Melissa (Melissa Officinalis) secca tritata

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Una pianta dall’aroma delicato simile al limone, vanta una lunga tradizione in medicina popolare.

Ha un alto contenuto di flavonoidi e terpeni: in una ricerca in-vitro un estratto ha catalizzato la scissione di nicotina e scopolamina rispettivamente dai recettori nicotinici e muscarinici, con potenziali benefici su performance cognitiva e umore.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD AROMATERAPIA E CAMPIONATURA BOTANICA.

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forma Tritata In polvere Estratto 10:1 Estratto alcolico
quantita 13g 25g 50g 100g 125g 250g 50g di materia prima 100g materia prima 250g di materia prima
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Descrizione prodotto

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO NELLA MEDICINA POPOLARE (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: parte aerea

-ingerita\ 2-4g
-decotta\ 10-20g
-tintura 1:1\ 5-12ml
-fumata o vaporizzata (140-165C°)\ 

Viene combinata con passiflora, camomilla e melissa a scopo rilassante.

Viene impiegata insieme a menta, pepe nero, rosmarino, origano, maggiorana su carni, pesce, verdure e cereali.

La melissa ha un gentile effetto sedativo ma in alcuni test sperimentali ha mostrato un buon effetto psicotropo in combinazione al rosmarino [Letelier, M. E., et al. “Relationship between antioxidant and anxiolytic activity of standardized extracts of Melissa officinalis and Rosmarinus officinalis.” Int J Phytomedicine doi 10 (2015).]

Medicina convenzionale
Le proprietà sedative, nootropiche, neuroprotettive, epatoprotettive, ipoglicemiche, antiossidanti, antitumorali e antibatteriche della melissa sono supportate dalla ricerca scientifica.

Viene indicata per ansia, irritazioni cutanee da freddo, coliche dei neonati, demenza, dispepsia, insonnia e stress.

 

Medicina alternativa
E’ molto impiegata in fitoterapia moderna soprattutto per ansia, stress e insonnia; i dosaggi sono di solito molto bassi, quindi sono in molti a considerarla inefficace. Le preparazioni artigianali a dosaggi corretti non hanno niente da invidiare a farmaci sedativi come le benzodiazepine.

Non sembra avere nessun effetto collaterale, anzi l’uso prolungato ha effetti benefici sulla funzionalità cerebrale.

Nella medicina popolare si usava anche contro febbre, catarro, tumori della pelle, dermatite e gotta.

Viene usata nella medicina tradizionale australiana anche come infuso per disturbi gastrici vari, probabilmente per via delle sue proprietà antinfiammatorie.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua (distillata) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere la melissa (opzionale)in polvere in una pentola con un volume triplo di acqua (opzionale)distillata.
-Lasciare sobbollire appena con il coperchio fino a 30m per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua (distillata) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere la melissa (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 40%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 2 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Infusione fredda
-Mettere la melissa (opzionale)in polvere in recipiente sigillabile con un volume triplo d’acqua (opzionale)distillata.
-Lasciare infondere fino a 3 giorni in frigo, scuotendo la soluzione quanto più vigorosamente e spesso possibile.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale) Riutilizzare i solidi scartati per un altra infusione

Descrizione
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae
Genere: Melissa
Specie: M. officinalis
Nativo: Asia Centrale, Medio Oriente
Plant Hardiness Zone: 3-7
La melissa (Melissa Officinalis) è una pianta perenne della famiglia della menta che cresce fino a 1,5m d’altezza.
Ha una radice molto corta; le foglie sono opposte e a forma di cuore, dentate alle estremità, emettono una fragranza simile al limone.
Fiorisce da giugno ad ottobre, muore nel mese più freddo ma si rigenera dalla radice uno volta finito l’inverno.
Produce fiori bianchi molto piccoli e pieni di nettare.

Coltivazione
E’ una pianta delicata ma facile da coltivare, cresce velocemente.
-Posizionare i semi in piena esposizione solare a distanza di 60cm l’uno dall’altro e “coprirli” con un po di vermiculite o di sfagno
-Predilige i terreni molto drenanti e ricchi a PH ideale 6-7, teme la siccità e il freddo.
-Dopo un massimo di 20 giorni dovrebbero essere germogliati
-Dopo 50 giorni le piantine dovrebbero essere maturate, se vengono potate spesso necessitano di fertilizzante e molta acqua.

La melissa ha una lunga storia ed è diffusa in molte culture.
Era un erba divina nel tempio di Diana, dove nutriva e rallegrava le antiche api sacre.
Paracelso, il famoso guaritore, credeva che la melissa potesse addirittura ridare la vita.
Plinio il Vecchio ne lodò le sue proprietà emostatiche; Dioscoride la identificò come un portentoso rimedio contro i dolori della gotta e come unguento locale per morsi d’insetti, serpenti, aracnidi, cani rabbiosi.
L’imperatore Carlo Magno aveva ordinato che venisse piantata in ogni monastero per via della sua bellezza e valore medicinale; gli Arabi la inserirono nel loro Materia Medica.

La parola “Balm” dal nome comune della pianta in inglese, “Lemon Balm”, deriva dall’uso come balsamo profumato, in voga soprattutto nel medioevo per coprire l’odore dei cadaveri.

Il famoso erbario medievale di Jonh Gerard riporta l’utilità del vino di melissa per febbre, raffreddori; una pasta con le foglie fresca veniva usata per tutti i tipi di dolori.
Un monaco benedettino, Bernard Vercelli, ne fece un liquore nel tentativo di curare i confratelli dalla malaria: cosa in cui asserì di aver avuto successo.

Per molto tempo è stata ritenuta dagli antichi erboristi una panacea per tutti i disturbi del sistema nervoso, nel “The London Dispensary” del 1696 vi è riportato come farmaco per ringiovanire, eliminare la lussuria, la melanconia, alleviare mal di testa, dolore nervoso, prevenire la calvizie, rinforzare per corpo, mente e soprattutto la memoria.

La melissa è molto conosciuta sia come spezia alimentare che come pianta medicinale, la Commissione Tedesca E ne ha approvato l’uso nel trattamento di disturbi del sonno, nervosi e disordini gastrointestinali.

Un recente studio del 2014 ha analizzato l’azione parallela sedativa e stimolante sulle funzioni cognitive facendo un po di chiarezza sui meccanismi farmacologici coinvolti.

L’inibizione della GABA transaminasi ad opera dell’acido rosmarinico causa l’aumento dei livelli circolanti di GABA, con riduzione del senso d’ansia, dei livelli di stress, della tensione muscolare e miglioramento dell’umore.
Sempre questo composto inibisce l’acetilcolina esterasi causando l’aumento dei livelli dello stesso neurotrasmettitore e di conseguenza alleviando i disturbi cognitivi legati all’invecchiamento.

Altri composti non ben identificati agiscono sul recettore muscarinico M1 potenziando memoria e funzioni cognitive anche nelle popolazioni più giovani con miglioramento di concentrazione, memoria di lavoro, umore positivo, determinazione, resistenza allo stress e fluidità elaborativa.

Sono diversi gli studi che dimostrano le proprietà benefiche nei confronti dei disturbi gastrointestinali, la pianta ha infatti ottime proprietà antinfiammatorie e lenitive.
Nel 2004 è stata somministrata una combinazione a base di melissa, camomilla, cardo, angelica, menta, cumino, liquirizia e celidonia per 4 settimane riportando una notevole riduzione di reflusso gastrico, dolore epigastrico, crampi, nausea e vomito.

In un altro lavoro della durata di 30 giorni effettuato su radiologi (personale abitualmente esposto a diverse radiazioni leggermente dannose per il DNA), un semplice tè a base di 1,5gr di melissa ha ridotto l’attività della perossidazione lipidica, l’entità del danno al codice genetico (i soggetti erano radiologi, ed i livelli degli enzimi antiossidanti (catalasi, superossido dismutasi e glutatione perossidasi).

La maggior parte dei comuni prodotti fitoterapici a base di questa pianta sono inefficaci per via del dosaggio del principio attivo e delle indicazioni posologiche inadeguate.
Anche fumare la pianta inestratta può risultare in un esperienza blanda.

La melissa contiene principalmente: citronellale, otteno, cadinolo, ottanolo, octanone, cubenene, umulene, burbonene, acido caffeico, cariofillene, ossido di cariofillene, catechine, acido clorogenico, exenolo, ocimene, citrale, copene, cadinene, eugenil acetato, geraniale, geranil acetato, germacrene, linalolo, luteolin glucoside, metil eptenone, nerale, nerolo, octil benzoato, acido oleanolico, acido pomolico, acido protocatecuico, ramnazina, acido rosmarico, acido rosmarinico, timolo, ocimene e acio ursolico.

Il principale componente attivo è l’acido rosmarinico, ma i vasti effetti terapeutici e ricreazionali sono dovuti all’intero fitocomplesso.
Per questo gli estratti purificati non reggono il confronto con la pianta naturale o con i concentrati tradizionali.

Effetti ansiolitici, antidepressivi e sulla performance cognitiva:
Kennedy, D. O., et al. “Modulation of mood and cognitive performance following acute administration of Melissa officinalis (lemon balm).” Pharmacology Biochemistry and Behavior 72.4 (2002): 953-964.
Effetti analgesici e sedativi:
Soulimani, Rachid, et al. “Neurotropic action of the hydroalcoholic extract of Melissa officinalis in the mouse.” Planta Medica 57.02 (1991): 105-109.
Effetti antinfiammatori:
Bounihi, Amina, et al. “In vivo potential anti-inflammatory activity of Melissa officinalis L. essential oil.” Advances in pharmacological sciences 2013 (2013).
Effetti nootropici e sulla memoria:
Soodi, N. Naghdi, et al. “Memory-improving activity of Melissa officinalis extract in naïve and scopolamine-treated rats.” Research in pharmaceutical sciences 9.2 (2013): 107-114.
Effetti antimicrobici ed antiossidanti:
Mimica-Dukic, Neda, et al. “Antimicrobial and antioxidant activities of Melissa officinalis L.(Lamiaceae) essential oil.” Journal of agricultural and food chemistry 52.9 (2004): 2485-2489.
Effetti vasoprotettivi ed ipotensivi:
Ersoy, S., et al. “Endothelium-dependent induction of vasorelaxation by Melissa officinalis L. ssp. officinalis in rat isolated thoracic aorta.” Phytomedicine 15.12 (2008): 1087-1092.
Effetti gastroprotettivi e antispasmodici:
Sadraei, H., A. Ghannadi, and K. Malekshahi. “Relaxant effect of essential oil of Melissa officinalis and citral on rat ileum contractions.” Fitoterapia 74.5 (2003): 445-452.
Effetti antidepressivi:
Emamghoreishi, M., and M. S. Talebianpour. “Antidepressant effect of Melissa officinalis in the forced swimming test.” DARU Journal of Pharmaceutical Sciences 17.1 (2015): 42-47.

L’assunzione di melissa è controindicata nei bambini o durante gravidanza ed allattamento.

Gli effetti collaterali sono rari: dolore addominale, stordimento, dispnea e nausea.

L’overdose non è pericolosa.

Non ci sono casi di morte, danni permanenti o dipendenza in letteratura scientifica relativi al consumo di questa pianta.

 

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

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