
Solanum ed alcaloidi tropanici
Online circolano numerose fonti che attribuiscono erroneamente al Solanum nigrum la presenza di alcaloidi tropanici come l’atropina.
In realtà la tossicità del Solanum è dovuta a glicoalcaloidi steroidali come solanina, solasodina e derivati, il meccanismo farmacologico preciso però ancora ad oggi non è del tutto chiaro.
Queste molecole fungono da barriera difensiva naturale per la pianta (fitoalessine), vengono sintetizzate per contrastare l’attacco di funghi, batteri e insetti fitofagi [1]. Dal punto di vista tossicologico, la concentrazione varia drasticamente in base alla porzione della pianta, al grado di maturazione e ai fattori ambientali. Mentre le foglie e le bacche acerbe registrano picchi di tossicità elevati, i semi contengono riserve specifiche destinate a proteggere l’embrione durante la quiescenza nel terreno.
Ipotesi farmacologiche
In base all’ipotesi più accreditata, l’apertura dei canali del potassio mitocondriali indotta da questi alcaloidi e il conseguente aumento nel potenziale di membrana stimola il trasporto degli ioni Ca2+ dai mitocondri al citoplasma innescando il processo apoptotico. L’alterazione delle membrana cellulare è alla base di molti dei sintomi tossici comuni con queste sostanze tra cui bruciore alla bocca, nausea, vomito, crampi addominali, diarrea, emorragia interna e lesioni allo stomaco [2].
Inoltre a livello del CNS la solanina può inibire le colinesterasi interferendo con la capacità del corpo di regolare i livelli di acetilcolina. In alcuni casi questo può portare a sintomi neurologici e delirio similmente ad un anticolinergico come l’atropina [3].
FONTI
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