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Equiseto (Equisetum arvense) tritato

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L’equiseto è ricco di vitamine (C, B1, B2, B3, B5, B6, B9, E, K), minerali (potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco e bronzo), carotenoidi (provitamina A) e fibre.

Ha anche un alto contenuto di silicio, un composto legato alla salute di unghia, ossa e capelli e cellule epidermiche.

NON E’ UN FITOFARMACO O UN SUPPLEMENTO ALIMENTARE, MA UN ARTICOLO NON ADATTO AL CONSUMO UMANO DESTINATO AD AROMATERAPIA E COLLEZIONE.

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forma Tritato In polvere Estratto alcolico
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Descrizione prodotto

INFORMAZIONI SULL’USO STORICO NELLA MEDICINA TRADIZIONALE AUSTRIACA (NON COSTITUISCONO POSOLOGIA)\

PARTE USATA: parte aerea

-decotta\ 3-6g 
-tintura 1:1\ 2-5ml

Sembra che il dubbio circa una eventuale tossicità di questa pianta sia solo dovuto alla confusione con un altra specie simile (Equisetum palustre) notoriamente tossica.

Viene spesso combinato con alchemilla ed edera per la produzione di unguenti e prodotti disinfettanti ed antinfiammatori ad uso esterno.

In medicina tradizionale austriaca si assume una volta al giorno per almeno 1 settimana prima di ottenerne i massimi benefici.

Medicina convenzionale
Le proprietà antitumorali, antivirali, antidiabetiche, osteotrofiche, sedative, anticonvulsivanti, antinfiammatori, analgesiche, ansiolitiche, diuretiche, antiossidanti, epatoprotettive, antibatteriche dell’equiseto sono supportate dalla ricerca scientifica.

Non viene impegato in medicina convenzionale.

Medicina alternativa
La coda di cavallo si usa in fitoterapia per trattare edemi, calcoli renali, infezioni urinarie, incontinenza, disturbi mestruali, emoraggie, epatite, ittero, fragilità ungueale, disturbi articolari, gotta, osteoartriti, osteoporosi ed eccesso di peso,

Localmente viene applicato su ferite, bruciature e lesioni da freddo.

Si crede che l’azione stimolante sulla circolazione possa giovare anche alla ricrescita dei capelli.

Decotto
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua (distillata) per indebolire le pareti cellulari.
-Mettere l’equiseto (opzionale)in polvere in una pentola con un volume quadruplo di acqua (opzionale)distillata.
-Lasciare sobbollire fino a 1 ora e mezza per la saturazione, aggiungere ulteriore acqua solo se necessario al fine di tenere i solidi ben coperti.
-Filtrare e scartare i solidi
-(Opzionale)Riutilizzare i solidi scartati per un altra cottura.

Tintura
-(Opzionale) Congelare un giorno prima il materiale inumidito con acqua (distillata) e una spruzzatina d’etanolo.
-Mettere l’equiseto (opzionale)in polvere in un barattolo sigillabile e aggiungere alcol al 50%.
-Scuotere vigorosamente quanto più spesso (almeno 1 volta al giorno) e lasciare a riposo fino a 3 settimane
-Filtrare e scartare i solidi
-Evaporare l’alcol fino alla gradazione desiderata, si può anche eliminare tutta la parte liquida per ottenere un residuo solido

Descrizione
Sottoregno: Tracheobionta
Divisione: Pteridophyta
Classe: Equisetopsida
Ordine: Equisetales
Famiglia: Equisetaceae
Genere: Equisetum
Nativo: America del nord, Groenlandia ed Eurasia
Plant Hardiness Zone: 6-10
L’equiseto (Equisetum arvense) è una pianta erbosa perenne che sviluppa dei fusti multipli lunghi fino a 90cm e larghi 5mm.

Questi si dividono in steli multisegmentati sterili e fertili, quest’ultimi portano le spore e sono caratterizzati da una consistenza più succulenta.

Coltivazione
E’ una pianta robusta, conviene propagarla in primavera tramite un pezzo di radice.

L’equiseto discende da una pianta Paleozoica che circa 400 milioni di anni fa ricopriva intere foreste: la riproduzione senza fioritura è una caratteristica di alcune specie primitive.

Il nome del genere “Equisetum” deriva dal latino “equus“, cavallo, e “seta“, coda, per questo viene comunemente chiamato coda di cavallo.

Dioscoride ne loda le proprietà diuretiche ed astringenti, inoltre afferma che potesse fermare tosse, sanguinamento ed emorragie uterine.

L’abate tedesco, Sebastian Kneipp, denota anch’egli le proprietà antiemorragiche della pianta. Il “Te silicico di Kobert-Kühnsche”, una volta in voga come rimedio per la tubercolosi, era composto da 6 parti di poligono (Poligonum sp.), 2 di canapetta comune e 3 di coda di cavallo.

L’equiseto è ricco di vitamine, minerali e fibre; ha un alto contenuto di flavonoidi ed acidi fenolici, potenti antiossidanti.

I flavonoidi agiscono anche sul CNS e riducono i livelli d’asia modulando il GABA; fra questi l’isoquercina ha manifestato effetti sedativi in alcuni studi.

Studi su ratti neurolesi dimostrano che iniezioni di estratti di equiseto possono proteggere i neuroni ritardandone la morte in seguito ad un trauma. Inoltre dosi regolari somministrate a lungo termine sembrano migliorare capacità cognitive e memoria su cavie anziane.

Agisce riducendo risposta autoimmune, infiammazione e dolore, in base a dati sperimentali causa un aumento nei livelli di IL-10 e una dimunuzione di quelli di TNF-α. Il campferolo di cui è ricco l’equiseto stimola l’aumento del fattore di trascrizione NF-κB e la diminuzione delle citochine infiammatorie TNF-α e IL-1β.

Un unguento di equiseto al 3% è stato testato sulle ferite di 108 donne in salute che aveva subito operazioni chirurgia per partorire, alleviando il dolore e velocizzando la guarigione delle ferite.

Secondo alcuni autori potrebbe stimolare o mimare direttamente il meccanismo farmacologico dell’insulina.

Il sesquiterpene fenolico onitina e il flavonoide luteolina sono in grado di proteggere le cellule epatiche umane, supportando il tradizionale impiego della pianta nelle patologie del fegato.

In una ricerca sui ratti affetti da ulcera gastrica la somministrazione di un estratto di equiseto ha attenuato i sintomi, proteggendo lo stomaco da ulteriori danni.

L’alto contenuto di isoquercetina ed altri flavonoidi spiega le proprietà antivirali della pianta contro diversi virus fra cui Influenzavirus-A e -B.

Dati sperimentali dimostrano che l’equiseto agisce come antistaminico naturale supportandone la tradizionale applicazione come rimedio per i disturbi alle vie aeree.

Contiene dei composti che bloccano l’acetilcolina, per questo è stato proposto come antidiarroico naturale.

Viene anche impiegato per la produzione di shampoo medicinali contro la forfora.

L’olio essenziale della pianta è attivo contro Staphylococcus aureus, Escherichia coli,
Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Salmonella sp.

L’equiseto è ricco di vitamine (C, B1, B2, B3, B5, B6, B9, E, K), minerali (potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco e bronzo), carotenoidi (provitamina A) e fibre.

Contiene idrofarnesil acetone, cis-geranil acetone, timolo, fitolo, apigenina, luteolina, equisetumoside A, equisetumoside B, equisetumoside C, nicotina, palustrina,
palustrinina, campsterolo, equisetrina, equisetonina, niacina.

Gli effetti antifiammatori e vasostimolanti sono dovuti al campferolo.

Gli effetti antiossidanti sono dovuti ai composti fenolici.

Gli effetti antimicrobici sono dovuti principalmente all’isoquercitina.

Effetti antitumorali:
Alexandru, Valentina, Daniela N. Petrusca, and E. L. V. I. R. A. Gille. “Investigation of pro-apoptotic activity of Equisetum arvense L. water extract on human leukemia U 937 cells.” Romanian Biotechnological Letters 12.2 (2007): 3139.
Effetti antivirali:
Kim, Yunjeong, Sanjeev Narayanan, and Kyeong-Ok Chang. “Inhibition of influenza virus replication by plant-derived isoquercetin.” Antiviral research 88.2 (2010): 227-235.

Effetti antidiabetici:

Soleimani, Safiyeh, Fathallah Fathi Azarbaizani, and Vahid Nejati. “The effect of Equisetum arvense L.(Equisetaceae) in histological changes of pancreatic ß-cells in streptozotocin-induced diabetic in rats.” Pak J Biol Sci 10.23 (2007): 4236-4240.

Effetti osteotrofici ed antimicrobici:
Bessa Pereira, C., et al. “Equisetum arvense hydromethanolic extracts in bone tissue regeneration: in vitro osteoblastic modulation and antibacterial activity.” Cell proliferation 45.4 (2012): 386-396.

Effetti sedativi ed anticonvulsivanti:
Dos Santos Jr, J. G., et al. “Sedative and anticonvulsant effects of hydroalcoholic extract of Equisetum arvense.” Fitoterapia 76.6 (2005): 508-513.

Effetti analgesici ed antifiammatori:
Do Monte, Fabrı́cio Hoffmann Martins, et al. “Antinociceptive and anti-inflammatory properties of the hydroalcoholic extract of stems from Equisetum arvense L. in mice.” Pharmacological research 49.3 (2004): 239-243.

Effetti ansiolitici:
Singh, Navdeep, et al. “Anxiolytic effects of Equisetum arvense Linn. extracts in mice.” (2011).
Effetti diuretici:
Carneiro, Danilo Maciel, et al. “Randomized, double-blind clinical trial to assess the acute diuretic effect of Equisetum arvense (field horsetail) in healthy volunteers.” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2014 (2014).

Effetti antiossidanti ed epatoprotettivi:
Oh, Hyuncheol, et al. “Hepatoprotective and free radical scavenging activities of phenolic petrosins and flavonoids isolated from Equisetum arvense.” Journal of Ethnopharmacology 95.2-3 (2004): 421-424.

L’assunzione di equiseto è controindicata in chi soffre di diabete, deficienza di tiamina e ipocalemia.

L’interazione con farmaci al litio è pericolosa.

Non sono noti effetti collaterali significativi.

Tutte le informazioni relative ai nostri prodotti vengono fornite a titolo informativo sulla cultura psiconautica e storico sulla cultura tribale: non vogliono incoraggiare atteggiamenti pericolosi e/o di illegalità.

I termini usati nelle categorie ed i tag non vogliono suggerire l’uso medicinale e ricreazionale dei prodotti, solo organizzarli in base al loro uso storico, scientifico e sociale.

Le ricette sono fornite a titolo scientifico: non vogliono incoraggiare i clienti a ripeterle, né tantomeno a consumarne i prodotti.

I nostri contenuti non sono stati valutati dalla FDA o da una qualunque figura medica professionale: le possibili applicazioni, indicazioni posologiche ed avvertenze sono descritte solo a scopo educativo, sono speculazioni personali e non costituiscono parere medico.

I prodotti vengono venduti come incensi, materiale botanico da collezione e materiale scientifico da ricerca. Non sono destinati al consumo umano.

 

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