Lattuga selvatica (Lactuca Virosa - Serriola) fogie fresca

4.90

Molte specie selvatiche del genere Lactuca secernono un lattice che è stato usato in passato come succedaneo dell’oppio, il cosiddetto lectucarium.

La pianta non contiene oppiacei o oppioidi ma lattoni sesquiterpenici: la farmacologia del fitocomplesso non è ancora del tutto compresa ma si pensa che agisca come inibitore dell’encefalinasi incrementando di conseguenza i livelli degli oppiodi endogeni.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD AROMATERAPIA E CAMPIONATURA BOTANICA.

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4.90
parte Foglia Pianta intera
condizione Secca Fresca
forma Intera Tritata In polvere Resina
quantita 2g 10g 25g 100g
Azzera selezione
Confronta

Descrizione prodotto

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO IN MEDICINA POPOLARE (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: parte aerea (possibilmente fresca)

-masticata fino all’assorbimento sublinguale \ 5-10g
-resina\ 0,5-2g 
-tintura 1:1\ 1-4ml
-fumata o vaporizzata (125-150C°)\ 

Le foglie sono molto più gradevoli degli estratti o degli steli come aroma, ma sono molto deboli come potenza.

La fiamma diretta degrada notevolmente i principi attivi.

La lattuga selvatica è famosa in tutto il mondo per i suoi effetti simili all’oppio, ma in realtà prodotti da lattoni sesquiterpenici.

A bassi dosaggi agisce semplicemente da calmante, ma a dosi elevate può avere un buon effetto narcotico.

La fiamma diretta degrada notevolmente i principi attivi.

Medicina convenzionale
Le sue proprietà ipotensive, sedative, antitumorali, antimicotiche, antibatteriche, utili nei confronti di tosse, pertosse e asma della lattuga selvatica sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non viene usata nella medicina convenzionale .

 

Medicina alternativa
Si impiega in fitoterapia per trattare insonnia, tosse, debolezza, accumulo d’acqua nei tessuti, depressione, ansia, indigestione, acidità gastrica, emicrania e dolori nervosi.
Alcuni la usano anche come afrodisiaco e stimolante della produzione di latte.

In passato la lattuga selvatica era molto usata come sostituto dell’oppio, condividendo con questo gli effetti narcotici ed analgesici; ma non quelli collaterali come costipazione, perdita di peso, depressione respiratoria e soprattutto dipendenza.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua (distillata) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere la lattuga selvatica (opzionale)in polvere in una pentola con un volume triplo di acqua (opzionale)distillata.
-Lasciare sobbollire appena fino a 30m per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua (distillata) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere la lattuga selvatica (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 75%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 2 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Frullato fresco
-Mettere la lattuga selvatica (opzionale)in polvere in un frullatore con ghiaccio, acqua fresca, zucchero e menta
-Frullare fino alla completa omogeneizzazione del composto
-Consumare mentre è ancora freddo.

Descrizione
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Sottofamiglia: Cichorioideae
Tribù: Cichorieae
Sottotribù: Lactucinae
Genere: Lactuca
Specie: L. virosa
Nativo: Europa
Plant Hardiness Zone: 5-9
La lattuga selvatica (Lactuca Virosa) è una pianta biennale che cresce fino a 2m, ha un fusto molto dritto e una radice liscia di colore marrone; sviluppa molti steli intermedi orizzontali.
Produce molte foglie lunghe fino a 45cm di forma oblunga, in posizione alternata fra di loro; i frutti sono ovali, rugosi e neri.
Tutta la pianta è ricca di lattice, che una volta all’esterno, secca velocemente lasciando un residuo marrone simile a oppio nell’aspetto e nell’odore chiamato lactucarium.

Coltivazione
La lattuga selvatica è una pianta infestante diffusa in tutto il mondo e facilissima da coltivare:
-Mettere i semi in un comune terriccio da semina in primavera o inizio estate a circa 2-3cm di profondità, a distanza ottimale di 40cm almeno l’uno dall’altro.
-In 3-5 giorni dovrebbero vedersi i germogli.
-Non occorre innaffiarla più di 2 volte a settimana, non necessita di concimi o fertilizzanti.
Conviene prelevare il materiale vegetale o il lattice quando avrà raggiunto la piena maturità all’inizio del periodo di fioritura (giugno/agosto) per una potenza ottimale.

I Romani hanno usato la lattuga selvatica come analgesico.
Si dice che Augusto stesso le avesse dedicato una statua, dopo essere stato guarito grazie a da una malattia mortale grazie a questa pianta medicinale.
Il naturalista Plinio il Vecchio ne scrisse abbondantemente nella sua “Naturalis Historia”; è stata usata dagli antichi erboristi nordici, persiani, cinesi e un po’ di tutto il mondo.
Gli Egiziani ne lodavano le proprietà afrodisiache e positive sulla fertilità

Viene anche menzionata nella Farmacopea degli Stati Uniti e nel Codice Farmaceutico Britannico sin dalla fine dell’800 come losanga, tintura, sciroppo a scopo sedativo, antitussivo, ipnotico; prescrivibile anche ai bambini per via dell’assenza di tossicità e di effetti collaterali pericolosi.

Gran parte dei prodotti fitoterapici a base di questa pianta sono inattive per via della fragilità delle componenti attive al calore, all’ossidazione e alla luce.

La parte più preziosa della pianta è il “lectucarium”, il lattice essiccato che veniva prelevato tramite incisione con una tecnica simile a quella dei papaveri da oppio. E’ curioso notare che, sebbene questo preparato fosse simile sia come caratteristiche organolettiche che farmacologiche con l’oppio, non contiene composti oppiacei. I composti responsabili dell’azione narcotica della lattuga selvatica sono lattoni sesquiterpenici, composti atossici e gentili… ma comunque efficaci.
Già nel 1898 nella “Farmacopea degli Stati Uniti” e nel 1911 nel “Codice Farmaceutico Inglese” il lectucarium viene descritto e standardizzato sotto forma di losanga, tintura o sciroppo per l’uso medicinale nella cura di tosse irritabile ed insonnia.
Nel corso del ‘900 si somministrava comunemente anche contro asma, pertosse, irrequietezza, artrite, mal di testa, emicrania, dolore articolare, muscolare, mestruale, disturbi sessuali, circolatori, ninfomania e gonfiore ai genitali; si usava anche in pediatria e nelle partorienti per incrementare la produzione di latte.

Il principali composti attivi (lactucina, lactucopicrina e diidrolactucina) sono stati analizzati in alcuni studi sperimentali risultando più efficaci dello stesso ibuprofene come potere analgesico. Senza manifestare alcun effetto collaterale nella cavie se non un innocua riduzione della motilità spontanea, indicatore dell’azione sedativa sul CNS.

L’azione antimalarica di lactucina e lactucopicrina è stata misurata in laboratorio, spiegando l’impiego popolare della pianta nella cura della malaria.

La lactucina è stata identificata anche come agonista del recettore dell’adenosina; la lactucopicrina come inibitore della acetilcolinesterasi.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato le proprietà sedative della lattuga selvatica validandone le tradizionali applicazioni terapeutiche nella cura di insonnia, ansia e nevrosi.

Altri studi hanno dimostrato un marcato effetto analgesico ad azione centrale convalidandone l’antico uso come rimedio per i dolori mestruali e reumatici.

Agisce sul riflesso della tosse per via delle sue proprietà spasmolitiche e decongestionanti.

Studi sperimentali hanno dimostrato che l’assunzione della lattuga selvatica riduce la pressione arteriosa e riduce il rischio di aterosclerosi.

Da altri lavori emerge l’effetto diuretico, che, insieme a quello antinfiammatorio, potrebbe spiegarne l’uso nel trattamento delle infezioni urinarie.

La lattuga selvatica contiene: flavonoidi, cumarine, cinconine, esculina, N-metil-β-fenetilamina, lactucina, diidrolactucina, lactucopiricrina, guaianolide, quercetina, lactucerolo, lactuside, oli essenziali, mannitolo, alcaloidi, amirina, acidi organici, lupeolo, tarassasterolo, stigmasterolo, tocoferolo, squalene, proteine, carboidrati e grassi vegetali.

Le sostanze che agiscono sul CNS sono lactucina e lactopiricrina, si trovano a concentrazioni di 5% e 9% rispettivamente nel materiale seccato all’ombra.

La diidrolactucina partecipa all’effetto analgesico ma non a quello sedativo.

Effetti ipotensivi e sedativi:
Odongo, Grace Akinyi. Anti-asthmatic and Immunomodulatory properties of extracts of Acacia xanthophloea, Strychnos henningsii and Microglossa pyrifolia in asthma-induced mice. Diss. JKUAT, 2015.
Effetti antitumorali:
Elsharkawy, E. A., and Mona Alshathly. “Anticancer activity of Lactuca steriolla growing under dry desert condition of Northern Region in Saudi Arabia.” J Nat Sci 2013; 3 (2): 5 18 (2013).
Effetti antimicotici:
Moulin-Traffort J, Giordani R, Regli P. Antifungal action of latex saps from Lactuca sativa L. and Asclepias curassavica L. Mycoses . 1990;33:383-392.
Effetti antibatterici e sul CNS:
Bhakuni DS, Dhar ML, Dhar MM, Dhawan BN, Gupta B, Srimal RC. Screening of Indian plants for biological activity. Indian J Exp Biol . 1971;9:91-102.
Effetti su tosse, asma e pertosse:
Gumprecht, T. “On the use of the Lactuca Virosa, in Hooping-Cough.” Medico-chirurgical transactions 6 (1815): 608.

L’assunzione di lattuga selvatica è controindicata in chi soffre di glaucoma o iperplasia prostatica.

Non sono note interazioni farmacologiche pericolose.

Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e disturbi gastrici.

Quantità eccessive possono causare sudorazione eccessiva, tachicardia, dilatazione della pupilla, stanchezza, tinnito e difficoltà respiratorie.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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