Le proprietà antimicrobiche, spermicide, antitumorali, antinfiammatorie, antietà, antiulcera, antiossidanti ed antimicotiche delle noci del sapone sono supportate dalla ricerca scientifica.
L’uso interno delle noci del sapone è controverso dato l’alto contenuto di saponine e la relativa tossicità, ma nella medicina ayurvedica vengono comunque consumate per trattare sintomi d’astinenza da tabacco, emicranie, salivazione eccessiva, clorosi, isterismo, epilessia, asma, diarrea, dispepsia, parassiti intestinali, diabete e colesterolo alto.
Inoltre vengono ampiamente esportate all’estero per la produzione di saponi e prodotti ad uso esterno.
In Italia sono poco diffuse, si impiegano giusto come detergente generico ecologico per i capi d’abbigliamento.
Tuttavia sono un ottimo ingrediente per fare sapone per pelli sensibili.
Se controllate un qualunque sapone liquido anche biologico, vi renderete conto che contiene numerosi composti chimici sintetici chiamati tensioattivi. Infatti la bianca schiumosità che tanto amiamo necessita di alcuni agenti particolarmente aggressivi come la vecchia soda caustica, oggi sostituita nei detergenti biologici da prodotti ugualmente aggressivi ma ricavati dalle piante come cocoamfacetato di sodio (che secondo alcuni recenti studi sembra interferire con i normali processi di replicazione cellulare dei linfociti umani).
I contro del sapone a base di saponine naturali sono una consistenza più acquosa, una schiumosità ridotta e un aspetto poco invitante, ma si guardano i contro dei sintetici e dei biologici comunemente usati al giorno d’oggi è facile sopportare questi difetti.
Sapone neutro concentrato
-(Opzionale)Congelare il materiale vegetale per facilitare l’estrazione delle saponine
-Mettere 100gr di noce del sapone
(opzionale)in polvere in una pentola con 500ml di acqua
(opzionale)distillata.
-Fate bollire a fuoco basso per almeno 40m in base alla concentrazione desiderata, mescolando spesso.
-Filtrare e conservare i solidi, uniteli a quelli della prossima estrazione.
-(Opzionale) Ripetere tre volte l’infusione ed il filtraggio, riducendo a metà i tempi d’infusione ed unendone alla fine i liquidi puliti risultanti
-Può essere conservato in frigo fino a 2 settimane.
Se si dispone di un buon blender le saponine si possono anche estrarre a freddo con un po’ di pazienza, il risultato è un sapone ancora più delicato che si mantiene in frigo fino a 1 mese.
Descrizione
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Sapindales
Famiglia: Sapindaceae
Genere: Sapindus
Orgine: S. mukorossi
Originario: Cina meridionale
Plant Hardiness Zone: 7-10
Le noci del sapone
(Sapindus mukorossi) sono alberi che crescono fino ad un massimo di 15m.
Sviluppano delle foglie alternate lanceolate molto spesse e delle infiorescenze dense composte da numerosi fiorellini bianchi.
Il frutto è una noce dorata che contiene un singolo seme nero.
Coltivazione
Le noci del sapone sono alberi tropicali difficili da far germinare:
-Mettere a mollo il seme in acqua per 2 settimane cambiandola giornalmente.
-Una volta ammorbiditosi si può eliminare completamente la copertura esterna con l’aiuto di un coltello.
-Piantare il nucleo bianco del seme in un comune terreno per vasi sterile.
-Mantenere umido il terriccio fino alla germinazione, dovrebbe impiegare circa 1 settimana
-Non necessita di cure particolari una volta sviluppatosi.
Il nome genere “Sapindus” deriva dal latino “sapo” e “indus”, sapone indiano; anche “saponaria” è un chiaro riferimento alle qualità della pianta.
L’albero è indigeno delle Hawaii: anticamente i nativi di queste isole usavano i semi neri per fare le tradizionali collane polinesiane e la polpa per detergere corpo e vestiti.
In Sud America i frutti venivano impiegati come veleno per pesci, grazie all’azione delle saponine sull’acqua, oltre che come insetticida.
Venivano anche assunti a scopo medicinale insieme alle radici ed alle foglie dell’albero.
Nelle Americhe si producevano rosari, biglie e bottoni persino coi semi.
In Italia le noci del sapone sono poco diffuse, si impiegano giusto come detergente generico ecologico per i capi d’abbigliamento.
Tuttavia i benefici sulla salute indotti da questo sapone lo rendono un ottimo sapone medicinale, l’ideale per trattare molti disturbi della pelle e le esigenze particolari di quelle più sensibili.
Se controllate un qualunque sapone liquido anche biologico, vi renderete conto che contiene numerosi composti chimici sintetici chiamati tensioattivi. Infatti la bianca schiumosità che tanto amiamo necessita di alcuni agenti particolarmente aggressivi come la vecchia soda caustica, oggi sostituita nei detergenti biologici da prodotti ancora più terribili me ricavati dalle piante come cocoamfacetato di sodio (che secondo alcuni recenti studi sembra interferire con i normali processi di replicazione cellulare dei linfociti umani).
I contro del sapone a base di saponine naturali sono una consistenza più acquosa, una schiumosità ridotta e l’aspetto simile ad alla pipì, ma si guardano i contro dei sintetici e dei biologici comunemente usati al giorno d’oggi è facile sopportare questi difetti.
In base a numerosi studi il sapone o meglio l’estratto acquoso di noce del sapone è un ottimo detergente ipoallergenico.
Questo perchè è un estratto naturale crudo che mantiene tutte le proprietà della pianta.
La polpa delle noci del sapone contiene ederagenina, platicodigenina, aikogenina, acido oleanolico, altre saponine, tripertenoidi, acidi grassi e flavonoidi.
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