotensive e stimolanti sull’appetito della calendula sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non viene usata in medicina convenzionale.

 

Medicina alternativa
Viene impiegata in fitoterapia alternativa con indicazioni analoghe alla tradizionale Calendula Officinalis. Si indica per trattare spasmi muscolari, disturbi mestruali, febbre, cancro, infiammazioni della bocca, mal di gola, ulcere gastriche e duodenali.

Viene applicata localmente su infiammazioni, ulcere alle gambe, sanguinamento nasale, emorroidi, vene varicose, proctite e congiuntivite.

Decotto
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata.
-Mettere la calendula (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo d’acqua (opzionale)distillata.
-Portare quasi all’ebollizione e mantenere la temperatura fino a mezz’ora per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) Ripetere tre volte l’infusione ed il filtraggio, riducendo a metà i tempi d’infusione ed unendone alla fine i liquidi puliti risultanti.
-(Opzionale) può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di una lieve fiamma per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Tintura
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata ed un spruzzatina d’etanolo.
-Mettere la calendula (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere etanolo al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 1 settimana per la saturazione.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) può essere concentrata ulteriormente con l’aiuto di una lieve fiamma per produrre un estratto atto ad essere incapsulato.

Olio infuso
-(Opzionale) Congelare il materiale inumidito con acqua distillata.
-Mettere in un frullatore la calendula ed aggiungere olio a filo fino alla consistenza desiderata
-Lasciare macerare la soluzione per almeno 48 ore in un recipiente sigillato a circa 25-30C° lontano da luce solare
-Non filtrare, conservare in un recipiente ermetico lontano da umidità, fonti di luce e di calore.

Descrizione
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Sottofamiglia: Asteroideae
Tribù: Calenduleae
Genere: Calendula
Specie: C. arvensis
Nativo: Mediterraneo
Plant Hardiness Zone: 5-9
La calendula selvatica (Calendula Arvensis) è una pianta annuale che cresce fino a 50cm, è ricoperta da una sottile peluria.
Sviluppa foglie lanceolate e fiori di colore arancione acceso che attirano molti insetti.

Coltivazione
La calendula selvatica è una pianta robusta molto semplice da coltivare:
-In primavera seppellire superficialmente i semi in un terreno appena umido, ricco e ben drenante a piena esposizione solare.
-mantenere il terriccio umido fino alla germinazione, non richiede molto tempo di solito.
-una volta stabilita non necessita di molte attenzioni .

La calendula fu chiamata così dagli antichi Romani perchè fioriva il primo giorno di ogni mese, era considerata un simbolo di gioia e coltivata nei giardini per portare la felicità. Il poeta Aemilius Macer scrive nel suo erbario che anche solo guardare la pianta migliorasse la vista, la concentrazione, le capacità cognitive e l’umore.
Gli antichi Egiziani ne lodavano le proprietà rigeneranti.

Fra gli Aztechi era tenuta in grandissima considerazione come una sorta di panacea. Grosse quantità di fiori di calendula venivano offerte agli dei durante alcuni rituali.

I monaci medievali lo ritenevano un buon rimedio contro disturbi gastrointestinali, epatici, morsi di insetto e di serpente.

Durante il XVII secolo il cortigiano inglese Culpepper la promosse come tonico cardiaco, rimedio per il vaiolo ed il morbillo.

I petali venivano impiegati nell’antica cucina greca e persiana per guarnire molti piatti, successivamente si sono diffusi anche in Europa.

Durante la guerra civile americana i fiori di calendula sono stati impiegati in larga scala per disinfettare, cicatrizzare e velocizzare i tempi di guarigione delle ferite dei soldati. Fino al 1939 veniva prescritta dai famosi medici della Scuola Eclettica Americana per trattare disturbi epatici, ulcere gastriche e congiuntivite.

La Commissione Tedesca E ha approvato l’uso interno del fiore di calendula per trattare l’infiammazione della mucusa orale e della gola, esternamente su ferite ed ulcere ai piedi. Nel Regno Unito è registrata solo per uso esterno. In America il consumo della pianta è permesso, viene usata per la produzione di cosmetici, integratori nutrizionali e rimedi omeopatici.

Nel 1999 una combinazione a base di geranio, burdock e calendula si è dimostrata molto più potente della medicazione sintetica standard aciclovir per risolvere le complicazioni e guarire le ulcere causate da cheratite erpetica.
Nel 1994 un unguento a base della pianta è stato testato con successo come antidolorifero, nel 2005 un altro preparato topico è risultato molto efficace nel trattare le ulcere venose delle gambe e la dermatite da contatto.

I composti presenti nell’olio volatile hanno marcati effetti antimicrobici ed antimicotici. L’acido calendico è un potentissimo antiossidante.
Alcune evidenze dimostrano la presenza di composti dalla forte azione antitumorale, questi sono anche in grado di innescare l’attivazione linfocitaria con effetti benefici sui sintomi dell’HIV.

La calendula contiene faradiol-3-O-palmitato, faradiol-3-O-miristato, faradiol-3-O-laurato, arnidiol-3-O-palmitato, arnidiol-3-O-miristato, arnidiol-3-O-laurato, calenduladiol-3-O-palmitato, and calenduladiol-3-O-miristato, patulitrina, patuletina, acido oleanolico, acido ursolico, calendasaponine, officinosidi, calendulosidi, cadinolo, carotenoidi, β-carotene, luteina, acarvone, geranilacetone, cariofillene ketone, mentone, isomentone, γ-terpinene, δ-cadinene, arvensosidi, cariofillene, β-ionone, β-ionone epossido, pedunculatina, citrale, geraniolo, eugenolo, mentolo, cinnamaldeide, calendulina, α-carotene, γ-carotene, licopene, rubixantina, violaxantina, citroxantina, zeina, crisantemaxanthina, flavocromo, flavoxantina, auroxantina, microxantina, carotene epossido, arnadiolo, faradiolo, amirina, lupeolo, taraxasterolo, calenduladiolo, diidro-actinidiolide e α-muurolene.

L’azione antinfiammatoria sembra dovuta ad arvensosidi, faradiolo e derivati, anche se tutto il fitocomplesso contribuisce.
L’azione antimicrobica/antivirale/antimicotica è dovuta principalmente a citrale, geraniolo, eugenolo, mentolo e cinnamaldeide.

Effetti antivirali:
De Tommasi, Nunziatina, et al. “Structure and in vitro antiviral activity of sesquiterpene glycosides from Calendula arvensis.” Journal of natural products 53.4 (1990): 830-835.
Effetti antiossidanti, antitumorali ed antibatterici:
Abudunia, A-M., et al. “Anticandidal, antibacterial, cytotoxic and antioxidant activities of Calendula arvensis flowers.” Journal de Mycologie Médicale/Journal of Medical Mycology 27.1 (2017): 90-97.
Effetti antietà e benefici sulla pelle:
Maity, Niladri, et al. “ANTI-WRINKLE POTENTIAL OF STANDARDIZED FLOWER EXTRACT OF CALENDULA OFFICINALIS LINN.” PHARMACEUTICAL BIOLOGY. Vol. 50. No. 5. 4 PARK SQUARE, MILTON PARK, ABINGDON OX14 4RN, OXON, ENGLAND: TAYLOR & FRANCIS LTD, 2012.
Effetti neuroprotettivi:
Shivasharan, B. D., et al. “Protective effect of Calendula officinalis Linn. flowers against 3-nitropropionic acid induced experimental Huntington’s disease in rats.” Drug and chemical toxicology 36.4 (2013): 466-473.
Effetti epatoprotettivi e nefroprotettivi:
Preethi, Korengath Chandran, and Ramadasan Kuttan. “Hepato and reno protective action of Calendula officinalis L. flower extract.” (2009).
Effetti nootropici:
Nöldner, M., W. Müsch, and E. Koch. “Memory and cognition enhancing activities of an ethanolic extract from Calendula officinalis flowers after oral administration in rats and mice.” Planta Medica 79.13 (2013): SL9.
Effetti antiasmatici, antistaminici ed antispasmodici:
Sagar, Rakesh, et al. “Pharmacological evaluation of calendula officinalis L. on bronchial asthma in various experimental animals.” International Journal of Nutrition, Pharmacology, Neurological Diseases 4.2 (2014): 95.
Effetti diuretici:
Kurkin, V. A., et al. “INVESTIGATION OF DIURETIC ACTIVITY OF PHYTOPREPARATIONS OF CALENDULA OFFICINALIS L. FLOWERS.” BYULLETEN SIBIRSKOY MEDITSINY 15.2 (2016): 51-57.
Effetti ipoglicemici, gastroprotettivi e stimolanti sull’ appetito:
Yoshikawa, Masayuki, et al. “Medicinal flowers. III. Marigold.(1): hypoglycemic, gastric emptying inhibitory, and gastroprotective principles and new oleanane-type triterpene oligoglycosides, calendasaponins A, B, C, and D, from Egyptian Calendula officinalis.” Chemical and Pharmaceutical Bulletin 49.7 (2001): 863-870.
Effetti antiacne:
Mishra, Priyanka. “Treatment of Acne with herbal remedie–Calendula officinalis: An Overview.” International Journal of Pharmaceutical & Biological Archive 2.4 (2011).
Effetti antipiretici ed analgesici:
Ahmad, S., S. Qureshi, and Y. Badar. “Antipyretic and analgesic activity in crude ethanolic extract of Calendula officinalis Linn.” Pakistan Journal of Scientific and Industrial Research 43.1 (2000): 50-54.
Effetti antimicotici:
Gazim, Zilda Cristiane, et al. “Antifungal activity of the essential oil from Calendula officinalis L.(Asteraceae) growing in Brazil.” Brazilian Journal of Microbiology 39.1 (2008): 61-63.
Effetti sedativi ed ipotensivi:
Bojadjiev, C. “ON THE SEDATIVE AND HYPOTENSIVE EFFECT OF PREPARATIONS FROM THE PLANT CALENDULA OFFICINALIS.” Nauchni trudove na Visshiia meditsinski institut, Sofiia 43 (1964): 15.
L’assunzione di calendula selvatica è controindicata in chi soffre di allergia alle piante del genere “Ambrosia”, prima di un’operazione chirurgica o durante gravidanza ed allattamento.

Non sono conosciute interazioni farmacologiche pericolose.

Non ci sono effetti collaterali di solito.

L’overdose è pericolosa per i reni.

Non sono conosciuti casi di dipendenza, danni permanenti o morte in letteratura scientifica relativi al consumo di questa pianta.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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