zafferano selvatico (Crocus biflorus)

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Lo zafferano selvatico (Crocus biflorus) non viene impiegato a scopo culinario come quello coltivato (Crocus sativus).

In base ad una ricerca del 2016 effettuata prelevando dei campioni in Sicilia, i fiori di questa specie hanno un contenuto di safranale (il principale composto aromatico e farmacologicamente attivo) simile a quello dello zafferano coltivato di prima qualità.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD AROMATERAPIA E COLLEZIONE.

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Descrizione prodotto

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO IN MEDICINA POPOLARE (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)

PARTE USATA: fiori

-infusi\ 1-5g

Viene combinato con curcuma, paprika e pepe lungo a scopo immunostimolante.

Viene impiegato insieme a mandorle, cardamomo, cannella, noce moscata, coriandolo, cumino, menta per condire carne, pesce, sformati, polente, budini risotti, frutti di mare e zuppe.

Medicina convenzionale
Le proprietà sedative, analgesiche, ansiolitiche, antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, antitussive, anticonvulsivanti, ipolipidiche e protettive per il pancreas dello zafferano sono supportate dalla ricerca scientifica.

Viene indicato per combattere Alzheimer, depressione, disturbi mestruali e sindrome premestruale.

 

Medicina alternativa
Viene usato da molto tempo in fitoterapia per combattere asma, disfunzione erettile, infertilità, insonnia, psoriasi, cancro, aterosclerosi, tosse, flatulenza, eiaculazione precoce, calvizie, dolore generico e per migliorare la performance atletica.

Infuso
-Mettere lo zafferano (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile con volume doppio d’acqua (opzionale)distillata molto calda ma non bollente.
-Chiudere ermeticamente il barattolo e lasciare infondere finchè non diventa tiepido, si può anche avvolgere nell’alluminio per rallentare il raffreddamento
-Filtrare i solidi
-(Opzionale) Riutilizzare i solidi scartati per un altra infusione

Tintura
-Mettere lo zafferano (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere etanolo al 40% per un volume di due volte superiore al materiale vegetale.
-Scuotere quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e mantenere in infusione fino a 1 settimana per la saturazione.
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Latte medicinale indiano
-Fare un normale infuso allo zafferano
-Aggiungere latte intero per un volume pari alla quantità di liquido dell’infuso mantenendo la soluzione bella calda (40-50C°) per almeno 10m.
-Filtrare i solidi
-(Opzionale) Aromatizzare con miele, rooibos e cardamomo.

Descrizione
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Sottoclasse: Liliidae
Ordine: Liliales
Famiglia: Iridaceae
Genere: Crocus
Specie: C. biflorus
Nativo: Europa, Asia
Plant Hardiness Zone: 7-10
Lo zafferano selvatico (Crocus longiflorus) è un bulbo perenne che cresce fino a a poco più di 5cm d’altezza e lunghezza.
E’ una specie delle caratteristiche fenotipiche estremamente variabili, sviluppa delle foglie lineari e produce dei fiori dal colore variabile in primavera o estate.

Coltivazione
Lo zafferano selvatico è una pianta delicata, ma facile da coltivare:
-Pressare lievemente i semi in un comune terriccio da vaso umido.
-Coprire con una busta di plastica e tenere lontano dal calore eccessivo per due settimane.
-Trapiantare i semi germinati in un terreno ricco e ben drenante qualsiasi a piena esposizione solare.
-Non necessità di cure particolari, teme il freddo.

Il termine “zafferano” deriva dal greco “krokos”, giallo; ma le prime testimonianza del consumo umano risalgono addirittura all’età del bronzo.

C’è una leggenda tramandata da Ovidio che parla dell’origine mitologica dello zafferano.
Un giovane innamorato di nome Crocus inseguiva una ninfa di nome Smilax nella foresta di Atene, ma questa, stufa delle pressioni lo tramutò nella pianta di zafferano dai pistilli arancione acceso a simboleggiare il suo immenso ed incontentabile ardore.

Nel palazzo di Cnosso a Creta è stato ritrovato affresco che raffigura fanciulle e scimmie raccogliere la pianta, altri reperti mostrano anche l’uso medicinale sulle ferite.

Erodoto e Plinio il Vecchio lodarono le proprietà curative dello zafferano su disturbi gastrointestinali e renali.

Cleopatra credeva rendesse il sesso molto più piacevole, gli antichi curatori egiziani lo indicavano per trattare disturbi gastrici, urinari

Ancora più indietro nel tempo, circa 5000 anni fa, i Sumeri preparavano rimedi naturali e pozioni magiche con lo zafferano.

I Persiani ne facevano degli estratti ad acqua per combattere la malinconia, oltre ad avere effetti afrodisiaci e narcotici; Alessandro il grande ne vantava le proprietà utili nella guarigione delle ferite.

Nel 1600 a.C l’imperatore della Cina Shen-Ung raccolse in un tomo le applicazioni medicinali dello zafferano conosciute dai suoi erboristi.

Lo zafferano selvatico contiene molte sostanze attive: picrocrocina, trimetil idrossi carbossaldeide, cicloexeno, campferolo, cis/trans-crocine, safranale, cineolo, picroside, acido P-cumarico, naringina, apigenin glucoside, acido rosmarinico, quercetina, campferolo, antiocianine.

I principali componenti responsabili dell’effetto farmacologico sono crocina, safranale, cineolo e picroside.

Effetti antidepressivi:
Akhondzadeh, Shahin, et al. “Comparison of Crocus sativus L. and imipramine in the treatment of mild to moderate depression: a pilot double-blind randomized trial [ISRCTN45683816].” BMC complementary and alternative medicine 4.1 (2004): 1.
Effetti ansiolitici e sedativi:
Hosseinzadeh, Hossein, and Nahid B. Noraei. “Anxiolytic and hypnotic effect of Crocus sativus aqueous extract and its constituents, crocin and safranal, in mice.” Phytotherapy Research 23.6 (2009): 768-774.
Effetti anticonvulsivanti:
Khosravan, Vahid. “Anticonvulsant effects of aqueous and ethanolic extracts of Crocus sativus L. stigmas in mice.” Arc Iran Medi 5 (2002): 44.
Effetti analgesici ed antinfiammatori:
Hosseinzadeh, Hossein, and Hani M. Younesi. “Antinociceptive and anti-inflammatory effects of Crocus sativus L. stigma and petal extracts in mice.” BMC pharmacology 2.1 (2002): 1-8.
Effetti ipoglicemici e protettivi per il pancreas:
Mohajeri, Daryoush, Ghafour Mousavi, and Yousef Doustar. “Antihyperglycemic and pancreas-protective effects of Crocus sativus L.(Saffron) stigma ethanolic extract on rats with alloxan-induced diabetes.” Journal of Biological Sciences 9.4 (2009): 302-310.
Effetti antitumorali:
Abdullaev, Fikrat I. “Cancer chemopreventive and tumoricidal properties of saffron (Crocus sativus L.).” Experimental biology and medicine 227.1 (2002): 20-25.
Effetti antiossidanti ed ipolipidici:
Asdaq, Syed Mohammed Basheeruddin, and Mohammed Naseeruddin Inamdar. “Potential of Crocus sativus (saffron) and its constituent, crocin, as hypolipidemic and antioxidant in rats.” Applied biochemistry and biotechnology 162.2 (2010): 358-372.
Effetti antitussivi:
Hosseinzadeh, Hossein, and Jafar Ghenaati. “Evaluation of the antitussive effect of stigma and petals of saffron (Crocus sativus) and its components, safranal and crocin in guinea pigs.” Fitoterapia 77.6 (2006): 446-448.

L’assunzione di zafferano è controindicata in chi soffre di disturbo bipolare, patologie cardiovascolari, allergie a piante del genere Lolium, Olea e Salsola o durante gravidanza ed allattamento.

Non si conoscono interazioni farmacologiche pericolose .

Gli effetti collaterali sono rari e relativi a dosaggi eccessivi: vomito, stordimento, intorpidimento, diarrea ed emorragie.

L’overdose sopra i 12gr può essere letale.

 

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I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

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