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Si sta sviluppando un certo interesse per questo nuovo potenziale enteogeno da quando Palmer ne ha parlato come un possibile ingrediente per il Soma, il leggendario decotto allucinogeno.

In base ad uno studio sperimentale la radice secca contiene l’1,1% di alcaloidi totali, nello specifico DMT 0,45%, DMT- N -ossido 0,12%, 5-Meo-DMT 0,2% e betacarbolina 0,09%.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD AROMATERAPIA E COLLEZIONE.

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Descrizione

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO IN MTC (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: foglia, radice

-decotta\ 20-75g
-tintura 1:1 \ 15-50ml
-fumata o vaporizzata (200- 220°C) \ (in seguito ad estrazione).

E’ una specie estremamente rara, siamo gli unici in Europa a trattarla.

Il Desmodium pulchellum contiene diversi alcaloidi triptaminici in foglie e radici (basse percentuali anche nei frutti). La radice è leggermente più bassa come contenuto totale di alcaloidi (1,1% peso secco contro 1,4% delle foglie) ma priva di gramina e ricca in DMT (0,45%), DMT- N -ossido (0,12%), 5-Meo-DMT (0,2%) e betacarbolina (0,09%).

Il noto scrittore Julian Palmer ha menzionato questa specie durante il simposio psichedelico organizzato da Entheogenesis Australis come possibile ingrediente per il Soma, il leggendario decotto allucinogeno indo-iraniano.

Diversi psiconauti sul forum online DMT nexus dicono di aver tentato delle estrazioni cercando di isolare la frazione degli alcaloidi senza successo.
Un utente ha estratto 360mg di residuo olioso giallo secco da 1,5kg di pianta intera e ne ha testata una piccolissima quantità mettendola in una sigaretta e ha provato immediatamente sudorazione esagerata e dolore addominale rinunciando a continuare l’esperimento.

Secondo l’esperto australiano Julian Palmer, la pianta perde potenza velocemente una volta raccolta e deve essere lavorata entro un paio di giorni dalla raccolta, il materiale secco sarebbe di gran lunga inferiore. In uno dei suoi esperimenti ha semplicemente bollito 50g di pianta fresca per 1 ora con acqua ed un paio di cucchiai di aceto, la bevanda ha indotto un trip psichedelico di 1 ora e mezza compatibile secondo Palmer con le proprietà del 5-MeO-DMT.

Tuttavia, se davvero ci sono gli alcaloidi indolici come il 5-Meo-DMT alla base dell’effetto del Desmodium pulchellum, l’essiccazione controllata non dovrebbe pregiudicarne la potenza ma anzi incrementarla.

Sembra che l’origine geografica della pianta sia un fattore determinante per la presenza di livelli significativi di alcaloidi indolici necessari per indurre un esperienza visionaria.
In Cina si usa tranquillamente anche a grandi dosaggi sotto forma di decotto e non sono noti collaterali allucinogeni o psicoattivi di nessun tipo.
La letteratura scientifica ed anche le sperimentazioni dei vari appassionati sembrano suggerire che le piante indiane e tailandesi abbiano livelli di alcaloidi di gran lunga più alti rispetto alle cinesi e taiwanesi.
Un’altra spiegazione potrebbe essere data dall’identificazione approssimativa delle specie da parte di Palmer che non è certo un esperto botanico.

Medicina convenzionale
Le proprietà mao-inibitorie [9], antidepressive [10], antinfiammatorie [11], ipoglicemiche [11], epotoprotettive [12], antiossidanti [13], ipotensive [14], spasmogeniche [14], antidiarroiche [15], antibatteriche [16], antielmintiche [17] del Desmodium pulchellum sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non è conosciuto in medicina convenzionale.

 

Medicina alternativa

In India la radice fresca si lavora con lo zucchero fino ad ottenere una pasta da applicare contro i disturbi infiammatori di addome e petto; mentre le foglie le usano sulle ferite.

In Bangladesh si fa un decotto con la corteccia per il trattamento di emorragie, diarrea, avvelenamento e disturbi della vista; i fiori invece per ridurre l’eccesso di bile.

Nella medicina tradizionale cinese si indica per il trattamento di reumatismi, piressia, dissenteria, tosse, malaria, epatite, emottisi e localmente come emostatico.

Viene usato anche contro raffreddore, febbre, flusso mestruale eccessivo, dolore addominale, ascessi, coaguli, dolori ossei, contusioni, stiramenti, convulsioni, delirio, mal di testa, disturbi post-partum, avvelenamento, morsi di serpente, mal di testa, ulcere, disfunzioni urinarie, calcoli ed eccesso di peso.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) per indebolire le pareti cellulari.
-Mischiare il desmodio (opzionale)in polvere con un volume di acqua (opzionale)distillata acida (1-2 cucchiai d’aceto/l) 4 volte superiore in una pentola.
-Fare sobbollire a fuoco basso fino a 1 ora e mezza per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua quando e se necessario al fine di mantenere i solidi sempre ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua distillata molto acida (1 cucchiaio d’aceto/100ml) ed una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere il desmodio (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 3 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Estratto grezzo freebasato
-Mischiare il desmodio in polvere con 1/3 di calce edibile e farne una pasta inumidendola con qualche goccia (non deve essere bagnata, solo appena umida) di acqua (opzionale)distillata.
-Essiccare la pasta nel forno sotto i 100 C°, quindi polverizzarla con un pestello o altro.
-Mettere la polvere in un barattolo sigillabile con il doppio del suo volume in alcol al 96% e lasciare in infusione un paio di giorni scuotendolo quando possibile (almeno 1 volta al giorno).
-Filtrare i solidi, mettere da parte il liquido filtrato.
-Ripetere altre due volte l’infusione alcolica con del nuovo solvente.
-Unire le soluzioni alcoliche filtrate in una teglia e far evaporare con l’ausilio di una ventola o usando il forno a bassa temperatura.
-Raschiare l’estratto freebasato risultante.

Il genere Desmodium è polifiletico e comprende più di 250 specie diverse tra cui piante annuali, perenni e piccoli alberi distribuiti nelle regioni temperate e tropicali di entrambi gli emisferi, con un particolare concentrazione nel continente americano. La nomenclatura di questo genere è molto confusa e ancora controversa: alcuni autori lo considerano tutt’uno con i generi Codariocalyx, Hylodesmum, Lespedeza, Ohwia e Phyllodium. Gli errori di identificazione sono molto comuni, studi citologici hanno dimostrato una notevole variabilità nella lunghezza dei cromosomi delle varie specie [1].

Descrizione
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae
Sottofamiglia: Faboideae
Tribù: Desmodieae
Genere: Desmodium
Specie: D. pulchellum
Nativo: Asia orientale
Plant Hardiness Zone: 8-11
Il payang-payang (Desmodium pulchellum syn Phyllodium pulchellum) è un sottocespuglio eretto che cresce fino a 1,5m. Le foglie sono trifoliate, quelle piccole laterali presentano nella parte interna una sottile peluria, le grandi centrali sono lunghe fino a 13cm e larghe più del doppio rispetto alle altre. I delicati fiori bianchi vengono nascosti dalle foglie più piccole e sono distribuiti su delle infiorescenze lunghe fino a 25cm. I baccelli pelosi hanno una forma oblunga e sono uniti a gruppi di tre.

Coltivazione
E’ una specie esotica non proprio semplice coltivare:
-Mettere i semi a mollo in acqua calda ma non bollente in un recipiente isolato ermeticamente e lasciare a mollo 24 ore cambiando l’acqua quando diventa fredda.
-Seppellirli appena in un vaso con un substrato umido composto da 75% sabbia grezza e 25% terriccio ricco per vasi.
-Coprire con una ziplock o della pellicola alimentare lasciando un riserva d’aria decente all’interno del vaso.
-Posizionare il vaso in un punto caldo dove possa prendere abbondante luce solare indiretta.
-I semi hanno un basso grado di germinazione (circa 30%) e tempi molto variabili (5 giorni fino a più di un mese), bisogna cercare di mantenere nel substrato un livello di umidità adeguato costantemente.
-Una volta che la piantina diventa adulta si può trapiantare in pieno sole.

Nella regione di Assam si crede che tenere un ramo di desmodio vicino o sotto la casa possa allontanare le cimici dei letti [2].

Nella medicina ayurvedica il desmodio viene indicato per il trattamento piressia, emottisi, ascessi, epatite icterica, faringite, malnutrizione infantile, dissenteria, disturbi urinari, parotite, colecistite, malaria, encefalite epidemica ed altre affezioni [3].
I fiori di Desmodium pulchellum si masticano per combattere le carie e la sua corteccia si usa contro mal di testa e pressione alta.
La radice si consuma per alleviare il bruciore addominale [4].
Il decotto delle foglie mischiato con una resina di fiori di Hibiscus viene consumato due volte al giorno per 3 giorni per controlla il flusso mestruale eccessivo [5].
La pianta è stata usata anche per il trattamento di schistosomiasi ed infezioni da trematodi epatici.

Diverse specie di Desmodium venivano utilizzate in Cina già 3000 anni fa per abbassare la temperatura interna e la febbre, neutralizzare le tossine, stimolare la circolazione e la produzione di nuove cellule sanguigne, alleviare dolore, tosse e dispnea.
Il pulchellum ha anzi una lunga tradizione nella medicina tradizionale cinese: il decotto di foglie secche viene indicato per il trattamento di febbre, malaria, reumatismi, dolori ossei, edemi, iperplasia epatica e della milza.
Quello a base di radice carbonizzata viene impiegato per ridurre il flusso mestruale eccessivo.
La pianta intera viene consumata per il trattamento di di febbre reumatica, convulsioni infantili, mal di denti, edemi e indigestione.
Le foglie fresche vengono pestate ed applicate su ulcere, ferite ed emorragie [6].

A Taiwan è stato impiegato per il trattamento di febbre e fibrosi epatica, mentre la medicina popolare malesiana propone un decotto con la radice per accelerare la ripresa durante il puerperio.

Nelle Filippine se ne applicano le foglie su ulcere e pustole [7].

In Bangladesh, dalla parte aerea più tenera si ricava un decotto per il trattamento di edemi [8].

MAO-INIBITORE
Il Desmodium pulchellum contiene diversi alcaloidi triptaminici in foglie e radici (basse percentuali anche nei frutti).
In una ricerca recente la frazione alcaloidi isolati dalla radici della pianta  (DMT, 5-Meo-DMT, N-metiltetraidrocarbolina, 7-metossi-N-metiltetraidrocarbolina, tryptamina, N-metil-3-indoilmetanamina) ha inibito in maniera concentrazione dipendente l’attività di MAO-A e -B.
I valori IC50 per i due enzimi sono rispettivamente 37,35 e 126,53 μg/mL, indicando un alta selettività per il MAO-A.
Quest’azione è dovuta sia alla betacarboline che alle indolo-alchilammine (IAA) che agiscono anche sul recettore 5-HT [9].

ANTIDEPRESSIVO
Un estratto ha indotto nelle cavie comportamenti stereotipati (riduzione del movimento spontaneo, calcio della coda ed estensione delle zampe posteriori) alla dose di 30mg/kg.
Nel test di nuoto forzato ha manifestato un’azione antidepressiva mediata dal sistema serotoninergico [10].

ANTINFIAMMATORIO
L’estratto alcolico della corteccia di Desmodium pulchellum ha dimostrato nei ratti di attenuare l’infiammazione acuta e cronica.
Un altro preparato con la radice ha inibito il rilascio di sostanze prostaglandiniche dal focolaio flogistico [11].

IPOGLICEMICO
Un estratto alcolico ha ridotto la glicemia nelle cavie iperglicemiche in maniera simile al glibenclamide senza mostrare nessun segno di tossicità [11].

EPATOPROTETTIVO, ANTIOSSIDANTE
La somministrazione di Desmodium pulchellum per 8 settimane ha ridotto notevolmente il contenuto delle proteine collegene del fegato nei ratti trattati con tetracloruro di carbonio (CCL4), rallentando la degenerazione e la necrosi epatica [12].

I flavonoidi isolati dalla pianta hanno dimostrato un notevole potenziale epatoprotettivo mediato dall’azione antiossidante.
L’epigallocatechina e l’epicatechina sono superiori alla silmarina come valore di viabilità cellulare (65.53% e 62.40% contro 61,85% a 10 μM·mL); gallocatechina e epigallocatechina sono antiossidanti più potenti della vitamina C [13].

IPOTENSIVO, SPASMOGENICO
L’estratto alcolico a base di Desmodium pulchellum ha proprietà ipotensive e spasmogeniche [14].

ANTIDIARROICO
Estratti a base di foglie della pianta hanno ridotto la severità della diarrea e il volume intestinale nnei ratti trattati con olio di ricino [15].

ANTIBATTERICO
Estratti a base di Desmodium pulchellum hanno inibito la crescita di Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenes, Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumonia ed Escherichia coli [16].

ANTIELMINTICO
L’estratto della radice di Desmodium pulchellum inibisce la moltiplicazione delle uova di Opisthorchis viverrini nei criceti [17].

TOSSICITA
In un esperimento isolato l’estratto secco metanolico di Desmodium pulchellum ha causato convulsioni nelle cavie alla dose di 300mg/kg uccidendole in arco di tempo che va dalle 2 alle 18 ore [10].

In altri test però i preparati a base di questa pianta hanno dimostrato un alto profilo di sicurezza [11].
In una ricerca recente la dose necessaria per la comparsa degli effetti collaterali (NAOEL) è stata stimata trai 6000 e gli 8000 mg/kg; la LD-50 è soprai 10.000 mg/g [9].

Il Desmodium pulchellum contiene:

-Alcaloidi: 5-Meo-DMT, bufotenina, DMT, DMT-n-ossido, 5-Meo-DMT-ossido, bufotenina-n-ossido 5-idrossi-metiltriptamina, 5-metossi-metiltriptamina, β-carbolina, 6-Metossi-Nb-metil-H4-β-carbolina, 6-Metossi-tetraidro-armano, gramina;

-Flavonoidi: gallocatechina, catechina, epicatechina, diidroquercetia, diidrocampferolo, quercetina, rutina;

-Fitosteroli: ß-sitosterolo;

-Terpeni: betulina, α-amirina

-Fenoli: pulchelstireni, citrusinolo, yukovanolo, metil piperitolo, 4-idrossi-2,3-dimetossibenzaldeide; tannini e saponine;

-Tannini;

-Saponine.

Le prime analisi sono state effettuate da Ghosal e Mukherjee negli anni ’60 su un campione di pianta intera essiccata e rivelarono lo 0,3% di alcaloidi indolici, nello specifico: 0.2-1.25% 5-MeO-DMT e il restante 0,0018% bufotenina, DMT, DMT-n-ossido, 5-MeO-NMT, 5-Meo-DMT-n-ossido [18].
In un esperimento successivo da 4kg di pianta secca hanno isolato 8,36g di 5-Meo-DMT; 17mg di 5-Meo-DMT-n-ossido contaminato con la gramina; 472mg di 5-MeO-NMT contaminato con bufotenina, DMT, DMT-n-ossido; 320mg di residuo di gramina impuro [19].

Le radici delle piante molto giovani hanno dato un contenuto totale di alcaloidi del 0.37%, principalmente DMT (0.27%).
Qelle mature invece: DMT (0.45%), DMT- N -ossido (0.12%), 5-Meo-DMT (0.2%), 5-MeO-n- -metil-H4-β-carbolina (0.09%) tracce di bufotenina ed altri alcaloidi non identificati [20].

Una tesi di laurea della National Taiwan University sembra però contraddire questi dati: tramite diverse tecniche di cromatografia hanno analizzato un estratto metanolico riportando solo 32,3 mg di alcaloidi da 18 kg di pianta intera secca [21].

1)Rotar, Peter P., and Ukio Urata. “Cytological studies in the genus Desmodium; some chromosome counts.” American Journal of Botany 54.1 (1967): 1-4.

2)Caius, Jean Ferdinand. Medicinal and poisonous legumes of India. Scientific Publishers, 1989.

3)Chopra, Ram Nath, Sham L. Nayar, and Ishwar C. Chopra. Glossary of Indian medicinal plants. Vol. 1. New Delhi: Council of Scientific & Industrial Research, 1956.

4)Jain, S.K. (1991) “Dictionary of Indian Folk Medicine & Ethnobotany.” Deep Publications. ISBN 81-85622-0-0. 311 pages.

5)Lingaraju, D. P., M. S. Sudarshana, and N. Rajashekar. “Ethnopharmacological survey of traditional medicinal plants in tribal areas of Kodagu district, Karnataka, India.” Journal of pharmacy research 6.2 (2013): 284-297.

6)Rahman, Md Khalilur, et al. “Studies on the anti–diarrheal properties of leaf extract of Desmodium puchellum.” Asian Pacific journal of tropical biomedicine 3.8 (2013): 639-643.

7)Duke, J. A., and E. S. Ayensu. “Medicinal Plants of China, volume one and two.” Reference Publications, Inc.: United States of America 12 (1985): 676-680.

8)Kadir, Mohammad Fahim, et al. “Ethnopharmacological survey of medicinal plants used by traditional health practitioners in Thanchi, Bandarban Hill Tracts, Bangladesh.” Journal of Ethnopharmacology 155.1 (2014): 495-508.

9)Cai, Lu, et al. “Effect of alkaloids isolated from Phyllodium pulchellum on monoamine levels and monoamine oxidase activity in rat brain.” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2016 (2016).

10)Chitcharoenthum, Muckda, and Pannya Theramongkol. “Behavioral effects of dried methanolic extract from Desmodium pulchellum in rats.” Srinagarind Medical Journal 5.3 (1990): 207-212.

11)Noor, Sadia, et al. “Evaluation of anti-inflammatory and antidiabetic activity of ethanolic extracts of Desmodium pulchellum Benth.(Fabaceae) barks on albino wistar rats.” Journal of Applied Pharmaceutical Science 3.7 (2013): 48.

12)Shengmin, Yu, Zhong Ming, and Huang Linyun. “The effect of Desmodium pulchellum on the content of liver collagen protein of testing hepatic fibrosis rats.” Hunan Guiding Journal of Traditional Chinese Medicine and Pharmacology (1999): 08-032.

13)Fan, Ya-Chu, et al. “Phytochemical composition, hepatoprotective, and antioxidant activities of Phyllodium pulchellum (L.) Desv.” Molecules 23.6 (2018): 1361.

14)Asolkar, L. V., K. K. Kakkar, and O. J. Chakre. “Second supplement to glossary of Indian medicinal plants with active principles part-I (AK).” Council of scientific and industrial research (PID)(part-I), New Delhi (1992): 217-218.

15)Rahman, Md Khalilur, et al. “Studies on the anti-diarrheal properties of leaf extract of Desmodium puchellum.” Asian Pacific journal of tropical biomedicine 3.8 (2013): 639.

16)Velmurugan, G., and S. P. Anand. “PRELIMINARY PHYTOCHEMICAL SCREENING AND ANTIBACTERIAL ACTIVITY OF PHYLLODIUM PULCHELLUM L. Desv. AN IMPORTANT MEDICINAL PLANT.” International Journal 4.2 (2016): 785-791.

17)Chitcharoenthum, Muckda, Smarn Tesana, and Sasithorn Kaewkes. “Preliminary study: Effects of Desmodium pulchellum’s root on Opisthorchis viverrini in hamsters.” Srinagarind Medical Journal 4.3 (1989): 190-194.

18)Ghosal, S., and B. Mukherjee. “Occurrence of 5-methoxy-N, N-dimethyltryptamine oxide and other tryptamines in Desmodium pulchellum Benth ex Baker.” Chemistry & industry 19 (1965): 793-794.

19)Ghosal, S., and B. Mukherjee. “Indole-3-alkylamine bases of Desmodium pulchellum.” The Journal of Organic Chemistry 31.7 (1966): 2284-2288.

20)Ghosal, S., et al. “Chemical and pharmacological evaluation of Desmodium pulchellum.” Planta medica 21.04 (1972): 398-409.

21)Studies on the Constituents of Phyllodium pulchellum and Draconis Resina. 蔡授印. 中原大學化學研究所學位論文

Non si conoscono controindicazioni particolari per l’assunzione di Desmodium pulchellum.

Non si conoscono interazioni farmacologiche pericolose.

Non si conoscono i possibili effetti collaterali.

Non si conoscono i pericoli di un overdose.

 

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