PIANTE AFRODISIACHE: FOLKLORE O SCIENZA?

Esistono moltissime specie vegetali che sono state impiegate dalle diverse culture come afrodisiaci, qualcosa cioè in grado di stimolare la libido e potenziare le prestazioni sessuali.

Alcune di queste non hanno alcun reale effetto farmacologico, sono semplici simboli spesso di forma fallica o vaginale.
Ma non bisogna generalizzare.

Numerose evidenze scientifiche sembrano supportare le applicazioni tradizionali di alcune di queste piante. Gli effetti afrodisiaci si espletano attraverso più meccanismi farmacologici, spesso anche molto diversi.

ALIMENTI AFRODISIACI
Se oggi pensiamo a cibi afrodisiaci ci vengono subito in mente il cioccolato, il peperoncino o i crostacei.

Ma in passato venivano attribuite proprietà afrodisiache a molti altri alimenti soprattutto di origine vegetale: carote, pastinache, asparagi, melanzane, banane venivano associati al pene per la loro forma allungata; fichi, fagioli, carciofi, melograni, aglio, avocado e molti altri ai testicoli.

A parte le somiglianze strutturali con i genitali, molte di queste piante universalmente diffuse sembrano davvero avere un qualche effetto farmacologico sulla sessualità.

Iniziamo dai più conosciuti.

1)Peperoncino (Capsicum annuum)
Il peperoncino, simbolo dell’eros, è in realtà un semplice vasodilatatore e favorisce l’afflusso di sangue ai genitali. 
Non sembra stimolare la libido anche se alle dosi medicinali ha effetti significativi sul CNS caratterizzati da miglioramento dell’umore, abbassamento dei livelli di ansia e desensibilizzazione al dolore [1].
E’ stata brevettata una crema a base di minoxidil e capsaicina accettata per il trattamento della disfunzione erettile [2].

2)Cioccolato (Theobroma cacao)
Il cioccolato è considerato un afrodisiaco già dai tempi delle antiche popolazioni precolombiane che lo chiamavano “Theobroma”, cibo degli dei. Veniva infatti consumato solo dai più ricchi nelle occasioni speciali.
Nel 1520 fu introdotto Europa dove venne mischiato a zucchero e vaniglia per migliorarne il sapore. 
Il cacao grezzo è infatti molto amaro per via dell’alto contenuto di derivati metilxantinici (teobromina, caffeina, teofillina). Purtroppo questi vengono pesantemente danneggiati dai processi di lavorazione e trasformazione per questo il cacao in polvere industriale è soltanto una alimento e non uno stimolante [3].
Questi composti stimolano il rilascio di adrenalina, tiramina e fenitilammina, inducendo effetti afrodisiaci ed euforizzanti [4]
Contiene anche anandamide ed altri cannabinoidi derivati dagli acidi grassi, molecole implicate nel senso del benessere e della ricompensa scatenato da consumo di cibo, attività fisica, rapporti sessuali o altre attività gratificanti [5].
Gli studi che hanno valutato sperimentalmente i potenziali effetti afrodisiaci dovuti al consumo cronico di cioccolato ne dimostrano l’inefficacia [6], bisognerebbe valutare l’effetto degli estratti a base di chicchi grezzi possibilmente non fermentati.

3)Aglio (Allium sativum)
Un alito che puzza di aglio può solo danneggiare rapporti personali ed eventuali partner sessuali, eppure questo alimento viene da sempre considerato un afrodisiaco.
E’ menzionato negli antichi testi di medici Egiziani, Greci, Romani, Cinesi ed Indiani; veniva consumato dagli atleti olimpici per migliorare la performance sportiva [7]. 
Studi sperimentali dimostrano molte delle applicazioni terapeutiche tradizionali, una ricerca del 2004 dimostra i suoi effetti positivi sulla libido in maniera dose dipendente [8].
Dell’aglio cinese (Allium tuberosum) sono stati testati i semi risultando nella diminuzione dei tempi di latenza delle cavie nella monta, nella penetrazione e nell’eiaculazione incrementandone contemporaneamente la frequenza [9]
Una ricerca molto recente sembra suggerire che il consumo di aglio alteri l’odore del sudore maschile rendendolo molto gradito alle donne, forse per via delle sue proprietà antivirali o dell’alta percentuale di nutrienti pregiati [10].

4)Basilico (Ocimum basilicum)
Il basilico è noto per le sue proprietà stimolanti sul flusso sanguigno, il suo consumo sembra legato ad un aumento significativo nei livelli di testosterone e nella qualità dello sperma [11].
Anche il famoso parente indiano, il tulsi (Ocimum sanctum), è stato testato per le sue proprietà afrodisiache risultando però in un effetti detrimentali [12].
Al contrario estratti a base di basilico africano (Ocimum gratissimum) sono risultati nell’incremento dell’attività sessuale delle cavie maschili [13].
Una combinazione composta da foglie di basilico africano e moringa è in grado di alleviare e ristorare per quanto possibile l’architettura testicolare e la funzione spermatogenica nei ratti diabetici [14].

5)Sedano (Apium graveolens)
Il sedano viene lodato per le sue proprietà afrodisiache già ai tempi degli antichi Greci e dei Romani.
La radice è ricca di androsterone un ormone dalla nota attività androgenica, sembra anche funzionare da feromone. Non ha effetti sessuali accertati sugli umani ma è irresistibile per le femmine di alcune specie come i suini.
Una combinazione a base di olio di sedano, e vitamina E è stata testata su ratti con tossicità testicolare chimicamente indotta alleviandone le alterazioni degenerative ed incrementando contemporaneamente la qualità dello sperma e la massa testicolare [15].
L’applicazione popolare come potenziatore della libido non ha nessun fondamento scientifico.

ERBE AFRODISIACHE MEDITERRANEE

1)Zafferano (Crocus sativus)
Il termine “zafferano” deriva dal greco “krokos”, giallo; ma le prime testimonianza del consumo umano risalgono addirittura all’età del bronzo.
C’è una leggenda tramandata da Ovidio che parla dell’origine mitologica dello zafferano: un giovane innamorato di nome Crocus inseguiva una ninfa di nome Smilax nella foresta di Atene, ma questa, stufa delle pressioni lo tramutò nella pianta di zafferano dai pistilli arancione acceso a simboleggiare il suo immenso ed incontenibile ardore.
Lo zafferano infatti viene spesso associato alla sessualità: Cleopatra credeva rendesse il coito più piacevole, ancora più indietro nel tempo, circa 5000 anni fa, i Sumeri preparavano rimedi naturali e pozioni magiche con questa pianta.
I Persiani ne facevano degli estratti ad acqua per combattere la malinconia, lodandone gli effetti afrodisiaci e narcotici.
I principali composti attivi presenti nello zafferano sono safranale e crocina, il secondo è il principale responsabile dell’azione afrodisiaca.
La somministrazione di estratti di zafferano e crocina suscita nelle cavie maschio un aumento dell’attività sessuale [16].
Un altra ricerca su uomini affetti da disfunzione erettile ne dimostra l’efficacia nel trattamento di questo disturbo già con 10 giorni di somministrazione [17].

2)Fieno greco (Trigonella foenum-graecum)
Il fieno greco ha una lunga tradizione in medicina popolare come stimolante della produzione del latte, applicazione che è stata sperimentalmente dimostrata [18].
Estratti a base di semi della pianta non mostrano effetti sui livelli generali di testosterone, ma ne incrementano i livelli circolanti oltre a favorire la salute dello sperma e la performance fisica [19].
Una altra ricerca dimostra miglioramenti nella funzionalità sessuale di cavie diabetiche [20].
Gli effetti di questa pianta sembra siano dovuti sia al suo contenuto di steroidi che all’alta percentuale di saponine (circa 12%), quest’ultime influenzano il rilascio degli ormoni dalla ghiandola pituitaria [21].

3)Passiflora (Passiflora incarnata)
La passiflora è un erba nota per le sue proprietà sedative ed ansiolitiche, ha anche lievissimi effetti mao-inibitori.
Tra le sue applicazioni tradizionali nella medicina popolare la troviamo anche come stimolante della libido, uno studio sul comportamento sessuale dei ratti sembra supportarne l’efficacia [22].
Un flavonoide (benzoflavone) isolato da questa pianta è stato proposto come farmaco alternativo per la corretta funzionalità sessuale nelle cavie maschio con disfunzione sessuale indotta da THC [23].

ERBE AFRODISIACHE INDIANE
1)Ashwagandha (Withania somnifera)
L’ashwagandha viene considerata come il corrispettivo maschile dello shavatari: ha effetti benefici ad ampio spettro, agisce come un adattogeno migliorando la resistenza a diversi tipi di stress, migliora la libido e la funzionalità sessuale, supporta una buona forma fisica, previene molti disturbi legati all’invecchiamento e ne rallenta anche gli effetti fisiologici.
Una ricerca condotta su volontari adulti sani di età compresa tra i 50 e i 59 anni cui furono somministrati 3 g di radice di Ashwagandha in polvere riporta miglioramenti a carico di emoglobina, conto delle cellule rosse, salute di capelli e pelle. Il 71% dei soggetti ha anche confermato un aumento significativo nella performance sessuale [24].
Estratti a base di ashawagandha sono stati testati su ratti immaturi risultando in un marcato aumento nel diametro e nello spessore dei tubuli seminiferi [25].
Influenza anche quantità e qualità dello sperma, la somministrazione in pazienti affetti da oligospermia sembra contrastare l’infertilità [26].
Uno studio condotto utilizzando la risonanza magnetica nucleare (RMN) su uomini affetti da infertilità dimostra la capacità dell’ashwagandha nel ristabilire i livelli normali di lattato, alanina, citrato, GPC, istidina, fenilalanina nel plasma seminale [27].
In altro lavoro condotto su soggetti affetti da infertilità stress-indotta ha alleviato i livelli di ansia, migliorando anche le difese antiossidanti e il profilo seminale. Il 14% dei pazienti è riuscito in seguito a concepire superando il disturbo [28].
E’ stata candidata anche come farmaco naturale alternativo per contrastare le disfunzioni sessuale e ormonali tipiche del diabete di tipo 2 [29].
Molto promettente è pure l’applicazione nella cura dei disturbi sessuali indotti dalla morfina e dagli altri oppiacei: in una ricerca ha indotto un aumento particolarmente marcato negli ormoni sessuali del gruppo delle cavie tossicodipendenti rispetto ai controlli [30].
Così come lo shavatari ha effetti benefici anche sugli uomini, così l’ashwagandha agisce anche sulla libido femminile, incrementando il grado di eccitamento, la lubrificazione e l’intensità degli orgamismi, la soddisfazione sessuale e la frequenza dell’attività sessuale [31].

2)Shavatari (Asparagus racemosus) 
Il termine “shavatari” significa “lei che ha centinaia di mariti”, in riferimento alle sue proprietà afrodisiache specifiche per le donne. E’ l’unico afrodisiaco (almeno che io sappia) che ha questa particolarità. 
Viene menzionato nel Rig Veda e nell’Atharvaveda (due antichi testi religiosi indiani) come un potente rasayana (un tonico ringiovanente/longevizzante) in grado di potenziare forza, memoria ed intelligenza. Il succo fresco della radice è la parte più utilizzata nella medicina ayurvedica. 
Secondo i medici indiani la pianta agisce bilanciando i livelli ormonali durante le varie fasi della vita di una donna, prevenendo e alleviando disturbi come irregolarità mestruale, menopausa precoce ed infertilità.
La deficienza estrogenica che segue la menopausa accelera i processi dell’invecchiamento incrementando anche il rischio di osteoporosi e malattie arteriose coronariche.
Lo shavatari dovrebbe aiutare a prevenire questi ed altri disturbi legati all’invecchiamento, migliorando la qualità di vità e non solo la longevità nelle donne. [32]. 
I suoi effetti estrogenici lo rendono utile anche come supporto per il parto. La sua somministrazione durante la gravidanza incrementa il volume delle ghiandole mammarie, delle corna uterine, dilata l’apertura vaginale, incrementa l’iperplasia del tessuto muscolare degli organi genitali dilatandone i vasi ed inspessendone la parete epiteliale [33].
La pianta ha effetti afrodisiaci anche sugli uomini.
Una ricerca ha confrontato gli effetti di decotto normale allo shavatari e di un decotto tradizionale ayurvedico con il latte (Ksheerpaka) sull’attività sessuale di ratti maschi.
I risultati migliori sono stati ottenuti con il decotto al latte alla dose di 200/mg/kg: riduzione nella latenza di monta, eiaculazione, penetrazione e aumento della frequenza. Inoltre hanno notato miglioramenti nell’erezione che potrebbero supportare un eventuale impiego nella cura dei disturbi erettili. La pianta sembra comportarsi in maniera simile ad un testosterone-booster [34]
In un altro lavoro sono stati testati con successo estratti acquosi ed alcolici fatti con la radice di shavatari .[35].

3)Shilajit (Asphaltum bitumen)
Lo shilajit è un essudato roccioso, non è una pianta, ma viene prodotto a partire dalla decomposizione di diverse specie vegetali come Barbula, Fissidens, Minium, and Thuidium, Asterella, Dumortiera, Marchantia, Pellia, Plagiochasma, Stephenrencella-Anthoceros, Euphorbia royleanaand e Trifolium repens [36].
Viene lodato in medicina ayurvedica come rasayana (tonico ringiovanente/ longevizzante), viene impiegato nel trattamento disturbi sessuali, genitourinari, ittero, indigestione, milza ingrossata, malattie nervose, bronchite cronica ed anemia. 
In Nepal e nord dell’India i bambini lo consumano a colazione insieme al latte.
Gli Sherpa, un gruppo etnico delle montagna himalayane famoso per la sua forza e l’incredibile longevità, lo consumano nella loro dieta quotidiana.
Gli effetti sulla sessualità e sulla performance sono mediati dalla stimolazione del CNS e dall’aumento dell’attività dopaminergica [37].
In più incrementa i livelli di testosterone e deidroepiandrosterone (DHEA) generando un significativo effetto androgenico [38].

4)Fagiolo vellutato (Mucuna pruriens)
La mucuna è stata usata in medicina ayurvedica fin dai tempi Vedici (1500-1000 a.C) per il trattamento di diverse patologie nervose tra cui anche il Parkinson. 
I semi della pianta hanno infatti un alto contenuto di L-dopa, gli estratti sono risultati più efficaci della levadopa sintetica nella cura dei sintomi del Parkinson [39]
I numerosi altri composti attivi presenti nella mucuna potenziano l’azione farmacologica della L-dopa alleviandone allo stesso tempo gli effetti collaterali. Infatti questo composto isolato esprima effetti afrodisiaci sopra i 100 mg/kg mentre un estratto acquoso di mucuna (0,69% levadopa) ho indotto effetti afrodisiaci significativi già alla dose di 75 mg/kg [40].
La mucuna manifesta anche una marcata azione androgenica caratterizzata da un aumento dei livelli di testosterone, della massa testicolare e dell’attività della fosfatasi alcalina [41].
Negli uomini sterili la pianta riattiva le difese antiossidanti ed allevia i livelli di stress. Riequilibra i livelli di perossidasi lipidica, superossido dismutasi (SOD), catalasi, GSH migliorando la conta e la motilità seminale [42].
In un altro lavoro condotto con una simile metodologia è stato rilevato anche un aumento nei livelli di dopamina, adrenalina, noradrenalina ed LH [43].
La mucuna mostra promettenti applicazioni nella cura dei disturbi sessuali indotti dal diabete di tipo 2: miglioramento della funzionalità sessuale, della libido, della potenza e della qualità dello sperma e dei livelli ormonali [44].

ERBE AFRODISIACHE TAILANDESI

1)Butea (Butea superba)
La Butea Superba viene chiamata dal popolo Thai “Kwao Kreu Dang” o “Red Kwao Krua”, il nome deriva dal colore (rosso) della linfa delle lunghe radici.
Viene impiegata in tutte le sue parti nella medicina tailandese ed ayurvedica, le radici si indicano come afrodisiaco e tonico maschile.
Gli effetti androgenici della pianta sono supportati da più evidenze sperimentali, sembra anche ridurre i livelli di ormone luteinizzante (LH) [45].
E’ efficace nel trattamento di impotenza e disfunzione erettile, parte dell’azione farmacologica sembra mediata dall’inibizione della proteina chinasi associata a Rho-2 (ROCK-II) che causa il rilassamento del corpo cavernoso [46].
Inoltre sono stati isolati dei glicosidi flavonoidici in un estratto di Butea frondosa (una specie molto simile alla superba) che agiscono come inibitori delle PDE-5 [47].
Questa pianta, nonostante sia molto potente come erettogeno, non presenta effetti collaterali di rilievo, anzi può giovare alla salute generale grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti ed ipoglicemiche.

2)Galanga (Alpinia galanga)
La radice di galanga è diffusa in Asia come spezia e pianta medicinale, ha proprietà simili per alcuni versi allo zenzero e viene impiegata anche a scopo afrodisiaco.
Ha un alto contenuto di shagaolo, un composto di cui sono note le proprietà erettogeniche e stimolanti sulla libido [48] 
La somministrazione di estratti a base di radice di galanga induce un aumento nella concentrazione, nella viabilità e nella motilità dello sperma nelle cavie, incrementando allo stesso tempo i livelli di testosterone [49].
Un decotto di Alpinia calcarata, una specie chimicamente simile e vicina alla galanga, è risultato in potenti effetti afrodisiaci privi di tossicità ed effetti collaterali severi anche agli alti dosaggi [50].

3)Tongkat Ali (Eurycoma longifolia)
Il Tongkat Ali ha una lunga tradizione in Indonesia e Malesia che risale al periodo coloniale del 1700. 
La radice è stata equiparata al chinino nel trattamento della malaria, viene molto lodata come antidoto contro il veleno dei serpenti. 
Nella medicina popolare malesiana viene impiegata anche come energizzante ed afrodisiaco.
Estratti a base di Tongkat Ali incrementano l’attività sessuale sia negli individui sessualmente pigri che in quelli attivi [51].
Incrementa il sex drive ed è in grado di suscitare eccitazione sessuale in assenza di stimoli genitali diretti [52].
Il Tongkat Ali è stato proposto anche come sostituto per la terapia sostitutiva con testosterone, di cui sono noti i pesanti effetti collaterali tra cui cancro alla prostata. La pianta invece, non solo non manifesta alcun segno di tossicità, ma migliora anche la glicemia e la salute ossea [53].
Secondo ricerca condotta su soggetti affetti da ipogonadismo ad insorgenza tardivi è efficace nel trattamento di questo ed altri disturbi simili [54].
Le sue proprietà afrodisiache sembrano mediate dalla sua azione adattogenica: si è dimostrato efficace nel migliorare il profilo ormonale di individui affetti da stress moderato [55].
Ha effetti benefici in funzione degli effetti fisiologici dell’invecchiamento, è stato inserito in alcune combinazioni per migliorare la qualità di vita e la performance negli uomini adulti e di mezza età [56]. 
Esperimenti sui ratti anziani dimostrano che diversi tipi di estratti di Tongkat Ali suscitano tutti un significativo aumento nella frequenza di monta [57].
In un altro studio condotto su uomini sani la somministrazione di tribolo ha migliorato i punteggi relativi a libido, qualità e quantità seminale, funzionalità motoria ed erettile. Nei soggetti con un BMI superiore ai 25 kg/m2 ha supportato significativamente la perdita di massa grassa [58].
Ha effetti anabolic favorenti lo sviluppo muscolare in entrambi i sessi, incrementado livelli circolanti di testosterone [59].
Sulle donne il Tongkat Ali ha effetti antiestrogenici: ha alleviato notevolmente il quadro patologico nei ratti femmina con disturbi mestruali e cisto-follicolari indotti sperimentalmente dalla somministrazione di testosterone (10mg/kg per 3 settimane [60].

4)Tribolo (Tribulus terrestris)
Gli antichi Greci sono stati i primi ad impiegare il tribolo come tonico, diuretico ed euforizzante. Questa pianta ha anche una lunga tradizione nella medicina indiana e cinese, è nota soprattutto per le sue proprietà afrodisiache.
Le foglie della pianta sono la parte più ricca di saponine della pianta, una di questa, la protodioscina, sembra essere il principale composto responsabile degli effetti sulla sessualità. 
Incrementa la concentrazione dei recettori androgenici nelle cellule, rendendo l’organismo più sensibile verso testosterone ed altri ormoni sessuali [61].
Questi effetti androgenici non sono ancora ben chiari e potrebbero essere specifici per ipoandrogenismo e condizioni simili: una ricerca condotta su uomini giovani in salute non riporta nessun differenza tra i profili ormonali del gruppo tribolo rispetto ai controlli [62]. 
Invece uno studio su ratti sessualmente pigri evidenzia un aumento significativo dell’attività sessuale in seguito alla somministrazione di estratti di tribolo [63].
In una ricerca condotta su ratti castrati si è visto come il consumo di tribolo induca un miglioramento significativo della funzionalità sessuale [64].
E’ in grado anche di proteggere i testicoli da elementi tossici come il cadmio mediante la sua azione antiossidante, chelante e stimolante sulla produzione di testosterone [65].
E’ efficace anche sulle donne, aiuta a ristabilire la corretta funzionalità sessuale incrementando i livelli di deidroepiandrosterone (DHEA), un ormone ancora poco conosciuto, la cui supplementazione sembra alleviare i sintomi di alcune disfunzioni sessuali femminili [66].
Un altra ricerca condotta su ratti femmina sani riporta un aumento significativo nel peso corporeo e degli organi riproduttivi, oltre che nei livelli di LH e FSH [67].

ERBE AFRODISIACHE CINESI
1)Erba di capra (Epimedium sagittatum/grandiflorum)
L’erba di capra viene usata nella Medicina Tradizionale Cinese da più di 2000 anni per trattare disfunzione erettile, stress e molti altri disturbi.
Il principale composto attivo presente in questa pianta è l’icariina, un flavonoide che ha proprietà androgeniche simili al testosterone e al viagra [68]. Infatti è in grado di inibire le fosfodiesterasi PDE5 supportando l’impiego tradizionale per il trattamento della disfunzione erettile [69].
L’erba di capra è stato inserito in alcune combinazioni per trattare i disturbi della libido negli uomini [70].
L’icariina Insieme all’icariitina ha effetti estrogenici nelle donn:, in una ricerca si è visto come la somministrazione ripetuta di estratti di Epimedium acceleri lo sviluppo puberale nelle cavie incrementando anche il peso di ovaie, utero e ipofisi [71].

2)Gotu kola (Centella asiatica)
La centella è una famosa pianta medicinale che ha una lunga tradizione in India e un po’ tutta l’Asia.
Nella medicina ayurvedica e cinese viene impiegata per il trattamento di diverse condizioni patologiche oltre che come tonico generale, la pianta si comporta come un agente nervo-tonico, nootropico [72] ed afrodisiaco.
Una combinazione acquosa a base di Centella asiatica, Piper retrofractum e Curcuma domestica ha indotto effetti anabolici ed androgenici nelle cavie senza manifestare effetti collaterali significativi [73].
Sempre lo stesso gruppo di ricerca ha testato una combinazione a base di Centella asiatica, Lunasia amara Blanco e Curcuma domestica riportando un aumento nei livelli di testosterone oltre che nella frequenza di penetrazione e coito dei ratti maschi [74].
Una formula più recente a base di Panax quinquelotius, Eurycoma longifolia, Epimedium grandiflorum, Centella asiatica e polline di fiori misti si è dimostrata equivalente al viagra nella sua azione farmacologica, ma diversamente da questo priva di tossicità significativa. Per questo è stata proposta come farmaco alternativo per il trattamento della disfunzione erettile [75].

3)Tè (Cammelia sinensis)
Il te nasce nella parte Sud Ovest della Cina come preparato medicinale, ma si è diffuso in poco tempo in tutto il mondo come bevanda stimolante.
Il te contiene infatti caffeina, teobromina e teofillina; oltre alla teanina di cui sono note le proprietà nootropiche ed ansiolitiche.
Una ricerca del 2008 ha rilevato una marcata azione afrodisiaca nei ratti maschi individuata dall’aumento dei livelli sierici di testosterone e da una migliore performance sessuale in seguito alla somministrazione di te nero. 
I ricercatori ipotizzano che questa bevanda di cui si conosce l’alto profilo di sicurezza possa essere efficace nel trattamento di eiaculazione precoce, mancanza di desiderio ed altri disturbi sessuali [76].

4)Ginseng (Panax ginseng)
Il ginseng è conosciuto in Asia fin dagli albori della Medicina Tradizionale Cinese, Shennong (il leggendario imperatore dei 5 cereali) consumò per primo la radice e sentì una gradevole sensazione di calore. Per questo la considerò un rimedio naturale per la disfunzione erettile e la mancanza di desiderio sessuale. 
Anche la forma fallica ha fatto si che gli venissero attribuite proprietà afrodisiache [77].
I principali composti attivi presenti in questa pianta sono delle saponine triterpeniche a struttura steroidea (ginsengosidi) che hanno effetti fisiologici complessi ad ampio spettro. 
Tra questi si annoverano un aumento della perfomance fisica e sessuale, mediato dall’aumento del rilascio di ossido nitrico e da un migliore utilizzo dell’ossigeno da parte della cellule muscolari [78]. 
Gli effetti erettogeni sono anch’essi mediati dall’aumento dal sistema L-arginina/ ossido nitrico [79].
La somministrazione di estratti a base di ginseng migliora la concentrazione, la motilità, la morfologia e la viabilità seminale negli uomini sterili [80].
Il suo profilo di sicurezza è stato valutato anche durante gravidanza ed allattamento risultando per lo più sicuro: gli effetti collaterali androgenici riportati da uno studio sono stati causati da un adulterante [81].
Il ginseng originale coreano (Panax ginseng) è molto costoso e viene spesso tagliato con piante simili, da qui i grossi limiti metodologici nello studio delle sue proprietà farmacologiche.

ERBE AFRODISIACHE AFRICANE
1)Yohimbe (Pausinystalia yohimbe)
Lo yohimbe è un albero africano la cui corteccia viene esportata in tutto il mondo per l’alto contenuto di yohimbina.
La farmacologia di questo composto non è ancora del tutto chiara, si lega a diversi recettori serotoninergici ed adrenergici implicati nella libido e nei processi erettili. 
Precisamente antagonizza il recettore alfa-2 adrenergico, 5-HT1b, 5-HT1d e D2 della dopamina; invece agisce come agonista del 5-HT1a.
Il risultato è il potenziamento del turnover della dopamina e della noradrenalina nell’ippocampo, rallentando allo stesso tempo quello della serotonina nel nucleo striato. 
Nella corteccia frontale incrementa i livelli di dopamina e noradrenalina, ma riduce quelli della serotonina. [82].
Questi meccanismi sono alla base dei potenti effetti dello yohimbe sul CNS, la corteccia viene fumata come allucinogeno dai pigmei e dagli aborigeni dell’Africa occidentale. 
La yohimbina è strutturalmente molto simile alla serotonina e ai classici allucinogeni (DMT, LSD, mescalina, etc.), le sue proprietà psichedeliche sono supportate dalla ricerca scientifica [83].
Tuttavia ai dosaggi terapeutici non manifesta solitamente effetti collaterali severi o irreversibli, per questo è stato promosso come farmaco naturale alternativo per il trattamento della disfunzione erettile [84]. 
Diversamente da aminotetralina e naloxone, la yohimbina stimola l’attività sessuale anche nei ratti sessualmente esausti con lesioni al sistema noradrenergico [85]. 
Non sembra avere effetti significati sulle donne: in una ricerca condotta su un campione affetto da disordine ipoattivo del desiderio sessuale non ha manifestato effetti significativi [86].

2)Guaranà (Paullinia cupana)
Il guaranà è un famoso sostituto del caffè ormai diffusosi nei bar di tutto il mondo. I semi della pianta hanno un contenuto di caffeina molto alto, superiore a quello del comune caffè. 
Come tutti sanno la caffeina stimola il CNS incrementando anche l’attività sessuale nei ratti maschi
[87].

Altri afrodisiaci che devono la loro azione al contenuto di caffeina sono la noce di cola (Kola nitida e acuminata), il mate (Ilex paraguariensis).
La cola amara (Garcinia kola) ha una percentuale di caffeina molto bassa (0,6%) ma ha effetti più marcati sull’attività sessuale delle cavie incrementando anche i livelli di testosterone [88].
Una combinazione afrodisiaca comprendente anche guaranà è stata approvata per il trattamento e la prevenzione della disfunzione erettile e dei disturbi sessuali legati all’invecchiamento [89].

FONTI
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